Lista di preghiere e benedizioni ebraiche

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Preghiera Kol Nidre dello Yom Kippur (1825)

Si elencano qui appresso alcune preghiere e benedizioni (sing. berakhah, plur. berakhot) in lingua ebraica che fanno parte dell'ebraismo e vengono recitate dalla maggioranza degli ebrei. Tali preghiere e benedizioni si possono trovare nel Siddur, il libro di preghiere ebraico.[1] Questa voce tratta delle benedizioni liturgiche ebraiche che solitamente iniziano con la seguente formula:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם...‏ [2]?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu, melekh ha'olam...

Traduzione: "Benedetto sei Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo..."

Preghiere comuni[modifica | modifica sorgente]

Amidah
עמידה
"Preghiera in piedi", nota anche come Shemoneh Esreh ("i Diciotto"), è una componente essenziale del servizio liturgico ebraico. Viene detta tre volte al giorno (quattro volte nelle festività e cinque volte durante lo Yom Kippur).
Mizmor Shir
מזמור שיר
Salmo 30. Recitato all'inizio di Pesukei Dezimra.
Baruch Sheamar
ברוך שאמר
Prima benedizione di Pesukei Dezimra, serve da transizione nel servizio liturgico di preghiera. Viene quindi cantata in melodia fissa, comunemente derivata dalla Hatikvah.[3] Ci sono sette aspetti di Dio citati in Barukh she'amar:[4] 1) Dio parlò ed il mondo venne ad essere; 2) Dio parla, fa, decreta e compie; 3) Dio è misericordioso; 4) Dio premia coloro che lo temono; 5) Dio è eterno; 6) Dio salva e redime il popolo; 7) Benedetto è il Nome di Dio.
Cantici di Ringraziamento Serie di paragrafi di Pesukei Dezimra. Include Salmo 100 e Hodu o Hodu Lashem Kir'u Bishmo (da 1 Cronache 16:8-36). Questa non è più una delle preghiere di ringraziamento: fu prima recitata da Davide dopo che ebbe recuperato l'Arca dai filistei. Dopo tale evento, divenne una preghiera standard.[5]
Yehi kevod
יהי כבוד
Serie di versetti recitati durante Pesukei Dezimra, prima di Ashrei. La preghiera è una rappresentazione dell'esaltazione dei Nomi di Dio sia in cielo che in terra.[6][7] La sequenza di Yehi kevod con Ashrei è significativa: simbolizza la connessione di una relazione interiore dove Dio aiuta e conforta e la Cui benevolenza ci è sempre accanto.[8]
Ashrei
אשרי
Recitata tre volte al giorno: durante Pesukei Dezimra, dopo Uva Letzion e all'inizio di Mincha (Ne'ila nello Yom Kippur). La preghiera è composta principalmente del Salmi 145 nella sua interezza, con un versetto da Salmi 84 e 144 aggiunti all'inizio e un versetto da Salmi 115 aggiunto alla fine. I primi due versetti che sono aggiunti entrambi iniziano con la parola ebraica "ashrei" (che si traduce in "felice" o "lodevole" o "fortunato"), da cui il titolo della preghiera stessa.
Hallel (pesukei dezimra)
הלל
Include Ashrei e Salmi 146, 147, 148, 149 e 150. Questi salmi sono recitati perché sono dedicati interamente alla lode di Dio.[9]
Baruch Hashem L'Olam (Shacharit)
ברוך ה לעולם
Recitato come benedizione dopo la conclusione di Hallel e consiste di versetti che iniziano con la parola Baruch (ברוך), ebraico di Benedetto, che afferma che Dio è fonte di benedizioni. Il paragrafo consiste di quattro versetti: v. 53 da Salmi 89, v. 21 da Salmi 135 e vv. 18-19 da Salmi 72.
Vayivarech David
ויברך דוד
Dal Libro delle Cronache Libro I, Capitolo 29, versi 10-13 (29:10-13). I quattro versetti che compongono questa preghiera furono declamati da Davide in uno dei più drammatici momenti della sua vita, quando gli fu negato il diritto di costruire Tempio Santo (Beit Hamikdash), ma gli fu permesso di metter da parte le necessarie risorse affinché fosse poi costruito da suo figlio Salomone.[10]
Ata Hu Hashem L'Vadecha Dal Libro di Nehemia, Capitolo 9, vv. 6-11 (9:6-11). La tradizione di recitare questi versetti, insieme a Vayivarech David (da Cronache) prima della Canzone del Mare, è per commemorare i miracoli che Dio fece al Mar Rosso.[11] Nella maggioranza dei siddurim questa preghiera appare in due paragrafi separati. La separazione avviene nel mezzo del terzo versetto (Neemia 9:8), a significare il cambiamento del nome da Abram ad Abramo, elevando la sua condizione da padre di Aram a padre di una moltitudine di nazioni.[12]
Az Yashir (Canzone del Mare)
אז ישיר
Da Esodo 15:1-18. Il poema è seguito dai versetti 15:20-21 che rappresentano una canzone cantata da Miriam e le altre donne. La Canzone del Mare fu cantata dagli israeliti dopo l'attraversamento del Mar Rosso e celebra la distruzione dell'esercito egiziano durante il passaggio, con il preannuncio di future conquiste a Canaan.
Yishtabach
ישתבח
Tradotto "[Dio] sia lodato" , benedizione finale di Pesukei Dezimra. Il tema del numero "quindici" gioca un ruolo essenziale nella benedizione: ci sono quindici espressioni di lode all'inizio della prima metà del paragrafo e quindici parole nella benedizione conclusiva (dopo "Benedetto sei Tu, o Dio..."). Il numero quindici è un'allusione sia al Nome Divino יה (la cui ghematria è quindici) e ai quindici Canti delle Ascensioni composti da Davide, Salmi 120–134. Due temi si trovano in Yishtabach: 1) la potenza e immensità di Dio meritano la nostra lode e adorazione, 2) si deve continuamente lodare Dio.[13]
Yotzer ohr
יוצר אור
Prima benedizione recitata durante Shacharit, nota anche come Birkat yotzer, "Benedizione della creazione":

in ebraico: רוךְ אַתָּה יְיָ אֱלֹהֵנוּ מֶלֶךְ הָעוֹלָם, יוֹצֵר אוֹר וּבוֹרֵא חשֶׁךְ, עֹשֶֹה שָׁלוֹם וּבוֹרֵא אֶת הַכֹּל. בָּרוךְ אַתָּה יְיָ, יוֹצֵר הַמְּאוֹרוֹת?

  • Traduzione: Benedetto sei Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, che formi la luce e crei l'oscurità, che innalzi la pace e crei tutte le cose. Benedetto sei tu, o SIGNORE, che formi la luce.

