Misure di confinamento in Spagna dovute alla pandemia di COVID-19

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A causa del crescente numero di casi di COVID-19 durante la pandemia del 2020, il Governo spagnolo, nella sessione straordinaria del sabato 14 marzo 2020, ha dichiarato lo stato di emergenza, decretando in questo modo l'imposizione della quarantena nazionale. La misura, entrata in vigore alle il giorno stesso alle 23:48, ha avuto come principale obiettivo la riduzione del numero di contagi.[1][2][3]

La quarantena ha costretto tutti i cittadini spagnoli e stranieri residenti in Spagna, fatta eccezione per i diplomatici, a stare rinchiusi nelle proprie residenze abituali, permettendo l'uscita solo in situazioni particolari, tra cui: l'acquisto di beni alimentari e medicinali, recarsi sul posto di lavoro o in caso di emergenza.[4][5] Inoltre, le restrizioni hanno imposto la chiusura di attività considerate non essenziali, tra cui, bar, ristoranti, discoteche, cinema, centri commerciali e vendite al dettaglio. Di fatto, molte aziende e PYME spagnole, sono state costrette a ricorrere agli ERTE, per mettere in cassa integrazione i propri dipendenti.[6]

In seguito all'annuncio della quarantena è stato registrato un significativo aumento dei casi confermati di COVID-19 in Spagna (66%), con 3146 casi rispetto ai 5232 casi censiti in data 13 marzo 2020.[7] La "decisione straordinaria", come l'ha definita il presidente del Governo di Spagna, Pedro Sánchez, è stata necessaria da prendere dal momento che si è trattato di una questione di "salute, crisi sociale ed economica".[2]

Per buona parte della popolazione spagnola è stato difficile rispettare le misure della quarantena: infatti, al 20 marzo sono state registrate 31100 denunce per il mancato rispetto delle misure di contenimento e 315 arresti per oltraggio a pubblico ufficiale.[8]

Storia e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Un medico dell'Ospedale de la Santa Cruz e di San Pablo a Barcellona con un paziente, 24 marzo.
Una via di Santiago di Compostela il 1 Aprile, durante il confinamento.
Distribuzione delle mascherine a Badajoz, 10 Aprile.
Le strade vuote dei quartieri di Amara Berri, a San Sebastián, il 7 Aprile, durante il confinamento.
  • 9 marzo: il Governo Basco annuncia il blocco, a tutti i livelli educativi, dell'attività didattica in presenza nella capitale Vitoria a partire dal 10 marzo.[9] Qualche ora più tardi, il Governo della Comunità di Madrid (regione con il maggiore numero di casi in quel momento) ha approvato le stesse misure straordinarie per un periodo iniziale di 15 giorni (dall'11 al 26 marzo), incoraggiando la realizzazione dei corsi online, qualora fosse possibile.[10][11]
  • 10 marzo: il Governo di Spagna cancella tutti i voli dall'Italia fino al 25 marzo.[12] Il giorno stesso, il Governo della Rioja approva le stesse misure, con entrata in vigore dall'11 marzo.[13]
  • 12 marzo: il Governo di Aragona ordina la chiusura di tutte le scuole e università della comunità a partire dal lunedì 16 marzo, per un periodo di 15 giorni.[14] Il rettore dell'università di Castiglia - La Mancha (UCLM) ne ordina la chiusura a partire dal lunedì 16 marzo, per un periodo di 15 giorni, e la Generalitat di Catalogna ordina la chiusura di scuole, licei e università a partire dal 13 marzo, per un periodo non inferiore a 14 giorni.[15][16]
  • 13 marzo: il presidente del Governo, Pedro Sánchez, con un comunicato istituzionale, ha decretato lo stato di emergenza per la seconda volta nella storia recente del paese, come misura eccezionale per il contenimento della pandemia da coronavirus (COVID-19) che ha colpito la Spagna a partire da metà febbraio, con applicazione dal giorno successivo, sabato 14 marzo.[17] Al momento della pubblicazione del comunicato, la Spagna contava più di 4200 casi positivi e 120 decessi ed, essendo la Comunità di Madrid la regione maggiormente colpita con più della metà dei casi positivi del paese e 64 decessi, il governo autonomo aveva già provveduto alla chiusura sistematica di strutture ricettive ed attività commerciali, fatta eccezione per le farmacie e i negozi di alimentari.[18][19]

Qualche ora prima dell'annuncio del comunicato, sono state varate misure urgenti, approvate dal consiglio dei ministri straordinario, per lo stanziamento di 14 miliardi di euro, pubblicate per decreto nel BOE: quest'ultimo includeva misure come il rinvio per le aziende, i pymes e i lavoratori autonomi (fino al 30 maggio), di una somma totale di 30.000 euro nel pagamento delle tasse, per sei mesi con un periodo di grazia di tre mesi.[20]

