Pandemia di COVID-19 in Birmania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

1leftarrow blue.svgVoce principale: Pandemia di COVID-19 in Asia.

Pandemia di COVID-19 in Birmania
epidemia
COVID-19 Outbreak Cases in Myanmar.svg
La diffusione della pandemia in Birmania al 24 dicembre 2020.
PatologiaCOVID-19
OrigineWuhan (Cina)
Nazione coinvoltaBirmania
Periodo21 febbraio 2020 -
in corso
Dati statistici[1]
Numero di casi453 407[2] (24 settembre 2021)
Numero di guariti406 175 (24 settembre 2021)
Numero di morti17 343 (24 settembre 2021)
Sito istituzionale

Il primo caso della pandemia di COVID-19 in Birmania è stato confermato il 23 marzo 2020.[3] Sebbene il governo abbia implementato rapidamente misure di contenimento e di salute pubblica, il Paese ha registrato uno dei più gravi focolai di COVID-19 nel sud-est asiatico entro la fine del 2020.[4][5] L'ONU ha espresso preoccupazione per la vulnerabilità del Myanmar alla pandemia a causa della sua debole infrastruttura sanitaria a seguito degli scarsi investimenti del governo militare, nonché per il conflitto interno in corso.[6]

La pandemia ha notevolmente sconvolto l'economia del Paese e il PIL del Myanmar è diminuito del 5% nel 2020.[7] Il colpo di Stato del 2021 e le successive proteste e i movimenti di disobbedienza civile, alcuni dei quali guidati da operatori sanitari, hanno causato gravi disagi alla risposta sanitaria pubblica del Paese e ne hanno aggravato la recessione.[8][9][10][11] Si pensa che il sistema di test COVID-19 del Paese e la distribuzione delle vaccinazioni siano crollati nel febbraio 2021.[10]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 gennaio 2020, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha confermato che un nuovo coronavirus era la causa di una malattia respiratoria in un gruppo di persone nella città di Wuhan, nella privincia cinese di Hubei, dato che è stato riferito all'OMS il 31 dicembre 2019[12][13].

Il tasso di mortalità per COVID-19 è stato molto più basso della SARS del 2003[14], ma la trasmissione è stata significativamente maggiore, portando ad un bilancio totale delle vittime più alto[14][15].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Andamento dei contagi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Numero complessivo di casi confermati e sospetti.
  2. ^ Coronavirus Update, su worldometers.info.
  3. ^ (EN) Myanmar confirms first two coronavirus cases, in The Straits Times, 24 marzo 2020. URL consultato il 24 settembre 2021.
  4. ^ Myanmar's response to the COVID-19 pandemic, su brookings.edu.
  5. ^ (EN) Myanmar locks down Yangon region after record jump in COVID cases, su www.aljazeera.com. URL consultato il 24 settembre 2021.
  6. ^ (EN) UN raises concerns over Myanmar's Covid-19 situation - UCA News, su ucanews.com. URL consultato il 24 settembre 2021.
  7. ^ (EN) Myanmar’s Economy Hit Hard by Second Wave of COVID-19: Report, su World Bank. URL consultato il 24 settembre 2021.
  8. ^ (EN) Andrew Nachemson, Medics in Myanmar on strike against military amid COVID-19 crisis, su www.aljazeera.com. URL consultato il 24 settembre 2021.
  9. ^ (EN) Food and fuel prices soar in Myanmar as coup exacerbates Covid-19 crisis, su the Guardian, 16 marzo 2021. URL consultato il 24 settembre 2021.
  10. ^ a b (EN) Coronavirus testing collapses in Myanmar after coup, in Reuters, 9 febbraio 2021. URL consultato il 24 settembre 2021.
  11. ^ (EN) Elisabeth Mahase, Covid-19: Military coup in Myanmar sees virus response crumble as doctors are arrested, in BMJ, vol. 372, 12 marzo 2021, pp. n704, DOI:10.1136/bmj.n704. URL consultato il 24 settembre 2021.
  12. ^ Elsevier, Novel Coronavirus Information Center, su Elsevier Connect. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato il 30 gennaio 2020).
  13. ^ Matt Reynolds, What is coronavirus and how close is it to becoming a pandemic?, in Wired UK, 4 marzo 2020, ISSN 1357-0978 (WC · ACNP). URL consultato il 5 marzo 2020 (archiviato il 5 marzo 2020).
  14. ^ a b Crunching the numbers for coronavirus, su Imperial News. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato il 19 marzo 2020).
  15. ^ World Federation Of Societies of Anaesthesiologists – Coronavirus, su www.wfsahq.org. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato il 12 marzo 2020).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]