Secondo un Midrash, Adamo ed Eva furono i primi a recitare questa benedizione quando si trovavano nel Giardino dell'Eden.[14] L'Ebraismo riconosce che il sole è il fulcro della vita, emanatore della luce necessaria per tutta la vita sulla Terra, e Birkat Yotzer Or è una benedizione del sole.[15]

Maariv Aravim
מעריב ערבים
Prima benedizione recitata durante Maariv. È una lode di Dio perché fa arrivare l'oscurità, controllando il giorno e la notte, ordinando le stelle nel cielo e le stagioni sulla Terra.[16] È preferibile recitare Maariv dopo il crepuscolo ed è permesso recitarla comunque in qualsiasi momento dopo il tramonto del sole, anche se il crepuscolo non è ancora iniziato.[17]
Ahava Rabbah
אהבה רבה
Seconda benedizione recitata durante Shacharit. Questa preghiera è un'espressione di ringraziamento per l'amore che Dio ha dato al Suo popolo.[18] Si ringrazia Dio per il dono della Torah, che dà vita.[19] e per aver fatto degli ebrei il popolo eletto.[20]
Ahavat Olam
אהבת עולם
Seconda benedizione recitata durante Maariv, parallela con Ahava Rabbah che viene recitata durante Shacharit e similmente è un'espressione di ringraziamento a Dio per il dono della Torah.[21]
Shema Israel
שמע ישראל
Al centro dei servizi di preghiera ebraica, afferma fede e fiducia in un Unico Dio ed è composta da tre sezioni tratte dalla Torah.
Kaddish
קדיש
Preghiera aramaica che si concentra sull'idea di magnificazione e santificazione del Nome di Dio. Questa preghiera è normalmente recitata a conclusione di un periodo di studio o una sezione del servizio di preghiera. Poiché le persone in lutto sono tenute a recitare la versione funebre del Kaddish, a volte è vista come preghiera per i defunti, ma in realtà non menziona affatto la morte.
Birkat Kohanim
ברכת כהנים
La "Benedizione sacerdotale", recitata dai Kohanim durante le Festività ebraiche (quotidianamente in Israele).
Avinu Malkenu
אבינו מלכנו
"Nostro Padre, Nostro Re": cfr. Zaddiq. Preghiera recitata durante i servizi liturgici di Rosh haShanah e Yom Kippur, come anche nei "Dieci Giorni di Pentimento"[22] da Rosh haShanah fino a Kippur. Nella tradizione aschenazita viene recitata in tutti i giorni di digiuno (Ta'anit); nella tradizione sefardita solo perché è recitata nei Dieci Giorni di Pentimento, cade durante i giorni di digiuno di Yom Kippur e del Digiuno di Gedaliah.[23]
Ein Keloheinu
אין כאלהינו
Preghiera lirica recitata alla fine delle funzioni dello Shabbat e delle Festività, che loda l'Unicità di Dio.
Aleinu
עלינו
L'Aleinu loda Dio per aver permesso al popolo ebraico di servirLo ed esprime la speranza che tutto il mondo riconosca Dio e abbandoni l'idolatria
An‘im Zemirot
אנעים זמירות
Formalmente nota come "Il cantico di Gloria" - Shir HaKavod in ebraico: (שיר הכבוד?, questa canzone viene cantata alla fine delle preghiere mattutine nello Shabbat. Tradotta con "Canterò dolci canzoni", questo poema liturgico ebraico viene declamato nella sinagoga nella maniera dei responsa, col primo versetto letto ad alta voce dallo shaliach tzibbur (שליח ציבור, lett. "messaggero della congregazione"), il secondo versetto recitato dalla congregazione all'unisono e così via. Il poma si pensa sia stato scritto da Rav Yehudah haChassid, studioso del movimento pietista Chassidei Ashkenaz del XII secolo.
Hallel
הלל
Salmi 113–118, recitati come preghiera di lode e ringraziamento durante le Festività ebraiche. Hallel viene detto in due modi: "Hallel completo" e "Hallel parziale"
Kol Nidre
כל‑נדרי
Preghiera recitata in sinagoga all'inizio del servizio serale durante lo Yom Kippur (יום כיפור), Giorno dell'Espiazione. È una dichiarazione di assoluzione da voti fatti, per liberare l'orante dalla colpa dovuta all'inadempimento di voti fatti nell'anno precedente (e quello a venire)
Shehecheyanu
שהחיינו
Benedizione per occasioni speciali (una volta all'anno)
Birkat Hamazon
ברכת המזון
Benedizione dopo i pasti, per ringraziare Dio del cibo e del Suo aiuto in generale
Tefilat HaDerech
תפלת הדרך
Preghiera del viaggiatore per un viaggio sicuro
Birkat HaBayit
ברכת הבית
Benedizione della casa, posta (o incisa) dentro una targa commemorativa o una khamsa.
Ma Tovu
מה טובו
Preghiera di venerazione per la sinagoga, recitata al mattino entrando (anche in altri luoghi sacri).
LeShem Yichud
לשם יחוד
Brano introduttivo alle Tefillot[24], ad alcune preghiere e/o Benedizioni ed ad alcune Mitzvot (cfr Benedizione, Shekhinah, Tetragramma biblico e Tiqqun).
Preghiera prima di addormentarsi
קריאת שמע שעל המטה
Include preghiere varie, anche della tradizione della Qabbalah ebraica, tra cui il terzo Shemà del giorno, perdono per offese subite, richiesta per evitare incubi e/o pensieri "molesti" ed altro (cfr Siddur).
Preghiere personali nell'Amidah
... א-להי
In una parte dell'Amidah, quando desiderato e/o necessario, è permesso aggiungere preghiere personali (cfr Mitzvah e Siddur)
Yigdal (canto)
... יגדל
Canto liturgico al termine di Arvit di Shabbat e per alcune ricorrenze ebraiche: esso rammenta i tredici principi di fede ebraica

Festività[modifica | modifica sorgente]

Candele dello Shabbat

Shabbat[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qiddush.

Shabbat (ebraico), (Sabato in italiano)

Benedizione per l'accensione delle candele[modifica | modifica sorgente]

N.B.: Le candele dello Shabbat vengono accese il venerdì, almeno diciotto minuti prima del tramonto.

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו להדליק נר של שבת.‏?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher qiddeshanu b'mitzvotav v'tzivanu lehadliq ner shel Shabbat.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di accendere le luci di Shabbat."

Quando un giorno di Chanukkah capiti di Shabbat bisogna prima accendere i lumi della prima e poi quelli di Shabbat, entrambi prima del tramonto come l'Halakhah prescrive.