Il Governo ha inoltre modificato la Legge 50/1997 del 27 novembre, con l'aggiunta di una disposizione finale:

qualora la natura della crisi lo richieda, il Presidente del Governo potrà decidere, con valide motivazioni, che il Consiglio dei Ministri, le Commissioni Delegate dal Governo e la Commissione Generale dei Segretari di Stato e Sottosegretari possano tenere delle sedute, adottare accordi e approvare atti a distanza attraverso strumenti elettronici, posto che i membri partecipanti si trovino in territorio spagnolo e possano dimostrare la propria identità [...] A questi effetti, si considerano strumenti elettronici validi le audioconferenze e le videoconferenze.[21]

Questa misura è stata adottata dopo che due Ministri del Governo, delle Pari Opportunità, Irene Montero,[22] e dell'Interno , Carolina Darias,[23] sono risultati positivi al COVID-19.

  • 14 marzo: il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per un periodo di 15 giorni, indicando come autorità competente il Governo di Spagna, sotto le direttive della Presidenza del Governo, sospendendo:
l'apertura al pubblico dei locali di vendita al dettaglio, fatta eccezione per le rivendite al dettaglio di alimentari, bevande, prodotti e beni di prima necessità, farmacie, rivenditori di dispositivi medici, ottici e prodotti ortopedici, prodotti per l'igiene, stampa e cartoleria, di carburanti, tabacchini, di apparecchiature tecnologiche e di telecomunicazioni, di alimenti per animali da compagnia, acquisto online, per telefono o corrispondenza, tintorie e lavanderie.[24]
  • 15 marzo: in seguito alle critiche dell'opposizione, il governo ordina la chiusura dei saloni di bellezza.[25]
  • 28 marzo: il Governo inasprisce le misure di quarantena, costringendo i lavoratori dei servizi considerati non essenziali a permanere nelle proprie case per il periodo tra il 30 marzo e il 9 aprile.[26] Inoltre, è stato stabilito che, durante questo periodo, le aziende non avrebbero potuto licenziare il personale a causa delle problematiche derivate dalla quarantena.[27]
  • 12 aprile: il Governo prolunga lo stato di emergenza fino al sabato 25 aprile. Si tratta di misure meno rigide, dato che viene data la possibilità di tornare al lavoro anche ai lavoratori di alcuni settori non essenziali.
  • 26 aprile: l'esecutivo prolunga nuovamente lo stato di emergenza (fino al 10 maggio), permettendo l'uscita di casa ai minori di 14 anni. Così, a partire da suddetta data, ai bambini appartenenti a questa fascia d'età viene data la possibilità di uscire un'ora al giorno per passeggiare, giocare e fare esercizio fisico, nonostante si continui a tenere il divieto d'accesso ai parco giochi e si permettano le uscite solo durante la fascia oraria che va dalle ore 9:00 alle ore 21:00. I minori devono sempre essere accompagnati da un adulto che viva nella stessa abitazione.

Il permesso di uscire per i minori di 14 anni segna l'inizio della cosiddetta fase de desescalada (fase di attenuazione). Il processo di passaggio dalla quarantena fino alla fase definita come la nuova normalità , verrà portato avanti con il contributo di tutte le comunità autonome, nel rispetto delle linee guida del potere esecutivo. La fase di attenuazione sarà portata avanti in maniera asimmetrica, in base alle necessità di ogni comunità autonoma. Alcune di queste reclamano maggiore autonomia in questo processo, presentando ognuna il proprio piano di contenimento.[28][29]

  • 6 maggio: il Congresso dei Deputati vota per il prolungamento dello stato di emergenza (dal 10 fino al 24 maggio). Come nelle occasioni precedenti, si rende necessaria una maggioranza semplice, ossia, un numero maggiore di voti a favore rispetto a quelli contrari. Rispetto alle votazioni per le precedenti proroghe, i voti a favore sono inferiori: il Partito Popolare, seconda forza politica, si è astenuto; Vox, ERC, JxCat e la CUP hanno votato contro e il Governo ha dovuto negoziare con Ciudadanos e il PNV affinché votassero a favore.[30][31][32]
  • 20 maggio: il Congresso dei Deputati approva il prolungamento dello stato di emergenza per la quinta volta.[33][34] Nonostante l'intenzione iniziale di prolungare lo stato di emergenza per un mese, fino al 26 giugno, l'accordo tra il Governo e Ciudadanos include il limite della proroga a 15 giorni, fino al 7 giugno.[35][a][36] Come nelle votazioni per le precedenti proroghe, è stata necessaria una maggioranza semplice, ossia, più sì che no, con il voto contrario di Ciudadanos alla proroga di un mese e del Partito Popolare[37] e Vox, è stato necessario l'appoggio del PNV e l'astensione di ERC o EH Bildu affinché venisse approvata la proroga.[38]

