Bruno Trentin

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« Quando parla uno come Trentin non ha senso chiedersi se appartenga alla destra o alla sinistra del partito comunista, perché quando parla uno come lui si capisce che il duro ripensamento critico e la ricerca creativa appartengono a tutti coloro che vogliono uscire dai luoghi comuni, dalle pigrizie. »
(Giorgio Bocca - il Giorno - 1975)
on. Bruno Trentin
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Trentin parla alla platea durante l'VIII congresso provinciale della Fiom, Milano, 3 luglio 1970 (foto di Silvestre Loconsolo)
Trentin parla alla platea durante l'VIII congresso provinciale della Fiom, Milano, 3 luglio 1970 (foto di Silvestre Loconsolo)
Luogo nascita Pavie
Data nascita 9 dicembre 1926
Luogo morte Roma
Data morte 23 agosto 2007
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Sindacalista
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura IV
Gruppo Comunista
Collegio Lecce
Incarichi parlamentari
  • Componente della V Commissione (Bilancio e Partecipazioni Statali)
  • Componente della XII Commissione (Industria e Commercio)
  • Componente della Commissione Parlamentare consultiva per il parere sulla nuova tariffa generale dei dazi doganali
Pagina istituzionale
Bruno Trentin
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Democratici di Sinistra
Legislatura V
Gruppo Partito del Socialismo Europeo
Circoscrizione Italia Nord occidentale

Bruno Trentin (Pavie, 9 dicembre 1926Roma, 23 agosto 2007) è stato un sindacalista, politico e partigiano italiano.

Fu segretario generale della FIOM e della CGIL.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Silvio Trentin, nacque in Francia, dove il padre, antifascista, si era rifugiato. A 15 anni fu arrestato dai tedeschi per azioni "insurrezionali". Dopo l'armistizio di Cassibile, con la famiglia rientrò in Italia per partecipare alla guerra di liberazione unendosi alla Resistenza. Fu arrestato insieme al padre nel novembre '43. Alla morte del padre, nel marzo del 1944, divenne, a 17 anni, comandante di una brigata partigiana Giustizia e Libertà.

Nel 1949 si laureò in giurisprudenza all'Università di Padova con il professor Enrico Opocher. In seguito studiò anche presso l'Università Harvard. Già prima della Liberazione manifestò le sue idee federalistiche, secondo il modello proudhoniano.

Sempre nel 1949 si iscrisse alla CGIL ed iniziò a lavorare nel centro studi del sindacato. L'anno seguente entrò nel Partito Comunista Italiano e con questo fu eletto dapprima consigliere comunale a Roma (1960-1973) e poi deputato nazionale (1962-1972), al termine del mandato parlamentare non si ricandidò per incompatibilità tra cariche sindacali e parlamentari.[1]

Nel 1958 fu vicesegretario della CGIL e dal 1962 al 1977 fu il segretario generale della FIOM e della FLM.[2]

Nel 1988 passò alla guida della CGIL, dirigendola fino al 1994.[3] Nel 1992 stipulò, insieme a CISL e UIL, uno storico accordo sulla politica dei redditi che pose fine al sistema della scala mobile, un meccanismo di riadeguamento automatico dei salari al costo della vita che aveva provocato una forte inflazione. Subito dopo la firma si dimise dalla segreteria della CGIL, alla cui guida fu sostituito due anni dopo da Sergio Cofferati.

Fu membro del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL),[4] dal 1994 diresse l'ufficio programmi della CGIL e dal 1999 al 2004 fu parlamentare europeo tra le file dei Democratici di Sinistra.

È morto a Roma il 23 agosto 2007, stroncato da una polmonite resistente alla terapia antibiotica e per una febbre intrattabile, aggravata da una carenza immunitaria legata al grave trauma cranico subito un anno prima, causato da una caduta in bicicletta sulla Ciclabile della Drava. È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.

Attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Da sfruttati a produttori, De Donato, Bari, 1977
  • Il sindacato dei consigli. Intervista di Bruno Ugolini, Editori Riuniti, Roma, 1980
  • Lavoro e libertà nell'Italia che cambia, Donzelli, Roma, 1994
  • Il coraggio dell'utopia. La Sinistra e il sindacato dopo il taylorismo. Un'intervista di Bruno Ugolini, Rizzoli, Milano, 1994
  • (con Luis Anderson) Nord sud. Lavoro, diritti e sindacato nel mondo, Ediesse, Roma, 1996
  • (con Carlo Callieri) Il lavoro possibile, Rosenberg & Sellier, Torino, 1997
  • La città del lavoro. Sinistra e crisi del fordismo, Feltrinelli, Milano, 1997
  • (con Adriano Guerra) Di Vittorio e l'ombra di Stalin, Ediesse, Roma, 1997
  • Autunno caldo. Il secondo biennio rosso (1968-1969). Intervista di Guido Liguori, Editori Riuniti, Roma, 1999
  • (con Carla Ravaioli) Processo alla crescita. Ambiente, occupazione, giustizia sociale nel mondo neoliberista, Editori Riuniti, Roma, 2000
  • La libertà viene prima, Editori Riuniti, Roma, 2005
  • Lavoro e libertà. Scritti scelti e un dialogo inedito con Vittorio Foa e Andrea Ranieri, Ediesse, Roma, 2008
  • Diario di guerra (settembre-novembre 1943), Donzelli, Roma, 2008

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 4 maggio 1990[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. sito del Senato della Repubblica Italiana
  2. ^ CGIL - Segretari generali nella storia
  3. ^ CGIL - La storia
  4. ^ CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario generale della CGIL Successore CGIL logo.jpg
Antonio Pizzinato 1988 - 1994 Sergio Cofferati
Controllo di autorità VIAF: (EN61651412 · LCCN: (ENn80132047 · SBN: IT\ICCU\RAVV\005517 · ISNI: (EN0000 0001 1655 3177 · GND: (DE119297361 · BNF: (FRcb124968010 (data)