Havdalah (Cerimonia della "Separazione")[modifica | modifica sorgente]

(Havdalah si recita il sabato sera, di solito un'ora dopo il tramonto, misurata col momento in cui tre stelle appaiono in cielo, che indica la fine dello Shabbat)[25]

Havdalah è una cerimonia che comporta quattro benedizioni.

Poiché la havdalah si recita sopra una coppa di vino, per prima si benedice il vino:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי הגפן.‏?

Traslitterazione: Barukh ata Adonai Eloheinu melekh ha‑olam, bo're p'ri hagafen.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei il frutto della vite."
Rituale della Havdalah, Spagna XIV secolo

Poi si odorano le spezie, recitando la benedizione mentre le si odorano:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא מיני בשמים.‏?

Traslitterazione: Barukh ata Adonai Eloheinu melekh ha‑olam, bo're minei b'samim.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei le varietà degli aromi."

Si passano le spezie in giro tra gli astanti che a loro volta le odorano.

Successivamente, si guarda una candela con molti stoppini, già accesa, dicendo la benedizione:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא מאורי האש.‏?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, bo're m'orei ha'esh.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei le luci del fuoco."

La candela viene sollevata in aria e gli astanti guardano il riflesso delle fiammelle sulle loro unghie.

Infine si recita una benedizione di lode a Dio che ha separato il sacro dal profano:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, המבדיל בין קודש לחול, בין אור לחושך, בין ישראל לעמים, בין יום השביעי לששת ימי המעשה. ברוך אתה ה', המבדיל בין קודש לחול.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, ha'mavdil bein kodesh l'hol, bein or l'hoshekh, bein yisra'el la'amim, bein yom ha'sh'vi'i l'sheshet y'mei ha'ma'a'se. Barukh atah Adonai, ha'mavdil bein kodesh l'hol.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che distingui tra il sacro ed il profano, tra luce e tenebre, tra Israele e le nazioni, tra il settimo giorno e i sei giorni di lavoro. Benedetto sii Tu o SIGNORE, che distingui tra il sacro ed il profano."

Hanukkah[modifica | modifica sorgente]

Le regole per l'accensione del lumi, le benedizioni ed i canti in uso nella comunità ebraica di Roma
Menorah d'argento della Hanukkah

Due benedizioni vengono recitate mentre si accendono le candele della Hanukkah[26] La prima sera si recita anche la benedizione sheheheyanu.Vedi sotto

Le Benedizioni vengono recitate prima di accendere i lumi con il lume dello Shamash, la candela accessoria.

Benedizione all'accensione delle candele[modifica | modifica sorgente]

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו להדליק נר של חנוכה.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher qiddeshanu b'mitzvotav v'tzivanu lehadliq ner shel Hanukkah.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di accendere le luci di Hanukkah."

Benedizione per i miracoli della Hanukkah[modifica | modifica sorgente]

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, שעשה נסים לאבותינו בימים ההם בזמן הזה.‏ ?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, she'asa nisim la'avoteinu ba'yamim ha'heim ba'z'man ha'ze.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che hai fatto miracoli per i nostri antenati in quei giorni in questo momento..."

Rosh Hashanah e Yom Kippur (Le Grandi Festività)[modifica | modifica sorgente]

Accensione delle candele[modifica | modifica sorgente]

Non si accendono le candele con la berakha (benedizione) per yom tov di Rosh haShana ma per gli altri Yom tov vige l'obbligo con la Benedizione come per i lumi di Shabbat ma terminando con le parole ner shel yom tov.

Mele e miele per Rosh haShanah presso gli Ashkenaziti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seder.

Alla vigilia di Rosh haShanah, all'inizio del pasto festivo, è tradizione intingere delle mele crude nel miele come maniera simbolica di chiedere a Dio di concedere un dolce anno nuovo.

Benedizione sulle mele e sul miele:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי העץ.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai, Eloheinu, melekh ha'olam, bo're p'ri ha'etz.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei la frutta degli alberi."

Si mangia un morso di mela intinta nel miele, recitando subito dopo:

in ebraico: יהי רצון מלפניך, ה׳ א‑לוהינו וא‑לוהי אבותינו, שתחדש עלינו שנה טובה ומתוקה.‏?
Traslitterazione: Y'hi ratzon mil'fanekha, Adonai Eloheinu velohei avoteinu, shet'hadesh aleinu shana tova um'tuka.
Traduzione: "Sia la Tua volontà o SIGNORE, nostro Dio e Dio dei nostri avi, di rinnovarci un anno buono e dolce."

Sukkot[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sukkot.
in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו לישב בסכה.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu leishev ba'sukah.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di dimorare nella sukkah."

Mezuzah[modifica | modifica sorgente]

Mezuzah della Sinagoga Yochanan ben Zakai a Gerusalemme
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mezuzah.

La seguente benedizione viene recitata quando si attacca la mezuzah allo stipite della porta:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו לקבוע מזוזה.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu, melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu likbo'a m'zuza.
Traduzione: ""Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato con i Tuoi comandamenti e comandato di affiggere la mezuzah."

Ogni abitazione ebraica dovrebbe avere una mezuzah all'entrata e sugli stipiti delle stanze con l'esclusione dei bagni, dei corridoi, delle cantine e della cucina quando non vi si soggiorni usualmente.

Sheheḥeyanu ("Tu che ci hai tenuto in vita")[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Shehecheyanu.

Questa benedizione è detta quando capita un evento piacevole, che non è capitato da qualche tempo: si includono tutte le festività eccetto lo Shabbat; si recita la prima sera di Hanukkah, ma non le sere successive; la benedizione viene detta anche in occasione di affissione di mezuzah (specialmente in una nuova abitazione), di acquisto di un vestito nuovo o nel mangiare un frutto nuovo che non si sia ancora mangiato dall'inizio di Rosh haShana, appunto il capodanno.[27]

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, שהחינו וקימנו והגענו לזמן הזה.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, she'hehiyanu v'kiy'manu v'higi'anu la‑z'man ha‑ze.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai tenuto in vita e permesso di arrivare a questo momento".

Preghiere e benedizioni quotidiane[modifica | modifica sorgente]

Svegliandosi[modifica | modifica sorgente]

in ebraico: מודה אני לפניך מלך חי וקיים שהחזרת בי נשמתי בחמלה, רבה אמונתך.‏?
Traslitterazione: Modeh ani lifanekha melekh hai v'kayam shehehezarta bi nishmahti b'hemla, raba emunatekha.
Traduzione: "Ti rendo grazie, o Re Vivente ed Eterno, per avermi restituito l'anima con compassione; abbondante è la Tua fedeltà!"

Lavaggio delle mani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Netilat Yadaim.