Spostamenti permessi[modifica | modifica wikitesto]

Il Decreto Reale 463/2020 limita gli spostamenti con l'obiettivo di diminuire le possibilità di contagio, ma riconosce eccezioni considerate di forza maggiore:[24]

  • Per l'acquisto di alimenti, prodotti farmaceutici e di prima necessità;
  • Per assistenza nei centri, servizi e strutture sanitarie;
  • Spostamento presso il luogo di lavoro per svolgere la propria prestazione lavorativa, professionale o aziendale se permessa;
  • Ritorno al luogo di residenza abituale;
  • Assistenza e cura ad anziani, minori, persone a carico, persone con handicap o persone in condizione di vulnerabilità;
  • Spostamento presso strutture finanziarie e assicurative;
  • Per cause di forza maggiore o situazione di necessità (come emergenze nel domicilio);
  • Qualsiasi altra attività di analoga natura che dovrà svolgersi individualmente, fatta eccezione per casi in cui si accompagnino persone con handicap o per un'altra causa giustificata.

Inizialmente, il Decreto Legge permetteva la apertura delle seguenti sedi di lavoro:

attività commerciali di rivendita al dettaglio di alimentari, bevande, prodotti e beni di prima necessità, dispositivi farmaceutici, medici, ottici ed ortopedici, prodotti per l'igiene, per la stampa e la cartoleria, di carburanti, tabacchini, di apparecchi tecnologici e per le telecomunicazioni, di alimenti per animali da compagnia, acquisto online, per via telefonica o per corrispondenza, tintorie e lavanderie.[24]

Riapertura[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 aprile il Presidente del Governo ha annunciato il Piano di contenimento per la Spagna, il quale si articola in quattro fasi e divide il paese in diverse unità territoriali, che avanzano o retrocedono di fase in maniera indipendente.[39] Queste unità territoriali sono:

Le 4 fasi saranno avviate in ogni unità territoriale se soddisferanno determinati requisiti e, nel caso in cui dovesse registrarsi un notevole aumento di casi, l'unità territoriale rischierebbe la retrocessione alla fase precedente.[b] Il meccanismo alla base del cambio di fase è, pertanto, di natura epidemiologica e non puramente matematica.

Fasi della riapertura[modifica | modifica wikitesto]

Fasi di contenimento[40][41]
Fase Data minima Attività permesse
0 Di preparazione



Fino al 17 maggio:
  • Apertura di piccole attività come saloni di bellezza, con capienza limitata e previo appuntamento
  • Passeggiate individuali all'interno del proprio comune di residenza e attività sportive non agonistiche ( vedi in basso)
A partire dal 18 maggio:[42]
  • Apertura di piccole attività con capienza limitata, ma senza previo appuntamento
  • Passeggiate individuali all'interno del proprio comune di residenza e attività sportive non agonistiche (vedi in basso)
  • Apertura di centri di culto e musei con capienza limitata a un terzo
  • Apertura di biblioteche pubbliche per prestito, restituzione, lettura e consultazione
  • Apertura di laboratori universitari ed edifici di ricerca scientifica
  • Sono permessi funerali e sepolture con un massimo di 10 persone in luoghi chiusi e di 15 in luoghi all'aperto
1

Iniziale[43]

11 maggio[c] Oltre le disposizioni precedenti:
  • Apertura con capienza limitata al 30 % di piccole attività commerciali senza previo appuntamento [d]
  • Apertura, su previo appuntamento, di concessionarie, centri di revisione veicoli e vivai
  • Apertura di Centri di Alto Rendimento e altri centri sportivi
  • Apertura dei luoghi di culto, musei e centri culturali con capienza limitata a un terzo
  • Apertura di bar all'aperto e ristoranti con capienza massima ridotta al 50 %
  • Permessi gli incontri nelle abitazioni con un massimo 10 persone[44]
  • Spostamenti all'interno dell'unità territoriale[45]
  • Apertura di biblioteche pubbliche per il prestito, la restituzione, la lettura e la consultazione
  • Apertura di laboratori universitari e strutture di ricerca scientifica
  • Ripresa di mercatini all'aperto con capienza limitata a un terzo e con un massimo del 25% degli spazi abituali
  • Ripresa di tutte le attività del settore agroalimentare e del settore ittico
  • Si autorizza il turismo attivo e di natura in gruppi di 10 persone
  • Sono permessi funerali e sepolture con un massimo di 10 persone in spazi chiusi e di 15 in luoghi all'aperto
  • Avvio delle riprese di opere audiovisive
  • Caccia e pesca sportiva (dal 18 maggio)[46]
Note:
  • Le misure riportate in corsivo non si applicano nei Paesi Baschi. Inoltre, sebbene l'Ordine SND/399, che regola la fase 1, permette in questa comunità lo spostamento verso unità territoriali limitrofe, la legislazione autonoma proibisce lo spostamento dal proprio comune di residenza e gli incontri che non siano in bar all'aperto o ristoranti[47][48]
  • A partire dal 16 maggio si applicano nuove restrizioni: in Castiglia-La Mancha non sono permessi seminari e congressi scientifici. La capienza massima dei locali adibiti a manifestazioni culturali sarà ridotta in varia misura in Castiglia-La Mancha, nella Comunità Valenciana e a Murcia[49]
2

