SARS-CoV-2 VOC-202012/01

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Infografica sulla variante inglese VOC-202012/01

La VOC-202012/01 (SARS-CoV-2 Variant of Concern 202012/01), chiamata anche Variant Under Investigation in December 2020,[1] B.1.1.7[2][3] e 20I/501Y.V1[4] o più comunemente come "variante inglese/alfa", corrisponde a una variante mutata di SARS-CoV-2, il virus che causa COVID-19. La variante è stata rilevata per la prima volta in Regno Unito ed è stata segnalata dal dipartimento sanitario di quel paese nel novembre 2020.

Una delle prime varianti ad essere stata scoperta, è stimata essere del 30%-80%[5] più trasmissibile della SARS-CoV-2 normale ed è stata scoperta per la prima volta nel novembre 2020 da un campione prelevato a settembre nel Regno Unito; ha iniziato a diffondersi rapidamente a metà dicembre ed è legato a un aumento significativo delle infezioni da SARS-CoV-2 nel paese. Si ritiene che questo aumento della contagiosità sia almeno in parte dovuto a una o più mutazioni nella proteina spike del virus.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) "PHE investigating a novel strain of COVID-19", su gov.uk, 14 dicembre 2020. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  2. ^ (EN) Jonathan Corum e Carl Zimmer, Inside the B.1.1.7 Coronavirus Variant, in The New York Times, 18 gennaio 2021. URL consultato il 13 luglio 2021.
  3. ^ (EN) Preliminary genomic characterisation of an emergent SARS-CoV-2 lineage in the UK defined by a novel set of spike mutations, su virological.org, 20 dicembre 2020. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  4. ^ (EN) Ewen Callaway, "'A bloody mess': Confusion reigns over naming of new COVID variants", su nature.com, 15 gennaio 2021. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  5. ^ (EN) What you need to know about the new COVID-19 variants, su theconversation.com. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  6. ^ (EN) Sharon Peacock, Here's what we know about the new variant of coronavirus, su theguardian.com, 22 dicembre 2020. URL consultato il 9 febbraio 2021.

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