Dopo le necessità "fisiche" Naturali[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'Halakhah, citata anche nel Qitzur Shulchan Arukh, soprattutto mattino e sera si compiono tali necessità anche per essere maggiormente adeguati per le Tefillot, per lo studio della Torah o per Mitzvot varie; tali Berakhot, dopo la Netilat Yadaim, sono:

בָּרוּךְ אַתָּה יְהֹוָה אֱלֹהֵינוּ מֶלֶךְ הָעוֹלָם אֲשֶׁר יָצַר אֶת .הָאָדָם בְּחָכְמָה וּבָרָא בוֹ נְקָבִים נְקָבִים חֲלוּלִים חֲלוּלִים גָּלוּי וְיָדוּעַ לִפְנֵי כִסֵּא כְבוֹדֶךָ שֶׁאִם יִפָּתֵחַ אֶחָד מֵהֶם אוֹ יִסָּתֵם אֶחָד מֵהֶם אִי אֶפְשַׁר לְהִתְקַיֵּם וְלַעֲמוֹד לְפָנֶיךָ .אֲפִילוּ שָׁעָה אֶחָת .בָּרוּךְ אַתָּה יְהֹוָה רוֹפֵא כָל בָּשָׂר וּמַפְלִיא לַעֲשֹוֹת?

« Benedetto sii Tu, HaShem, nostro Dio, Re del Mondo, che ha creato l'"uomo" con sapienza dotandolo di aperture e cavità; è evidente e noto dinanzi al trono della Tua gloria che non sarebbe possibile sopravvivere neppure un istante qualora si chiudesse/occludesse o si aprisse una di esse. Benedetto sii Tu, Hashem, che cura ogni creatura/molte creature, ed è prodigioso nel farlo »
(Siddur Mamash, Bavli Berakhot 60b)

Con i termini "aperture" e "cavità" si intendono sia gli "orifizi" sia gli "elementi" del sistema circolatorio, quali capillari, vene... ed altre parti.

Mattino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zmanim.

Elohai Neshamah

in ebraico: אלהי נשמה שנתת בי טהורה היא אתה בראתה אתה יצרתה נפחתה בי, [ואתה משמרה בקרבי ואתה עתיד למלה ממני ולהחזירה בי לעתיד לבא כל זמן שהנשמה בקרבי מודה אני לפניך, יי אלהי ולהי אבותי, רבון כל המעשים, אדון כל הנשמות. ברוך אתה יי, המחזיר נשמות לפגרים מתים‏]?
Traslitterazione: "Elohai neshama shenatata bi t'horah hi. Atah b'ratah, atah y'tzartah, atah n'fachtah bi v'atah m'shamrah b'kirbi [veatah' atid litelah mime'ni ulehachazirah bi leatid lavo kol z'man shehaneshaman b'kirbi modeh/ah ani lefaneicha, Adonai Elohai v'lohei avotai, Ribobn kol hamasim, Adon kol haneshamot. Baruch atah Adonai, hamachazir neshamot lifgarim metim]."
Traduzione: "Mio Dio, l'anima che mi hai dato è pura. Tu l'hai creata, Tu l'hai formata e Tu l'hai alitata in me. [e Tu la custodisci mentre rimane in me. Un giorno me la toglierai e ripristinerai nel tempo a venire. Fintanto che l'anima è in me, Ti ringrazio, HaShem mio Dio e Dio dei miei avi, Padrone di tutto, Signore di tutte le anime. Benedetto sii Tu, HaShem, che ripristini le anime nei corpi senza vita]."[28]

Poke'ach Ivrim

in ebraico: ברוך אתה יי אלהינו מלך העולם פוקח עורים.?
Traslitterazione: Baruch atah Adonai Eloheinu, melekh ha'olam poke'ach ivrim.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che apri gli occhi ai ciechi.[29]

Con questa Benedizione la preghiera non riguarda la vista ridonata alle persone cieche ma ad uno stato interiore che tutti potrebbero vivere.

Tzitzit[modifica | modifica sorgente]

Le tzitzyot del Tallit

Il nome ebraico tzitzit (in ebraico: ציצית ?, plur. tzitzyot) si riferisce alle frange rituali intrecciate che vengono indossate dagli ebrei osservanti e che sono attaccate ai quattro angoli del Tallit (scialle di preghiera, per esteso chiamato anche Talllit gadol) e del Tallit Qatan.[30]

Col Tallit Qatan[modifica | modifica sorgente]

Ebreo ortodosso che indossa un Tallit qatan di lana sotto il gilet.

Le tzitzit vengono prima ispezionate per rendersi sicuri che siano intatte prima di indossare il tallit qatan. Mentre lo si tiene tra le mani, pronto per essere indossato, si recita la seguente benedizione:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו על מצות ציצת.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav, v'tzivanu al mitzvat tzitzit.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato coi comandamenti delle frange."

Dopo aver indossato il tallit qatan, molti baciano le tzitzit; altri dicono anche quanto segue:

in ebraico: יהי רצון מלפניך ה׳ א‑להי וא‑להי אבותי, שתהי חשובה מצות ציצת לפניך כאלו קימתיה בכל פרטיה ודקדוקי וכונותיה ותריג מצות התלוים בה, אמן סלה.‏?
Traslitterazione: Y'hi ratzon mil'fanekha, Adonai Elohai velohei avotai, she't'hei hashuva mitzvat tzitzit l'fanekha, k'ilu kiyamtiha b'khol p'rateha v'dikdukeha v'khavanoteha, v'taryag mitzvot ha't'luyim bah. Amen, Selah.
Traduzione: "Possa esser desiderio davanti a Te, o SIGNORE, mio Dio e Dio dei miei padri, che il comandamento delle frange sia considerato davanti a Te come adempiuto in tutti i suoi aspetti, i suoi dettagli e intenzioni, così come i 613 comandamenti che dipendono da esso. Amen, Selah."[31]

Col Tallit Gadol[modifica | modifica sorgente]

Ispezione delle tzitzit[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente si legge il Salmo 104:1–2:

in ebraico: ברכי נפשי את ה׳ . ה׳ א‑להי, גדלת מאד; הוד והדר לבשת – עטה אור כשלמה, נוטה שמים כיריעה.‏?
Traslitterazione: Barkhi nafshi et Adonai. Adonai Elohai, gadalta m'od; hod v'hadar lavashta – O'te or ka'salma, no'te shamayim ka'y'ri'a.
Traduzione: "Benedici il SIGNORE, anima mia. SIGNORE, mio Dio, quanto sei grande!

Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto, Tu stendi il cielo come una tenda."