Intermedia[50]

25 maggio Oltre le disposizioni precedenti:
  • Apertura di tutte le attività commerciali indipendentemente dalle dimensioni e senza previo appuntamento, però con capienza massima ridotta del 40 %
  • Apertura di centri commerciali con capienza massima ridotta del 30 %
  • Servizio al tavolo all'interno di bar e ristoranti con capienza massima ridotta del 40% e sistemi di separazione fisica
  • Si permette alle comunità che ritengono di poterlo fare in sicurezza, la ripresa delle lezioni in presenza a tutti i livelli educativi[51]
  • Aumento della capienza massima in:
    • Luoghi di culto: per un massimo del 50% della capienza totale
    • Funerali e sepolture: massimo di 15 persone in luoghi chiusi e di 25 all'aperto
    • Turismo attivo e di natura: gruppi di 20 persone
  • Assistenza individuale presso le case di riposo, su appuntamento e per casi particolari, all'interno delle Comunità Autonome che la permettono; ciò è possibile nel caso in cui nella residenza per anziani nessun utente risulti positivo al COVID-19 o si trovi in quarantena per sospetto caso di contagio[e]
  • Ripresa dei campionati agonistici, sempre a porte chiuse e senza pubblico
  • Sono permesse le celebrazioni nuziali con limite del 50 % della capienza massima, e alla presenza di un numero non superiore a 50 persone in spazi chiusi e a 100 all'aperto
  • Apertura di cinema e teatri, vendita dei biglietti online e capienza massima ridotta di un terzo, permettendo un numero di 50 persone in spazi chiusi e di 400 all'aperto
  • Apertura delle aree comuni negli hotel con capienza massima ridotta di un terzo
  • Apertura di saloni di esposizione, monumenti e altre strutture culturali con capienza massima ridotta di un terzo
  • Apertura di impianti sportivi e piscine su previo appuntamento e con una riduzione della capienza massima del 30%
  • Apertura di spiagge per uso individuale o con i propri conviventi, nei comuni in cui è permesso e con capienza ridotta
  • Apertura di parchi naturali con capienza massima ridotta del 20% e apertura delle funivie con capienza massima ridotta del 50 %
  • Spettacoli con un massimo di 50 spettatori in spazi chiusi e di 400 spettatori seduti in spazi all'aperto
  • Congressi e riunioni con un massimo di 50 partecipanti
3

Avanzata[52]

8 di giugno Oltre le disposizioni precedenti:
  • Aumento della capienza per i bar e i ristoranti
  • Maggiore libertà negli spostamenti
  • Aumento della capienza per le piccole attività commerciali
  • Discoteche, locali notturni e spettacoli di tori con limitazione della capienza

(Tenere a mente che, non essendo stato ancora approvato nessun Ordine a regolamentazione di questa fase, questi punti sono orientativi e potrebbero variare facilmente)

Passeggiate e attività sportiva non agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Il 1 maggio il BOE ha pubblicato l'Ordine SND/380/2020, il quale stabilisce che, oltre agli spostamenti permessi fino a quella data, a partire dal 2 maggio, sono consentite le uscite per praticare attività sportiva non agonistica o per passeggiare, stando nel raggio di 1 km di distanza dal proprio domicilio e per la durata di un'ora.[53]

Le passeggiate sono limitate a determinate fasce orarie:

  • Per la popolazione compresa tra i 14 e i 70 anni, tra le ore 6:00 e le ore 10:00 e tra le ore 20:00 e le ore 23:00
  • Per gli anziani oltre i 70 anni e persone non autosufficienti, tra le ore 10:00 e le ore 12:00 e tra le ore 19:00 e le ore 20:00
  • Per bambini al di sotto dei 14 anni, seguendo le disposizioni precedenti al presente Ordine, tra le ore 12:00 e le ore 19:00

Nei comuni fino a 10000 abitanti o con una densità non inferiore a 100 ab/km² le uscite sono autorizzate in qualsiasi momento della giornata e per un raggio di 5 km di distanza dalla propria residenza.[54]

Queste fasce orarie si applicano solamente alle passeggiate e all'attività fisica non agonistica, perciò non sono valide nel caso di spostamenti per motivi di lavoro o per l'acquisto di generi alimentari, così come per le attività autorizzate a partire dalla fase 1: recarsi nei bar o nei ristoranti, visitare amici o recarsi presso luoghi di culto.[55]

