Gestione della pandemia di COVID-19 in Italia

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Pandemia di COVID-19 in Italia.

Per quanto riguarda la gestione della pandemia di COVID-19, l'Italia è stata il primo paese europeo a bloccare i voli diretti da e verso la Cina con una delle misure più drastiche nell'UE.[1] Una volta scoperto il primo focolaio interno, tra le prime misure adottate vi è stata la quarantena di 11 comuni dell'Italia settentrionale (in Lombardia e in Veneto). Il 23 febbraio il Consiglio dei ministri emana il decreto-legge n. 6, che sancisce la chiusura totale dei comuni con focolai attivi e la sospensione di manifestazioni ed eventi sugli stessi comuni; nei giorni successivi il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte emana una serie di decreti attuativi (DPCM) in cui le misure di restrizione si fanno progressivamente più ferree ed estese via via all'intero territorio nazionale: DPCM del 25 febbraio, del 1º, 4, 8, 11 e 22 marzo e del 1º, 10 e 26 aprile.

Con il DPCM del 16 maggio 2020 il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte annuncia al Paese l’inizio della fase 2, dal 18 maggio sino al 14 giugno 2020. In questa fase riprendono molte attività commerciali al dettaglio, inclusi bar, ristoranti e parrucchieri e si annullano alcune restrizioni, quali isolamento sociale e spostamento regionale. Viene eliminata definitivamente anche l’autodichiarazione che si sarebbe dovuta esibire alle autorità competenti. Lo spostamento tra regioni è stato ripristinato dal 3 giugno 2020 con un ulteriore allentamento delle restrizioni.[2]

In seguito alla risalita della curva dei contagi nell'autunno dello stesso anno, con il decreto-legge n. 125 del 7 ottobre e i DPCM del 13, 18 e 24 ottobre sono state progressivamente introdotte rinnovate restrizioni incentrate, più che sulla limitazione ai movimenti, a norme per regolare le attività commerciali e private.

Con le misure introdotte dal DPCM del 3 novembre 2020, e confermate dal DPCM del 3 dicembre 2020 e del 14 gennaio 2021, le Regioni italiane vengono raggruppate in tre tipi di scenari epidemiologici diversi, con l'adozione di misure più o meno restrittive a seconda dello scenario.[3][4][5] Con il decreto-legge n. 158 del 2 dicembre vengono imposte restrizioni agli spostamenti fra Regioni nel periodo natalizio (21 dicembre-6 gennaio)[6] e, con il decreto n. 172 del 18 dicembre, vengono imposte ulteriori restrizioni agli spostamenti all'interno e all'esterno dei Comuni durante i giorni festivi e prefestivi,[7] prorogate con il decreto legge n. 1 del 5 gennaio 2021.[8] Con il decreto n. 2 del 14 gennaio 2021 permane il divieto di spostamento fra Regioni fino al 15 febbraio e lo stato di emergenza fino al 30 aprile; resta, fino al 5 marzo, la classificazione in diversi epidemiologici con l'aggiunta di una "zona bianca" per le aree a basso rischio.[9]

Gestione dell'emergenza[modifica | modifica wikitesto]

Campodarsego, piazza Europa, le indicazioni date dall'amministrazione comunale e l'hashtag #iorestoacasa.
L'Unità operativa della Protezione civile istituita dal governo italiano per affrontare la pandemia di coronavirus (23 febbraio 2020)

Alle persone con sintomi è fatto obbligo per decreto di chiamare il numero di emergenza 112 invece di andare direttamente in ospedale, per limitare la diffusione della malattia.[10]

Il Ministero della salute ha fornito un sito web e un numero telefonico (1500) con cui le persone possono ottenere gli aggiornamenti e informazioni sulla situazione della pandemia di coronavirus in Italia, nonché segnalare casi sospetti.[11] L’Istituto superiore di sanità e il Ministero della salute hanno anche pubblicato un primo manifesto, con il supporto degli Ordini professionali di medici, farmacisti, veterinari e infermieri e delle principali società scientifiche e associazioni professionali, oltre che della Conferenza Stato-Regioni, che elenca dieci punti con le indicazioni su come lavarsi le mani, pulire le superfici e confutando le principali false notizie.[12]

Il Ministero della salute ha attivato dall'8 gennaio 2020 controlli sui voli diretti provenienti inizialmente da Wuhan, in seguito estesi a tutti voli provenienti dalla Cina, con misurazione della temperatura dei passeggeri prima dello sbarco in Italia. Il 22 gennaio il ministero ha dichiarato che in Italia non vi era circolazione virale, ed è stata avviata una sorveglianza specifica per la COVID-19 e sono state fornite istruzioni per la gestione dei potenziali casi e per la gestione delle persone provenienti dalle aree affette in Cina, e per i lavoratori a contatto con il pubblico.[13]

Il 31 gennaio, con delibera del Consiglio dei ministri[14], è dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario, connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dopo l'avviso di "emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale" (in inglese P.H.E.I.C., cioè Public Health Emergency of International Concern), lanciato il giorno precedente dall'Organizzazione mondiale della sanità, tramite il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus[15].

Il 25 febbraio il Dipartimento della Protezione Civile dispone l'ordinanza in cinque articoli che si occupa, fra l'altro, dell'approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale (DPI), dell'attivazione di un conto corrente per le donazioni (crowdfunding), dell'integrazione dell'ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, risalente al 3 febbraio[16][17].

Prima ondata[modifica | modifica wikitesto]

Il primo decreto legge[modifica | modifica wikitesto]

Comuni in quarantena con il primo decreto legge[18]
Provincia Comune Periodo
quarantena
Popolazione
Zona rossa
Lodi
(Lombardia)
Casalpusterlengo Dal 23 febbraio
all'8 marzo 2020
15 293
Codogno 15 978
Castiglione d'Adda 4 646
Fombio 2 317
Maleo 3 098
Somaglia 3 837
Bertonico 1 118
Terranova dei Passerini 927
Castelgerundo 1 498
San Fiorano 1 839
Padova
(Veneto)
Vo' 3 305
Totale popolazione: 53 785
I 10 comuni del Lodigiano sottoposti ai primi provvedimenti di quarantena.

Il 21 febbraio il ministro della Salute ha diramato un'ordinanza che prevedeva la quarantena obbligatoria per chi fosse stato a contatto con persone positive all'infezione virale, e sorveglianza attiva e permanenza domiciliare per chi fosse stato nelle aree a rischio nei 14 giorni precedenti, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali.[19] Lo stesso giorno ha aggiunto un'ordinanza firmata in modo congiunto con la presidenza della Regione Lombardia, che sospendeva tutte le manifestazioni pubbliche, le attività commerciali non di pubblica utilità, le attività lavorative e ludiche e sportive, e chiudeva le scuole in dieci comuni (Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano).[20] L'ordinanza non aveva una durata prestabilita, poiché la situazione sarebbe stata monitorata giorno per giorno e le decisioni assunte in base all'evoluzione del quadro generale[21].

Il giorno successivo, il Consiglio dei ministri ha annunciato un nuovo decreto-legge per contenere la pandemia, che prevede la quarantena di oltre 50 000 persone provenienti da 11 comuni diversi del Nord Italia.[18] Il decreto emanato, attuato dal 23 febbraio, impone l'isolamento dei dieci comuni del lodigiano già interessati dalla pandemia, e del comune di Vo' in provincia di Padova.[22][23] Il decreto comporta anche la sospensione, in queste zone, delle manifestazioni e iniziative di qualsiasi natura sia pubbliche che private, chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura e di tutte le attività commerciali (escluse quelle di vendita di beni di prima necessità, usufruibili con l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale).[24] I servizi ferroviari regionali per le aree più colpite sono stati sospesi, sopprimendo le fermate alle stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo.[25][26]

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato: "Nelle aree di focolaio, l'ingresso e l'uscita non saranno consentiti. La sospensione delle attività lavorative e degli eventi sportivi è già stata ordinata in tali zone".[27][28]

Il governo ha annunciato l'invio delle forze armate per imporre il blocco dei comuni in quarantena.[29][30] Le sanzioni per violazione del blocco variano da un'ammenda di 206 euro a 3 mesi di reclusione.[31]

I decreti attuativi[modifica | modifica wikitesto]

Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 25 febbraio, relativo alle regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, si estendono i provvedimenti governativi oltre agli 11 comuni epicentro dei focolai di coronavirus, con disposizioni principalmente relative a scuole, musei, uffici giudiziari, telelavoro, valide fino al 15 marzo: viene confermata la sospensione di tutti gli eventi sportivi nelle suddette regioni, consentendo lo svolgimento di gare e partite "a porte chiuse".[32][33] Il giorno successivo viene pubblicato un decreto valevole per le altre regioni, al fine di interrompere la proliferazione di ordinanze difformi tra una regione e l'altra, che descrive le misure di prevenzione da adottare per prevenire la diffusione della malattia, e misure per la profilassi ed il trattamento dei soggetti che hanno soggiornato nelle aree della Cina o nei comuni con trasmissione locale del virus.[34]

Il 1º marzo un nuovo decreto del presidente del Consiglio recepisce e proroga alcune delle misure precedenti e ne introduce ulteriori, per garantire uniformità su tutto il territorio nazionale. Con l'entrata in vigore di questo decreto cessa la vigenza di tutti quelli precedenti, e distingue le misure sulla base di aree geografiche:[35]

  • Curva del contagio durante la prima ondata.
    Misure applicabili negli 11 comuni della “zona rossa” (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione d'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo')
  • Misure applicabili nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, e nelle province di Pesaro-Urbino e di Savona
  • Misure applicabili nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona
  • Misure applicabili nella regione Lombardia e nella provincia di Piacenza
  • Misure applicabili sull'intero territorio nazionale

Il 4 marzo 2020 con un ulteriore decreto presidenziale il governo annuncia misure valide sull'intero territorio nazionale: la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni grado e università fino al 15 marzo seguente[36][37], la chiusura delle porte di tutti gli stadi a livello nazionale fino al 3 aprile[38] ed indicazioni riguardanti l'accesso di parenti e visitatori alle strutture sanitarie, e per gli istituti penitenziari e penali per minori.[39]

Il 5 marzo 2020, a causa del coronavirus, viene il disposto il rinvio sine die del referendum costituzionale inizialmente previsto per il 29 marzo.[40] Il referendum verrà poi spostato alla data del 20 e del 21 settembre 2020.[41]

Fase 1: lockdown (9 marzo - 3 maggio)[modifica | modifica wikitesto]

Province in quarantena dall'8 al 9 marzo[42]
Provincia Regione Popolazione
Alessandria Piemonte 420017
Asti Piemonte 214342
Bergamo Lombardia 1115536
Brescia Lombardia 1265954
Como Lombardia 599204
Cremona Lombardia 358955
Lecco Lombardia 337380
Lodi Lombardia 230198
Mantova Lombardia 411958
Milano Lombardia 3263206
Modena Emilia-Romagna 705422
Monza e Brianza Lombardia 875769
Novara Piemonte 368607
Padova Veneto 938957
Parma Emilia-Romagna 452022
Pavia Lombardia 545888
Pesaro e Urbino Marche 358886
Piacenza Emilia-Romagna 287152
Reggio Emilia Emilia-Romagna 531891
Rimini Emilia-Romagna 339437
Sondrio Lombardia 180811
Treviso Veneto 888293
Varese Lombardia 890768
Venezia Veneto 857841
Verbano-Cusio-Ossola Piemonte 157844
Vercelli Piemonte 170298
Totale popolazione: 16466636
Le province italiane coinvolte dalle misure restrittive definite con il decreto dell'8 marzo 2020.

