Reggimento Corazzieri

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Coordinate: 41°54′13.18″N 12°29′35.22″E / 41.90366°N 12.493118°E41.90366; 12.493118

Reggimento Corazzieri
Stemma del Reggimento Corazzieri
Stemma del Reggimento Corazzieri
Descrizione generale
Attiva 1557[1] - presente
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza NATO
Servizio Arma dei Carabinieri
Tipo cavalleria
Ruolo Guardia d'onore del Presidente della Repubblica Italiana
Dimensione reggimento
Guarnigione/QG Caserma "Alessandro Negri di Sanfront" (Via XX Settembre, 12 - Roma)
Equipaggiamento cavallo di pura razza irlandese e Moto Guzzi California
Motto VIRTUS IN PERICULIS FIRMIOR
Il coraggio diventa più forte nel pericolo
Comandanti
Comandante attuale Generale di Brigata Paolo Carra

[senza fonte]

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Il reggimento Corazzieri è la guardia d'onore del presidente della Repubblica Italiana.

È una forza specializzata dell'Arma dei Carabinieri. Prima del 24 dicembre 1992 il reparto era denominato reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica e sino al 1990 si chiamava Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Corazziere pesante (secolo XVI).

Le prime tracce di un corpo di Arcieri e Scudieri addetto alla sicurezza della residenza e degli esponenti della Casa Savoia risalgono al XIV secolo, ma fu soltanto sotto il ducato di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (1553-1580) che si costituì una "Guardia d'Onore del Principe", una cinquantina di uomini comandati da un capitano che conobbero il battesimo del fuoco nella vittoriosa battaglia di San Quintino, il 10 agosto 1557.

Costantemente aumentato nell'organico e nelle specialità , il reparto contava, intorno al 1630, almeno 400 uomini divisi in 4 compagnie, fra le quali una "Compagnia Corazze di Sua Altezza" che iniziò a portare sul petto delle corazze il monogramma dell'autorità statuale. Una tradizione che è giunta fino ai nostri giorni, pur nel mutare delle forme istituzionali. Quando il corpo fu costituito, aveva in organico 1 capitano comandante, 4 ufficiali, 9 sottufficiali (ora 12), 69 carabinieri (ora 88).

Il nome del corpo ha origine in occasione del matrimonio a Torino tra il Duca di Savoia Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide di Lorena nel 1842, quando il corpo era rivestito da corazze.

Il corpo dei corazzieri si costituì il 7 febbraio 1868, nella città di Firenze, allora Capitale d'Italia; vennero riuniti 80 carabinieri a cavallo, provenienti dalle legioni Firenze, Milano e Bologna, con il compito di fare da scorta d'onore al corteo reale, all'ingresso della principessa Margherita di Savoia, mentre si recava al matrimonio con il principe Umberto.

Corazziere in uniforme di fine Ottocento.

Il reparto dei corazzieri ha cambiato negli anni denominazione: Corazzieri, Guardie d'onore di Sua Maestà, Carabinieri Reali Guardie del Corpo di Sua Maestà, Drappello Guardie di Sua Maestà, Carabinieri Guardie del Re.

Nel 1870 le Compagnie Guardie Reali del Palazzo vennero sciolte e lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re, che già allora veniva soprannominato Squadrone Corazzieri, divenne l'unico reparto con il compito di proteggere la casa reale.

Nel 1871 dato che la monarchia si trasferì da Firenze a Roma, lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re entrò a far parte della Legione Carabinieri di Roma e si insediò nel Quirinale.

Quando il 13 giugno 1946 Umberto II di Savoia lasciò l'Italia a seguito della proclamazione della Repubblica, sciolse il giuramento al Re che lo squadrone aveva pronunciato, liberandolo così dall'obbligo di servirlo.

Lo squadrone tornò ufficialmente al Quirinale l'11 maggio 1948, quando si insediò il neo eletto presidente della repubblica Luigi Einaudi.

