Ventotene

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Ventotene
comune
Ventotene – Stemma Ventotene – Bandiera
Ventotene – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
Sindaco Maria Laura Mammetti (Commissario prefettizio) dal 17/06/2016
Territorio
Coordinate 40°48′N 13°26′E / 40.8°N 13.433333°E40.8; 13.433333 (Ventotene)Coordinate: 40°48′N 13°26′E / 40.8°N 13.433333°E40.8; 13.433333 (Ventotene)
Altitudine 18 m s.l.m.
Superficie 1,75 km²
Abitanti 737[1] (31-03-2015)
Densità 421,14 ab./km²
Comuni confinanti nessuno
Altre informazioni
Cod. postale 04020
Prefisso 0771
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059033
Cod. catastale L742
Targa LT
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 107 GG[2]
Nome abitanti ventotenesi
Patrono Santa Candida
Giorno festivo 20 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ventotene
Ventotene
Posizione del comune di Ventotene nella provincia di Latina
Posizione del comune di Ventotene nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Ventotene (pron. [ventoˈtɛne][3]; Vientutènë in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 737 abitanti[1] della provincia di Latina, il comune più meridionale del Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si estende sull'isola omonima e sulla vicina isola minore di Santo Stefano, entrambe appartenenti all'arcipelago delle isole Ponziane, nel Mar Tirreno. Con una superficie di 1,54 km² è per dimensioni il comune più piccolo dell'Italia centrale. L'isola è caratterizzata da conformazioni tufacee.

Il centro abitato si è sviluppato intorno sulla roccia che domina il porto romano al quale è unito da una breve e suggestiva rampa realizzata in epoca borbonica. A pochi metri di distanza sorge il porto nuovo, principale punto d'attracco per traghetti e aliscafi. I due porti dividono le due principali cale sabbiose dell'isola: Cala Rossano a nord e Cala Nave a sud. Proseguendo dopo Cala Rossano si trova Punta Eolo, capo settentrionale dell'isola e sede della villa imperiale. A ovest di Punta Eolo si incrocia la cala di Parata Grande, raggiungibile tramite un sentiero e dominata da un promontorio rifugio di numerosi uccelli migratori. Superata Parata Grande, proseguendo verso sud si trova il promontorio del Semaforo, noto così per una postazione antiaerea realizzata in epoca fascista e che oggi ospita il Museo della Migrazione e l'Osservatorio Ornitologico. All'estremo sud si trovano Punta Pascone e Punta degli Ulivi.Risalendo la costa orientale si trova a sud-est Cala Battaglia, un tempo raggiungibile dalla terraferma e ora solo via barca a causa del franamento del sentiero.

Santo Stefano sorge a pochi km di distanza dalla costa nord-occidentale ed è ben visibile dalla costa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima dell'isola di Ventotene è assai mite, di tipo subtropicale, caratterizzato da inverni molto miti e piovosi con scarse escursioni termiche giornaliere, e da estati calde ma ventilate.

Classificazione climatica: zona C, 1107 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'età antica[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce della presenza umana sull'isola risalgono al tardo neolitico quando l'isola diventò un punto di passaggio e di sosta sulle prime navi che solcavano il Tirreno.

Denominata dai greci Pandataria o Pandaria, Ventotene iniziò ad essere abitata solo quando l'imperatore Augusto decise di costruirvi sopra l'attuale Punta Eolo una sontuosa villa per le vacanze che comprendeva anche un porto, piscine termali, cisterne per l'acqua piovana, acquedotti, peschiere.

In questa villa fu poi spedita in esilio la figlia di Augusto, Giulia rea di aver violato la legge sulla moralizzazione pubblica. In seguito vi saranno confinate altre celebri donne romane: Agrippina Maggiore (spedita qui da Tiberio), Claudia Ottavia (cacciata da Nerone) e Flavia Domitilla, esiliata dallo zio Domiziano per la sua conversione al Cristianesimo. Sull'isola si sviluppò anche un piccolo villaggio che ospitò anche una comunità cristiana ma agli inizi del VII secolo d.C. Ventotene era definitivamente spopolata.

