Pandemia di COVID-19 nel Regno Unito

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Pandemia di COVID-19 in Europa.

Pandemia di COVID-19 nel Regno Unito
epidemia
COVID-19 outbreak UK per capita cases map.svg
Casi ogni 100 000 abitanti
PatologiaCOVID-19
OrigineWuhan (Cina)
Nazione coinvoltaRegno Unito
Periodo31 gennaio 2020 -
in corso
Dati statistici[1]
Numero di casi4 425 940 (5 maggio 2021)
Numero di guariti1 673 936 (5 maggio 2021)
Numero di morti127 570 (5 maggio 2021)
Sito istituzionale

Il primo caso della pandemia di COVID-19 nel Regno Unito si è verificato il 31 gennaio 2020, quando due membri di una famiglia di cittadini cinesi che alloggiavano in un hotel di York sono risultati positivi al virus.[2] Appena sono comparsi quei casi del 31 gennaio, è stata lanciata una campagna di informazione per consigliare alle persone su come ridurre il rischio di diffusione del virus. Altri casi all'inizio di febbraio hanno portato il Segretario di Stato per la salute e gli affari sociali, Matt Hancock, a introdurre un regolamento urgente chiamato Health Protection (Coronavirus) Regulations 2020, con lo scopo di ritardare e arginare la diffusione del virus.[3] Fino al 28 febbraio, tutti i casi positivi riscontrati nel Regno Unito erano persone provenienti da altri Paesi.[4]

Al 5 maggio 2021, il Regno Unito risulta il settimo Paese al mondo per numero di casi totali e il primo in Europa per decessi.[5]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 gennaio, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha confermato che un nuovo coronavirus era la causa di una malattia respiratoria in un gruppo di persone nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina, che inizialmente erano sorte all'attenzione dell'OMS il 31 dicembre 2019. Questo cluster è stato inizialmente collegato al mercato all'ingrosso di frutti di mare di Huanan nella città di Wuhan. Tuttavia, alcuni di quei primi casi con risultati confermati in laboratorio non avevano alcun legame con il mercato e la fonte dell'epidemia non è nota.[6][7]

A differenza della SARS del 2003, il rapporto di mortalità del caso per COVID-19 è stata molto più bassa, ma la trasmissione è risultata maggiore, con un significativo bilancio delle vittime totale. COVID-19 appare in genere con circa sette giorni di sintomi di tipo influenzale seguiti, con alcune persone che progrediscono verso i sintomi di una polmonite virale che richiede il ricovero in ospedale.[8]

Andamento dei contagi[modifica | modifica wikitesto]

Template:COVID-19 nel Regno Unito

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 gennaio sono stati confermati due casi in Inghilterra, entrambi membri di una famiglia di cittadini cinesi che alloggiavano in un hotel di York che erano stati portati in strutture specializzate a Newcastle upon Tyne. Il 6 febbraio, un terzo caso, un uomo che aveva recentemente viaggiato a Singapore, è risultato positivo a Brighton.[2] Quest'ultimo caso aveva infettato sei dei suoi parenti durante un soggiorno in Alta Savoia; quest'ultimi sono stati ricoverati in ospedale in Francia.

Altri quattro casi sono stati confermati il 10 febbraio, essendo epidemiologicamente collegati a quello riportato il 6 febbraio. Dall'11 febbraio, due dei casi confermati nel Regno Unito sono stati riportati su BBC News come medici di medicina generale.[9] Il 12 febbraio, un nono caso è stato confermato a Londra.

Il 23 febbraio il Dipartimento della Sanità e dell'Assistenza Sociale ha confermato quattro nuovi casi, portando il totale a 13. I quattro erano stati passeggeri della nave da crociera Diamond Princess. Due sono stati trasferiti al Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, uno al Royal Liverpool University Hospital e uno alla Royal Victoria Infirmary a Newcastle upon Tyne.