Inoltre, le comunità autonome, durante la fase 1, potranno cambiare le fasce orarie, anticipandole o ritardandole fino a due ore, ma senza allungarne la durata; questa misura è stata applicata solo nella Comunità di Madrid (vedi il punto «28 di maggio» nella sezione successiva).[56]

Nei territori in fase 2 questi orari sono maggiormente flessibili: adulti e bambini accompagnati possono uscire a qualsiasi ora al di fuori delle fasce destinate ad anziani e persone non autosufficienti (dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 19:00 alle 20:00).[57]

Ciò nonostante, come nelle fasi 1 e 2, è permesso passeggiare per strada in gruppi di varie persone a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi zona dell'unità territoriale, l'Ordine che regola questa autorizzazione stabilisce, inoltre, che le norme anteriori saranno applicate "in tutte le situazioni in linea [...] con il presente ordine", si prende in considerazione il fatto che le fasce orarie e le misure di distanza rispetto al domicilio sono in contraddizione con il permesso di passeggiare per strada in gruppo solo se si considera l'individuo come gruppo di una persona; per questo motivo le suddette fasce orarie sono state derogate.[58] Posto che la legislazione non risulti chiara, è bene rivolgersi alle autorità locali per conoscere la loro posizione al riguardo.[f]

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Il processo di riapertura segue di norma lo stesso procedimento ogni settimana: fino al mercoledì, le comunità e le città autonome presentano le loro proposte; durante il pomeriggio del venerdì, il Governo indica quali misure si adottano e quali zone passano alla fase successiva; il sabato si passa alla pubblicazione nel BOE e il lunedì successivo le nuove misure diventano effettive. Nonostante ciò, dato che questa struttura non rappresenta una procedura formale, è possibile che ci siano variazioni, soprattutto perché le proposte delle comunità, a volte, arrivano il giovedì o, addirittura, nella giornata di venerdì.

