Lavoro agile

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Work life balance - dal sito Pixabay.[1]

Il lavoro agile è stato definito nell'ordinamento italiano[2] come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attivita' lavorativa.

Definizioni[modifica | modifica wikitesto]

Alla definizione inserita nella legge 81 si affiancano anche quelle formulate da enti e centri studi, come ad esempio:

1) quella formulata da Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working, Politecnico di Milano: Smart Working significa ripensare il telelavoro in un’ottica più intelligente, mettere in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo e orario lasciando alle persone maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Autonomia, ma anche flessibilità, responsabilizzazione, valorizzazione dei talenti e fiducia diventano i principi chiave di questo nuovo approccio.[Supplemento allegato al n°9.2015 di Harvard Business Review]

2) quella fornita dal Chartered Institute of Personnel and Development Lo Smart Working è un approccio all’organizzazione del lavoro finalizzato a guidare una migliore efficacia ed efficienza nel raggiungimento degli obiettivi attraverso la combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione, puntando sull’ottimizzazione degli strumenti e delle tecnologie e garantendo ambienti di lavoro funzionali ai lavoratori.

La normativa italiana di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso che ha portato all'approvazione della normativa in vigore è stato avviato nel 2014 con la proposta di legge finalizzata a dare maggiore flessibilità al mercato del lavoro[3]. In questa sede venne introdotto il termine smart working per identificare la tipologia di lavoro nota nel mondo anglosassone come telecommuting. La proposta è stata poi rilanciata in un ddl collegato al Patto di stabilità 2016 a completamento delle iniziative di riforma del mercato del lavoro nota come Jobs Act[4] Per le Amministrazioni Pubbliche con il "Decreto Madia" [5] vengono introdotte le nuove misure per la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il Decreto prevede che la PA adotti misure volte a:

- fissare obiettivi per l'attuazione del lavoro agile, con l'obiettivo di raggiungere il 10% del personale coinvolto entro tre anni;

- sperimentare il lavoro agile o smart working anche al fine di favorire la concilizione vita lavoro;

- garantire che i dipendenti che si avvalgono del lavoro agile non subiscano penalizzazioni economiche e di progressione di carriera;

- valorizzazione il personale e le risorse strumentali disponibili per migliorare produttività ed efficienza;

- responsabilizzare la dirigenza anche rafforzando i sistemi di misurazione e valutazione delle performance.

Dopo un lungo iter parlamentare il 13 giugno del 2017 è stata promulgata la Legge 81 [2] che negli articoli 18 - 24 disciplina le misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. Le nuove norme si applicano a tutte le forme di lavoro subordianto, sia per le imprese, sia per le amministrazioni pubbliche.

Per favorire la piena attuazione delle disposizioni di legge per la pubblica amministrazione la Presidenza del Consiglio ha emanato il 26 giugno del 2017 le linee guida in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Gli aspetti di maggior rilievo della Direttiva [6] riguardano:

- Gli obiettivi numerici da raggiungere (il 10% entro 3 anni);

- La misurazione della performance organizzativa e valutazione del management;

- Gli aspetti organizzativi, di relazioni sindacali e di monitoraggio;

- Le infrastrutture informatiche abilitanti e sicurezza dei dati;

- La sperimentazione di forme di lavoro agili (che affianchino il telelavoro ed il delocalizzato);

- La gestione della sicurezza sul lavoro.

La tematiche dell'obbligo assicurativo e della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, sono state delineate con la Circolare INAIL 48/2017[7].

Il nuove termine "smart working" era quasi estraneo al vocabolario della lingua italiana, ed è stato imposto per decreto con la riforma del 2017. I contratti collettivi nazionali di lavoro e gli accordi quadro fra le confederazioni sindacali, in precedenza impiegavano le espresssioni "telelavoro" oppur "lavoro a distanza".
Oltre all'aspetto linguistico di minore importanza, ciò ha una rilevante dal punto di vista giuridico: senza un'equiparazione fra i due termini stabilita nel disposto del testo legislativo (tramite una comune definizione di significato), e nemmeno dall'uso della lingua italiana corrente, la norma "fa un punto zero", che rende non più validi e di immediata applicabilità i precedenti atti o patti contrari in tema di "telelavoro", con la conseguente nullità delle norme ed inesigibilità dei contratti.
Il giudice può sempre rilevare che la prestazione lavorativa sottesa è la medesima, e quindi anche la disciplina codicistica e contrattuale ad essa applicabili.

Lavoro agile e telelavoro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Telelavoro.

Il lavoro agile rappresenta un’evoluzione concettuale del sistema precedente perché è caratterizza dal fatto che la prestazione lavorativa è svolta senza una postazione fissa: quindi in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno. Non va quindi confuso con il telelavoro, che prevede che il dipendente lavori tipicamente da casa ed che ci sia di norma un solo rientro a settimana nel posto di lavoro tradizionale. [8]. Questi due aspetti hanno determinato una scarsa adozione di questa forma di lavoro che è ancora sotto utilizzata. Un’ulteriore differenza rispetto al telelavoro consiste nell’introduzione del diritto alla disconnessione, negli accordi stipulati tra aziende e dipendenti devono essere stabilite misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.[2]

Il lavoro agile è una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa di tipo inclusivo, poiché favorisce l'assunzione delle categorie di lavoratori che hanno particolari esigenze di flessibilità oraria: malati cronici o degenti di lungo corso che stanno per superare il periodo di comporto per malattia, legge 104, categorie protette, gravidanze, diritti di neo-padri e neo-mamme, attività politico-sindacale, studenti lavoratori.
Un vasto insieme di prestazioni lavorative realtive ad attività o a funzioni svolte da impiegati, quadri, dirigenti può essere idealmente trasformata in una modalità di lavoro di agile, a seguito della graduale informatizzazione e l'abbandono della carta: archivistica e gestione documentale, disegnazione e modellazione 3D, amministrazione-finanza-controllo, contabilità clienti e fornitori, emissione richieste e ordini di acquisto, Risorse Umane e ICT.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.pixabay.com, Smart working, su pixabay.com, 13 giugno 2017.
  2. ^ a b c Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, LEGGE 22 maggio 2017, n. 81 Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato., su gazzettaufficiale.it, 13 giugno 2017.
  3. ^ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, "Disposizioni per la promozione di forme flessibili e semplificate di telelavoro". (PDF), su camera.it, 29 gennaio 2014.
  4. ^ "Legge di Stabilità: il telelavoro viene regolamentato, 9 articoli sullo smart working", su rainews.it, 26 ottobre 2015.
  5. ^ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, LEGGE 7 agosto 2015, n. 124 Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche., su gazzettaufficiale.it, 13 agosto 2015.
  6. ^ Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante indirizzi per l'attuazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 14 della legge 7 Agosto 2015, N. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all'organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti., su funzionepubblica.gov.it, 26 giugno 2017.
  7. ^ Circolare n. 48 - Obbligo assicurativo e classificazione tariffaria, retribuzione imponibile, tutela assicurativa, tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Istruzioni operative., su inail.it, 2 novembre 2017.
  8. ^ Lo Smart Working in Italia (PDF), su Comune di Torino, 14 dicembre 2017.