Alfonso Bonafede

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Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede 2019.jpg

Ministro della giustizia
Durata mandato 1º giugno 2018 –
13 febbraio 2021
Capo del governo Giuseppe Conte
Predecessore Andrea Orlando
Successore Marta Cartabia

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
Movimento 5 Stelle
Circoscrizione Toscana
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente Commissione permanente II Giustizia dal 07/05/2013
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento 5 Stelle
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Dottorato di ricerca in diritto privato
Università Università degli Studi di Firenze (Laurea)
Università degli Studi di Pisa (PhD)
Professione Avvocato civilista

Alfonso Bonafede (Mazara del Vallo, 2 luglio 1976) è un politico italiano, dal 1º giugno 2018 al 13 febbraio 2021 ministro della giustizia nei governi Conte I e II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Mazara del Vallo (TP), vive a Firenze, dove svolge la professione di avvocato civilista.

Dopo essere cresciuto nella città natale, si trasferisce, nel 1995, a Firenze per frequentare la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Firenze, dove si laurea con 105/110.[1] Nel 2006 consegue il dottorato di ricerca presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Pisa.

Dal 2006, è avvocato presso il tribunale di Firenze[2].

Il 3 settembre 2021 si è sposato con Valeria Pegazzano Ferrando presso la villa medicea di Monte Senario.[3][4]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 entra a far parte del gruppo degli "Amici di Beppe Grillo" del Meet-up di Firenze. È stato candidato alle elezioni amministrative del 2009 per il M5S come sindaco di Firenze[5] e ha ottenuto l'1,8%.

Alfonso Bonafede nel 2013

È stato candidato come capolista alla Camera per il Movimento 5 Stelle nella circoscrizione Toscana come "più votato" alle parlamentarie on line del Movimento con 227 voti su un totale di 1300 in tutta la Toscana.[6] Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XII Toscana per il Movimento 5 Stelle[7].

Per tutta la XVII legislatura ricopre il ruolo di Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. È inoltre per tutta la legislatura uno dei 5 "giudici" membri effettivi del Collegio d'Appello interno alla Camera (Autodichia).[7]

Appena eletto, scrive e deposita una proposta di legge che estende la possibilità di adire a un'azione collettiva e che viene approvata dalla Camera il 3 giugno 2015[8][9]. Nel 2013, è primo firmatario della proposta di legge sul c.d. "divorzio breve", poi confluita nella legge approvata dal Parlamento nel 2015 (L. n. 55/2015).[10]

Nel 2016, Luigi Di Maio, responsabile degli enti locali del M5S, crea il gruppo di coordinamento e supporto dei comuni governati dal partito, composto (oltre allo stesso Di Maio) da Bonafede, Fraccaro e Cancelleri (sud e Sicilia)[11]. Dal mese di dicembre 2016, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro si occupano anche di dare supporto al Comune di Roma[12][13][14].

Alle politiche del 2018 è candidato alla Camera nel collegio uninominale Toscana - 01[15] venendo superato dal candidato di centro-sinistra Gabriele Toccafondi e da quello di centro-destra Giorgianni. Viene eletto nel collegio plurinominale Toscana - 03.

È lui che presenta Giuseppe Conte ai vertici del Movimento 5 stelle, dopo averlo conosciuto durante il periodo dell’Università a Firenze.[16] È Bonafede, inoltre, a curare la parte relativa alla Giustizia del programma di governo del M5s.

Con la formazione del Governo Conte I è nominato ministro della Giustizia, incarico che ricopre anche nel Governo Conte II.

Dopo la scelta di Luigi Di Maio di lasciare l’incarico di capo politico del Movimento, Bonafede, il 28 gennaio 2020, viene eletto per acclamazione dai ministri, viceministri e sottosegretari capo delegazione del Movimento 5 Stelle al governo.[17]

Con l’assunzione di quest’incarico è lui che rappresenta il M5s al Governo partecipando ai vertici insieme al presidente del Consiglio e ai rappresentanti delle altre forze politiche che compongono la maggioranza.