  • 4 maggio: le isole Formentera (nelle Baleari) e La Gomera, El Hierro e La Graciosa (nelle Canarie) passano alla fase 1.[59]
  • 6 maggio: le Comunità inviano le loro proposte al Ministero della Salute per passare alla fase 1 della riapertura. Tutte, ad eccezione per Andalusia, Catalogna e Castiglia e Leone, hanno chiesto che i loro territori avanzassero di fase.[60] L'Andalusia ha proposto il passaggio di fase nella maggior parte del territorio; la Catalogna ha proposto la divisione in nove regioni sanitarie, delle quali tre passerebbero nelle zone meno popolate; Castiglia e Leone ha proposto divisione in aree sanitarie, con il passaggio di fase per 39 di queste.[61][62] L'Aragona e le Asturie, inoltre, hanno proposto che alcune zone rurali passassero direttamente alla fase 2.[63][64] Le condizioni per passare alla fase 1 di riapertura sono elencate nel BOE del 3 maggio. Nonostante si tratti di una questione bilaterale tra il Governo e le Comunità Autonome, è il Ministero della Salute ad avere l'ultima parola. I requisiti fondamentali sono: disporre, rendere accessibile o avere la capacità di installare, in un lasso di tempo di cinque giorni, tra 1,5 e 2 posti letto (ogni 10.000 abitanti) nel reparto di terapia intensiva; disporre, rendere accessibili o avere la capacità di installare, in un lasso di tempo di cinque giorni, tra i 37 e i 40 posti letto (ogni 10.000 abitanti) per pazienti in gravi condizioni.[65]
  • 8 maggio: il Ministero di Salute comunica alle Comunità Autonome quali unità territoriali possono passare alla fase 1 (vedi il punto successivo).[66]
  • 11 maggio: passano alla fase 1 le Comunità Autonome di Aragona, Asturie, Cantabria, Estremadura, Galizia, La Rioja, Murcia, Navarra e i Paesi Baschi (incluso l'enclave de Treviño); le isole Canarie e Baleari, le province di Almería, Cadice, Córdoba, Conca, Guadalajara, Huelva, Jaén e Siviglia; le città autonome di Ceuta e Melilla, 3 delle 9 regioni sanitarie della Catalogna, 10 dei 24 dipartimenti sanitari della Comunità Valenciana e 26 delle 247 aree sanitarie di Castiglia e Leone.[67][g][h][i]
  • 12 maggio: Melilla adatta le fasce orarie per le passeggiate in occasione della celebrazione del Ramadán: gli adulti tra i 14 e i 70 anni possono uscire tra le ore 7:00 e le ore 10:00 e tra le ore 20:00 e le ore 24:00.[68][69] Gli altri gruppi continuano a rispettare gli stessi orari di uscita.
  • 13 maggio: le Comunità Autonome inoltrano al Governo le loro proposte per il passaggio di fase. Castiglia-La Mancha, la Comunità di Madrid e la Comunità Valenciana propongono che tutti i loro territori passino alla fase 1; la Catalogna propone altre tre delle sue nove regioni sanitarie, e Castiglia e Leone propone altre 14 aree sanitarie.[j] I governi delle Baleari e delle Canarie propongono il passaggio alla fase 2 di quelle isole che il 4 di maggio sono passate alla fase 1 (Formentera nelle Baleari e El Hierro, La Gomera e La Graciosa nelle Canarie).[70]
  • 14 maggio: la Generalitat di Catalogna propone al Governo che le regioni sanitarie corrispondenti alla città di Barcellona e la sua area metropolitana passino, in data 18 maggio, alla fase 1 con certe limitazioni proprie della fase 0, in quella che è stata denominata la fase 0,5. La proposta permetterebbe l'apertura di biblioteche e musei e proibisce gli incontri nei domicili e l'apertura dei bar.[71] Anche il Consiglio di Castiglia e Leone ha modificato la sua proposta: il passaggio alla fase 1, in data 18 maggio, di 42 aree sanitarie, rispetto alle 14 iniziali.[72]
  • 15 maggio: il Ministero della Salute comunica alle Comunità Autonome quali territori passeranno alle fasi successive il lunedì 18 maggio (vedi il punto successivo).
  • 18 maggio: passano alla fase 1 le province di Albacete, Città Reale, Granada, Málaga e Toledo; le 42 aree sanitarie della Castiglia, altre tre delle nove regioni sanitarie della Catalogna e i 14 dipartimenti di salute della Comunità Valenciana, ancora fermi alla fase 0.[k][73] Secondo quanto proposto dai governi delle Baleari e delle Canarie, passano alla fase 2 le isole che erano alla fase 1 il 4 maggio: Formentera, El Hierro, La Graciosa e La Palma. Inoltre, nella fase 0 vengono allentate alcune misure, motivo per cui si inizia a definirla ufficiosamente come fase 0,5.[74]
  • 20 maggio: le Comunità Autonome inviano al Ministero della Salute le loro proposte per il passaggio di fase: Castiglia e Leone e Madrid chiedono che tutto il loro territorio passi alla fase 1; la Catalogna propone il passaggio alla fase 1 di tutte le zone ancora ferme alla fase 0, e il passaggio alla fase 2 delle 3 regioni sanitarie, passate alla fase 1 l'11 maggio. La Comunità Valenciana chiede di restare in fase 1, Murcia propone che tutto il suo territorio passi alla fase 2, fatta eccezione per il comune di Totana; tutte le altre Comunità e città Autonome richiedono di passare completamente alla fase 2. Molte comunità richiedono anche misure particolari da applicare solo nel proprio territorio, come la modifica della capienza o il divieto di praticare determinate attività.[75]
  • 21 maggio: entra in vigore un Ordine del Ministero della Salute che rende obbligatorio l'uso di mascherine per tutte le persone, a partire dai 6 anni, nei luoghi pubblici e per le strade pubbliche, laddove non si possa mantenere una distanza di sicurezza di almeno due metri. Non hanno l'obbligo di indossarle quelle persone per cui l'uso della mascherina potrebbe provocare problemi di salute.[76]
  • 22 maggio: il Ministero di Salute comunica alle Comunità Autonome quali regioni passano alla fase successiva il lunedì 25 maggio (vedi il punto 25 maggio).
  • 23 maggio: il Governo Basco annuncia quali saranno le misure che la Comunità dei Paesi Baschi adotterà per la fase 2, senza maggiore restrizione rispetto alle altre comunità[77].
  • 25 maggio: passano alla fase 1 Castiglia e Leone, la Comunità di Madrid e le zone di Catalogna ferme alla fase 0. Passano alla fase 2 le Comunità Autonome di Aragona, Asturie, Cantabria, Extremadura, Galizia, La Rioja, Murcia (fatta eccezione per il comune di Totana), Navarra e Paesi Baschi; le città autonome di Ceuta e Melilla, le isole Baleari e Canarie, ferme alla fase 1, le province di Almería, Cadice, Córdoba, Conca, Guadalajara, Huelva, Jaén e Siviglia e 3 delle 9 regioni sanitarie della Catalogna.[78][79]
  • 25 di maggio: si permette il ritorno in aula per lo svolgimento delle lezioni nelle comunità in fase 2, in cui è stato previsto.[51]
  • 27 maggio: il Governo dichiara il lutto nazionale per 10 giorni, fino al 6 giugno, in onore delle vittime di COVID-19.[80]
  • 28 maggio: nella Comunità di Madrid si modificano gli orari in cui è permesso passeggiare con i bambini: quindi si passa dalla fascia oraria tra le 12:00 e le 19:00, a quella tra le 10:00 e le 13:00 e tra le 17:00 e le 21:00, sovrapponendosi alle fasce orarie degli altri gruppi, le quali restano invariate.[81]
Province e isole per fase
Comunità o città autonoma Fase odierna
Andalusia Andalusia Fase 1 a Granada e Málaga, fase 2 nelle altre province
Aragona Aragona Fase 2
Asturie Asturie Fase 2
Isole Baleari Isole Baleari Fase 2
Isole Canarie Isole Canarie Fase 2
Cantabria Cantabria Fase 2
Castiglia-La Mancia Fase 2 a Cuenca e Guadalajara, fase 1 nelle altre province
Castiglia e León Castiglia e León Fase 1
Catalogna Catalogna Fase 2 nelle 3 regioni sanitarie, fase 1 nelle restanti regioni sanitarie
Ceuta Fase 2
Comunità Valenciana Comunità Valenciana Fase 1
Estremadura Estremadura Fase 2
Galizia Galizia Fase 2
Madrid Comunità autonoma di Madrid Fase 1
Melilla Fase 2
Murcia Comunità autonoma di Murcia Fase 2 ad eccezione per il comune di Totana, che resta in fase 1
Navarra Navarra Fase 2
Paesi Baschi Paesi Baschi Fase 2
La Rioja La Rioja Fase 2