Prima di indossare il Tallit[modifica | modifica sorgente]
in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו להתעטף בציצת.‏?
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu l'hit'atef ba'tzitzit.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di cingerci con frange."
Col Tallit intorno al corpo[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente si recita il Salmo 36:8–11:

in ebraico: מה יקר חסדך א‑להים, ובני אדם בצל כנפיך יחסיון. ירוין מדשן ביתך, ונחל עדניך תשקם. כי עמך מקור חיים, באורך נראה אור. משך חסדך לידעיך, וצדקתך לישרי לב.‏?
Traslitterazione: Ma yakar hasd'kha Elohim, uvnei adam b'tzel k'nafekha yehesayun. Yirv'yun mi‑deshen beitekha, v'nahal adanekha tashkem. Ki im'kha m'kor hayim, b'or'kha nir'e or. M'shokh hasd'kha l'yod'ekha, v'tzidkat'kha l'yish'rei lev
Traduzione: "Quanto è preziosa la Tua grazia, (o) Dio! Si rifugiano gli uomini all'ombra delle Tue ali. Si saziano dell'abbondanza della Tua casa e li disseti al torrente delle Tue delizie. È in te la sorgente della vita, alla Tua luce vediamo la luce. Concedi la Tua grazia a chi Ti conosce, la Tua giustizia ai retti di cuore.

Coi tefillin[modifica | modifica sorgente]

Tefillin del braccio[modifica | modifica sorgente]

Prima di allacciare il filatterio del braccio, si recita la seguente benedizione:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם אשר קדשנו במצותו וצונו להניח תפילין.‏?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu l'hani'ah t'filin.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di indossare i tefillin."

Tefillin della testa[modifica | modifica sorgente]

Autorità religiose sefardite e chassidiche sono dell'opinione che la benedizione per i tefillin della testa non sia necessaria e che quella per i tefillin del braccio sia sufficiente.[27] Gli ebrei ashkenaziti però la recitano anche per i tefillin della testa, prima di allacciarli:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותו וצונו על מצות תפילין.‏?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu al mitzvat t'filin.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato con i Tuoi comandamenti e ci hai comandato col comandamento dei tefillin."

Tefillin del braccio che formano la lettera ebraica ש (shin), secondo una tradizione ashkenazita

A causa del dubbio sulla necessità di questa preghiera, la si segue con un'affermazione di lode, per non aver pronunciato il nome di Dio invano::

in ebraico: ברוך שם כבוד מלכותו לעולם ועד.‏?

Traslitterazione: Barukh shem k'vod malkhuto l'olam va'ed.

Traduzione: "Benedetto sia il Nome del Suo regno glorioso ora e sempre."

Obbligatorio recitare quest'ultimo versetto nel caso in cui l'ebreo che svolge le Benedizioni succitate abbia parlato, anche tra una recita e l'altra, durante la legatura dei Tefillin del braccio e quelli della testa.

I filatteri al dito medio[modifica | modifica sorgente]

Il resto delle cinghie dei teffilin sono poi avvolte tre volte intorno al dito medio e alla mano, accompagnando l'avvolgimento con la recitazione del passo biblico da Osea 2:21-22:

in ebraico: וארשתיך לי לעולם, וארשתיך לי בצדק ובמשפט ובחסד וברחמים, וארשתיך לי באמונה וידעת את ה'.‏ ?

Traslitterazione: V'erastikh li l'olam, v'erastikh li b'tzedek u‑v'mishpat u‑v'hesed u‑v'rachamim. V'erastikh li b'emuna v'yadat et Adonai.

Traduzione: "Ti fidanzerò con Me per sempre, ti fidanzerò con Me nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nella compassione, ti fidanzerò con Me nella fedeltà e tu conoscerai il SIGNORE."

Benedizione durante il pasto[modifica | modifica sorgente]

N'tilat Yadayim (Lavaggio rituale delle mani)[modifica | modifica sorgente]

Le mani vengono lavate ritualmente prima di consumare certi cibi.

Nella tradizione ashkenazita e in qualche comunità sefardita (e altre), si fa prima di mangiare il pane. In alcuni riti sefarditi e nella comunità tedesca che ebbe origine a Francoforte, le abluzioni vengono eseguite prima di bere il vino o mangiare il pane da solo o col vino (come accade prima dello Shabbat o pasto festivo), dicendo questa benedizione:

Prima di lavarsi le mani:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו על נטילת ידים.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Elohenu melekh ha'olam, asher qiddeshanu b'mitzvotav v'tzivanu al netilath yadayim.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e comandato di lavarci le mani."

Benedizione del pane[modifica | modifica sorgente]

Questa benedizione viene recitata solo per pane fatto di (o composto di) farina, orzo, segale, avena, farro.

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, המוציא לחם מן הארץ.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, ha'motzi lehem min ha‑aretz.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci porti pane dalla terra."

Dopo il pasto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Birkat Hamazon.

La benedizione congiunta di Birkat Hamazon viene recitata solo dopo aver consumato un pasto che contenga pane (inclusa la matzah) fatto di uno o un misto di farina, orzo, segale, avena, farro.

Dopo la Birkat Hamazon molti sefarditi di rito spagnolo e portoghese recitano Ya Comimos o cantano Bendigamos. Queste preghiere sono simili per contenuto alla benedizione Birkat Hamazon.

Ya Comimos (Ladino Tradizionale) Ya Komimos (Ladino Moderno) Abbiamo Mangiato (Traduzione italiana)
Ya comimos y bevimos, y al Dio santo Baruch Hu u-Baruch Shemo bendiximos; que mos dió y mos dará pan para comer, y paños para vestir y años para bivir. El Padre el grande que mande al chico asegun tenemos de menester para muestras cazas y para muestros hijos. El Dio mos oiga y mos aresponda y mos apiade por su nombre el grande, somos almicas sin pecado. Hodu L'Adonai ki tov ki le-olam hasdo. Hodu L'Adonai ki tov ki le-olam hasdo. Siempre mijor, nunca peor, nunca mos manque la meza del Criador. Amen. Ya komimos, y bevimos, i al Dio santo Baruj Hu u-Baruj Shemo bendishimos; ke mos dio i mos dara pan para komer, i panyos para vestir i anyos para bivir. El Padre el grande ke mande al chico asegun tenemos de menester para muestras cazas i para muestros hijos. El Dio mos oiga i mos aresponda i mos apiade por su nombre el grande, somos almikas sin pekado. Hodu L'Adonai ki tov ki le-olam jasdo. Hodu L'Adonai ki tov ki le-olam jasdo. Siempre mijor, nunka peor, nunka mos manke la meza del Kriador. Amen. Abbiamo mangiato e abbiamo bevuto, e Il Santo, Benedetto Egli sia, abbiamo benedetto, che ci ha dato e ci darà pane da mangiare, e vestiti da indossare, e anni da vivere. Il Grande Padre che dà al piccolo, ci dà secondo i nostri bisogni per le nostre case e per i nostri figli. Dio ci ascolta e ci risponde e ha pietà di noi, per il Suo Gran Nome, siamo piccole anime senza peccato. Rendete grazie al SIGNORE, perché Egli è buono, e la Sua Misericordia dura sempre. Rendete grazie al Signore, perché Egli è buono, e la Sua Misericordia dura sempre. Sempre in meglio, mai in peggio, mai ci mancherà la tavola del Creatore. Amen[32]

Questa preghiera è alquanto simile al Bendigamos (che segue) e, come già specificato, condivide molti elementi col contenuto del Birkat Hamazon.