Il 28 febbraio primo caso in Galles, una persona tornata dal nord Italia, quindi trasferita in un centro specializzato di infezione del SSN presso il Royal Free Hospital di Londra.[10]

Durante l'ultima settimana di febbraio, 442.675 sono state le chiamate al 111, il numero per emergenza sanitaria nel Regno Unito, 79.000 in più rispetto alla settimana precedente.[11]

L'11 marzo, la sottosegretaria di Stato per la salute, Nadine Dorries, è stata dichiarata positiva al coronavirus. Il 27 marzo, invece, a risultare positivo sarà lo stesso primo ministro Boris Johnson,[12] finendo addirittura per essere trasportato in ospedale il 5 aprile,[13] dove è anche sottoposto a terapia intensiva per il momentaneo aggravarsi delle sue condizioni.[14]

Il 19 marzo, la Regina Elisabetta II si è ritirata, "in via precauzionale", al Castello di Windsor;[15] il 5 aprile, la sovrana tiene un discorso alla nazione, il quarto in 68 anni di regno.[16]

Con l'inserimento dei casi di morti nelle case di riposo il 29 aprile, il totale di persone decedute nel Regno Unito alla stessa data è salito a oltre 26.000, divenendo così il terzo paese al mondo per numero di morti da COVID-19, dopo Stati Uniti ed Italia.[17]

Nella settimana che va dal 14 al 20 dicembre si è sviluppata una variante del Covid, nel Sud-Est dell'Inghilterra (compresa Londra), già arrivata in Australia, India, Sudafrica, Italia ed altri Stati.

Gestione della pandemia[modifica | modifica wikitesto]

Il manifesto informativo pubblicato in febbraio dal ministero della salute britannico.

Il governo ha pubblicato il regolamento Health Protection (Coronavirus) Regulations 2020 il 10 febbraio 2020, strumento statutario che copre il quadro giuridico dietro le strategie iniziali di contenimento e isolamento del governo e la sua organizzazione della reazione nazionale al virus. Altre normative pubblicate includono le modifiche alle indennità di malattia previste dalla legge (in vigore il 13 marzo), e le modifiche all'indennità di assunzione e di sostegno e all'Universal Credit.[18]

Le misure prese dal governo britannico sono cambiate nel corso dei giorni in base al numero di casi rilevati e ai luoghi dove sono stati registrati dei focolai, oltre a seguire quanto accaduto in altri paesi. A febbraio, Chris Whitty, capo consigliere medico del governo britannico, spiega che la strategia adottata consiste in quattro obiettivi corrispondenti a quattro fasi, le cui azioni specifiche da intrapendere in ciascuno di essi sono:

  • Contenimento: individuare casi precoci, seguire gli stretti contatti e prevenire l'insorgere di malattie per tutto il tempo possibile.
  • Ritardare: rallentare i contagi nel Regno Unito, abbassare il picco massimo e allontanarlo dalla stagione invernale.
  • Ricercare: studiare il virus e le azioni che potrebbero ridurne l'effetto sulla popolazione britannica; ricerca di farmaci e vaccini e sviluppo di modelli di cura più efficaci.
  • Mitigare: fornire la migliore assistenza possibile alle persone ammalate, aiutare gli ospedali a mantenere i servizi essenziali e fornire un supporto continuo alla comunità, per ridurre al minimo l'impatto complessivo della malattia sulla società, i servizi pubblici e l'economia.[19]

Il 19 marzo, il governo ha introdotto il disegno di legge Coronavirus Bill 2019–21,[20] che garantirà al governo poteri in stato di emergenza nelle aree del SSN, assistenza sociale, scuole, polizia, forze di frontiera, consigli locali, funerali e tribunali. Il disegno di legge dovrebbe superare tutte le fasi all'esame parlamentare il 23 marzo.