Con un decreto del Presidente della Repubblica, nel 1978, al reparto venne concesso lo stendardo.

Negli anni novanta il reparto diventò reggimento ed il 24 dicembre 1992 gli venne ufficialmente restituito l'appellativo corazzieri, grazie a due decreti del Presidente della Repubblica.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Requisiti per l'arruolamento[modifica | modifica wikitesto]

Corazzieri a cavallo in uniforme di gran gala.

I membri del reggimento, che sono una forza specializzata dell'Arma dei Carabinieri, si distinguono per le uniformi e l'altezza; per questo diventare corazziere è tutt'altro che facile. Oltre ai requisiti fisici (almeno 190 cm di altezza e una costituzione "adeguatamente armoniosa") e ad un'indiscussa moralità personale e familiare, bisogna avere eccellenti trascorsi disciplinari e di servizio, testimoniati da almeno sei mesi di impiego sul territorio ed altrettanti di tirocinio nel Reggimento (con tanto di esame finale). Bisogna saper cavalcare alla perfezione i cavalli del reparto, tutti di razza irlandese, scelta per la versatilità d'impiego; infatti vengono selezionati di taglia superiore alla media, almeno 1,70 metri al garrese, oltre che per bellezza e colore del manto. Negli ultimi tempi, tuttavia, si sta rivalutando la razza italiana, la quale sta offrendo cavalli di pari caratteristiche ma a minor prezzo.

Un corazziere deve saper guidare con grande perizia anche le imponenti Moto Guzzi California, mezzo di trasporto complementare o alternativo nei servizi quotidiani, ma anche in molti servizi d'onore.

Importante è la resistenza fisica a prolungati turni di servizio in piedi, svolti con austera immobilità ma, soprattutto, sono indispensabili capacità e prontezza, per gestire tante delicate situazioni operative caratterizzate da grande presenza di pubblico e dalla necessità di assicurare una protezione discreta, ma sempre efficace. I Carabinieri Corazzieri inoltre sono addestrati anche per la scorta al Presidente della Repubblica. Dispongono di un vasto equipaggiamento chiamato " bottino ", vi è anche un'aliquota addestrata al ruolo di tiratore scelto che sovente viene impiegata quando il Presidente della Repubblica è esposto al pubblico. I Carabinieri Corazzieri sono anche addestrati alle tecniche di arti marziali, difesa personale e paracadutismo.

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

I Corazzieri utilizzano uniformi differenti rispetto al Corpo Carabinieri, costituite da giubbe da cavallo monopetto per appuntati e brigadieri e doppio petto per marescialli ed ufficiali. In particolari circostanze quali i servizi di guardia ed i picchetti d'onore al Quirinale vengono indossate le uniformi di rappresentanza o di mezza gala utilizzando l'elmo con sottogola e criniera di cavallo, per particolari servizi d'onore come alla Festa della Repubblica indossano anche la tipica corazza del reggimento.

Stemma araldico[modifica | modifica wikitesto]

Ai Corazzieri è stato concesso un proprio stemma araldico nel dicembre 1986. In esso sono richiamati i colori delle capitali dove il corpo nel corso della sua storia ha prestato servizio e cioè: Torino, Firenze e Roma. Una parte dello stemma richiama quello dei Carabinieri. Sono anche richiamate la corona turrita, simbolo dell'Italia e presente negli emblemi delle Forze armate e lo Stendardo presidenziale italiano, cambiato nel 1990 e nel 1992. Nello stemma campeggia il motto «VIRTUS IN PERICULIS FIRMIOR».[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Corazzieri, www.quirinale.it. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  2. ^ Lo stemma araldico, www.carabinieri.it. URL consultato il 26 gennaio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Di Paolo, Aldo Raciti, Abbecedario del carabiniere - Dizionario storico essenziale per la conoscenza dell'Arma, Roma, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, 1996.
  • Mauro Pucciarelli, Nei Secoli Fedele.

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