Attività di Governo[modifica | modifica wikitesto]

Durante il mandato ministeriale, come primo provvedimento si occupa di scrivere la legge di riforma per il contrasto alla corruzione, la cosiddetta Legge Spazzacorrotti[18]. Il provvedimento, che reca modifiche in tema di inasprimento delle pene, di potenziamento dei mezzi d’indagine (intercettazioni, captatori informatici e agente sotto copertura), di misure interdittive per i condannati (c.d. Daspo, ovvero l'incapacità a vita di contrattare con la pubblica amministrazione) e di incentivi alla collaborazione con l'autorità giudiziaria, viene approvato in via definitiva dal Parlamento il 18 dicembre 2018.

La legge reca anche la modifica della disciplina della prescrizione, introducendo la sospensione dopo la sentenza di primo grado. Tale norma è entrata definitivamente in vigore il primo gennaio 2020.[19]

Nei primi mesi dall'insediamento si dedica, inoltre, alla stesura, insieme al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, del disegno di legge Codice Rosso per il contrasto alla violenza sulle donne e sui minori[20].

Il testo, a prima firma Bonafede, viene approvato dalla Camera, il 3 aprile 2019, con 380 voti a favore, nessun contrario e 92 astensioni. Il testo viene approvato definitivamente dal Senato il 17 luglio 2019 con 197 voti a favore, 47 astensioni e nessun voto contrario. Il provvedimento entra in vigore il 9 agosto.

Lavora, infine, alla scrittura dei testi di riforma dei riti processuali penale e civile. Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 5 dicembre 2019 ha approvato un disegno di legge di delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie presentato dal Guardasigilli Bonafede.[21]

Il 13 febbraio del 2020 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al disegno di legge delega sulla riforma del processo penale (Deleghe al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d’appello) presentato da Bonafede per eliminare i tempi morti nel processo e dare una risposta più veloce alla domanda di giustizia dei cittadini. Nel testo trova posto anche il c.d. lodo Conte bis che modifica la riforma, introdotta con la legge anticorruzione, della prescrizione, che sostanzialmente reca una disciplina differente tra assolti e condannati. (articolo 14 che incide sull'articolo 159 del codice penale, come risultante dalle modifiche apportate con l'articolo 1 della legge 9 gennaio 2019, n. 3). Allo stato attuale il testo è depositato alla Camera.[22]

Il 27 febbraio 2020, la Camera dei Deputati, con 246 sì e 169 contrari, approva in via definitiva il Decreto-Legge in materia di intercettazioni "Modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni[23]. Il provvedimento ha convertito in legge il Decreto-legge n. 161/2019, che modificava sostanzialmente la riforma “Orlando”, così come voluto dal Guardasigilli Bonafede secondo cui "la riforma approvata potenzia le intercettazioni come strumento di indagine ma nel contempo garantisce una difesa solida della privacy".[24]

Nel Decreto fiscale 2020 viene approvato, inoltre, l’inasprimento del carcere per i grandi evasori: misure per rendere più severe le pene per i reati di omessa e fraudolenta dichiarazione, l’abbassamento della soglia evasa che scattare la punibilità e la confisca sproporzione dei beni, come avviene per i reati di matrice mafiosa.[25]

In materia di giustizia, durante il suo mandato ministeriale vengono, inoltre, approvate la legge che estende la possibilità di intraprendere azioni legali collettive (class action)[26] - Disposizioni in materia di azione di classe, prima firmataria la deputata Angela Salafia - e quella che prevede l'inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo (Legge 12 aprile 2019, n. 33, Inapplicabilita' del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo, primo firmatario deputato Nicola Molteni).[27]

Tra le leggi d’iniziativa parlamentare approvate durante il suo incarico ministeriale, anche quella riguardante la legittima difesa (Legge n. 36/19 del 26 aprile 2019, GU n. 102 del 3 maggio 2019, "Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa”, primo firmatario deputato Nicola Molteni). In tema di contrasto alla criminalità organizzata, è stata approvata dal Parlamento la legge n. 43 del 21 maggio 2019, che interviene sul delitto di voto di scambio politico-mafioso (Modifica all'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso, primo firmatario il senatore Mario Giarrusso).[28][29][30]

Nel febbraio del 2020 è stato, inoltre, approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge, proposto dal Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, e dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, che riforma i reati in materia agroalimentare[31], largamente ispirato al testo elaborato dall’Osservatorio Agromafie guidato dall’ex magistrato Gian Carlo Caselli.