Medioevo e Rinascimento.[modifica | modifica wikitesto]

Porto romano visto dal mare

Nel Medioevo ospitò una comunità di cistercensi, probabilmente legati all'abbazia di Santa Maria di Ponza.

È affidata da Papa Sisto IV ai Carafa, poi ai conti Petrucci e infine nel 1542 alla famiglia Farnese.

I Borboni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1734 dopo la morte di Elisabetta Farnese passa al figlio Carlo III di Borbone, re di Napoli.

Nel XVIII secolo Ferdinando IV di Borbone avvia un piano di ripopolamento dell'isola di Ventotene: nel luglio del 1768 vengono iniziati i lavori per la costruzione del borgo. Nel 1769 viene costruita la chiesa di Santa Candida che sarà poi consacrata nel 1774. L'ingegnere Francesco Carpi progetta la realizzazione delle scenografiche rampe d'accesso che collegano la chiesa al porto e il nuovo forte circondato da un fossato. L'isola viene destinata inizialmente ad ospitare forzati ed ex prostituite, poi a partire dal 1772 ospiterà principalmente coloni provenienti da Napoli e dalla penisola sorrentina.

Parallelamente nel 1795 viene completata la costruzione del carcere sull'isolotto di Santo Stefano dove vengono rinchiusi gli ergastolani e dal 1813 i prigionieri politici.

Nel 1810 Gioacchino Murat (che nel frattempo ha strappato il Regno di Napoli ai Borbone) istituisce il comune di Ventotene. Il comune verrà confermato anche da Ferdinando IV, tornato sul trono napoletano, nel 1816.

Durante gli anni del Risorgimento a Santo Stefano vengono rinchiusi diversi patrioti che si oppongono al dominio borbonico: fra i più quali Luigi Settembrini

Regno d'Italia e fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1861 passa al Regno d'Italia che mantiene la colonia penale di Santo Stefano destinandola agli ergastolani. Qui sconteranno la loro pena il brigante Carmine Crocco e l'anarchico Gaetano Bresci, l'assassino di re Umberto I a Monza nel 1901, morto a Ventotene.

Dopo la guerra italo-turca vi vengono confinati i prigionieri di guerra libici.

Con il fascismo, nel 1926 Ventotene diventa il confino per molti oppositori del regime. Verranno esiliati qui l'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, Umberto Terracini, Giorgio Amendola, Lelio Basso, Mauro Scoccimarro, Giuseppe Romita, Luigi Longo, Giovanni Roveda, Walter Audisio, Pietro Secchia, Camilla Ravera, Giuseppe Di Vittorio, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Riccardo Bauer, Eugenio Curiel, Ilario Tabarri e Pietro Grifone. Nel 1940 a Ventotene vivono 900 confinati sorvegliati da 300 poliziotti. La presenza sull'isola delle più importanti personalità dell'antifascismo trasforma Ventotene in un vero e proprio laboratorio politico.

Nel 1934 passa dalla provincia di Napoli alla provincia di Latina.

Nel 1941, tre confinati Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni scriveranno il manifesto "Per un'Europa libera e unita", poi noto con il nome di Manifesto di Ventotene che in pieno conflitto mondiale chiedeva l'unione dei paesi europei e che poi ispirerà il processo di integrazione europea culminato con la nascita dell'Unione Europea nel 1992.

Il 24 luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, aerei inglesi colpiscono il piroscafo "Santa Lucia" a largo di Ventotene: nella tragedia muoiono 60 persone. Pochi giorni dopo, il 27 luglio con la caduta del fascismo, i confinati prendono il controllo dell'isola e istituiscono la "repubblica di Ventotene". Il 9 settembre è occupata dagli americani. Con la liberazione, nel 1945, torna all'Italia.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965 viene definitivamente chiuso il carcere di Santo Stefano. Gli anni del dopoguerra sono caratterizzati da una forte emigrazione mentre la popolazione isolana cala sensibilmente.

Nel 1986 nel piccolo cimitero viene sepolto, su sua espressa volontà, Altiero Spinelli.