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Una coppia mentre protesta durante una manifestazione pacifica a Logroño (25 aprile).

Il malcontento della popolazione riguardo alla gestione della pandemia da parte del Governo ha dato vita a una serie di manifestazioni e proteste per chiedere che l'Esecutivo si dimettesse.[82] Queste proteste hanno avuto origine nel distretto di Salamanca a Madrid, a partire dalla strada Núñez de Balboa, in seguito estese ad altri quartieri della città e ad altre città di Spagna.[83][84][85][86][87] I rischi sanitari provocati dalla partecipazione in massa alle proteste hanno reso necessaria la presenza delle forze dell'ordine, che si sono preoccupate di far rispettare la distanza di sicurezza tra le persone, dal momento che le proteste non sono state proibite con lo stato di emergenza.[88][89][90]

Le manifestazioni, tra cui i raduni di fronte alla sede del PSOE e escraches presso le abitazioni di ministri come José Luis Ábalos[91] o Pablo Iglesias e Irene Montero, hanno ottenuto l'appoggio dei settori della destra, come il partito politico Vox, il quale ha accusato il Governo di non aver agito per far fronte all'emergenza, o la presidentessa della Comunità di Madrid Isabel Díaz Ayuso.[92][93][94][95][96] Il PSOE, in risposta, ha accusato l'opposizione di "slealtà".[97]

Il processo per il cambio di fase ha provocato le critiche dei differenti governi autonomi: Andalusia, la Comunità Valenciana e Madrid hanno accusato il Governo centrale di impiegare criteri politici per regolamentare il passaggio da una fase all'altra. La Comunità Autonoma di Madrid ha presentato ricorso al Tribunale Supremo contro il Governo, denunciando "l'applicazione di criteri diversi" dopo il rifiuto in due occasioni da parte del Ministero della Salute di far passare la comunità alla fase 1.[98][99][100][101]

Il 23 maggio il partito politico Vox ha organizzato in diverse città spagnole una serie di manifestazioni in auto per protestare contro il Governo. Nonostante le manifestazioni si siano svolte all'interno delle auto, secondo gli organizzatori, per mantenere la distanza interpersonale, alcuni leader del partito non hanno rispettato le misure di sicurezza imposte dalle autorità sanitarie.[102][103]

In seguito ad un'inchiesta della Guardia Civile sullo svolgimento del 8M, il Ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska ha richiesto le dimissioni del comandante Diego Pérez de los Cobos giustificandole come una «perdita di fiducia».[104] Poco dopo il generale Laurentino Ceña, numero due della Guardia Civile, si è dimesso in segno di disaccordo con la destituzione di De los Cobos, definendola «ingiusta».[105] Il Governo ha negato le ingerenze nell'inchiesta, in cui si faceva riferimento a Salvador Illa, Ministro della Salute e a Fernando Simón, direttore del CCAES, come responsabili per aver autorizzato lo svolgimento della manifestazione del 8M a Madrid, nonostante fossero venuti a conoscenza dei rischi sanitari dal 5 marzo.[106][107] Il Partito Popolare, Ciudadanos e Vox si sono scagliati contro queste vicende, avanzando la richiesta di dimissioni di Grande-Marlaska.[108] Il vicepresidente del Governo, Pablo Iglesias, ha accusato il PP di «accusare le Forze e i Corpi di Sicurezza dello Stato di insubordinazione».[109]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Le misure di contenimento per la pandemia, secondo il ministro del Lavoro, Yolanda Díaz, hanno portato alla cancellazione di 816 767 posti di lavoro nel periodo che va dal 12 marzo al 12 maggio.[110] Inoltre, a fine aprile, circa 3,3 milioni di lavoratori sono stati interessati dagli ERTE.[111] La cancellazione di differenti eventi di massa ha avuto importante impatto economico: a Valencia, la cancellazione delle Fallas e di La Magdalena ha provocato perdite per 700 milioni di euro e, a Madrid, la cancellazione del Orgullo comporterà perdite stimate per 200 milioni di euro.[112][113] Anche il turismo è stato penalizzato, con perdite stimate «tra il 30 e il 40 %».[114] Queste perdite saranno, solo a Tenerife, di circa 4,200 miliardi di euro.[115] Altri settori colpiti sono quello agricolo, con perdite stimate tra 60 e 100 milioni solo nella Comunità Valenciana; o quello dell'organizzazione di cerimonie, con perdite calcolate intorno ai 3,500 miliardi di euro, più della metà del fatturato abituale.[116][117]