La cd. Class action o azione collettiva civile per la tutela dei consumatori, pur riformata dal Ministro Bonafede, non ha ancora trovato largo utilizzo in Italia (memore del fatto che quella del dieselgate - iniziata a Venezia nel 2017 - è ancora ferma alla prima udienza).

Dal 28 gennaio 2020 è il nuovo capodelegazione del M5S al governo, in sostituzione di Luigi Di Maio.

Il 20 maggio 2020, in Senato, vengono bocciate due mozioni di sfiducia nei suoi confronti: una presentata da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia e una presentata dalla senatrice Emma Bonino.[32]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Caso Cesare Battisti[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2019 la Camera penale di Roma ha presentato un esposto alla Procura di Roma, al Garante dei detenuti e a quello della Privacy, riguardo al video pubblicato sui social network, dal ministro della giustizia Bonafede, in occasione dell'arresto dell'ex terrorista Cesare Battisti. Il video, realizzato da Bonafede, suscitò numerosi commenti negativi. Per il sindacato dei penalisti romani, l'iniziativa violerebbe l'articolo 114 del codice di procedura che vieta la "pubblicazione dell'immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all'uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica" e l'art 42 bis dell'ordinamento penitenziario che prevede che "nelle traduzioni sono adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità".[33] Per questa vicenda nel febbraio 2019 viene indagato per abuso d'ufficio insieme al Ministro dell'Interno Matteo Salvini in ragione della mancata tutela della dignità della persona arrestata. La procura di Roma ha tuttavia chiesto l'archiviazione del procedimento per la mancanza dei requisiti del dolo e del vantaggio patrimoniale[34].

Il capo del gabinetto del Ministro e le nomine in magistratura[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inchiesta giudiziaria su Luca Palamara, relativa alle nomine nella Giustizia, sono emersi frequenti contatti tra Palamara e Fulvio Baldi, capo di gabinetto del Ministro della Giustizia.[35] Fulvio Baldi si è dimesso dal suo ruolo il 14 maggio 2020.[36]

Caso Basentini - Di Matteo[modifica | modifica wikitesto]

Il magistrato Francesco Basentini viene nominato a capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria il 27 giugno 2018, dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Bonafede.[37] Basentini si dimette dal suo ruolo il 30 aprile 2020 in seguito alle "scarcerazioni facili" per il Covid-19.[38] In seguito alle dimissioni di Basentini emerge che nella nomina del capo del DAP, Basentini era stato preferito al magistrato antimafia Nino Di Matteo.[39][40]

Secondo fonti giornalistiche, sulla nomina di Basentini al DAP avrebbe influito la conoscenza con Leonardo Pucci, vicecapo del gabinetto del Ministro della Giustizia, e amico dai tempi dell'università di Bonafede. Pucci e Basentini si erano conosciuti alla Procura di Potenza nel 2014, dove lavoravano entrambi. Inoltre, Fulvio Baldi, capo di gabinetto del Ministero, Leonardo Pucci e Francesco Basentini sono tutti appartenenti o riconducibili alla corrente moderata, che allora era di maggioranza nel CSM, Unità per la Costituzione. Ad Unicost apparteneva anche Luca Palamara.[40][41][42][43][35]