Castigliano: Italiano:

Bendigamos

Bendigamos al Altísimo,
Al Señor que nos crió,
Démosle agradecimiento
Por los bienes que nos dió.

Alabado sea su Santo Nombre,
Porque siempre nos apiadó.
Load al Señor que es bueno,
Que para siempre su merced.

Bendigamos al Altísimo,
Por su Ley primeramente,
Que liga a nuestra raza
Con el cielo continuamente,

Alabado sea su Santo Nombre,
Porque siempre nos apiadó.
Load al Senor que es bueno,
Que para siempre su merced.

Bendigamos al Altísimo,
Por el pan segundamente,
Y también por los manjares
Que comimos juntamente.

Pues comimos y bebimos alegremente
Su merced nunca nos faltó.
Load al Señor que es bueno,
Que para siempre su merced.

Bendita sea la casa esta,
El hogar de su presencia,
Donde guardamos su fiesta,
Con alegría y permanencia.

Alabado sea su Santo Nombre,
Porque siempre nos apiadó.
Load al Señor que es bueno,
Que para siempre su merced.

Benediciamo

Benediciamo l'Altissimo
Il SIGNORE che ci creò,
RendiamoGli grazie
Per il bene che ci ha dato.
Lodato sia il Suo Santo Nome,
Perché ha sempre avuto pietà di noi.
Lodato sia il SIGNORE, perché è buono
E la Sua misericordia è eterna.

Benediciamo l'Altissimo
In primo luogo per la Sua Legge,
Che lega la nostra gente
In continuità col Cielo,

Lodato sia il Suo Santo Nome,
Perché ha sempre avuto pietà di noi.
Lodato sia il SIGNORE, perché è buono
E la Sua misericordia è eterna.

Benediciamo l'Altissimo
In secondo luogo per il pane
E anche per i cibi
Che abbiamo mangiato insieme.

poiché abbiamo mangiato e bevuto allegramente
La Sua misericordia non ci è mai mancata.
Lodato sia il SIGNORE, perché è buono
E la Sua misericordia è eterna.

Benedetta sia questa casa,
Luogo della Sua presenza,
Dove teniamo la Sua festa,
Con allegria e permanenza.

Lodato sia il Suo Santo Nome,
Perché ha sempre avuto pietà di noi.
Lodato sia il SIGNORE, perché è buono
E la Sua misericordia è eterna.[33]

Una frase finale viene inserita in ebraico, ripetuta due volte:

in ebraico: .הוֹדוּ לַיָי כִּי־טוֹב. כּי לְעוֹלָם חַסְדּוֹ ?
Sia ringraziato il SIGNORE, poiché è buono. La Sua misericordia dura in eterno.

Benedizione del cibo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ikar v'tafel.

Si dicono altre apposite benedizioni sul cibo quando non si consuma un pasto completo (per es., senza pane).

Esistono cinque "gruppi di cibo" halakhici:

Prima di mangiare prodotti di granoM'zonot[modifica | modifica sorgente]

Prima di mangiare prodotti che escludano il pane (per es., una torta) fatti di farina, orzo, segale, avena, o farro (e riso, secondo certe opinioni):[34]

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא מיני מזונות.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu, Melekh ha'olam, bo're minei m'zonot.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei le varietà di nutrimento."

Prima di bere vinoHa-Gafen[modifica | modifica sorgente]

Questa benedizione è per il vino fatto d'uva, ma non per altre bevande fermentate. (Bibite simili al vino ma fatte con altri frutti ed altri alcolici richiedono la Benedizione Sheakol)

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי הגפן.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu Melekh ha'olam, bo're p'ri ha'gafen.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei il frutto della vigna."

Prima di mangiare fruttaHa-Etz[modifica | modifica sorgente]
in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי העץ.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu Melekh ha'olam, bo're p'ri ha'etz.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei la frutta degli alberi."

Prima di consumare altri prodotti – Ha-Adama[modifica | modifica sorgente]

Prima di mangiare prodotti vegetali che crescono direttamente dalla terra:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי האדמה.‏ ?

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu Melekh ha'olam, bo're p'ri ha'adama.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei il frutto della terra."

Per marmellate di frutta alcuni usano dire "...peri haetz" e "...peri haAdamah", altri "sheakol"; queste ultime due valgono anche per il "riso", secondo il Minhag in uso.

Altri liquidi e cibo particolare – She-Hakol[modifica | modifica sorgente]

Prima di mangiare o bere cibi non compresi nella prima quattro categorie:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, שהכל נהיה בדברו.‏? Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu Melekh ha'olam, she'hakol nih'ye bidvaro.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, mediante la Cui parola tutto viene ad essere/che' tutto fu per il detto della Sua "bocca"."

Mein Shalosh e Bore Nefashot[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amore nell'Ebraismo e Benedizione.

Al termine di alimentazione con cibi delle 7 specie di benedizione della Terra d'Israele si deve dire la Berakhah "Mein Shalosh", invece per gli altri cibi, senza "Amotzi" per pane o Matzah se non vi sono e/o non si vuole, si dice "Bore Nefashot" (cfr. Provvidenza nell'Ebraismo) – esse sono:

Benedizione Bore Nefashot
« Benedetto Tu Hashem, Dio nostro Re del mondo creatore di molti esseri animati "e di ciò che è necessario loro/provvedendo tutte le loro necessità", "per tutto quello che hai creato per permettere di vivere ad ogni essere vivente/creatore di [tutto] quanto è necessario per vivere a molti esseri viventi". Benedetto Colui che vive in eterno »

Quando alcuni chiesero al Besht se fosse corretto includere anche gli animali in questa benedizione e quindi nella provvidenza, egli rispose loro dicendo che ciò permette la rivelazione dei misteri sulla relazione tra Mondo Superiore e Mondo Inferiore anche dal Basso, dal terreno.[35]

Benedizione Mein Shalosh - breve paragrafo con variazioni nelle parole per adattare la preghiera alle seguenti tre categorie
  1. "Al hamichya" detta dopo cibi fatti di qualsiasi dei cinque grani: farina, orzo, segale, avena, farro;
  2. "Al hagafen" detta dopo vino e succo d'uva;
  3. "Al Ha-Etz" detta dopo uno o più dei cinque frutti coi quali la Terra d'Israele è benedetta: uva, fichi, melograni, olive e datteri.