Nella notte tra 7 e 8 marzo 2020 il presidente del Consiglio ha emanato un nuovo decreto[43], che sostituisce i DPCM del 1º e del 4 marzo,[44] con misure restrittive che si applicano alla Lombardia e a 14 province del Centro-Nord (Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia) per un totale di 16 milioni di persone, ed altre che interessano tutta Italia;[45] nella bozza del DPCM le province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, non erano state inserite, ma su espresso volere di Alberto Cirio, sono state aggiunte in quanto confinanti con la Lombardia (sia per via terra, sia via Lago Maggiore). Con questo decreto vengono abolite le cosiddette "zone rosse" stabilite all’inizio della pandemia,[46][47] e si vieta ogni spostamento da e per i territori soggetti a restrizione, nonché all'interno dei territori stessi.[48]

Già verso la sera del 7 marzo era trapelata sul web una bozza del decreto, causando una "fuga generale" di molti lavoratori e studenti originari del sud Italia, verso le loro regioni native, al fine di evitare di rimanere bloccati nelle zone che sarebbero state poste sotto quarantena nelle ore successive.[49] Per evitare che questo esodo verso il sud Italia provocasse un'ulteriore velocizzazione della trasmissione della pandemia nelle regioni del sud Italia, sono stati imposti, da parte delle regioni del Mezzogiorno, controlli e quarantene a tutti coloro che sarebbero giunti tramite autobus e treni.[50] La notizia delle restrizioni ha scatenato molte rivolte nelle carceri di tutta Italia, a causa della sospensione di colloqui e visite dei familiari ai detenuti e della limitazione dei regimi di semilibertà. Nel carcere Sant'Anna di Modena e in quello di Rieti sono morte complessivamente dodici persone mentre altre decine sono rimaste ferite o intossicate nei vari incendi scoppiati anche negli altri istituti.[51][52]

Con il DPCM del 9 marzo viene esteso a tutto il territorio nazionale, a partire dal giorno successivo, quanto già previsto col decreto dell'8 marzo,[53] fino al 3 aprile 2020.[54]

L'11 marzo viene poi pubblicato il "Decreto #IoRestoaCasa",[55] che ha previsto la sospensione delle comuni attività commerciali al dettaglio, le attività didattiche, i servizi di ristorazione, e ha vietato gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.[56][57][58]

Nella tarda serata del 21 marzo 2020, in diretta nazionale alle ore 23:30 circa, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia l'attuazione di misure più stringenti che prevedono la chiusura di tutte quelle attività non ritenute necessarie per la filiera produttiva italiana in relazione alla situazione contingente. Il 22 marzo 2020 è stata adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell'Interno una nuova ordinanza che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Lo stesso giorno viene firmato sempre dal presidente Conte il nuovo DPCM[59], relativo alla chiusura di tutte le attività non necessarie, pubblicando anche una lista[60] (successivamente ampliata)[61][62] di tutte quelle che invece, al contrario, vengono ritenute necessarie e strategiche, con validità dal 23 marzo e fino al 3 aprile.[63]

Le imprese, le cui attività non sono sospese, devono rispettare i contenuti del "Protocollo condiviso di Regolamentazione delle Misure per il Contrasto e il Contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro", sottoscritto il 14 marzo 2020, fra il Governo e le parti sociali.[64][65]

Celebrazione del 25 aprile: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, così come i corazzieri alle sue spalle, con indosso le mascherine protettive all'Altare della Patria a Roma

Le misure adottate sono state ulteriormente prorogate fino al 13 aprile con un nuovo DPCM,[66] e in seguito, dopo la conferenza del Presidente del Consiglio del 10 aprile, fino al 3 maggio.[67]

Fase 2: allentamento delle misure di contenimento (4 maggio - 14 giugno)[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 26 aprile 2020 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato un nuovo DPCM in vigore dal 4 maggio 2020, che ha previsto l'inizio della cosiddetta "fase 2", ovvero un allentamento graduale delle precedenti misure di contenimento, essendo la curva epidemica in fase di discesa. Nelle prime due settimane il decreto ha aggiunto agli spostamenti consentiti anche le visite ai congiunti all'interno del territorio regionale (sempre però mantenendo la distanza di almeno un metro e con l'uso obbligatorio di mascherine e guanti), ha permesso l'apertura dei parchi pubblici, il servizio da asporto per le attività di ristorazione, la ripresa di diverse attività produttive con il commercio all'ingrosso, la riapertura di stabilimenti balneari e ha consentito lo svolgimento di attività motorie a prescindere dalla lontananza dal proprio domicilio. Le celebrazioni religiose sono rimaste chiuse al pubblico, ad eccezione dei funerali, in cui è consentito un numero massimo di 15 partecipanti.[68]

La provincia autonoma di Bolzano, l'8 maggio 2020, è stata il primo territorio in Italia a permettere la riapertura degli esercizi commerciali al dettaglio e, dal giorno 11, quella dei musei e di attività quali bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici.[69][70] Queste attività sono state riprese in tutta Italia il 18 maggio, insieme alla riapertura di mostre e di luoghi culturali all'aperto e delle celebrazioni religiose (con ingressi contingentati).[71] Da questa data dunque l'Italia ha ripreso una pseudo-normalità durante la quale è però obbligatorio rispettare le misure varate anti-contagio.

La ripresa delle attività didattiche in presenza è rimandata all'anno scolastico 2020-2021, anche se dal 4 maggio è possibile svolgere esami universitari in sede e viene imposta, sempre in presenza, la prova finale degli esami di maturità mentre, da remoto, gli esami di Scuola Secondaria di Primo Grado.[68] Si può invece essere promossi alla classe successiva anche con più insufficienze, pur colmando tali insufficienze con successivi corsi di recupero, anche se è consentita la bocciatura per «studentesse e studenti con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico».

Domande accolte per il reddito di emergenza.[72]

Il 19 maggio 2020 il Governo istituisce il Reddito di Emergenza che è un sostegno economico in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.[73]

Il 25 maggio hanno riaperto le palestre e sono state riavviate alcune attività sportive, tranne in Lombardia, dove i centri sportivi hanno ripreso le loro attività a partire dal 1º giugno.[74][75] Dal 3 giugno è stata permessa la libera circolazione fra regioni.[76] Il 4 giugno riapre l'Ospedale di Codogno.[77]

L'8 giugno parte in sperimentazione per quattro regioni (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia) Immuni, un'applicazione per cellulari, scaricabile su base volontaria, che avvisa l'utente se è stato a contatto con una persona infetta da COVID-19, qualora anche quest'ultima abbia utilizzato l'app. L'applicazione, sviluppata da Bending Spoons e messa a disposizione del Governo italiano, associa a ogni telefono un codice casuale (tutelando così la privacy del fruitore): attivando il bluetooth, i telefoni che si trovano vicini si scambiano i rispettivi codici. Chi risulta positivo al virus può quindi scegliere se condividere il proprio codice, avvisando in questo modo gli altri utenti, che tuttavia non conosceranno l'identità del paziente positivo né il luogo in cui è avvenuto l'incontro.[78][79]

Dal 12 giugno possono riprendere eventi e competizioni sportive di interesse nazionale, ma a porte chiuse.[80]

Fase 3: convivenza con il COVID-19 (15 giugno - 7 ottobre)[modifica | modifica wikitesto]

Regole anti-covid affisse all'entrata della chiesa del Santissimo Salvatore di Terracina (LT) nel luglio 2020

L'11 giugno viene pubblicato un nuovo DPCM, in vigore dal 15 giugno al 14 luglio, che allenta ancora le misure di contenimento. Viene consentito l'accesso di minori a luoghi al chiuso e all'aperto destinati ad attività ludiche con la presenza di operatori; vengono riaperte le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo; è permesso lo svolgimento di spettacoli aperti al pubblico presso teatri, cinema e sale da concerto, con un massimo di duecento spettatori al chiuso e di mille all'aperto, con posti pre-assegnati e distanziati di almeno un metro; vengono riaperti gli stabilimenti balneari, i centri benessere e termali, i centri culturali e sociali; lo svolgimento delle manifestazioni è consentito solo in forma statica. Per il trasporto aereo l'obbligo del distanziamento interpersonale di un metro è derogabile «nel caso in cui l'aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri EPE», mentre si aggiunge il divieto di imbarcare bagagli a mano di grandi dimensioni, «al fine di limitare al massimo gli spostamenti e i movimenti nell'ambito dello stesso aeromobile», e la richiesta di un'autodichiarazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Covid-19.[80]

Pur permanendo la sospensione delle attività didattiche in presenza, il nuovo decreto aggiunge, per le Università, la possibilità di riaprire le biblioteche e di svolgere, oltre agli esami, anche tirocini, attività seminariali, di ricerca, di laboratorio sperimentale e didattico, di esercitazioni. La possibilità di frequentare tali attività dev'essere tuttavia garantita anche da remoto. Le scuole invece possono mettere a disposizione le loro strutture per lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche o formali, con l'ausilio di personale qualificato.[80]

Il DPCM lascia libertà alle regioni di allentare ulteriormente o restringere questi ultimi provvedimenti, nonché di posticiparli, in base alla situazione epidemiologica dei propri territori. L'apertura delle discoteche e delle sale da ballo è ad esempio prevista solo in alcune regioni: dal 12 giugno in Campania (con divieto di ballo), dal 13 giugno in Toscana (solo all'aperto), dal 15 giugno in Puglia e in Sicilia, dal 19 giugno in Veneto, in Emilia-Romagna (solo all'aperto), in Liguria, in Friuli-Venezia Giulia e in Calabria, dal 1º luglio in Lazio. Così anche lo svolgimento di fiere, congressi e cerimonie è vietato, salvo disposizioni delle singole regioni, fino al 14 luglio; possono difatti svolgersi in Toscana dal 13 giugno, in Lazio, in Puglia, in Umbria, in Friuli-Venezia Giulia e in Sicilia dal 15 giugno, in Liguria dal 16 giugno, in Veneto, in Emilia-Romagna e in Calabria dal 19 giugno.[81]

Dal 15 giugno l'utilizzo dell'app Immuni è possibile su tutto il territorio italiano.[82] Dal 25 giugno è inoltre consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto.[80]

Dal 9 luglio 2020, per ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza viene bloccato l'ingresso e il transito da 13 paesi considerati a rischio, con la sospensione dei relativi voli diretti e indiretti: i Paesi sono Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldavia, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.[83][84]

Il 16 luglio 2020 vengono aggiunti alla lista Serbia, Montenegro e Kosovo, dal 13 agosto la Colombia, e il 21 settembre anche la Francia (limitatamente alle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra).[85][86]

L'uso della mascherina all'aperto (Pavia, 23 maggio 2020).

A causa dell'aumento dei contagi in territorio italiano, il 16 agosto viene firmata un'ordinanza del Ministro della Salute che ordina, a partire dal giorno seguente e fino al 7 settembre (poi con proroga fino al 7 ottobre)[87], la chiusura delle discoteche e delle sale da ballo, e che rende obbligatorio dalle ore 18.00 alle 6.00 l'uso delle mascherine anche in spazi pubblici (come piazze, slarghi o vie). A differenza del precedente decreto che lasciava libertà alle regioni in tema di sale da ballo, quest'ultimo non permette deroghe con ordinanze regionali.[88]

Dal settembre 2020, con l'apertura del nuovo anno scolastico, riprendono le attività didattiche in presenza nelle scuole. Per contenere il rischio di contagio, il personale scolastico può sottoporsi a un test sierologico. Per gli studenti fino ai 12 anni l'uso della mascherina chirurgica è condizionato alla situazione epidemiologica locale, mentre è obbligatorio dai 12 anni in poi, e non è comunque previsto in tutti i contesti di condizione statica, con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione.[89] Gli istituti scolastici devono redigere una programmazione didattica alternativa per eventuali lezioni da remoto, in caso di chiusure temporanee o di quarantena episodica.[90] Alle scuole che ne facciano richiesta vengono inoltre forniti dei nuovi banchi monoposto.[91]

Il 6 settembre 2020 viene firmato un nuovo DPCM, in vigore dal giorno seguente e fino al 30 settembre, che proroga le precedenti misure di contenimento, permettendo d'altra parte l’ingresso nel territorio nazionale a coloro che, provenendo al di fuori dell’area Schengen, devono ricongiungersi a una persona con cui si ha «una stabile relazione affettiva, anche se non convivente» (e non solo, come prima, per esigenze lavorative, di salute o di studio, o per rientro presso il proprio domicilio). Il DPCM fissa inoltre la capienza limite dei mezzi pubblici all'80%, ad eccezione degli scuolabus, che possono raggiungere la capienza massima a condizione che «la permanenza degli alunni nel mezzo non sia superiore ai 15 minuti».[92]

Il 2 ottobre 2020 parte dal Governo una campagna di sensibilizzazione per promuovere la diffusione dell'app Immuni, a cui aderiscono tutte le testate giornalistiche italiane, pubbliche e private.[93] L'applicazione, che il 1º ottobre 2020 contava 6 679 118 download, ne raggiunge 8 316 353 il 10 ottobre, con un aumento del 24,5% e una media nazionale di copertura del 15,7%.[94][95]

Seconda ondata[modifica | modifica wikitesto]

Curva del contagio durante la seconda ondata.[96]

8 ottobre - 5 novembre: nuove misure restrittive[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla risalita della curva dei contagi, che il 7 ottobre 2020 raggiunge i 3 678 nuovi positivi[97], il Presidente del Consiglio Conte annuncia la sera stessa un nuovo decreto-legge, in vigore dall'8 ottobre, che conferma le precedenti misure di contenimento e che inoltre proroga lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 e rende obbligatorio l'uso delle mascherine sia in luoghi all'aperto che al chiuso, fatta eccezione per le abitazioni private e per le circostanze in cui sia garantito un isolamento continuativo rispetto a persone non conviventi; sono esenti dall'obbligo i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina. Le regioni possono adottare soltanto misure più restrittive rispetto a quelle nazionali e non di allentamento.[98]