Inizialmente e fino alla metà del mese di marzo, il governo di Boris Johnson, su suggerimenti del consigliere medico del governo Patrick Vallance, aveva adottato la strategia dell'immunità di gregge, basandosi sul fatto che un gran numero di contagi tra la popolazione meno a rischio potrebbe servire come scudo per l'intera popolazione.[21] A differenza di quanto era già avvenuto in altri paesi europei come Italia, Spagna e altri, non erano stati chiusi i luoghi aperti al pubblico come bar, ristoranti, strutture sportive, teatri e cinema, tuttavia con l'aumento dei contagi e sotto la pressione delle critiche degli scienziati che sottolineavano il rischio di una diffusione massiccia e incontrollata, il 14 marzo il governo ha annunciato di proibire per il fine settimana i raggruppamenti di persone, chiedendo a chi aveva sintomi come tosse e influenza di rimanere a casa.[22] Infine, il 20 marzo, sono state imposte le chiusure di pub, ristoranti, strutture sportive e ricreative, lasciando la possibilità dell'attività di asporto o di consegna a domicilio.[23].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Numero complessivo di casi confermati e sospetti.
  2. ^ a b Accertati due casi di coronavirus in Gran Bretagna, su agi.it. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 23 marzo 2020).
  3. ^ Health Protection (Coronavirus) Regulations 2020 (PDF), su legislation.gov.uk. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 5 marzo 2020).
  4. ^ Coronavirus: Latest patient was first to be infected in UK, su bbc.com, BBC, 29 febbraio. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 22 marzo 2020).
  5. ^ Coronavirus Cases (Live Update), su worldometers.info. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 31 gennaio 2020).
  6. ^ Novel Coronavirus Information Center, su Elsevier Connect. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 30 gennaio 2020).
  7. ^ Matt Reynolds, What is coronavirus and how close is it to becoming a pandemic?, su Wired UK, 4 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2020).
  8. ^ Crunching the numbers for coronavirus, su imperial.ac.uk, Imperial News, 13 marzo 2020. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 19 marzo 2020).
  9. ^ Coronavirus: Brighton GP practice closes after staff member tests positive, su bbc.com, BBC. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 10 febbraio 2020).
  10. ^ Coronavirus, primo caso in Galles, su cronachedellacampania.it. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 23 marzo 2020).
  11. ^ Medical students and new doctors could be drafted in to fight coronavirus, su hsj.co.uk. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato l'11 maggio 2021).
  12. ^ Redazione ANSA, Boris Johnson è positivo al coronavirus. 'Continuo a guidare il Paese', su ansa.it, ANSA, 27 marzo 2020. URL consultato il 6 aprile 2020 (archiviato il 29 marzo 2020).
  13. ^ Luigi Ippoliti, Coronavirus, Boris Johnson ricoverato con febbre alta e tosse. In isolamento la compagna (incinta), su corriere.it, Corriere della Sera, 5 aprile 2020. URL consultato il 6 aprile 2020 (archiviato il 6 aprile 2020).
  14. ^ Coronavirus: Boris Johnson in terapia intensiva, peggiorate le sue condizioni, su tgcom24.mediaset.it, TGcom24, 7 aprile 2020. URL consultato il 10 aprile 2020 (archiviato il 10 aprile 2020).
  15. ^ La regina Elisabetta si rifugia nel castello di Windsor, su tgcom24.mediaset.it, tgcom24, 18 marzo. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 23 marzo 2020).
  16. ^ Coronavirus, il discorso della regina Elisabetta, 4 minuti storici: “Ce la faremo anche questa volta”, La Stampa, 5 aprile 2020. URL consultato il 6 aprile 2020 (archiviato l'11 maggio 2021).
  17. ^ Coronavirus Uk, i morti sono più di 26mila: terzo Paese al mondo per vittime, su tg24.sky.it. URL consultato il 29 aprile 2020 (archiviato il 3 maggio 2020).
  18. ^ The Employment and Support Allowance and Universal Credit (Coronavirus Disease) Regulations 2020 Leglisation.gov.uk
  19. ^ Department of Health and Social Care, Emergency and Health Protection Directorate, Coronavirus: action plan: A guide to what you can expect across the UK (PDF), su assets.publishing.service.gov.uk (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2020).
  20. ^ Coronavirus Bill: Emergency laws to contain spread of COVID-19 published, su Sky News, 19 marzo 2020. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 19 marzo 2020).
  21. ^ Coronavirus, Londra shock: contagiare il 60% dei britannici per sviluppare l'immunità. Johnson: "Moriranno molti cari", su repubblica.it, la Repubblica, 13 marzo. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 23 marzo 2020).
  22. ^ https://fortune.com/2020/03/14/coronavirus-uk-cases-herd-immunity-covid-19/, su fortune.com. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 21 aprile 2020).
  23. ^ Gran Bretagna, non credevano al coronavirus. Però si attrezzano. E lo Stato paga “tutto”. Da noi?, su secoloditalia.it. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato il 23 marzo 2020).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]