Ministro della Real Casa
Il ministro della Real Casa è stato il gentiluomo incaricato di seguire gli affari privati del re d'Italia.
| Ministro della Real Casa d'Italia | |
|---|---|
![]() detenne la carica per trent'anni | |
| Stato | |
| Organizzazione | Casa Civile di S.M.
|
| Istituito | 24 gennaio 1849 (come Sovrintendente generale della lista civile) |
| Riforme | 10 novembre 1856 16 gennaio 1871 14 novembre 1901 16 settembre 1940 |
| Soppresso | 19 giugno 1946[1] |
| da | Governo De Gasperi I |
| Successore | Segretario generale della Presidenza della Repubblica |
| Nominato da | Consiglio dei Ministri (dal 1901) |
In determinati periodi del regno ha svolto anche un ruolo politico, come Urbano Rattazzi che influenzò le scelte di Umberto I e, in seguito, col duca d'Acquarone che ebbe un ruolo di contatto tra Vittorio Emanuele III e gli esponenti degli ambienti che favorirono la caduta del governo Mussolini. Nel Regno d'Italia il Ministro della Real Casa era preposto al Ministero della Real Casa, un ufficio complesso, strutturato in direzioni e sezioni come i ministeri dell'amministrazione statale, competente ad amministrare i beni della corona e della lista civile. Non faceva parte del governo ma la sua nomina fu fatta rientrare, dal regio decreto 14 novembre 1901, n. 466, tra le attribuzioni del Consiglio dei ministri.
Dopo la nascita della Repubblica quelle che erano le funzioni del ministro della Real Casa vengono svolte dal Segretario Generale alla Presidenza della Repubblica.
Storia e funzioni
[modifica | modifica wikitesto]Il primo ordinamento della Casa reale, dopo la concessione dello Statuto, è approvato con R.D. 24 gennaio 1849, n. 870, che prevedeva anche una carica di "Sovrintendente generale della lista civile". Con R.D. 10 novembre 1856, il Sovrintendente generale della lista civile assume la denominazione di Ministro della Casa del re.
Dopo l'unificazione del Regno, nel 1865 viene approvato un decreto che rivede le funzioni delle cariche di corte e vengono sottratti al Ministro della Casa i compiti di capo del Gabinetto particolare del re, che passano a un Segretario "dei comandi immediati". un nuovo ordinamento della Real casa che prevede cinque cariche per la direzione della Casa del re: Ministro della Casa del re, Prefetto di palazzo - Gran maestro delle cerimonie, Primo aiutante di campo, Grande scudiere e Gran cacciatore.[2]
Il Ministro della Real casa, il cui ruolo risulta rafforzato, ha la procura del re per l'amministrazione generale della dotazione della Corona e per rappresentarlo nei rapporti esterni per quanto concerne l'amministrazione. Ha alle sue dipendenze fabbriche e giardini, nonché il governo interno e mantenimento della Real casa e i servizi già assegnati al Prefetto di palazzo, cui si aggiungono l'amministrazione e il servizio delle reali chiese e cappelle, la compilazione e gestione del bilancio e la formazione degli inventari dei beni mobili.
Il processo di concentrazione dei poteri nel Ministro della Real casa e nel Primo aiutante di campo, a scapito del Prefetto di palazzo, si accentua durante il regno di Umberto I. Vengono riuniti tutti gli uffici amministrativi e logistici sotto la direzione del Ministro, che diventa capo effettivo della Casa civile, e del Segretario generale, mentre il Primo aiutante di campo, a capo della Casa militare, svolge le sue funzioni in maniera indipendente dal resto dell'amministrazione regia.
Un nuovo ordinamento viene approvato nel 1886: le competenze in materia di belle arti passano dal Prefetto di palazzo al Ministro della Real casa, cui competono anche tutte le competenze della Segreteria particolare del re, la beneficenza e la sorveglianza per la conservazione e manutenzione di palazzi, ville, tenute e fabbricati.
Durante il regno di Vittorio Emanuele III il R.D. 14 nov. 1901, n. 466 stabilisce esplicitamente che vengono sottoposte al Consiglio dei ministri le nomine del Ministro della Real casa, del Prefetto del palazzo e del Primo aiutante di campo. Nel 1921 si procede all'integrazione della Real casa nell'apparato statale e al conferimento di natura pubblica per gli impiegati della struttura burocratica della monarchia. Viene poi stabilito che alle dipendenze del Ministro è posto il Direttore generale per l'amministrazione della Casa reale.[2]
In base a R.D. 10 mar. 1939, n. 298 viene nuovamente soppressa la carica di Segretario generale; il Ministro della Casa di S.M. è capo della Casa civile: da lui dipendono tutto il personale, tutti i servizi tranne quelli che rientrano nelle attribuzioni del Primo aiutante di campo, le cappelle di Casa reale; ha, infine, la direzione della Segreteria reale.