Un nuovo DPCM in vigore dal 13 ottobre 2020 raccomanda inoltre il rispetto delle misure di sicurezza anche nelle abitazioni private in presenza di persone non conviventi, e altresì raccomanda fortemente di evitare feste e di non ospitare più di 6 persone non conviventi nella propria abitazione. Tale decreto introduce delle misure più restrittive rispetto alle precedenti: ribadisce il divieto di assembramento all'aperto e al chiuso; consente lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche solo in forma statica; fissa a 1 000 all'aperto e a 200 al chiuso il numero di spettatori per eventi e competizioni sportivi riconosciuti a livello nazionale e internazionale, e per spettacoli teatrali, concerti e proiezioni cinematografiche; vieta gli sport di contatto di carattere amatoriale (come il calcetto); fissa a 30 il numero massimo di partecipanti per feste conseguenti a cerimonie civili o religiose; sospende i viaggi d'istruzione, scambi e gemellaggi, visite guidate e uscite scolastiche; limita l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità come le RSA; consente la frequentazione dei servizi di ristorazione solo fino alle 21.00 senza consumazione al tavolo e fino alle 24.00 con consumazione al tavolo; incentiva lo smart working, le ferie e i congedi retribuiti.[99]

Il 18 ottobre 2020 il premier Conte firma un nuovo DPCM che consente ai sindaci di disporre la chiusura di strade e piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, dopo le ore 21.00; vieta attività convegnistiche o congressuali, e sagre e fiere di comunità che non siano di interesse nazionale o internazionale; consente alle scuole superiori di organizzare attività di didattica a distanza, complementari a quelle in presenza, e alle Università di organizzare le proprie attività in base alla situazione epidemiologica del territorio.[100]

A partire dal 22 ottobre 2020 la Regione Lombardia impone un coprifuoco dalle ore 23.00 alle 5.00 del mattino successivo, per cui è vietato spostarsi se non per situazioni di necessità, motivi di lavoro o di salute; gli stessi provvedimenti vengono altresì adottati, a partire dal 23 ottobre, anche dalla Regione Campania (coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00), dalla Regione Lazio (coprifuoco dalle 24.00 alle 5.00), a partire dal 25 ottobre dalla Regione Sicilia (coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00) e, a partire dal 26 ottobre, dalla Regione Piemonte (coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00).[101][102][103] L'ordinanza del presidente campano Vincenzo De Luca, che vieta anche gli spostamenti ingiustificati fra una provincia e l'altra, suscita una rivolta di centinaia di persone davanti al Palazzo Santa Lucia, sede del governo regionale, con scontri violenti fra una parte dei manifestanti e le forze dell'ordine la sera di venerdì 23 ottobre; vengono riportati scontri anche in Piazza del Popolo a Roma la sera di sabato 24 ottobre.[104][105]

La notte del 24 ottobre 2020 il presidente Conte firma un altro DPCM, in vigore dal 26 ottobre e fino al 24 novembre, che aggiunge alle misure adottate la chiusura di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e termali; la chiusura alle ore 18.00 delle attività di ristorazione; la chiusura di sale teatrali, da concerto e cinematografiche, anche all'aperto; la chiusura di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; il divieto di feste, anche conseguenti alle cerimonie civili e religiose; l'incremento della didattica digitale integrata per le scuole superiori e l'ingresso, alle scuole superiori, non prima delle 9.00 del mattino. Il decreto raccomanda inoltre fortemente di "non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".[106]

Il nuovo decreto suscita una serie di proteste in diverse città italiane, fra cui Torino, Milano, Palermo, Catania, Trieste, Treviso, Genova, Verona, Firenze e ancora Napoli[107][108][109], a cui tuttavia prendono parte anche ultras, estremisti di destra e di sinistra[110], oltre, talvolta, a soggetti già noti alle forze dell'ordine, con in diversi casi l'uso di bombe carta, petardi, molotov e fumogeni.[111] La violenza di tali proteste, causa di preoccupazioni del Viminale per il rischio di tensioni sociali, viene condannata dalla ministra dell'interno Luciana Lamorgese, la quale afferma che tali azioni «nulla hanno a che fare con le forme di dissenso civile e con le legittime preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori legate alla difficile situazione economica».[112][113] Nelle stesse città e nel resto d'Italia si sono tenute anche numerose manifestazioni di carattere pacifico, a cui hanno preso parte le categorie più colpite dalle nuove misure del nuovo DPCM, che hanno richiesto al governo aiuti economici.[114][115][116][117][118][119][120][121]

Dal 6 novembre: contenimento per scenari differenziati[modifica | modifica wikitesto]

Coprifuoco e istituzione delle zone gialle, arancioni e rosse (dal 6 novembre)[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 3 novembre 2020 viene firmato il quarto DPCM della seconda ondata.[3] Il decreto ministeriale, in vigore dal 6 novembre[122] al 3 dicembre 2020, prevede un coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle ore 22.00 alle 5.00 del mattino successivo, con spostamenti consentiti soltanto per esigenze lavorative o comprovati motivi di salute e necessità. Si ordina anche la chiusura al pubblico di mostre, musei e altri luoghi della cultura (quali archivi e biblioteche), il ricorso alla didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, la sospensione dei concorsi pubblici e privati che non si svolgano in modalità telematica, la chiusura dei centri commerciali e delle medie e grandi strutture di vendita nei giorni festivi e prefestivi, la riduzione al 50% della capienza dei mezzi pubblici (escluso il trasporto scolastico), oltre alla sospensione di tutte le altre attività prevista già nei precedenti decreti.

Il DPCM stabilisce inoltre misure più rigide per le Regioni avanzate allo "scenario 3" e allo "scenario 4", individuate come tali dal Comitato Tecnico-Scientifico. Tali misure vengono emanate con un'ordinanza del Ministro della salute, d'intesa con il presidente della Regione interessata, e devono avere una durata minima di 15 giorni, che comunque non vada oltre il 3 dicembre, ultimo giorno di efficacia del DPCM.

Nelle Regioni (o parti di esse) avanzate allo "scenario 3", dette anche "zone arancioni", ovvero con valori di Rt «compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5 e in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione» del virus «con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie»[123], vale il coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00, viene vietato ogni spostamento fuori dal Comune di residenza, se non per esigenze lavorative o comprovati motivi di salute o necessità, e vengono sospesi i servizi di ristorazione (consentito solo l'asporto fino alle 22.00, e la consegna a domicilio). Restano attive tutte le altre attività non menzionate (come i negozi e le scuole fino alla terza media), come per lo "scenario 2".

Nelle Regioni (o parti di esse) avanzate invece allo "scenario 4", dette anche "zone rosse" , con valori di Rt maggiori di 1,5, per cui è impossibile tracciare i nuovi casi e si verifica il sovraccarico dei servizi assistenziali, vale il divieto di spostamenti anche all'interno del Comune di residenza, la sospensione dei servizi di ristorazione, vengono chiuse le attività di commercio al dettaglio e i mercati, e viene introdotta la didattica a distanza a partire dalla seconda media. Restano attivi i servizi alla persona, come parrucchieri e lavanderie (ma restano chiusi gli estetisti).

Misure per le festività natalizie (21 dicembre - 15 gennaio)[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 2 dicembre 2020 viene approvato un nuovo decreto-legge, in vigore dal giorno seguente, che permette la possibilità di estendere la validità delle misure di contenimento per un periodo non più di trenta, ma di cinquanta giorni. Per contenere la diffusione del contagio durante le festività natalizie, lo stesso decreto vieta ogni spostamento in entrata o uscita dalle regioni o dalle province autonome, a qualsiasi scenario esse appartengano, a partire dal 21 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021, e ogni spostamento al di fuori del proprio comune di residenza nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1º gennaio 2021.[6]

La sera del 3 dicembre 2020 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia il nuovo DPCM, in vigore dal 4 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021 che conferma la classificazione in tre fasce di rischio per le regioni e le province autonome, e le precedenti misure di contenimento. Il decreto introduce inoltre un coprifuoco dalle 22.00 del 31 dicembre alle 7.00 del 1º gennaio. Gli esercizi commerciali possono prolungare la loro attività fino alle ore 21.00. Per quanto riguarda i servizi di ristorazione, il consumo al tavolo è consentito solo fino alle 18.00 e per un massimo di quattro persone per tavolo, se non sono tutte conviventi, mentre la notte del 31 dicembre la ristorazione negli alberghi può avvenire solo con servizio in camera. La frequenza delle lezioni per scuole medie e superiori, infine, è prevista in modalità mista a partire dal 7 gennaio 2021, con almeno il 75% degli studenti frequentanti in presenza.[4]

La sera del 18 dicembre 2020 viene approvato il decreto-legge n. 172 con cui si applicano all'intero territorio nazionale le misure di contenimento previste per la zona rossa nei giorni festivi e prefestivi (24, 25, 26, 27, 31 dicembre, 1, 2, 3, 5, 6 gennaio) e le misure della zona arancione nei giorni del 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. Durante i giorni festivi e prefestivi sono comunque consentiti gli spostamenti verso le abitazioni private, ma una sola volta al giorno, nei limiti di due persone e fra le ore 5.00 e 22.00. Le uniche deroghe, durante la zona arancione, sono previste per i Comuni con una popolazione al di sotto di 5 000 abitanti, dai quali ci si può spostare entro un raggio di 30km senza però raggiungere i capoluoghi di provincia.[124]

Con il decreto-legge n.1 del 5 gennaio 2021 vengono prorogate le medesime misure di contenimento, con limiti agli spostamenti tra le Regioni fino al 15 gennaio e con l'istituzione di una zona gialla nazionale nei giorni feriali (7, 8 e 11-15 gennaio) — ad esclusione delle Regioni indicate zona arancione dal Ministero della Salute[125] — e di una zona arancione nazionale nei giorni prefestivi e festivi (9, 10 gennaio). Lo stesso decreto abbassa i criteri per la classificazione in uno scenario: una Regione può infatti rientrare in zona arancione con Rt=1 e in zona rossa con Rt=1,25 (e non più >1,5). Infine, la ripresa delle attività didattiche in presenza per le scuole superiori, inizialmente prevista per il 7 gennaio 2021 secondo un'ordinanza del 24 dicembre 2020[126], viene rimandata all'11 gennaio, con frequenza al 50% in presenza.[8]

Istituzione delle zone bianche (dal 16 gennaio)[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 13 gennaio 2021 il governo approva il decreto-legge n. 2 che proroga lo stato di emergenza al 30 aprile 2021, e che proroga fino al 15 febbraio il divieto di spostamento tra Regioni. Lo stesso decreto, fino al 5 marzo, consente inoltre gli spostamenti verso un'altra abitazione privata solo una volta al giorno, per un massimo di due persone non conviventi e nei limiti del coprifuoco. Lo spostamento può avvenire verso altri comuni, in zona gialla, o soltanto all'interno dello stesso comune, in zona arancione o rossa. Resta comunque possibile spostarsi da comuni non superiori a 5 000 abitanti entro un raggio di 30 km, ma non verso i capoluoghi di provincia.

Il decreto istituisce infine una "zona bianca" per quelle Regioni o aree che rientrano nello "scenario 1" della pandemia, ovvero in cui per tre settimane consecutive si registrino meno di 50 casi positivi ogni 100 000 abitanti. In queste aree non si applicano le misure restrittive previste per le zone gialle, arancioni e rosse, ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli.[9]

Con il DPCM del 14 gennaio 2021, in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo 2021, si dispone la riapertura dei musei dal lunedì al venerdì per le aree bianche e gialle, e si dispone la didattica in presenza per le scuole superiori almeno al 50% e fino a un massimo del 75% tranne nelle aree rosse. Il servizio di asporto per i bar e i negozi al dettaglio di bevande viene limitato fino alle ore 18.00.[5]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 6 novembre 2020 il Ministero della Salute indica fra le zone arancioni la Puglia e la Sicilia[127], a cui si aggiungono Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata l'11 novembre[128], ed Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche il 15 novembre[129]; sempre il 6 novembre fra le zone rosse vengono inseriti Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria[127], a cui si aggiungono la Provincia Autonoma di Bolzano il 9 novembre con ordinanza provinciale[130] (confermata il 10 novembre dal Ministero della Salute[128]), la Campania e la Toscana il 15 novembre[129], e l'Abruzzo il 18 novembre con ordinanza regionale[131] (confermata il 21 novembre dal Ministero della Salute[132]).[133][134]

Con una nuova ordinanza in vigore dal 29 novembre, Liguria e Sicilia passano dalla zona arancione a quella gialla, mentre Piemonte, Lombardia e Calabria passano dalla zona rossa a quella arancione.[135]

In seguito a tre nuove ordinanze del Ministero della Salute in vigore dal 6 dicembre, resta nello scenario 4 soltanto l'Abruzzo, mentre vengono declassate, o permangono in zona arancione le regioni Toscana, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Calabria, Valle d'Aosta, Campania e la provincia autonoma di Bolzano; restano in zona gialla le altre regioni.[136] L'Abruzzo passa successivamente alla zona arancione con un'ordinanza regionale del 6 dicembre[137], decisione che suscita le polemiche del governo[138] e che l'11 dicembre viene annullata dal TAR dell'Aquila.[139] A partire dal 13 dicembre, Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte entrano in area gialla, mentre viene riconfermata l'ordinanza regionale che stabiliva il passaggio in area arancione per l'Abruzzo.[140]

Dopo il periodo natalizio in cui l'intera nazione è stata collocata negli stessi scenari, a partire dal 10 gennaio 2021 passano in zona arancione le Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia.[125]

A partire dal 17 gennaio 2021, passano in zona rossa la Lombardia[141], la Sicilia[142] e la provincia autonoma di Bolzano[143]. Passano in zona arancione (o vi permangono) Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia e Calabria.[144] Restano in zona gialla Toscana, Molise, Campania, Basilicata, Sardegna e la provincia autonoma di Trento.

