Vittorio Colao

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Vittorio Colao
Vittorio Colao 2015 (cropped).jpg
Vittorio Colao nel 2015

Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale
In carica
Inizio mandato 13 febbraio 2021
Capo del governo Mario Draghi
Predecessore Paola Pisano

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Master in Business Administration
Università Harvard Business School, Università di Harvard e Università commerciale Luigi Bocconi
Professione Manager

Vittorio Colao (Brescia, 3 ottobre 1961[1]) è un dirigente d'azienda italiano, dal 13 febbraio 2021 ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale nel Governo Draghi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Brescia da famiglia di origine calabrese, si è laureato in economia alla Università commerciale Luigi Bocconi e ha ottenuto un Master in Business Administration alla Harvard Business School di Boston.[2] Ha svolto il servizio militare come Sottotenente dell'Arma dei Carabinieri, ma si è formato come Allievo Ufficiale di Complemento degli Alpini, frequentando il 116 Corso AUC della SMALP di Aosta dal luglio al dicembre 1984. Ha iniziato la sua carriera lavorando a Londra presso la banca d'affari Morgan Stanley. Ha lavorato poi per dieci anni negli uffici di Milano della società McKinsey & Company.[3]

Nel 1996 diviene direttore generale di Omnitel Pronto Italia (oggi Vodafone Italia). Nel 1999 è nominato amministratore delegato di Vodafone Omnitel (divisione italiana). Nel 2001 diventa CEO regionale di Vodafone per l'Europa meridionale. Nel 2002 diventa membro del consiglio di amministrazione della società, e nel 2003 è nominato CEO regionale per Europa meridionale, Medio Oriente e Africa.[4]

Nel 2004 lascia Vodafone per diventare amministratore delegato di Rcs MediaGroup, incarico che ricopre fino al 2006.[5] Nell'ottobre 2006 ritorna in Vodafone come vice amministratore delegato a capo della divisione Europa.

Il 29 luglio 2008 sostituisce Arun Sarin come amministratore delegato di Vodafone.[6]

Nel 2015 è nominato amministratore non esecutivo di Unilever.[7]

Il 15 maggio 2018 Colao annuncia le dimissioni dal Vodafone Group Plc; viene sostituito come amministratore delegato da Nick Read, attuale direttore finanziario della compagnia.[8][9] Dal 2019 fa parte del comitato direttivo (Board of Directors) della società di telefonia wireless Verizon.

Nell'aprile 2020 è designato dal governo Conte II per guidare la task force della cosiddetta "Fase 2" per la ricostruzione economica del Paese dopo la pandemia di COVID-19.[10][11]

Il 13 febbraio 2021 viene nominato Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale nel governo Draghi; il 26 agosto 2021 ha ricevuto anche la delega, precedentemente assegnata al sottosegretario Bruno Tabacci, alle politiche spaziali e aerospaziali. Su sua proposta, è stata istituita la Giornata nazionale dello spazio, da celebrare il 16 dicembre (in ricordo del lancio del San Marco 1, primo satellite artificiale italiano).[12]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 21 maggio 2014[13]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 2020[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giancarlo Radice, Arriva Colao, un manager europeo per Rcs, su archiviostorico.corriere.it, Corriere della Sera, 24 giugno 2004. URL consultato il 6 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2010).
  2. ^ Graeme Wearden, Vittorio Colao: from Brescia to the top of Vodafone, su guardian.co.uk, guardian.co.uk, 27 maggio 2008. URL consultato il 29 maggio 2008.
  3. ^ Robert Lindsay, Who is Colao?, su business.timesonline.co.uk, Times Online, 27 maggio 2008. URL consultato il 29 settembre 2008.
  4. ^ Mr Vittorio Colao, su forbes.com, Forbes.com. URL consultato il 29 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2008).
  5. ^ RcsMediagroup: Colao, si è dimesso da Ad, su corriere.it, Corriere della Sera, 21 luglio 2006. URL consultato il 29 maggio 2008.
  6. ^ Vodafone, cambio al vertice. Sarin si dimette, è l'ora di Colao, su corriere.it, Corriere della Sera, 27 maggio 2008. URL consultato il 29 maggio 2008.
  7. ^ Vittorio Colao was appointed a Non-Executive Director of Unilever, su unilever.com.
  8. ^ La Repubblica, Vittorio Colao lascia la guida di Vodafone. Al suo posto Read: "L'addio è una mia scelta"
  9. ^ (EN) End of an era as Vodafone boss Colao hands over to protege Read, in Reuters, 15 maggio 2018. URL consultato il 21 gennaio 2022.
  10. ^ Coronavirus, Vittorio Colao verso la presidenza della task force per la ricostruzione, su la Repubblica, 10 aprile 2020. URL consultato il 21 gennaio 2022.
  11. ^ Task force per la fase 2, il Comitato di esperti in materia economica e sociale, su governo.it, 10 aprile 2020. URL consultato l'11 aprile 2020.
  12. ^ Spazio, l'Asi celebra la prima Giornata Nazionale con Colao, Messa e Saccoccia, in ADNKronos, 15 dicembre 2021. URL consultato il 15 dicembre 2021.
  13. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Successore Italy-Emblem.svg
Paola Pisano dal 13 febbraio 2021 in carica
Controllo di autoritàVIAF (EN120851004 · ISNI (EN0000 0000 7951 0767 · GND (DE141243465 · WorldCat Identities (ENviaf-120851004