Quando uno di questi cibi viene consumato, la preghiera dopo la consumazione viene detta solo una volta. Nello Shabbat, Yom Tov, o Rosh Chodesh, una frase aggiuntiva cita il giorno speciale.

« Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, per [1] il sostentamento e per il nutrimento, (e/o per) [2] il vino e il frutto del vino, (e/o per) [3] l'albero e il frutto dell'albero, per i prodotti del campo e per la terra preziosa, buona e spaziosa che hai generosamente dato in eredità ai nostri antenati, per mangiare i suoi frutti e essere saziati dalla sua bontà. Abbi misericordia, o SIGNORE, nostro Dio, di Israele Tuo popolo, di Gerusalemme Tua città, di Sion dimora della Tua gloria, del Tuo altare e del Tuo Tempio. Ricostruisci Gerusalemme, la città santa, velocemente nei nostri giorni, e portaci là e facci gioire in essa, e noi Ti benediremo in santità e purezza. »

Immersione nella Mikvah[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mikvah.

Questa benedizione si recita con l'immergersi nella mikvah (bagno rituale), cioè viene detta da una donna dopo le mestruazioni che fa il bagno nella mikvah per purificarsi. Quando si immergono utensili nella mikvah, le parole finali sono modificate dicendo "al-tevliat keilim".

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu al ha't'vila.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di immergerci."

Benedizione per esser sopravvissuti a malattia o pericolo[modifica | modifica sorgente]

La benedizione Birkhat Ha‑Gomeyl viene detta dopo esser sopravvissuti ad una malattia, parto, o pericolo (compreso un viaggio rischioso o una prigionia).

Traslitterazione:

Benedizione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, ha'gomeyl lahayavim tovot, sheg'malani kol tov.
Risposta della congregazione: Amen. Mi sheg'malkha (per una donna: sheg'malayikh) kol tov, hu yigmalkha (yigmalayikh) kol tov. Selah.

Traduzione:

Benedizione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che doni cose buone all'indegno e mi hai concesso ogni bontà."
Risposta della congregazione: "Amen. Colui che ti ha donato ogni bontà, possa Egli continuare a concederti ogni bontà. Selah."[31]

N.B.: Gli ebrei Mizrahi (siriani) precedono questa benedizione con la recita del Salmo 111:1:

Traslitterazione:

Odeh Adonai be'khol layvov b'sood yishorim v'aydah.

Traduzione:

"Renderò grazie al SIGNORE con tutto il cuore, nel consesso dei giusti e nell'assemblea."

... e alla fine (per i Mizrahi) la risposta della congregazione inizia così:[36]

Traslitterazione:

Amen. Ho'ayl shegmolokh kol tov, ....

Traduzione:

"Amen. Dio ti ha donato ogni bontà, ...."

Questa preghiera ha le sue origini nel Talmud (Talmud babilonese, Berachot 54b): "Rab Judah disse, nel nome del Rav, ci sono quattro persone che devono rendere grazie: (1) Una che ha attraversato il mare, (2) una che ha attraversato il deserto, (3) una che si è riavuta da malattia, e (4) una che è stata liberata da prigionia." Ciò veniva dedotto dal Salmo 107, dove vengono citate queste quattro situazioni. Nei giorni del Tempio queste persone portavano un sacrificio di ringraziamento ma, siccome questo non è più possibile, devono allora recitare in piedi le relative benedizioni.[37]

La parola גמל (gomeyl) significa ricompensa, un premio e spesso un generoso beneficio (per es. Salmi 13:6, 103:2,10 116:7). Joseph H. Hertz (1872–1946). Il Rabbino Capo dell'Impero Britannico, nel suo commentario del libro di preghiere (Siddur), osserva: "La Benedizione non si limita alla quattro classi di cui sopra [elencate nella citazione del Talmud], ma viene recitata dopo esser scampati da qualsiasi pericolo. Tale Benedizione è seguita con profonda compassione e partecipazione dagli altri fedeli." Hertz cita un esempio in Gran Bretagna nel 1940 quando la preghiera fu recitata da un'intera congregazione perché erano tutti sopravvissuti ad un bombardamento del Blitz la notte precedente.[38]