Scenario 1 Scenario 2 Scenario 3 Scenario 4
Valore di Rt Rt<0,5 (precedentemente <1) Rt=0,5-1 (precedentemente 1-1,25) Rt=1-1,25 (precedentemente 1,25-1,5) Rt>1,25 (precedentemente >1,5)
Problematiche focolai individuabili e confinabili capacità di limitare la crescita dei casi rapida crescita dei casi crescita esponenziale dei casi
relative difficoltà nel tracciamento dei casi difficoltà nel tracciamento dei casi tracciamento dei casi insufficiente
primi segnali di sovraccarico degli ospedali sovraccarico degli ospedali
Misure

restrittive

  • Obbligo di mascherina
  • Distanziamento sociale
  • Zone rosse locali
  • Sospensione di attività più a rischio
  • Musei chiusi nel fine settimana
  • Coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00
  • Chiusura dei servizi di ristorazione alle 18.00
  • Centri commerciali chiusi nel fine settimana
  • DaD (al 25-50%[145]) per scuole superiori
  • Chiusura di cinema e teatri[146]
  • Chiusura dei musei nel fine settimana
  • Chiusura di palestre e piscine
  • Chiusura di sale scommesse
  • Divieto di convegni, sagre e fiere
  • Coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00
  • Divieto di spostamento fuori dal Comune
  • Chiusura dei servizi di ristorazione
  • Centri commerciali chiusi nel fine settimana
  • DaD (al 25-50%[145]) per scuole superiori
  • Chiusura di cinema, teatri e musei
  • Chiusura di palestre e piscine
  • Chiusura di sale scommesse
  • Divieto di convegni, sagre e fiere
  • Divieto di spostamento
  • Chiusura dei servizi di ristorazione
  • Chiusura di negozi e mercati
  • DaD dalla seconda media
  • Chiusura di cinema, teatri e musei
  • Chiusura di palestre e piscine
  • Chiusura di centri e circoli sportivi
  • Chiusura di sale scommesse
  • Divieto di convegni, sagre e fiere
Regioni/PA Valle d'Aosta
  • 20-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 6-19 dicembre
  • 17-31 gennaio
  • 6 novembre - 5 dicembre
Piemonte
  • 13-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 29 novembre - 12 dicembre
  • 17-31 gennaio
  • 6-28 novembre
Liguria
  • 6-10 novembre
  • 29 novembre - 23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 11-28 novembre
  • 17-31 gennaio
Lombardia
  • 13-23 dicembre
  • 29 novembre - 12 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 24 gennaio - 7 febbraio
  • 6-28 novembre
  • 17-23 gennaio
Trento
  • 6 novembre - 23 dicembre
  • dall'11 gennaio
Bolzano
  • 6-8 novembre
  • 20-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 6-19 dicembre
  • 9 novembre - 5 dicembre
  • 17-31 gennaio
Veneto
  • 6 novembre - 23 dicembre
  • 11 gennaio - 7 febbraio
Friuli-Venezia Giulia
  • 6-14 novembre
  • 6-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 15 novembre - 5 dicembre
  • 17-31 gennaio
Emilia-Romagna
  • 6-14 novembre
  • 6-23 dicembre
  • 15 novembre - 5 dicembre
  • 11 gennaio - 7 febbraio
Toscana
  • 6-10 novembre
  • 20-23 dicembre
  • dall'11 gennaio
  • 11-14 novembre
  • 6-19 dicembre
  • 15 novembre - 5 dicembre
Umbria
  • 6-10 novembre
  • 6-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 11 novembre - 3 dicembre
  • 17-31 gennaio
Marche
  • 6-14 novembre
  • 6-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 15 novembre - 5 dicembre
  • 17-31 gennaio
Lazio
  • 6 novembre - 23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 17-31 gennaio
Abruzzo
  • 6-10 novembre
  • 11-16 gennaio
  • 11-17 novembre
  • 7-11 dicembre
  • 13-23 dicembre
  • 17-31 gennaio
  • 18 novembre - 6 dicembre
  • 12 dicembre
Molise
  • 6 novembre - 23 dicembre
  • dall'11 gennaio
Campania
  • 6-14 novembre
  • dall'11 gennaio
  • 6-23 dicembre
  • 15 novembre - 5 dicembre
Puglia
  • 6-23 dicembre
  • 11-16 gennaio
  • 6 novembre - 3 dicembre
  • 17-31 gennaio
Basilicata
  • 6-10 novembre
  • 13-23 dicembre
  • dall'11 gennaio
  • 11 novembre - 12 dicembre
Calabria
  • 13-23 dicembre
  • 29 novembre - 12 dicembre
  • 11 gennaio - 7 febbraio
  • 6-28 novembre
Sicilia
  • 29 novembre - 23 dicembre
  • 6-28 novembre
  • 11-16 gennaio
  • 17-31 gennaio
Sardegna
  • 6 novembre - 23 dicembre
  • 11-23 gennaio
  • 24 gennaio - 7 febbraio
tutte le Regioni
  • 7-8 gennaio
  • 28-30 dicembre
  • 4 gennaio
  • 9-10 gennaio
  • 24-27 dicembre
  • 31 dicembre - 3 gennaio
  • 5-6 gennaio

Note

     Regione/PA attualmente nello scenario 1.

     Regione/PA attualmente nello scenario 2.

     Regione/PA attualmente nello scenario 3.

     Regione/PA attualmente nello scenario 4.

Suddivisione delle regioni e province autonome italiane in scenari di rischio:
Secondo l'ordinanza del Ministero della Salute del 4 novembre 2020, in vigore dal 6 al 20 novembre.
Secondo l'ordinanza del Ministero della Salute del 10 novembre 2020, in vigore dall'11 al 25 novembre.
Secondo l'ordinanza del Ministero della Salute del 13 novembre 2020, in vigore dal 15 al 29 novembre.
Secondo l'ordinanza del Ministero della Salute del 27 novembre 2020, in vigore dal 29 novembre al 13 dicembre.
Secondo le ordinanze del Ministero della Salute del 5 dicembre 2020, in vigore dal 6 al 20 dicembre.
Secondo l'ordinanza del Ministero della Salute dell'11 dicembre 2020, in vigore dal 13 al 27 dicembre.
Secondo le ordinanze del Ministero della Salute dell'8 gennaio 2021, in vigore dal 10 al 24 gennaio.
Secondo le ordinanze del Ministero della Salute del 16 gennaio 2021, in vigore dal 17 al 31 gennaio.
Secondo le ordinanze del Ministero della Salute del 22 e 23 gennaio 2021, in vigore dal 24 gennaio, e precedenti.

     Regioni/PA nello scenario 4

  

     Regioni/PA nello scenario 3

  

     Regioni/PA nello scenario 2

Comuni sottoposti a quarantena nella seconda ondata[modifica | modifica wikitesto]

Provincia Comune Periodo

quarantena

Popolazione Totale

popolazione

Fonte
Valle d'Aosta

(Valle d'Aosta)

Saint-Denis 15-22 ottobre 2020 375 124 968 [147]
Verrayes 1 286
Chambave 929
tutti i comuni 6 novembre - 5 dicembre 2020 124 968 [148][133][149]
Piemonte
tutti i comuni 6-28 novembre 2020 4 329 008 4 329 008 [148][133][135]
Lombardia
tutti i comuni 6-28 novembre 2020 10 060 965 10 060 965 [148][133][135]
17-23 gennaio 2021 [141]
Trentino-Alto Adige
Bolzano Sesto 16-30 ottobre 2020 1 879 532 250 [150]
Monguelfo-Tesido 2 876
Laives 31 ottobre - 8 novembre 2020 18 073 [151][152]
Sarentino 7 161
Campo di Trens 2 684
Racines 4 474
Malles Venosta 1 051
Sluderno 5-8 novembre 2020 1 828 [152]
Gargazzone 1 771
Rasun-Anterselva 2 903
Glorenza 905
Tubre in Val Monastero 971
Val di Vizze 3 095
Bolzano 107 312
Vadena 1 054
Braies 657
Velturno 2 996
Villabassa 1 599
Vipiteno 6 980
Meltina 1 679
Nova Levante 1 945
Nalles 1 992
Egna 5 252
Bronzolo 2 797
Ponte Gardena 192
Ora 6-8 novembre 2020 3 795 [153]
Tesimo 1 965
San Lorenzo di Sebato 3 889
Prato allo Stelvio 3 603
Brunico 7-8 novembre 2020 16 814 [154]
Gais 3 235
Caldaro 7 993
Chiusa 5 226
Naz-Sciaves 3 206
Valdaora 3 205
tutti i comuni 9 novembre - 5 dicembre 2020 532 250 [128][130][134][149]
17-31 gennaio 2021 [143]
Trento Castello Tesino 16-30 novembre 2020 1 167 7 722 [155]
Bedollo 1 476
Baselga di Piné 5 079
Friuli-Venezia Giulia

(Friuli-Venezia Giulia)

Sappada 19 ottobre - 2 novembre 2020 1 315 1 315 [156]
Toscana
tutti i comuni 15 novembre - 5 dicembre 2020 3 709 139 3 709 139 [129][149]
Marche
Ascoli Piceno Pozza (Acquasanta Terme) 21-22 ottobre 2020 159 186 [157][158]
Umito (Acquasanta Terme) 27
Abruzzo
L'Aquila Casamaina (Lucoli) 28 agosto - 1 settembre 2020 165 1 301 111 [159]
tutti i comuni 18 novembre - 6 dicembre 2020 1 301 111 [131][132][160][137]
12 dicembre 2020 [137][139]
Chieti Pizzoferrato 16-22 gennaio 2021 1 006 [161]
Campania
Napoli Ticciano (Vico Equense) 16-24 ottobre 2020 617 5 770 111 [162]
Arzano 20 ottobre - 4 novembre 2020 33 868 [163]
Avellino Avella 23 ottobre - 14 novembre 2020 7 810 [164][165]
Caserta Orta di Atella 25 ottobre - 7 novembre 2020 27 407 [166][167]
Marcianise (centro urbano) 39 423
Salerno Cetara 2-20 novembre 2020 2 041 [168][169]
Novi Velia 9-19 novembre 2020 2 325 [170]
Santa Marina 11-16 novembre 2020 3 231 [171][172]
Benevento Airola 12-22 novembre 2020 8 257 [173]
tutti i comuni 15 novembre - 5 dicembre 2020 5 770 111 [129][149]
Puglia
BAT Andria 8-14 dicembre 2020

(area arancione)

99 149 797 956 [174]
Barletta 94 142
Bisceglie 54 697
Spinazzola 6 219
Foggia Accadia 2 278
Ascoli Satriano 6 084
Carapelle 6 585
Cerignola 58 543
Lucera 32 407
Manfredonia 55 937
San Marco in Lamis 13 191
San Nicandro Garganico 14 778
San Severo 51 392
Torremaggiore 16 899
Troia 7 009
Zapponeta 3 400
Foggia 149 210
Monte Sant'Angelo 11 856
Bari Altamura 70 563
Gravina in Puglia 43 617
Basilicata
Potenza Marsicovetere 3-13 ottobre 2020 5 573 25 877 [175]
Tramutola 3 018
Genzano di Lucania 3-13 novembre 2020 5 598 [176]
Matera Irsina 4 631
Montalbano Jonico 9-30 novembre 2020 7 057 [177]
Calabria
Vibo Valentia Stefanaconi 24-30 settembre 2020 2 402 1 915 516 [178][179]
Reggio Calabria Sinopoli 5 ottobre - 7 novembre 2020 1 994 [180][181]
Cosenza Torre Ruggiero 15-28 ottobre 2020 972 [182]
Reggio Calabria Sant'Eufemia d'Aspromonte 16 ottobre - 7 novembre 2020 3 918 [181][183]
Cosenza Celico 19 ottobre - 7 novembre 2020 2 778 [181][184]
Casali del Manco 9 855
Mangone 31 ottobre - 7 novembre 2020 18 74 [181][185]
Rovito 3 135
Spezzano della Sila 4 411
Zumpano 2 660
Crotone Caccuri 1 593
Reggio Calabria Giffone 1 745
Anoia 2 102
Rosarno 14 993
Taurianova 15 224
tutti i comuni 6-28 novembre 2020 1 915 516 [148][133][135]
Vibo Valentia San Costantino Calabro 2-6 dicembre 2020