Un'inchiesta realizzata da diverse università è giunta alla conclusione che le misure della quarantena ha aumentato il malessere psicologico del 46% degli spagnoli oltre la maggiore età.[118] Secondo i dati della Corporación de Reservas Estratégicas de Productos Petrolíferos (Cores), il consumo di carburanti è calato del 59% ad aprile.[119]

La consigliera della Sanità, Alba Vergés, ha assicurato il 29 Maggio nel Parlamento della Catalogna che la pandemia ha provocato lo spostamento di 70.000 operazioni e sono stati realizzati 34.000 interventi operatori urgenti, la metà rispetto a quelli effettuati nello stesso periodo dell'anno scorso. Inoltre, hanno ricevuto assistenza 257 donne incinte contagiate.[120]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Andalusia[modifica | modifica wikitesto]

Catalogna[modifica | modifica wikitesto]

Comunità Valenziana[modifica | modifica wikitesto]

Estremadura[modifica | modifica wikitesto]

La Rioja[modifica | modifica wikitesto]

Navarra[modifica | modifica wikitesto]

Paesi Baschi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nótese que aunque muchas referencias indiquen que el final de esta prórroga hubiera sido el 27 de junio, se indica también que sería a las 0:00 por lo que en la práctica la prórroga solo hubiera abarcado hasta el 26 a las 24:00
  2. ^ Los requisitos para avanzar de fase son el número de casos, las capacidades sanitarias, la capacidad de proveer de medidas de protección colectiva y los datos de movilidad
  3. ^ Como se indica más adelante, las islas de Formentera, El Hierro, La Gomera y La Graciosa entraron en esta fase una semana antes que el resto de territorios
  4. ^ Se entienden como "comercios pequeños" aquellos cuya superficie útil ("de exposición y venta") sea igual o inferior a 400Template:Esdm² y estén fuera de parques o centros comerciales
  5. ^ Según la Orden SND/414/2020, "el final de la vida o el alivio de descompensación neurocognitiva del residente"
  6. ^ Recuérdense en todo momento la Limitación de responsabilidad y el Aviso legal de Wikipedia
  7. ^ Alto Pirineo y Arán, Campo de Tarragona y Tierras del Ebro
  8. ^ Alcoy, Denia, Elda, Gandía, Játiva-Onteniente, Marina Baja, Orihuela, Requena, Torrevieja y Vinaroz
  9. ^ Alaejos, Alcañices, Aldeavilla de la Ribera, Alta Sanabria, Carbajales de Alba, Corrales del Vino, Esguevillas de Esgueva, Espinosa de los Monteros, Lumbrales, Matallana de Torio, Mayorga de Campos, Miranda del Castañar, Muñico, Pampliega, Quintanar de la Sierra, Riaño, Robleda, San Pedro Manrique, Santibañez de Vidriales, Sedano, Torquemada, Truchas, Tábara, Valle de Losa, Valle de Mena y Villalpando
  10. ^ Cataluña Central, Lérida y Gerona (téngase en cuenta que Lérida y Gerona no se corresponden exactamente con las provincias homónimas)
  11. ^ Bembibre, Berlanga de Duero, Cacabelos, Calzada Valdunciel, Camarzana de Tera, Cantalapiedra, Cervera Pisuerga, Fabero, Fuenteguinaldo, Fuentes de Oñoro, Guardo, Huerta de Rey, Madrigal de las Altas Torres, Mansilla Mulas, Matilla Caños, Melgar Fernamental, Mombeltrán, Mombuey, Mota del Marqués, Navafría, Olvega, Paredes de Nava, Peñaranda, Ponferrada I, Ponferrada II, Ponferrada III, Ponferrada IV, Puente Domingo Flórez, Roa de Duero, Sahagún Campos, San Pedro Arroyo, Sepúlveda, Toreno, Valderas, Valle Tobalina, Valle Valdebezana, Villablino, Villafranca Bierzo, Villafrechos, Villalón de Campos, Villamuriel de Cerrato y Villarrín

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