Nel 1940 si dispone che al Ministro della Real casa fanno capo anche la Real corte, la Corte di S.M. la regina e imperatrice, le Case e le Corti dei principi e delle principesse. Diventa filtro esclusivo dei rapporti tra il sovrano e le Corti estere, le autorità del Governo italiano e dei Governi esteri; esercita le funzioni di Segretario del re rappresentante legale del sovrano e gestisce la dotazione mobiliare e immobiliare della Corona. E' di sua esclusiva competenza presentare al sovrano i provvedimenti relativi alla Real casa e sottoporgli i decreti che richiedono la sua firma e saranno poi controfirmati.
Durante la luogotenenza di Umberto di Savoia è una delle due cariche che vengino mantenute, insieme a quella di Primo aiutante di campo.[2]
Con D.L.P. 19 giu. 1946, n. 3, il Ministero della Real casa viene soppresso e il personale e i suoi servizi vengono affidati a un Commissario nominato con decreto del Presidente del Consiglio: il Commissario provvede all'amministrazione dei beni già costituenti la dotazione della Corona e svolge le funzioni prima assegnate al Ministro della Real casa.[3]
Cronotassi
[modifica | modifica wikitesto]| N° | Sovrintendente Generale della Lista Civile, Ministro della Real Casa (dal 1850) |
Mandato | Sovrano | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Inizio | Fine | ||||
| 1 | Cesare Trabucco di Castagneto (1802-1888) |
1850 | 1852 | Vittorio Emanuele II (1849-1878) | |
| 2 | Stanislao Cordero di Pamparato (1797-1863) |
1852 | 1854 | ||
| 3 | Giovanni Nigra (1798-1865) |
1854 | 1865 | ||
| 4 | ? | Giovanni Rebaudengo (?-?) Reggente la carica, già Sovrintendente del Patrimonio Particolare di S.M.[4] |
1865 | 1868 | |
| 5 | Filippo Antonio Gualterio (1819-1874) |
1868 | 1869 | ||
| 6 | ? | Federico Frichignono di Castellengo (?-?) Facente funzioni già Grande Scudiere del Re |
1869 | 1871 | |
| 7 | Giovanni Visone (1814-1893) Facente funzioni già Sovrintendente Generale della Lista Civile |
1871 | 1874 | ||
| 8 | Giovanni Visone (1814-1893) |
1874 | 1892 | Vittorio Emanuele II (1849-1878) Umberto I (1878-1900) | |
| 9 | Urbano Rattazzi iuniore (1845-1911) |
1892 | 1894 | Umberto I (1878-1900) | |
| 10 | Emilio Ponzio Vaglia (1831-1912) Facente funzioni già Primo Aiutante di Campo del Re |
1894 | 1899 | ||
| 11 | Emilio Ponzio Vaglia (1831-1912) |
1899 | 1909 | Umberto I (1878-1900) Vittorio Emanuele III (1900-1946) | |
| 12 | Alessandro Mattioli Pasqualini (1863-1943) |
1909 | 1939[5] | Vittorio Emanuele III (1900-1946) | |
| 13 | Pietro d'Acquarone (1890-1948) |
1939 | 1944 | ||
| 14 | Falcone Lucifero (1898-1997) |
1944 | 1946 | Umberto, Luogotenente Generale del Regno poi Umberto II (1946) | |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ gazzettaufficiale.it, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/1946/06/22/136/sg/pdf.
- 1 2 3 Portale storico della Presidenza della Repubblica, su archivio.quirinale.it. URL consultato il 29 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2024).
- ↑ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ clavisbct.comperio.it, https://clavisbct.comperio.it/iss_articles/4940.pdf.
- ↑ Mario Pacelli e Giorgio Giovannetti, Il colle più alto: Ministero della Real casa, Segretariato generale, Presidenti della Repubblica, Giappichelli, 31 gennaio 2018, p. 34, ISBN 978-88-921-6637-0. URL consultato il 28 giugno 2023.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Raoul Antonelli: Il Ministero della Real Casa 1848-1946, Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, Roma 1990
- Raoul Antonelli: Il Ministero della Real Casa nel primo quarantennio dopo l’Unità, Roma, Bulzoni, 1996
- Falcone Lucifero: L'ultimo re. I diari del ministro della Real Casa, 1944-1946. Milano, Mondadori, ISBN 88-04-48954-5