(area arancione)

2 119 [186][187]
Crotone Pallagorio 2-6 dicembre 2020 1 049
Reggio Calabria Cardeto 1 473
Bagnara Calabra 2-12 dicembre 2020 9 650 [186]
Platì 3 830
Bruzzano Zeffirio 1 092
Crotone Cotronei 5 390
Isola di Capo Rizzuto 17 711
Vibo Valentia Mileto 6 500
Pizzo 2-12 dicembre 2020

(area arancione)

9 059
Rombiolo 4 433
San Gregorio d'Ippona 2 584
Fabrizia 28 dicembre 2020 - 30 gennaio 2021 2 039 [188][189]
Piscopio (Vibo Valentia) 2 247
Cosenza Frascineto 7-24 gennaio 2021 2 094 [190][191]
Catanzaro Borgia 7-15 gennaio 2021 7 509 [192]
Serrastretta 11-17 gennaio 2021 3 055 [193]
Cosenza Altomonte 11 gennaio 2021

fino a nuove disposizioni

4 342 [194]
Reggio Calabria San Luca 16-30 gennaio 2021 3 632 [189]
Casignana 727
Sicilia
Palermo Villafrati 5-12 ottobre 2020 3 275 4 851 833 [195]
Messina Galati Mamertino 13 ottobre - 2 novembre 2020 2 419 [196]
Palermo Mezzojuso 17-24 ottobre 2020 2 799 [197]
Agrigento Sambuca di Sicilia 17 ottobre - 7 novembre 2020 5 792 [198]
Catania Randazzo 19-26 ottobre 2020 10 599 [199]
Palermo Torretta 23 ottobre - 7 novembre 2020 4 278 [200]
Enna Centuripe 3-17 novembre 2020 5 249 [201][202]
Ragusa Vittoria 3 novembre - 3 dicembre 2020 63 788 [201][203][204][205]
Messina Cesarò 8 novembre - 3 dicembre 2020 2 274 [206][207][205]
San Teodoro 1 326
Catania Bronte 15 novembre - 3 dicembre 2020 18 710 [208][205]
Palermo Misilmeri 29 270
Ciminna 21 novembre - 3 dicembre 2020 3 588 [205]
Ragusa Acate 11 506
Comiso 30 957
Agrigento Camastra 1 980
Catania Maniace 3 764
Caltanissetta Milena 23 dicembre 2020 - 16 gennaio 2021 2 856 [209][210][211]
Messina Capizzi 3-16 gennaio 2021 2 990 [212][213][211]
San Fratello 7-16 gennaio 2021 3 471 [214][211]
Messina 11-16 gennaio 2021 226 055 [215][211]
Catania Castel di Judica 4 439
Ramacca 10 854
Palermo Santa Flavia 13-16 gennaio 2021 11 108 [213][211]
Agrigento Ravanusa 11 186
Gela 71 812 [216][211]
Enna Villarosa 4 469
tutti i comuni 17-31 gennaio 2021 4 851 833 [142][211]
Sardegna
Nuoro Orune 23 settembre - 11 ottobre 2020 2 260 20 994 [217]
Oristano Aidomaggiore 26 settembre - 2 ottobre 2020 427 [218]
Nuoro Gavoi 27 settembre - 10 ottobre 2020 2 589 [217]
Sud Sardegna Seui 29 settembre - 7 ottobre 2020 1 253
Oristano Paulilatino 19-25 ottobre 2020[219] 2 167 [220][221]
Nughedu Santa Vittoria 31 ottobre - 4 novembre 2020 466 [222][223]
Nuoro Silanus 11-30 novembre 2020 2 060 [224][225]
Orani 14-29 novembre 2020 2 825 [226][227]
Oliena 15-29 novembre 2020 6 917 [226]
Totale popolazione: 33 448 951 (4 643 comuni e frazioni)

Note

     Comune/frazione attualmente in quarantena.

     Comune/frazione in quarantena già programmata.

(Ultimo aggiornamento al 19 gennaio 2021)

Critiche alla gestione dell'emergenza[modifica | modifica wikitesto]

In riferimento alla prima ondata di contagi, osservatori qualificati, giornalisti, accademici e analisti specializzati in gestione delle crisi, sia nazionali che internazionali, hanno mosso critiche circostanziate al Governo italiano per vari aspetti relativi alla gestione dell'emergenza: i ricercatori dell'Università di Harvard hanno rilevato un ritardo di 3 settimane nell’attivazione del blocco totale del Paese, hanno bocciato i provvedimenti graduali, come i decreti che in Italia hanno intensificato l'isolamento sociale in modo progressivo, e hanno criticato l’Italia perché non si sarebbe rivelata all'altezza nel tracciare la linea dei contagi;[228] il The New York Times ha espresso riserve dichiarando che le autorità hanno annaspato nel determinare incisive misure contro l’epidemia, denunciando opportunità mancate e critici passi falsi, quali l’emissione di messaggi contrastanti che hanno seminato confusione e mancato coordinamento tra le autorità nazionali e quelle locali e che avrebbero peggiorato gli effetti negativi della pandemia[229] (anche se in seguito lo stesso New York Times ha lodato la gestione della pandemia da parte del governo italiano);[230][231][232][233] un'inchiesta di The Globalist Syndication, testata specializzata in giornalismo d’inchiesta, ha riportato dichiarazioni di Andrea Crisanti, professore ordinario di epidemiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova, il quale ha denunciato i numeri inesatti divulgati dalle autorità durante la gestione dell’epidemia nonché le inefficaci strategie di contenimento e di monitoraggio dei pazienti risultati positivi al virus;[234] anche la Federazione Relazioni pubbliche Italiana (FERPI) ha evidenziato il parere di specialisti che hanno denunciato gli errori compiuti dal Governo Conte II sul fronte della comunicazione di crisi[235].[236]

Diversi quotidiani a tiratura nazionale come Corriere della Sera, il Giornale e HuffPost hanno denunciato gli errori fatti nella gestione della crisi epidemica, in relazione a un piano pandemico redatto ben 10 anni fa ma ignorato e non applicato[237], alle critiche alla comunicazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, giudicata a più riprese inadeguata alla gravità della crisi[238], e all'inadeguatezza della risposta da parte delle istituzioni con particolare riguardo al ritardo nella liquidazione delle provvidenze economiche previste dai decreti del Governo[239], mentre quotidiani di stampa regionale hanno evidenziato l’insufficiente coordinamento tra le autorità civili e quelle militari nella gestione dell’emergenza.[240]

Un’inchiesta di The Post Internazionale ha poi evidenziato l’esistenza di una nota riservata dell’Istituto superiore di sanità che ha rivelato che già il 2 marzo era stata chiesta la creazione di una zona rossa ad Alzano Lombardo e a Nembro, comuni diventati poi due focolai dell’epidemia, che i giornalisti definiscono “annunciata”[241]. Un'articolata inchiesta pubblicata sulla testata online Formiche.net di Roberto Arditti ha evidenziato, tra le altre cose, le evidenti contraddizioni emerse nella comunicazione da parte degli esponenti della comunità scientifica.[242]

Anche la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha denunciato pubblicamente la mancanza di dati sull’esatta diffusione dell’epidemia, la gestione confusa da parte delle istituzioni della realtà delle RSA e dei centri diurni per anziani, la mancata fornitura di protezioni individuali ai medici del territorio, la pressoché totale assenza delle attività di igiene pubblica, la mancata esecuzione dei tamponi agli operatori sanitari e il mancato governo efficace del territorio.[243] Ulteriori discussioni nella comunità scientifica sono state sollevate dall'analisi dell'approccio alla gestione della pandemia differente adottato da due regioni per molti versi con scenari inizialmente sovrapponibili, Lombardia e Veneto, le cui scelta da parte delle istituzioni locali hanno generato effetti completamente diverse sul fronte degli ospedalizzati e dei decessi.[244]

Sono state aperte numerose inchieste penali per omicidio ed epidemia colposa a causa della decisione da parte di alcune istituzioni di confinare i contagiati nelle case di riposo per anziani, inizialmente da parte della Magistratura di Milano[245], con iscrizione nel registro degli indagati del direttore del Pio Albergo Trivulzio, e da parte della Magistratura di Prato[246], quest’ultima, ad oggi, senza ipotesi di reato.

Il professore Sabino Cassese ha denunciato l'inefficace coordinamento tra le istituzioni nazionali e quelle locali, sollecitando il potere legislativo a ridisegnare il perimetro delle reciproche competenze, e lamentando anche la mancata applicazione dell’articolo 117 della Costituzione, che riserva allo Stato i compiti in materia di profilassi internazionale, dell’articolo 120 della Costituzione che consente al Governo di sostituirsi alle Regioni in casi di pericolo grave per l’incolumità, e della legge 833 del 1978 che assegna al Ministero della salute e non alle Regioni, il compito di intervenire direttamente in caso di epidemie.[247]

In particolare una polemica ha riguardato la gestione all'interno dell'ospedale civico di Codogno, nell'area del focolaio italiano del virus. In seguito alle osservazioni mosse dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte (in un'intervista si era riferito all'ospedale di Codogno, ma senza farne esplicitamente il nome)[248][249] sul mancato rispetto dei protocolli sanitari di sicurezza emanati tramite Decreto dal governo per contenere la diffusione del coronavirus, e relativamente all'iniziale dimissione dall'ospedale del cosiddetto "paziente uno" senza sottoporlo al test di positività al virus,[250][251], alcuni esponenti della Regione Lombardia precisarono che l'ospedale aveva correttamente seguito i protocolli in vigore in quel momento, emanati dal Ministero della Salute e dall’Organizzazione mondiale della sanità, che indicavano di eseguire i test solo alle persone ritornate dalla Cina o addirittura solo dalla zona di Wuhan.[248]

La stessa posizione nel considerare gli ospedali come possibile veicolo di infezione venne assunta inizialmente anche dall'infettivologo Massimo Galli,[251][252] primario del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano,[253][254] che in seguito ridimensionò parzialmente le proprie valutazioni, dichiarando che probabilmente il virus circolava ancor prima della chiusura dei voli verso la Cina.[255]

Il 13 aprile 2020 la rivista Forbes ha pubblicato una dettagliata analisi[256] redatta in collaborazione con i ricercatori del King's College di Londra e tradotta anche in lingua italiana[257], che posiziona l'Italia al fondo della maggior parte delle classifiche del Deep Knowledge Group sull'efficacia nella gestione della pandemia.

Il 26 aprile 2020, in seguito al discorso del presidente Giuseppe Conte che annunciava il prolungamento della sospensione delle celebrazioni religiose, la Conferenza Episcopale Italiana ha lanciato un comunicato in cui esprimeva il "disaccordo dei vescovi" che "non possono vedere compromesso l'esercizio della libertà di culto". In risposta al comunicato, Conte ha affermato con una nota da Palazzo Chigi che "la Presidenza del Consiglio prende atto della comunicazione della CEI e [...] già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza".[258][259]

Nel mese di agosto, il Giudice di Pace di Frosinone ha annullato una sanzione comminata ad un cittadino per violazioni commesse durante la fase 1[260], asserendo come l'emergenza sanitaria non rientrasse tra le cause di misure restrittive alla libertà dei cittadini, diversamente tra le altre, da guerra e calamità naturali.[260][261]. Nello stesso mese la Procura di Roma emette avvisi di garanzia nei confronti di Conte e altri sei ministri per abuso d'ufficio, a seguito di denunce ed esposti di cittadini.[262]

Provvedimenti locali[modifica | modifica wikitesto]

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

La Liguria è la prima regione italiana a dotarsi di una nave ospedale che è diventata operativa a partire dal 23 marzo 2020: il traghetto Splendid della compagnia Grandi Navi Veloci ospita 25 posti letto per pazienti dimessi dagli ospedali del territorio. Il numero è incrementabile fino ad un massimo di 400 unità.[263][264][265][266]

Il 21 ottobre 2020, il governatore della Regione Toti ha firmato un'ordinanza con cui ha imposto il divieto di assembramento all'aperto, e una quota di didattica a distanza del 50% per le scuole secondarie di secondo grado.[267]

Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Tende della protezione civile davanti al Policlinico di Verona montate in occasione dell'epidemia.