Il Ministro Bonafede ha dichiarato di aver scelto Basentini per il DAP in base al suo curriculum,[44] e di aver proposto a Di Matteo la direzione degli Affari penali in quanto aveva in mente una "riorganizzazione del Ministero", che avrebbe permesso a Di Matteo di lavorare in un ruolo molto importante.[45] Di Matteo rifiutò la nomina agli Affari penali[46] in quanto nel DAP avrebbe potuto continuare con maggiore efficacia la sua lotta contro la mafia, perché, come ha spiegato in audizione nella Commissione parlamentare antimafia del 18 giugno, nella sua esperienza di magistrato aveva avuto modo di rendersi conto di quanto fosse importante la gestione delle carceri, del 41 bis e dell'alta sicurezza, per la lotta alla mafia. Bonafede ha espresso, sia privatamente che pubblicamente, il proprio rammarico per il rifiuto di Di Matteo. Il caso rimane controverso.[47][48][49][50][51]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bonafede, Speranza (e vanità): la quintessenza di un governo, su l'Espresso, 11 febbraio 2020. URL consultato il 28 giugno 2020.
  2. ^ Studio Legale Bonafede & Partners - Assistenza legale, su www.studiolegalebonafede.it. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato il 12 aprile 2018).
  3. ^ Il matrimonio di Bonafede, su lanazione.it.
  4. ^ Ecco i grillini che non andranno al matrimonio di Bonafede, su ilgiornale.it.
  5. ^ Chi è Bonafede, il nuovo ministro della Giustizia, su adnkronos.com, Adnkronos, 1º giugno 2018. URL consultato il 9 ottobre 2018 (archiviato il 9 ottobre 2018).
  6. ^ Bonafede, l'avvocato che ha portato Conte, su ansa.it, ANSA, 2 giugno 2018. URL consultato il 9 ottobre 2018 (archiviato il 2 giugno 2018).
  7. ^ a b Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Scheda deputato - BONAFEDE Alfonso, su www.camera.it. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato il 10 ottobre 2018).
  8. ^ Sì all'unanimità della Camera alla riforma della class action, in Il Sole 24 ORE, 3 giugno 2015. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato il 3 gennaio 2018).
  9. ^ Class action: ok della Camera con 388 sì | Altalex, su Altalex. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  10. ^ Divorzio breve: come funziona, su La Legge per Tutti. URL consultato il 28 giugno 2020.
  11. ^ Al fianco dei nostri sindaci a 5 Stelle, in Blog di Beppe Grillo. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2018).
  12. ^ Lorenzo Vendemiale, Roma, gli assessori di Grillo e Casaleggio e la 'supervisione' di Bonafede e Fraccaro: il nuovo corso della giunta Raggi, su ilfattoquotidiano.it, il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2017. URL consultato il 10 ottobre 2018 (archiviato il 4 gennaio 2018).
  13. ^ M5S: Grillo vede Fraccaro e Bonafede. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2018).
  14. ^ Roma, Grillo e Casaleggio corrono ai ripari: due 'pretoriani' affiancano Raggi, su www.adnkronos.com. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato il 4 gennaio 2018).
  15. ^ Camera – Collegi uninominali (PDF), su labparlamento.it. URL consultato il 2 febbraio 2018 (archiviato il 2 febbraio 2018).
  16. ^ Francesco Curridori, Ecco chi è Alfonso Bonafede, "sponsor" del premier Conte, su ilGiornale.it, 6 giugno 2018. URL consultato il 28 giugno 2020.
  17. ^ M5s: Alfonso Bonafede eletto per acclamazione nuovo capo delegazione al governo, su rainews. URL consultato il 28 giugno 2020.
  18. ^ Legge 9 gennaio 2019, n. 3, "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici", A.C.1189, su camera.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  19. ^ Prescrizione: interruzione dopo la sentenza di primo grado, su Diritto.it, 5 novembre 2018. URL consultato il 28 giugno 2020.
  20. ^ Legge 19 luglio 2019, n. 69 recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, su normattiva.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  21. ^ Avv Amilcare Mancusi, Processo civile: il Governo approva un DL di riforma, su PuntodiDiritto, 6 dicembre 2019. URL consultato il 28 giugno 2020.
  22. ^ Delega al Governo per l'efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d'appello, su camera.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  23. ^ Modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, su normattiva.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  24. ^ Andrea Tirone, Intercettazioni. La riforma Bonafede è legge. Tutte le novità, su www.adginforma.it. URL consultato il 14 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2020).