Nel 1997 viene istituita la Riserva Naturale Statale di Ventotene e Santo Stefano.

Nell'estate del 2016 l'isola ospita un vertice internazionale fra il presidente del Consiglio Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Hollande.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture[modifica | modifica wikitesto]

  • Porto Romano

Il Porto Romano di Ventotene, rimaneggiato in epoca borbonica, è interamente realizzato in tufo. Sotto la roccia che oggi ospita il paese furono scavate delle grotte-magazzino oggi utilizzate come negozi e scavando nel tufo fu realizzato anche il cosiddetto Pozzillo, una piccola caletta dove oggi sostano le barche dei pescatori. Lo scoglio del Faro, con la relativa spiaggia rocciosa, separa il Porto da Cala Nave.

  • Il borgo borbonico

Il borgo borbonico fu realizzato alla fine del XVIII secolo per ospitare i coloni. Sorge sulla roccia tufacea che domina il porto romano ed è collegato a quest'ultimo tramite due vie scenografiche: la strada che sale al Castello, di forma circolare e concentrica e la strada che sala alla chiesa, formata da una breve serie di rampe ben visibili anche dal mare. Il borgo sorge su tre livelli ciascuno caratterizzato da stretti vicoli, case a uno o due piani e rampe di scale che uniscono i tre livelli. Ha due piazze: Piazza Castello e Piazza De Gasperi, dove si affaccia la chiesa principale.

  • Castello

Il Castello sorge sulla piazza principale e aveva inizialmente funzione di caserma militare, concepita anche per resistere agli assalti dei pirati che nel Settecento ancora infestavano le coste italiane. Circondata da un fossato fu poi carcere e ampliata in epoca fascista. Oggi ospita gli uffici del Comune e il Museo Archeologico.

  • Chiesa e Convento di Santa Candida

La chiesa in stile neoclassico fu consacrata alla patrona dell'isola il 22 settembre 1774. Ospita una pittura raffigurante la Madonna e attribuita a Sebastiano Conca e una serie di statue in legno. Accanto alla chiesa si trova il convento dei Cappuccini che ressero la parrocchia fino agli inizi del XIX secolo e oggi sede della canonica, dei locali parrocchiali e delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo.

  • Villa Imperiale (o villa Giulia)

La villa imperiale sorge su Punta Eolo, estremità settentrionale di Ventotene. Gli scavi archeologici hanno permesso di rintracciare la residenza vera e propria, le zone riservate alla servitù, la cucina, il sistema di raccolta e distribuzione dell'acqua, piscine, ninfei fino alla discesa a mare realizzata scavando nella roccia.

  • Cisterne Romane

Priva d'acqua, i romani realizzarono un complesso sistema di raccolta dell'acqua piovana che veniva poi filtrata. Resti di alcune cisterne sono sopravvissute nell'isola: la "cisterna dei carcerati" lungo la strada degli Ulivi, un serbatoio profondo 10 m e poi usato anche come luogo di reclusione. Un'altra cisterna si trova nella località oggi nota come "villa Stefania".

  • Peschiera

La peschiera consiste in una serie di vasche artificiale d'epoca romana scavate sotto la scogliera del Faro.

Eretto nel XVIII secolo sulla base delle teorie di Jeremy Bentham, è costruita a forma di ferro da cavallo in maniera tale che i carcerati fossero e si sentissero sempre osservati dai loro carcerieri. Ha ospitato reclusi celebri: patrioti risorgimentali, perseguitati politici del fascismo e l'anarchico Gaetano Bresci che qui morì in circostanze mai chiarite nel 1902.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 i cittadini stranieri residenti erano 90 persone, pari al 12,06% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 62 - 8,31%

Polonia 7 - 0,94%

Ucraina 7 - 0,94%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale

Santa Candida, patrona dell'Isola di Ventotene, è festeggiata il 20 settembre, l'ultimo di 10 giorni di manifestazioni fra il sacro ed il profano. Secondo la tradizione, Santa Candida fu uccisa dai Romani e il suo corpo gettato in mare venne ritrovato sulla costa di Ventotene.