Dopo il secondo decesso attributo al coronavirus,[268] in Lombardia e Veneto, regioni in cui erano presenti i primi e principali focolai dell'infezione, tutti gli eventi pubblici sono stati cancellati e sono state limitate alcune attività commerciali. È stata disposta la chiusura al pubblico dei musei e degli altri luoghi della cultura (quali teatri, cinema e biblioteche), sono state sospese le celebrazioni delle messe e altre riunioni religiose aperte ai fedeli (con l'eccezione di matrimoni e funerali, da celebrare in forma privata con la presenza di pochi parenti stretti) e sono stati sospesi i viaggi d'istruzione in Italia e all'estero.[269][270]

Il 21 febbraio il sindaco di Vo' firma un'ordinanza simile a quella firmata, il giorno precedente, dal Ministero della salute e regione Lombardia, per vietare nel territorio comunale tutte le attività sportive, ludiche, religiose e lavorative, con contestuale interdizione delle fermate dei mezzi pubblici.[271][272]

Il 22 febbraio la regione Lombardia dichiara di avere diviso la regione in due aree: la "zona rossa" (il basso Lodigiano), completamente isolata, e la "zona gialla", cioè la parte restante della regione, soggetta a limitazioni per 7 giorni, eventualmente prorogabili a 14: ai locali di aggregazione, quali bar, pub e discoteche, è stata ordinata la chiusura dalle ore 18:00 alle ore 6:00, mentre ai centri commerciali è stata vietata l'apertura nei giorni di sabato e domenica, con l'eccezione degli esercizi che vendono prodotti alimentari.[273][274][275]

Mascherine regalate da un'azienda veneta e distribuite dalla protezione civile del Veneto alla popolazione

Le regioni di Lombardia e Veneto hanno attivato due numeri verdi per i cittadini che temono di essere entrati in contatto con soggetti infetti[276][277] e successivamente anche il Piemonte ha reso operativo un numero verde per le informazioni sulla COVID-19.[278]

Le università e le scuole di ogni ordine e grado, in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna sospendono tutte le attività dal 23 febbraio fino a settembre, anche su invito del Ministero dell'istruzione.[279][280][281][282][283][284][285]

Il 22 febbraio sono state annullate quattro partite di Serie A (Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Torino-Parma) oltre a vari eventi sportivi che si dovevano disputare in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.[286][287]

Le autorità venete hanno annullato gli ultimi due giorni del Carnevale di Venezia;[288] quelle piemontesi gli ultimi tre giorni del Carnevale di Ivrea.[289]

A metà marzo, un'azienda tessile di Besozzo[290] e una casa editrice di Trebaseleghe[291] hanno riconvertito la loro produzione, iniziando a fornire particolari mascherine facciali che sono state distribuite alla popolazione tramite la Protezione Civile.[292] Fra le ditte presenti sul mercato, operano sia produttori di dispositivi di protezione individuale che "mascherine filtranti" per le quali sono escluse la certificazione CE e l'uso chirurgico a tutela degli operatori sanitari.[293]

A partire dalla metà di marzo, il comune di Bergamo ha visto incrementare il numero dei morti, a tal punto da aver saturato la capacità dei forni crematori cittadini. È stato quindi necessario, nei giorni del 18 e 21 marzo, l'intervento dei camion dell'Esercito Italiano che portassero i feretri in altre regioni del nord Italia per la cremazione.[294]

Il Governo attribuì ai soldati dell'esercito lo status di operatori di sicurezza, assimilandoli in via temporanea al medesimo status giuridico spettante alle Forze dell'Ordine, che si erano trovate numericamente non adeguate per le improvvise esige di vigilanza e di controllo del territorio.[295] Tale riconoscimento aveva già un precedente storico nel presidio militae delle città caratterizzate da una forte attività mafiosa.

Friuli Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Da domenica 23 febbraio 2020 in Friuli-Venezia Giulia, nelle università sono state sospese le attività didattiche, gli esami, le conferenze o i dibattiti, come anche nei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché nei corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani (ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie) salvo le attività formative svolte a distanza; sospese e rinviate le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, e gli eventi ed ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, come anche i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.[296][297]

Il 1º marzo viene emanata una nuova ordinanza con cui la Regione decide di allungare i termini di chiusura di scuole e università fino all'8 marzo.[298]

Dal 13 marzo 2020 viene diminuita l'offerta del servizio di trasporto pubblico locale: la Regione emette un'ordinanza[299], la cui validità è stata prorogata più volte (fino al 3 aprile[300], 13 aprile e 3 maggio)[301][302], la quale prevede la riduzione e la soppressione dei servizi di TPL sulla base delle effettive esigenze, garantendo solo i servizi minimi essenziali.[303]

Il 19 marzo 2020 il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha firmato un'ordinanza[304] in cui si stabilisce la chiusura di tutti i parchi e giardini pubblici, al fine di evitare la possibilità di assembramenti di persone, e contestualmente il "divieto di svolgere attività motorie o sportive, nonché di effettuare passeggiate o comunque di intrattenersi, in aree frequentate da più persone". Inoltre è fatto obbligo di limitare l'accesso all'interno dei locali, quali supermercati, ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone. Di domenica e nei giorni festivi, per tutti gli esercizi commerciali tranne farmacie, parafarmacie ed edicole di turno, è stato decretato l'obbligo di chiusura. L'ordinanza è entrata in vigore il 20 marzo, aggiornata da una successiva[305], ed attiva fino al 3 aprile 2020.[306] La scadenza di questi provvedimenti è poi stata prorogata più volte: fino al 13 marzo 2020[307] e fino al 3 maggio.[308] Dal 14 aprile vengono però meno le restrizioni specifiche sugli spostamenti attuate nel Friuli Venezia Giulia, riallineandosi alle normative nazionali e consentendo così di svolgere attività motorie in prossimità della propria abitazione.[309]

Dal 4 aprile 2020 viene anche introdotto l'obbligo di utilizzare guanti monouso e mascherine (o comunque una protezione a copertura di naso e bocca) all'interno degli esercizi commerciali di generi alimentari e sono vietati i mercati all'aperto o al chiuso, a meno che non vengano applicate particolari misure gestionali[307][310]. Dal 7 aprile, l'obbligatorietà dell'uso di una protezione a copertura di naso e bocca viene poi estesa anche ai servizi di trasporto pubblico automobilistici, ferroviari e marittimi, inclusi quelli non di linea come taxi o NCC.[311] Infine, dal 14 aprile, "a chiunque si rechi fuori dell'abitazione è fatto obbligo di indossare la mascherina o comunque di una protezione a copertura di naso e bocca, di mantenere comunque la distanza interpersonale di almeno 1 metro, ad eccezione delle persone conviventi o che richiedano assistenza"; lo stesso vale anche negli uffici aperti al pubblico e negli esercizi commerciali. Per questi ultimi al dettaglio, anche se non di generi alimentari, diventa obbligatorio mettere a disposizione dei clienti guanti monouso e/o idonee soluzioni idroalcoliche per le mani. Si raccomanda anche la rilevazione della temperatura corporea di clienti e personale prima del loro accesso[308].

Il 16 ottobre 2020, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha firmato un'ordinanza per far fronte all'aumento dei contagi, che ha limitato l'accesso ai visitatori nelle Rsa e ha disposto nuove misure sul distanziamento sociale per i cinema e per i teatri.[312][313]

Marche[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 febbraio il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli dispone, con ordinanza, la chiusura di tutte le scuole e le università nel territorio regionale nonostante l'assenza di contagi.[314][315] Il 27 febbraio il TAR Marche, in sede cautelare, dispone tuttavia la sospensione dell'ordinanza regionale, riaprendo di fatto le scuole e le università in tutto il territorio delle Marche.[316]

Preso atto della sospensione, il presidente della regione emette, dopo poche ore, una nuova ordinanza identica alla precedente nei contenuti ma con durata minore (due giorni, fino al 29 febbraio),[317][318] basata sulla presenza di sei casi di contagi da coronavirus che nel frattempo si erano verificati nelle Marche.[319]

Il 22 ottobre 2020, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, eletto successore di Ceriscioli circa un mese prima, ha firmato un'ordinanza per far fronte all'aumento dei contagi, riducendo la capienza dei bus al 60%; e istituendo una quota di didattica a distanza (50%) per l'ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado.[320][321]

Il 1º novembre 2020, il presidente Acquaroli firma una nuova ordinanza, con cui dispone la didattica a distanza al 100% per tutte le università marchigiane, ed impone contestualmente il limite di capienza del 50% nei mezzi di trasporto pubblico locale.[322]

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2020, la Campania è stata la prima regione italiana ad aver reso obbligatorio lo screening per il COVID-19 per tutto il personale scolastico docente e non docente.[323] La norma prevede multe fino a 3 000 per coloro che rifiutano di sottoporsi al test[324], oltre al diritto del dirigente scolastico di interdire l'accesso del personale alle strutture scolastiche, in assenza di un test avente esito negativo.

Il 15 ottobre 2020, la Campania annuncia la sospensione delle attività didattiche in presenza e lo stop agli spostamenti tra province fino al 31 ottobre 2020,[325] successivamente prorogata fino al 25 gennaio 2021.[326]

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

La Sardegna è stata la prima regione a interdire i propri confini territoriali al traffico marittimo ed aereo.[327] Con l'eccezione dei pendolari residenti e dei pendolari, che dal 15 marzo al 3 giugno per arrivare nell'isola dovevano possedere un'autorizzazione preventiva.[328][329]

Il 2 maggio, il presidente della regione sarda Christian Solinas ha firmato un’ordinanza,[330] che è entrata in vigore il 4 dello stesso mese, con cui ha consentito alcune aperture anticipate e ha allentato le misure in vigore, l'ordinanza è rimasta in vigore sino al 17 maggio.[331][332]

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

A Piazzo, fraz. di Segonzano (TN), una camionetta dei pompieri transita per il paese con l'altoparlante, invitando la popolazione a non uscire di casa. Il messaggio trasmesso recita:
«Attenzione: per motivi di salute e sicurezza, si ricorda l'obbligo di rimanere in casa, nel rispetto delle istruzioni impartite per l'emergenza Coronavirus. Uscire esclusivamente nei casi previsti»
.

Il 22 febbraio la provincia autonoma di Trento ha ordinato la sospensione delle attività didattiche di ogni ordine e grado per i giorni 24 e 25 febbraio,[333] sospensione poi prorogata al 2 marzo con una nuova ordinanza del 24 febbraio.[334]

Il giorno successivo, con un'ordinanza del presidente Arno Kompatscher, anche la provincia autonoma di Bolzano ha disposto la chiusura di asili nido e microstrutture per la prima infanzia, la sospensione delle attività didattiche della Libera Università di Bolzano, della Scuola Provinciale Superiore di Sanità Claudiana e del Conservatorio Claudio Monteverdi per la settimana dal 24 febbraio al 1º marzo.[335] Le restanti scuole erano già chiuse negli stessi giorni per le tradizionali vacanze di carnevale. Il successivo 26 febbraio, una nuova ordinanza ha confermato la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado a partire dal successivo 2 marzo, sospendendo al contempo i viaggi di istruzione fino al 15 marzo.[336]

In provincia di Trento con l'ordinanza del 24 febbraio sono state inoltre sospese tutte le manifestazioni legate al martedì grasso ed in generale al Carnevale,[334] dopo che già molti eventi previsti domenica 23 erano stati annullati dalle autorità locali o per iniziativa dei comitati organizzatori;[337] in provincia di Bolzano sono state invece confermate le manifestazioni all'aperto, come quella di chiusura del Carnevale di Laives, mentre sono state annullate quelle al chiuso.[338]

Dopo che venne confermata la notizia che alcuni turisti tedeschi che avevano soggiornato in Val Venosta, Val Gardena e Val Badia, una volta tornati in patria erano stati trovati positivi, il 3 marzo la provincia autonoma di Bolzano dispose nuovamente la chiusura delle scuole, limitatamente ai comuni di Selva di Val Gardena, Santa Cristina Val Gardena, Dobbiaco, Monguelfo-Tesido, Predoi e Badia, prevedendo altresì, negli stessi comuni, altre misure precauzionali.[339]

Il 26 ottobre 2020, il presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha firmato un'ordinanza, con delle norme diverse rispetto al DPCM del 24 ottobre, con cui i ristoranti potranno rimanere aperti dalle 5 alle 22 e i bar dalle 5 alle 20.[340][341] Le altre norme contenute nell'ordinanza prevedono la chiusura delle attività di commercio al dettaglio la domenica e il divieto di incontrare più di 6 persone in luogo pubblico.[342] Qualche giorno più tardi, il 29 ottobre, il governatore della Regione Kompatscher ha dichiarato che l'ordinanza precedentemente emanata era già stata superata, e ha inasprito le misure, imponendo un coprifuoco dalle 22 alle 5 e la chiusura dei locali alle 18.[343]