La maggioranza delle autorità halakhiche sostengono che la benedizione Ha‑Gomeyl deve esser detta in pubblico, di fronte ad una minian di dieci. È tradizione per gli uomini di dirla dopo esser stati chiamati alla Torah.
Tutte le autorità conservatrici e molte ortodosse[39] asseriscono che anche le donne sono obbligate a dire la benedizione Birkhat Hagomeyl. Tale benedizione non è legata a tempi particolari (preferibilmente dovrebbe esser recitata subito dopo lo scampato pericolo, appena se ne presenta l'opportunità) e in parte sostituisce l'offerta di todah (Ringraziamento), una delle classi di korban (sacrificio templare) che le donne erano obbligate a fare (per es. dopo il parto) nell'epoca del Tempio di Gerusalemme. Di conseguenza dette autorità affermano che le donne sono idonee ad essere conteggiate nel minian di 10, alla pari con gli uomini, per lo speciale proposito (mitzvah) di recitare pubblicamente la benedizione HaGomeyl e la sua risposta congregazionale.[40]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. anche Testo dell'Haggadah (IT)
  2. ^ Tutti i paragrafi in ebraico di questa pagina sono invertiti.
  3. ^ Mark L. Kligman, Maqām and liturgy: ritual, music, and aesthetics of Syrian Jews in Brooklyn, p. 90.
  4. ^ Ronald H. Isaacs, Every person's guide to Jewish prayer, p. 113.
  5. ^ Hayim Halevy Donin, To pray as a Jew: a guide to the prayer book and the synagogue service, p. 176.
  6. ^ Albert Gerhards, Clemens Leonhard, Jewish and Christian liturgy and worship: new insights into its history , p. 75.
  7. ^ Comprende una serie di versetti biblici presi dai segg. Salmi 104:31, 113:2-4, 135:13, 103:19, 1 Cronache 16:31, Salmi 10:16,92:1, Esodo 15:18, Salmi 33:10, Proverbi 19:21, Salmi 33:11,33:9,132:13,135:4,94:14,78:38,20:09 - Cfr. Abraham Zebi Idelsohn, Jewish liturgy and its development, p. 82.
  8. ^ Elie Munk, The World of Prayer: Commentary and Translation of the Siddur, pp. 93-94.
  9. ^ Hayim Halevy Donin, To pray as a Jew: a guide to the prayer book and the synagogue service, pp. 168-69.
  10. ^ The Complete Artscroll Siddur, cit., p. 75.
  11. ^ Hayim Halevy Donin, To pray as a Jew: a guide to the prayer book and the synagogue service, p. 174.
  12. ^ The Complete Artscroll Siddur, p. 77.
  13. ^ Ronald H. Isaacs, Every person's guide to Jewish prayer, p. 117.
  14. ^ Journeys through the siddur: Shabbat morning, curato da Torah Aura Productions, p. 7.
  15. ^ Matt Biers-Ariel, Deborah Newbrun, Michal Fox Smart, Spirit in Nature: Teaching Judaism and Ecology on the Trail, p. 27.
  16. ^ Bruce Kadden, Barbara Binder Kadden, Teaching Tefilah: Insights and Activities on Prayer, p. 45.
  17. ^ Walter Jacob, Rabbinic-lay relations in Jewish law, Freehof Institute of Progressive Halakhah, Central Conference of American Rabbis, p. 124.
  18. ^ Ronald L. Eisenberg, The JPS guide to Jewish traditions, Jewish Publication Society, pp. 419-20.
  19. ^ Eric Caplan,, From ideology to liturgy: Reconstructionist worship and American liberal Judaism, p. 92.
  20. ^ Eric Caplan, op. cit., p. 363.
  21. ^ Śiaḥ śarfe ḳodesh di Richard N. Levy, Hillel, Foundation for Jewish Campus Life, p. 62.
  22. ^ I Dieci Giorni di Pentimento (in ebraico: עשרת ימי תשובה?, Aseret Yemei Teshuva) sono i primi dieci giorni del mese ebraico di Tishri, usualmente durante il mese di settembre, iniziando con la festività di Rosh haShanah e finendo con la conclusione dello Yom Kippur.
  23. ^ Nulman, Macy, Encyclopedia of Jewish Prayer, Jason Aronson), 1993, p. 56.
  24. ^ Per esempio per Arvit si recita: Al fine di unire il "livello" Qedushà Berikh Hu al/ed il "livello" Shekhinteh, con timore ed amore, amore e timore, per unire il Nome Yod-Key con Vav-Kei, in "unione" completa in nome di tutto Israel, ecco: noi veniamo a recitare la preghiera di Arvit che Yaaqov nostro patriarca, la pace sia su di lui, ha istituito, con tutti i precetti che in essa sono compresi, per rettificare la sua "radice" in [un] "luogo altissimo", per soddisfare Colui (Dio) che "ci ha formato" e "fare" la Volontà del nostro Creatore. Possa la grazia del Signore/dell'Eterno nostro Dio essere su di noi, consolidare per noi l'"opera delle nostre mani", rendere "stabile l'opera delle nostre mani" (Siddur, Mamash)
  25. ^ testo delle benedizioni speciali (IT)
  26. ^ Qui e appresso cfr. S. Shendelman e A. Davis, Traditions. The Complete Book of Jewish Prayers, Hyperion, New York, 1998, Parte I.
  27. ^ a b Gates of Prayer, Chaim Stern (curatore), CCAR, New York, 1994, passim.
  28. ^ Trad. Lib. dal testo (EN) della edizione "Artscroll Siddur", p. 18
  29. ^ Trad. Lib. dal testo (EN) della edizione "Artscroll Siddur", pp. 18-20
  30. ^ Il Tallit katan ("piccolo tallit") è un indumento con frange - simile ad una veste senza maniche, che si infila dalla testa come un poncho dato che non ha apertura frontale - portata tradizionalmente sotto (a volte anche sopra) gli altri abiti dagli ebrei ortodossi. Possiede gli stessi requisiti religiosi del normale tallit (con tzitzit ai 4 angoli) ed è fatto di lana o cotone.
  31. ^ a b Per il significato dell'ebraico Selah, che appare spesso in congiunzione con Amen, specialmente nei Salmi; cfr. anche "Selah" nei Salmi (EN) ; "Cosa significa "Selah"?, di Tony Warren (EN) . In italiano si veda [1] di C. White (IT)
  32. ^ "Etz Chaim Sephardic Congregation" di Indianapolis, Birchat Hamazon ("Ringraziamento dopo i pasti")
  33. ^ H.P. Solomon, The Strange Odyssey of Bendigamos, American Sephardi Federation, Vol. 3, 1969.
  34. ^ K.M. Olitzky e D. Judson, Jewish Ritual, Jewish Lights, 2005, pp.15-25.
  35. ^ Moshe Rosman, Founder of Hasidism: A Quest for the Historical Ba'al Shem Tov, Littman Library cit., 2013.
  36. ^ Orot Sephardic Weekday Siddur (1994, Lakewood, NJ) p. 229; Koren Mizrahi Siddur (1988, Gerusalemme) p. 64; Nulman, Macy, Encyclopedia of Jewish Prayer (1993, NJ, Jason Aronson) p. 100.
  37. ^ Nulman, Macy, Encyclopedia of Jewish Prayer (1993, NJ, Jason Aronson) p. 100; Orot Sephardic Weekday Siddur (1994, Lakewood, NJ) p. 229 aggiunge le specificazioni rabbiniche che la malattia deve aver costretto la persona a stare a letto per almeno tre giorni, e che il viaggio per via terra deve esser stato rischioso o quantomeno esser durato più di 72 minuti fuori della città.
  38. ^ Abrahams, Israel, A Companion to the Authorised Daily Prayerbook (2ª ed. 1922, Londra, Eyre & Spottiswoode) p. LXXIX, (rist. 1966, NY, Hermon Press) p. 79; Hertz, Joseph H., The Authorized Daily Prayer Book with commentary, introduction and notes (ed. americana, 1948, NY, Bloch Publ.) pp. 487-488.
  39. ^ Cfr
  40. ^ Abrahams, Israel, A Companion to the Authorised Daily Prayerbook (2ª ed. 1922, Londra, Eyre & Spottiswoode) p. LXXIX, (rist. 1966, NY, Hermon Press) pa. 79; Hertz, Joseph H., The Authorized Daily Prayer Book with commentary, introduction and notes (ed. americana, 1948, NY, Bloch Publ.) pp. 487-488. Cfr. anche e specificamente "Women and Minyan" di Rabbi Aryeh A. Frimer (1988).URL consultato 15 aprile 2012; D.M. Feldman, Conservative Judaism, 26:4 (1972) pp. 35-36; Tomeikh KaHalachah ("Responsa of the Panel of Halakhic Inquiry of the Union for Tradional Conservative Judaism") volume 1 (Iyar 5746, maggio 1986) Orach Hayim, "Responsa no. 3 e 6". Tali articoli citano anche l'approccio di "uguaglianza d'obbligo" per la minian.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hilchot Tefilla: A Comprehensive Guide to the Laws of Daily Prayer, David Brofsky, KTAV Publishing House/OU Press/Yeshivat Har Etzion. 2010. ISBN 978-1-60280-164-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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