Differenze tra le versioni di "Partito d'Azione"

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== Ideologia ==
Dopo la [[caduta del fascismo]], il [[partito]] riuscì a presentarsi come un partito che lottava per un cambiamento radicale della società italiana, rompendo sia con il fascismo eche l'Italia pre-fascista; per una società [[Laicismo|laica]] e [[Secolarizzazione|secolarizzata]], contrapponendosi ai [[Democrazia Cristiana|democristiani]],; per una società democratica progressista, ma [[Pluralismo|pluralista]] e con ordinamenti politici liberali, contrapponendosi ai comunisti ancora saldamente legati all'[[Unione Sovietica]]. Per questi motivi distintivi, riuscì a raccogliere vasti consensi tra le persone desiderose di combattere contro il nazi-fascismo, pur caratterizzandosi come un movimento piuttosto elitario.
 
Il partito si proponeva come scopo principale la realizzazione di un progetto di equità, accompagnato dalla [[giustizia sociale]] e dalla fede incrollabile nella [[democrazia]] e nella [[libertà]]. Era anche [[europeista]] e proclamava la necessità di costituire una formazione politica antifascista, a metà strada fra la [[Democrazia Cristiana]] (definita immobilista), il [[Partito Socialista Italiano|Partito Socialista]] e i [[comunisti]], con i quali gli azionisti discordavano riguardo alla [[proprietà privata]] e, soprattutto, riguardo al concetto di dittatura del proletariato, identificato con la dittatura del partito<ref>{{cita news|[[Tristano Codignola]]|http://www.stampaclandestina.it/wp-content/uploads/numeri/113-Liberta_Toscana_N3_1943.pdf|Noi e i Comunisti|La Libertà|nº 3, 5 dicembre 1943|pp=1-2}} L'articolo è attribuito a Codignola in {{cita pubblicazione|autore=[[Carlo Francovich]]|titolo=La stampa a Firenze dall'armistizio alla liberazione|pubblicazione=Il Ponte|volume=X|numero=9|editore=La Nuova Italia|città=Firenze|data=settembre 1954|pp=1459-79: 1479}}</ref>. Comunque anche il PdA, almeno nella sua componente maggiormente [[Socialismo liberale|socialista liberale]], era molto distante dall'[[Liberismo|ideologia liberista]] e, nelle componenti interne di [[Sinistra (politica)|sinistra]] come [[Bruno Trentin]], [[Emilio Lussu]], [[Riccardo Lombardi (politico)|Riccardo Lombardi]] e [[Vittorio Foa]], attraversato da visioni di parziale [[Comunizzazione|socializzazione]] dei mezzi di produzione e di [[Autogestione dei lavoratori|democratizzazione]] del sistema produttivo, mentre la stragrande maggioranza del partito si era più volte espressa in favore della [[nazionalizzazione]] dei grandi complessi industriali e dei servizi pubblici come acqua, energia elettrica, autostrade, distribuzione di combustibili e riscaldamenti, gas ecc.
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