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 febbraio si registra il primo caso positivo in Sicilia, a Palermo, con il ricovero di una turista di 60 anni proveniente da Bergamo, seguita da altri componenti della comitiva[344]. Il 16 marzo la Regione Siciliana, in accordo con il Ministero dei Trasporti che ha firmato il decreto la notte del 15 marzo (D.M.118/2020)[345], chiude l'accesso alla Regione con il blocco di tutti i collegamenti e i controlli dei passeggeri effettuati dall'Esercito.[346][347] Cosicché, fino al 25 marzo, il traghettamento nello stretto di Messina, tranne eventuali deroghe, per motivi di necessità, lavoro o salute, avviene soltanto con un lasciapassare della Regione, non più tramite l'autodichiarazione prevista dal DPCM dell'8 marzo.[348]

Per contrastare il numero dei contagi di ritorno, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva invocato, fin dal 27 febbraio, l'intervento militare per contrastare gli arrivi dal Nord Italia, invitando i cittadini residenti a non tornare in Sicilia.[349] Intanto, dal 3 marzo per disposizione della Regione[350][351], chiunque abbia fatto ingresso dalla penisola a partire dal 22 febbraio scorso, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico o sia transitato e abbia sostato nei territori indicati dal DPCM dell'8 marzo, ha il dovere di informare il medico di base e di porsi in auto-isolamento, iscrivendosi al portale appositamente creato per coloro che sono rientrati.[352] Alla data del 31 marzo sono quarantaduemila i siciliani registrati nella piattaforma digitale, tutti provenienti dai confini oltre lo Stretto.[353]

In risposta all'impennata di nuovi casi[354], la nuova ordinanza del 19 marzo[355] regola provvedimenti nell'azione di contenimento e di prevenzione dell'emergenza epidemiologica, in materie igienico-sanitarie, commercio, trasporti pubblici e ulteriori misure: si dispone una generalizzata sanificazione di strade e uffici pubblici (compresi gli edifici scolastici); si regolamentano le modalità d'apertura degli esercizi commerciali e delle rivendite di tabacchi; si indicano le modalità d'uso del trasporto urbano; si consentono gli spostamenti con l'animale da affezione soltanto in prossimità della propria abitazione; si impone il divieto assoluto di tutte le attività sportive e il numero delle uscite da casa per gli acquisti limitatamente una volta al giorno; si istituisce una linea telefonica dedicata per i contatti tra sindaci e presidenza.

L'ordinanza del 20 marzo[356] è indirizzata a chi è tornato da altre regioni o dall'estero: c'è l'obbligo dell'isolamento, il divieto di ricevere visite, il test del tampone al termine della quarantena. In ordine di priorità (art. 2) sono introdotti i test per i medici e il personale ospedaliero. Il 23 marzo, la Regione emette a poca distanza due nuove ordinanze[357][358][359] per contenere la pandemia e che prevedono l'immediata quarantena (cd. zone rosse) dei comuni di Agira (EN), di Salemi (TP) e di Villafrati (PA). L'ordinanza del 29 marzo[360] determina zona rossa il comune di Troina.

Il 1º aprile[361], a conferma delle misure restrittive intraprese,[362] è stata diramata una nuova ordinanza: la disposizione che vieta la pratica di ogni attività motoria e sportiva all'aperto nasce probabilmente, a seguito della Circolare di precisazioni su spostamenti del 31 marzo 2020[363] che il Ministero dell'Interno aveva inviato ai prefetti della Repubblica, in merito all'autorizzazione dell'uscita con i propri figli minori «a un solo genitore», «purché in prossimità della propria abitazione» e rispettando tutte le altre indicazioni predisposte per l'emergenza COVID-19, dopo che Borrelli (Protezione civile) e Brusaferro (Istituto di Sanità) avevano espresso per la prima volta un cauto ottimismo sul probabile raggiungimento del "picco" dei contagi.[364][365] Intanto, era stato annunciato che ogni Azienda sanitaria provinciale dell'isola avrebbe dovuto contattare i siciliani rientrati dalle altre regioni per sottoporli al tampone e verificare la positività o meno al Coronavirus.[366]

In Sicilia si sono susseguite altresì misure assistenziali e di sostegno. La piattaforma in rete per l'assistenza alimentare, attivata dal Comune di Palermo, ha superato gli undicimila iscritti a poche ore dal lancio[367], proponendo un sistema unico di gestione degli aiuti in collaborazione con la Caritas e le associazioni Banco Alimentare e Banco delle opere di carità.[368] Per altro verso, nella Sicilia orientale, la città di Catania ha assegnato tessere e buoni-spesa alle famiglie in difficoltà con i fondi attribuiti dalla Protezione civile nazionale e dal governo della Regione Siciliana[369].

Il 24 ottobre 2020, il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato un'ordinanza per contenere le infezioni di COVID-19, con cui ha ridotto del 50% la capacità di tutti i trasporti pubblici, sospeso la didattica in presenza nelle scuole superiori di secondo grado e imposto un coprifuoco su tutto il territorio regionale dalle 23 alle 5.[370][371]

Altri provvedimenti[modifica | modifica wikitesto]

Trenitalia e Italo, i principali fornitori del servizio ferroviario ad alta velocità italiano, hanno ordinato l'installazione di distributori di disinfettanti per le mani su tutti i treni, la distribuzione di maschere, guanti monouso e disinfettanti a tutto il personale di bordo.[372]

La nave da soccorso Ocean Viking gestita da Medici senza frontiere e SOS Mediteranee, che trasportava quasi 300 passeggeri, è stata messa in quarantena per 14 giorni a Pozzallo, in Sicilia,[373] mentre il 25 febbraio, a seguito delle segnalazioni, le scuole di Palermo e delle Marche vengono chiuse rispettivamente sino al 3 e al 4 marzo.[374]

Alitalia dal 9 marzo sospende i voli su Malpensa, mentre fornisce da Linate solo collegamenti nazionali.[375] FlixBus, la compagnia tedesca di autobus low-cost, sospende dal 10 marzo al 3 maggio tutti i collegamenti da e verso l’Italia, nonché il suo servizio su tutto il territorio nazionale.[376]

Il 21 maggio, il Presidente del consiglio Giuseppe Conte ha invitato i cittadini italiani a fare le vacanze in Italia.[377]

Autodichiarazioni per gli spostamenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione nº 0 del 9 marzo 2020 ci sono i loghi del Ministero dell'Interno e si nomina autodichiarazione ai sensi della legge nº 445 del 28/12/2000.[378]

Nella versione n. 1 del 9 marzo 2020 scompaiono i loghi ed il riferimento alla legge nº 445/2000.

Nella versione n. 2 del 17 marzo 2020 viene aggiunta una voce in cui è obbligatorio dichiarare di non essere in regime di quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19.

Nella versione n. 3 del 23 marzo 2020 ricompare il riferimento alla legge nº 445/2000 e viene aggiunto anche il proprio domicilio, oltre la propria residenza. Tra i provvedimenti di cui deve dichiarare di essere a conoscenza, ci sono anche il DPCM del 22 marzo 2020 e l'ordinanza del Ministero della Salute del 20 marzo 2020 "concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone" nel territorio nazionale. Nel modulo nº 3 occorre, inoltre, indicare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione. Viene poi eliminata la voce "rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza", e al suo posto viene, invece, inserita la voce "assoluta urgenza" per spostamenti in comune diverso dal proprio.

Nella versione n. 4 del 26 marzo 2020 vengono aggiunte le voci relative ai provvedimenti regionali.

Nella versione n. 5 del 4 maggio 2020 vengono eliminate delle specificazioni, rendendo l'autodichiarazione più versatile e applicabile alle aperture della fase 2. L'autodichiarazione è sia nella nuova versione (n. 5B) sia nella vecchia versione n. 4 ma con la barratura delle voci obsolete (n. 5A).

Nella versione n. 6 del 23 ottobre 2020 vengono eliminate delle specificazioni, rendendo l'autodichiarazione più versatile. Essa viene utilizzata per gli spostamenti nelle Regioni Campania, Lazio e Lombardia, e dal 4 novembre 2020 in tutta Italia.

Comitati tecnico-scientifici e unità operative[modifica | modifica wikitesto]

Il Governo Italiano, per affrontare aspetti specifici e specialistici inerenti all'emergenza COVID-19, si è dotata di una serie di comitati tecnico-scientifici e unità operative apposite, come da schema seguente:[379]

Comitato

Unità operativa

Istituzione Funzioni Dirigenti
Comitato Operativo della Protezione Civile 24 febbraio 1992 Assicura la direzione unitaria e il coordinamento delle attività

della Protezione civile nelle situazioni di emergenza.

Comitato Tecnico-Scientifico della Protezione Civile 3 febbraio 2020 Supporta il Capo del Dipartimento della Protezione Civile nelle

attività finalizzate al superamento dell'emergenza epidemiologica

da COVID-19, fornisce pareri e indicazioni sulle misure di prevenzione

dialogando con il Governo e il Dipartimento della Protezione Civile.

Task Force Scuole e Didattica a Distanza fine febbraio 2020 Raccoglie domande e richieste da parte dei dirigenti e del personale

scolastico chiamati a gestire in particolare la didattica a distanza delle scuole;

coordina anche l'invio sul territorio di personale preparato a dare man forte

agli uffici scolastici locali in emergenza.

Task Force Data Drive 31 marzo 2020 Individua e valuta soluzioni tecnologiche data driven per supportare il Governo

e gli altri pubblici decisori nella definizione di politiche di contenimento del

contagio da COVID-19; sviluppo di una app per poter "mappare" il contagio.

Comprende i sottogruppi: "Infrastrutture e Data collection", "Teleassistenza",

"Big Data e Intelligenza Artificiale", "Tecnologie per il governo dell'emergenza".

Task Force Fase 2 10 aprile 2020[380] Dialoga con il CTS e studia le misure necessarie per la Fase 2, elabora modelli

organizzativi che consentano la riapertura di impianti produttivi ed aziende nelle condizioni di massima sicurezza per i lavoratori.

Task Force Donne per un Nuovo Rinascimento 15 aprile 2020 Elaborare idee e proposte per il rilancio sociale, culturale

ed economico dell'Italia dopo l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

La campagna di vaccinazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vaccino contro il SARS-CoV-2.

Il piano di vaccinazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 dicembre 2020 il ministro della Salute Roberto Speranza presenta in Parlamento il piano strategico dell’Italia per la vaccinazione contro il COVID-19, elaborato dal Ministero della Salute, dal Commissario Straordinario per l’Emergenza Domenico Arcuri, dall’Istituto Superiore di Sanità e da Agenas e Aifa.[381]

La relazione del piano strategico sottolinea come, attraverso alcuni accordi, sono state assicurate all’Europa circa 1,3 miliardi di dosi da parte di diverse Aziende (che saranno distribuite ai Paesi dell’Unione Europea in base al numero della loro popolazione) e che la produzione dei vaccini è stata avviata già in contemporanea agli studi clinici. Prima della somministrazione dei vaccini è tuttavia necessaria l’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC).

Dosi di vaccino e categorie prioritarie[modifica | modifica wikitesto]

In base agli accordi stipulati, il piano strategico prevede la distribuzione e somministrazione di 9,421 milioni di dosi vaccinali nel primo trimestre del 2021, e di 43,741 milioni di dosi nel secondo e terzo trimestre, cosicché la maggior parte della popolazione italiana possa essere vaccinata entro settembre 2021. Le Aziende coinvolte nella campagna di vaccinazione italiana sono Johnson & Johnson (53,84 mln di dosi), AstraZeneca (40,38 mln), Sanofi/GlaxoSmithKline (40,38 mln), CureVac (30,285 mln), Pfizer/BioNTech (26,92 mln) e Moderna (10,768 mln).

Il piano individua inoltre alcune categorie sociali da vaccinare in via prioritaria: gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti e il personale delle RSA, le persone in età avanzata (innanzitutto anziani dagli 80 anni, e poi persone dai 60 ai 79 anni) e persone affette da patologie croniche, per un totale stimato di 27,251 milioni di individui. A seguire, con l’aumento delle dosi, si prevede la vaccinazione degli impiegati nei servizi essenziali, quindi insegnanti e personale scolastico, forze dell’ordine, ecc.