Il "Comitato di Santa Candida", si occupa della raccolta dei fondi e dell'organizzazione degli eventi che si concludono dopo aver consumato i tradizionali spettacoli in piazza, i giochi del 19 settembre e la gara di mongolfiere di carta, in cui varie "scuole" si confrontano sulle dimensioni (10 m. altezza max), sulla forma, sulle decorazioni e sulla tecnica di lancio dei palloni, con uno spettacolo di fuochi d'artificio a mare. La Banda, nell'ultimo giorno di festeggiamenti, alle 7 del mattino fa il giro dell'isola[6])), visitando i giardini in cui le signore hanno preparato abbondanti colazioni. Alle 17.30, poi, c'è la suggestiva processione della Barca di Santa Candida in cui si narra fu ritrovato il corpo della Santa sulle rive del Pozzillo.

Ventotene film fest

Ogni anno nel mese di Agosto si tiene sull'isola un festival cinematografico, il "Ventotene Film Fest".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto Romano

L'isola è dotata di due porti, uno di origine romana (dove si trova un vicino murenaio), poi successivamente ammodernato durante il periodo borbonico, e un altro moderno con un'ampia darsena situato nella zona detta "Cala Rossano".

Mentre il Porto Romano è dedicato prevalentemente a piccoli pescherecci e imbarcazioni private di dimensioni medio-piccole, il Porto Nuovo può ospitare imbarcazioni anche molto grandi ed è l'approdo dei traghetti, degli aliscafi e di altre imbarcazioni di trasporto commerciale e passeggeri dalla terra ferma.

Eliporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra le peculiarità dell'isola, la recente realizzazione dell'eliporto che consente agli elicotteri di soccorso (118, protezione civile, forze dell'ordine) di intervenire evitando i disagi dell'insularità e realizzando la continuità territoriale a fini di sicurezza e tutela della salute. Anche il turismo è avvantaggiato dalle potenzialità commerciali di questa infrastruttura che ne amplia l'offerta in direzione di un'utenza più esigente distribuita non solo nel periodo estivo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni Sportive[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S. Ventotene, squadra di calcio a 5 che gioca nel campionato di Serie D della provincia di Latina girone B.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1934 passa dalla provincia di Napoli alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca; torna a quella di Napoli l'anno dopo, passando definitivamente a quella di Littoria (poi Latina) nel 1937. Dal 2014, Ventotene è gemellata con la città di Chivasso (TO)

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1988 6 giugno 1993 Beniamino Verde PSI Sindaco
6 giugno 1993 26 luglio 1996 Beniamino Verde PSI Sindaco [7]
26 luglio 1996 17 novembre 1996 Domenico Talani Commissario Prefettizio
17 novembre 1996 15 luglio 1999 Beniamino Verde centrosinistra Sindaco [8][9]
16 luglio 1999 16 aprile 2000 Marcello Boaretto Commissario Prefettizio
16 aprile 2000 8 gennaio 2005 Vito Biondo centrosinistra Sindaco [10]
11 gennaio 2005 3 aprile 2005 Domenico Talani Commissario Prefettizio
3 aprile 2005 28 marzo 2010 Giuseppe Assenso PD Sindaco
28 marzo 2010 31 maggio 2015 Giuseppe Assenso PD Sindaco
31 maggio 2015 17 giugno 2016 Giuseppe Assenso PD Sindaco [11]
17 giugno 2016 in carica Maria Laura Mammetti Commissario Prefettizio

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luciano Canepari, Ventotene, in Il DiPI - Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 693.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Le dieci cose da fare a Santa Candida, amoventotene.it. URL consultato il 26 aprile 2013.
  7. ^ Si dimette.
  8. ^ Deceduto.
  9. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/16/ventotene-in-lutto-muore-il-sindaco-verde.html
  10. ^ Si dimette a seguito della presentazione di una mozione di sfiducia.
  11. ^ Consiglio comunale sciolto per mancata approvazione del bilancio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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