  25. ^ Carcere per i grandi evasori confermato nel Decreto fiscale: cosa cambia, su Money.it, 18 dicembre 2019. URL consultato il 28 giugno 2020.
  26. ^ Class action, ok definitivo del Senato al ddl. M5s: "Più tutele ai cittadini". Forza Italia: "Penalizzerà le imprese", su Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2019. URL consultato il 28 giugno 2020.
  27. ^ Giudizio abbreviato inapplicabile ai reati da ergastolo: la legge in Gazzetta, in Altalex, 23 aprile 2019. URL consultato il 28 giugno 2020.
  28. ^ Voto di scambio: in Gazzetta la nuova legge, su Altalex. URL consultato il 28 giugno 2020.
  29. ^ Camera dei deputati, Voto di scambio politico mafioso - Giustizia, su Documentazione parlamentare, 12 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2020.
  30. ^ Voto di scambio è legge, Forza Italia e Pd hanno votato contro. Il vicepremier Di Maio: "Questa norma era un dovere", su Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2019. URL consultato il 28 giugno 2020.
  31. ^ Nuove norme in materia di illeciti agro-alimentari - 2427, su camera.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  32. ^ Sfiducia a Bonafede, il Senato respinge le due mozioni: ministro salvo. «Soddisfatto, ora al lavoro», su www.ilmattino.it. URL consultato il 28 giugno 2020.
  33. ^ Cesare Battisti, i penalisti di Roma contro il ministro Bonafede per un video - Politica, 15 gennaio 2019. URL consultato il 18 gennaio 2019.
  34. ^ Video arresto Battisti, Salvini e Bonafede indagati. Per i pm non c'è reato, su Repubblica.it, 6 febbraio 2019. URL consultato il 6 febbraio 2019.
  35. ^ a b Csm, nelle carte lo strapotere della corrente di Palamara pure dentro al ministero. Il capo di gabinetto: "Che cazzo li piazziamo a fare i nostri?", su Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2020. URL consultato il 28 giugno 2020.
  36. ^ Dopo lo “scandalo Palamara” si dimette il capo di gabinetto di Bonafede, su lastampa.it, 15 maggio 2020. URL consultato il 28 giugno 2020.
  37. ^ Francesco Basentini: chi è il nuovo capo del DAP?, su Forze Italiane. URL consultato il 28 giugno 2020.
  38. ^ Il Capo DAP Francesco Basentini si è dimesso, su Polizia Penitenziaria, 1º maggio 2020. URL consultato il 28 giugno 2020.
  39. ^ Carceri, Commissione Antimafia ascolterà Di Matteo e Basentini, su Adnkronos. URL consultato il 28 giugno 2020.
  40. ^ a b Bonafede-Di Matteo, i punti che deve chiarire il ministro della Giustizia, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 28 giugno 2020.
  41. ^ Luca Palamara, l'sms “Basentini cugino di Speranza”/ Video “Pucci amico, Bonafede...”, su IlSussidiario.net, 31 maggio 2020. URL consultato il 28 giugno 2020.
  42. ^ Marco Travaglio, altro che "equivoco". Clamoroso al Fatto, Marco Lillo lo smentisce: "Perché Bonafede ha scelto Basentini, nel giro di Conte", su www.liberoquotidiano.it. URL consultato il 28 giugno 2020.
  43. ^ Vice capo gabinetto Bonafede: "Conosco Basentini ma non l'ho imposto al ministro", su Adnkronos. URL consultato il 28 giugno 2020.
  44. ^ Carceri, Bonafede: "Basentini al Dap? Scelto perché mi fece un'ottima impressione. Coi decreti approvati boss dentro in pochi giorni", su Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2020. URL consultato il 29 giugno 2020.
  45. ^ Bonafede: "Scarcerazioni boss ordinate dai giudici non da me. Mancata nomina Di Matteo al Dap? Nessuna interferenza", su Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2020. URL consultato il 29 giugno 2020.
  46. ^ https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_12_1_4.page
  47. ^ Di Matteo in Antimafia: "Dap o Affari penali, Bonafede mi disse: scelga lei. Poi cambiò idea e mi parlò di dinieghi e mancati gradimenti", su Il Fatto Quotidiano, 18 giugno 2020. URL consultato il 29 giugno 2020.
  48. ^ Antimafia, audizione Di Matteo, consigliere Csm - Giovedì 18 Giugno 2020, su webtv.camera.it.
  49. ^ Di Matteo: "Bonafede cambiò idea sulla mia nomina al Dap per il dissenso di qualcuno". Anm: "Magistrati usino equilibrio e misura", su Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2020. URL consultato il 29 giugno 2020.
  50. ^ Il caso Di Matteo, spiegato, su Il Post, 6 maggio 2020. URL consultato il 29 giugno 2020.
  51. ^ Non è l'arena Speciale - Puntata del 21/06/2020. URL consultato il 29 giugno 2020.

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