Stima delle dosi di vaccino disponibili in Italia (in milioni)
Vaccini (azienda) Trimestre tot. x azienda
gen-mar 2021 apr-giu 2021 lug-set 2021 ott-dic 2021 gen-mar 2022 apr-giu 2022
AstraZeneca 16,155 24,225 40,38
Pfizer/BioNTech 8,749 8,076 10,095 26,92
Johnson & Johnson 14,806 32,304 6,73 53,84
Sanofi/GSK 20,19 20,19 40,38
CureVac 2,019 5,384 6,73 8,076 8,076 30,285
Moderna 1,346 4,711 4,711 10,768
tot. x trimestre 28,269 57,202 53,84 14,806 28,266 20,19 202,573

Questioni logistiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli aspetti relativi alla logistica e alla catena di approvvigionamento, stoccaggio e trasporto dei vaccini sono di competenza del Commissario Straordinario Domenico Arcuri.

Il vaccino a mRNA Tozinameran di Pfizer/BioNTech, primo ad essere approvato in Italia e in Europa.

Per i vaccini che necessitano di una conservazione a freddo estremo (−20/−70 °C), sono stati individuati insieme alle Regioni e alle Province Autonome 300 punti vaccinali in cui le dosi vengono consegnate direttamente dalle Aziende.

Per quanto riguarda invece i vaccini con una conservazione a freddo standard (+2/+8 °C), è disponibile «un modello di distribuzione "hub and spoke", con 1 sito nazionale di stoccaggio e una serie di siti territoriali di secondo livello».

Sistema informativo[modifica | modifica wikitesto]

Per organizzare al meglio la somministrazione dei vaccini, il piano prevede la predisposizione di un moderno sistema informativo in grado di gestire in modo efficace, sicuro e trasparente la campagna di vaccinazione.

Con il decreto-legge n. 2 del 14 gennaio 2021 viene istituita «una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute».[382][9]

Approvazione dei vaccini[modifica | modifica wikitesto]

Il vaccino Tozinameran di Pfizer/BioNTech è il primo ad essere approvato, il 23 dicembre 2020, dall'EMA e dall'Aifa, e quindi idoneo all'immissione in commercio in Italia.[383][384] Il secondo vaccino ad aver ottenuto l'approvazione è stato l'mRNA-1273 di Moderna, il 6 gennaio 2021 da parte dell'EMA e il 7 gennaio da parte dell'Aifa.[385][386]

Somministrazione dei vaccini[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 25 dicembre 2020 sono arrivate dal Belgio a Roma le prime 9 750 dosi del vaccino di Pfizer/BioNTech, scortate dalla Polizia stradale e dall'Arma dei Carabinieri.[387] I vaccini sono stati successivamente distribuiti alle Regioni, proporzionalmente alla popolazione di ognuna, e somministrati a partire dal 27 dicembre, Vaccine Day europeo, al personale sanitario e agli ospiti di alcune RSA.[388] Le prime 9 750 dosi sono state inoculate entro la fine del 2020.

Secondo il Ministero della salute, in Italia è previsto l'arrivo di 469 950 dosi ogni settimana, a partire dal 28 dicembre 2020.[389] Il primo di questi carichi è stato consegnato tra il 30 dicembre 2020 e il 1º gennaio 2021.

L'andamento della campagna vaccinale in Italia è consultabile da un sito internet appositamente creato dal governo.

Consenso alla vaccinazione[modifica | modifica wikitesto]

Prima della vaccinazione, il paziente è tenuto a firmare un modulo di consenso informato, in cui si spiegano i meccanismi del vaccino e le modalità di inoculazione, e dove il firmatario conferma di aver compreso chiaramente «i benefici ed i rischi della vaccinazione, le modalità e le alternative terapeutiche, nonché le conseguenze di un eventuale rifiuto o di una rinuncia al completamento della vaccinazione con la seconda dose».[390] Secondo il decreto-legge n. 1 del 5 gennaio 2021, gli ospiti incapaci delle RSA, o di altre strutture simili, esprimono il proprio consenso alla vaccinazione «a mezzo del relativo tutore, curatore o amministratore di sostegno» (o, in assenza di queste figure, a mezzo del direttore sanitario, del responsabile medico, o ancora del direttore sanitario della ASL).[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvia Sciorilli Borrelli, La politica diventa virale mentre l'Italia lotta con lo scoppio epidemico, su POLITICO, 25 febbraio 2020. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  2. ^ Covid-19 - Situazione in Italia
  3. ^ a b Coronavirus, il Presidente Conte firma il Dpcm del 3 novembre 2020 (PDF), su governo.it.
  4. ^ a b Coronavirus, il Presidente Conte firma il Dpcm del 3 dicembre 2020, su www.governo.it, 3 dicembre 2020. URL consultato il 3 dicembre 2020.
  5. ^ a b Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 16 gennaio 2021.
  6. ^ a b Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 3 dicembre 2020.
  7. ^ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 20 dicembre 2020.
  8. ^ a b c Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  9. ^ a b c Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 15 gennaio 2021.
  10. ^ Coronavirus, aggiornamenti ed avvisi, su Policlinico San Matteo di Pavia. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  11. ^ Nuovo coronavirus, su Ministero della salute. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  12. ^ Coronavirus. Le “dieci regole” da seguire. Scarica il manifesto scritto da Iss, Ministero Salute, Ordini, Società scientifiche e Regioni - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  13. ^ Coronavirus. Governo risponde a interrogazione: “Allo stato attuale le misure di precauzione adottate in Toscana sono sufficienti” - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  14. ^ Delibera del Consiglio dei ministri del 31.01.2020, Gazzetta Ufficiale, 1º febbraio 2020. URL consultato il 24 marzo 2020.
  15. ^ (EN) WHO Director-General's statement on IHR Emergency Committee on Novel Coronavirus (2019-nCoV), Organizzazione mondiale della sanità, 30 gennaio 2020. URL consultato il 24 marzo 2020.
  16. ^ O.C.D.P.C. n. 639 del 25 febbraio 2020 - Protezione Civile: Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all'emergenza relativa al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, Dipartimento della Protezione Civile, 25 febbraio 2020. URL consultato il 27 marzo 2020.
  17. ^ O.C.D.P.C. n. 630 del 3 febbraio 2020 - Protezione Civile: Primi interventi urgenti di protezione civile in relazione all'emergenza relativa al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, Dipartimento della Protezione Civile, 3 febbraio 2020. URL consultato il 27 marzo 2020.
  18. ^ a b Coronavirus, in dieci comuni lombardi: cinquantamila persone costrette a restare in casa. Quarantena all'ospedale milanese di Baggio, su la Repubblica, 21 febbraio 2020. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  19. ^ Coronavirus. Speranza firma nuova ordinanza per quarantena obbligatoria di chi ha avuto contatto stretto con persona positiva e permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato in aree a rischio negli ultimi 14 giorni - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  20. ^ Coronavirus. I casi in Lombardia salgono a 15. Due sospetti in Veneto. Speranza annuncia sospensioni per manifestazioni pubbliche, ludiche e sportive, attività commerciali e lavorative e scuole in dieci comuni della zona - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  21. ^ Luciana Matarese, Coronavirus, obiettivo isolare il focolaio, in L'Huffington Post, 21 febbraio 2020. URL consultato il 21 febbraio 2020 (archiviato il 21 febbraio 2020).
  22. ^ Coronavirus. Governo sceglie linea dura: blocco dei transiti in ingresso e uscita nei 10 comuni del Lodigiano e nel Comune di Vo' (PD). Chiuse scuole, bloccate le manifestazioni di qualsiasi tipo, comprese quelle sportive - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  23. ^ DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6 del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, su gazzettaufficiale.it.
  24. ^ Coronavirus. Mattarella firma il decreto legge. Il testo in Gazzetta Ufficiale. Ecco tutte le misure - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  25. ^ Coronavirus, treni fermi per ore a Lecce e Milano. I convogli non fermano nei Comuni a rischio del Lodigiano, su Corriere della Sera, 22 febbraio 2020. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  26. ^ Coronavirus, per una settimana didattica sospesa nelle università lombarde. Comune di Milano e grandi aziende: i lavoratori a rischio restano a casa, su La Repubblica, 22 febbraio 2020. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  27. ^ Coronavirus, decreto del governo: nei comuni focolaio stop ad ingressi ed uscite. Conte: "Non trasformeremo l'Italia in un lazzaretto", su la Repubblica, 22 febbraio 2020. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  28. ^ (EN) Coronavirus: Inter Milan v Sampdoria among Serie A games postponed, in BBC Sport, 22 febbraio 2020. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  29. ^ Fines threatened and police called in to enforce coronavirus quarantine across northern Italy, su The Local, 23 febbraio 2020. URL consultato il 24 febbraio 2020.
  30. ^ (EN) Venice Carnival closes amid coronavirus outbreak, in BBC News, 23 febbraio 2020.
  31. ^ Coronavirus, come funziona la quarantena e cosa rischia chi la viola (l'arresto), su Il Sole 24 Ore.
  32. ^ Coronavirus, sport a porte chiuse in cinque Regioni, in ANSA, 25 febbraio 2020. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  33. ^ Coronavirus. Fino al 15 marzo la riammissione a scuola per assenze superiori a 5 giorni nelle Regioni a rischio solo con certificato medico. Stop a tutte le gare sportive. Il nuovo Dpcm in Gazzetta Ufficiale - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  34. ^ Coronavirus. Speranza firma nuovo decreto per omogeneizzare le Ordinanze delle Regioni non interessate dal cluster - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  35. ^ Coronavirus. Stop a blocco esame abilitazione per la professione medica. Obbligo certificato medico per rientro a scuola solo per malattie infettive. Ecco il nuovo Dpcm - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  36. ^ Scuole e università chiuse fino al 15 marzo: «Allo studio misure per fare stare a casa un genitore», su corriere.it, 4 marzo 2020. URL consultato il 4 marzo 2020.
  37. ^ Coronavirus, scuole e università chiuse fino al 3 aprile in Lombardia e 14 province, fino al 15 marzo nel resto d’Italia, su Il Sole 24 ORE. URL consultato l'8 marzo 2020.
  38. ^ Calendario serie A, le nuove date per le partite da recuperare: Juventus-Inter si giocherà domenica sera, su corriere.it, 4 marzo 2020. URL consultato il 4 marzo 2020.
  39. ^ Coronavirus. Il Governo chiude scuole e università fino al 15 marzo. Conte e Azzolina: “Decisione non semplice presa in via prudenziale”. Ecco il testo del Dpcm con le nuove misure anche per la sanità - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  40. ^ QuotidianoNet, Referendum taglio parlamentari 29 marzo, via libera al rinvio, su QuotidianoNet, 1583421774918. URL consultato il 6 marzo 2020.
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  45. ^ ECCO TUTTE LE MISURE DEL DPCM. ITALIA DIVISA IN DUE, su Quotidiano Sanità.
  46. ^ Coronavirus. Firmato il Dcpm con le nuove misure. Conte: “Anticipazione bozze ha creato incertezza e confusione. Non lo possiamo accettare”. Confermato blocco entrata e uscita per Lombardia e 14 province in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche., su Quotidiano Sanità.
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  49. ^ Coronavirus, a Milano la fuga dalla "zona rossa": folla alla stazione di Porta Garibaldi, su Il Messaggero, 8 marzo 2020. URL consultato l'8 marzo 2020.
  50. ^ Coronavirus, l’«esodo» dal Nord: controlli a treni e autobus in arrivo a Salerno, su Il Corriere della Sera, 8 marzo 2020. URL consultato l'8 marzo 2020.
  51. ^ Coronavirus, rivolte nelle carceri, a Foggia evadono in sessanta, su Repubblica, 9 marzo 2020.
  52. ^ Coronavirus, carceri, ancora proteste. Tre detenuti morti a Rieti, le vittime salgono a dodici, su Repubblica, 10 marzo 2020.
  53. ^ Il Presidente Conte firma il Dpcm 9 marzo 2020, su governo.it, 9 marzo 2020. URL consultato il 2 ottobre 2020.
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  55. ^ Coronavirus, Conte firma il Dpcm 11 marzo 2020, su www.governo.it, 11 marzo 2020. URL consultato il 15 marzo 2020.
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  58. ^ Decreto #IoRestoaCasa, domande frequenti sulle misure adottate dal Governo, su www.governo.it, 13 marzo 2020. URL consultato il 15 marzo 2020.
  59. ^ DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 marzo 2020: Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale, su gazzettaufficiale.it.
  60. ^ ALLEGATO 1 del D.P.C.M. 22 marzo 2020 (elenco delle attività produttive industriali e commerciali necessarie e strategiche), su gazzettaufficiale.it.
  61. ^ Modifiche al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, su mise.gov.it, 25 marzo 2020. URL consultato il 28 marzo 2020.
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  66. ^ Covid-19, Giuseppe Conte: "Quarantena prorogata fino al 13 aprile", su rainews.it, 2 aprile 2020. URL consultato il 26 ottobre 2020.
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