Giorgio Spini

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Giorgio Spini (secondo seduto da sinistra) nel 1964

Giorgio Spini (Firenze, 23 settembre 1916Firenze, 14 gennaio 2006) è stato uno storico italiano.

Esponente del Partito d'Azione, era padre del politico Valdo Spini e di Debora Spini, docente alla New York University di Firenze[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ancora studente universitario, si fece conoscere con il romanzo La bottega delle meraviglie, un vero e proprio giallo ambientato nella sua città, Firenze, e pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore (1936). Conseguita la laurea all'Università di Firenze sotto la guida di Niccolò Rodolico, diede alle stampe la sua prima ricerca riguardante la figura di un eretico del XVI secolo, Antonio Brucioli (1940).

Partecipò attivamente alla Resistenza e entrò nel Partito d'Azione. Dal 1942 fu commentatore a Radio Bari e scrisse su L'Italia del popolo, il Corriere del mattino e La Nazione del popolo con lo pseudonimo Valdo Gigli[2]; successivi suoi studi riguardarono (nel 1945, a seconda guerra mondiale terminata), il principato mediceo e la sua ristrutturazione per opera di Cosimo I.

Insegnò all'Università Harvard ed in altri atenei statunitensi. Fu professore all'Università di Messina dal 1952 al 1960 e poi all'Università di Firenze fino al 1991,di cui divenne professore emerito nel 1995[3].

Il suo campo di specializzazione fu lo studio del protestantesimo e della storia dell'età moderna.

Spini dedicò le sue ricerche alla presenza protestante, libertina, dissenziente nella vita politica e culturale tanto in Italia quanto all'estero. Le sue opere principali hanno riguardato i libertini (1950), i protestanti e il Risorgimento italiano (1956), i Padri Pellegrini in America (1968), i puritani e il barocco (1991).

Giorgio Spini è noto per il suo manuale di storia Disegno storico della civiltà, sul quale si sono formate generazioni di studenti di scuola media superiore; il manuale conobbe almeno quindici edizioni e innumerevoli ristampe.

Biblioteca e archivio personali[modifica | modifica wikitesto]

I suoi eredi hanno donato i libri posseduti da Spini al comune di Aulla, la cui biblioteca comunale era andata distrutta durante un'alluvione.

Giorgio Spini è stato inoltre fondatore e presidente dell'Associazione Nazionale Docenti Universitari (ANDU) dal 1968 al 1971. L'archivio dell'Associazione, contenente atti e documenti da lui prodotti nella sua qualità di presidente, è stato donato dai figli alla Biblioteca di scienze sociali dell'Università degli studi di Firenze nel 2015 ed è consultabile online nel portale Chartae[4], dedicato all'archivio storico dell'Ateneo e ai fondi archivistici di personalità da esso conservati.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La bottega delle meraviglie, Mondadori, Milano, 1936
  • 1,9 per mille, Catania, La Vittoria, 1938. Ristampato in Anno XVI dell'era fascista.
  • Storia dell'età moderna (1515-1763), 3 voll., Collana Piccola Biblioteca n.65, Einaudi, Torino, I ed. 1960
  • Autobiografia della giovane America. La storiografia americana dai Padri Pellegrini all'Indipendenza, Collana Biblioteca di cultura storica n.99, Einaudi, Torino, I ed. 1968
  • Cosimo I e l'indipendenza del principato mediceo, Vallecchi, Firenze, 1945
  • Evangelo e berretto frigio. Storia della Chiesa Cristiana Libera in Italia (1971) Claudiana, Torino
  • Architettura e politica da Cosimo I a Ferdinando I (1976) Olsckhi, Firenze
  • Ricerca dei libertini. La teoria dell'impostura delle religioni nel Seicento italiano (1950, 1983 2ª edizione) La Nuova Italia, Firenze
  • Storia dell'età moderna da Carlo V all'Illuminismo (1988) Einaudi, Torino
  • Le origini del socialismo (1992) Einaudi, Torino
  • Risorgimento e protestanti (1989) Mondadori, Milano (nuova edizione Claudiana, Torino, 1998)
  • Incontri europei e americani col Risorgimento (1990) Vallecchi, Firenze
  • Barocco e puritani. Studi sul Seicento in Italia, Spagna e New England (1991) Vallecchi, Firenze
  • Studi sull'evangelismo italiano tra Ottocento e Novecento (1994) Claudiana, Torino
  • Michelangelo politico e altri studi sul Rinascimento fiorentino (1999), Milano Unicopli
  • La libertà religiosa in Italia e Europa (2000) Claudiana, Torino (con Gianni Long)
  • Il protestantesimo e le rivoluzioni del nostro tempo Claudiana, Torino (con Giorgio Bouchard)
  • Italia liberale e protestanti (2002) Claudiana, Torino
  • La strada della liberazione (2002 e 2003) Claudiana, Torino (a cura di Valdo Spini)
  • Anno XVI dell'era fascista (2003) Claudiana, Torino
  • Il protestantesimo italiano nel Novecento (2005)
  • Italia di Mussolini e protestanti (2006) Claudiana, Torino
  • Lo storico e la politica: scritti giornalistici (1945-1961), Firenze, Polistampa, 2007
  • Bibliografia degli scritti di Giorgio Spini, a cura di Daniele Spini, Firenze Olschki 2007
  • Michelangelo politico, prefazione di Tomaso Montanari, presentazione di Valdo Spini, Milano Unicopli 2017

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 12 dicembre 2000[5]
immagine del nastrino non ancora presente Fiorino d'oro della Città di Firenze
«Per il contributo dato alla vita politica, culturale e sociale della città»
— 11 agosto 2004[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Debora Spini, su Syracuse University. URL consultato il 7 gennaio 2022.
  2. ^ Marcello Verga, Valdo Spini, su Dizionario biografico treccani, 2018. URL consultato il 7 gennaio 2022.
  3. ^ Professori Emeriti dell'Università degli Studi di Firenze (PDF). URL consultato il 7 gennaio 2022.
  4. ^ Cfr. Chartae: i fondi archivistici dell'Ateneo fiorentino
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Italiani e tedeschi a Sant’Anna di Stazzema. Le solenni celebrazioni per il 60° della Liberazione di Firenze, 11 agosto 2004, su nove.firenze.it. URL consultato il 3 novembre 2004.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN44318503 · ISNI (EN0000 0000 8122 4823 · SBN CFIV029617 · BAV 495/123165 · LCCN (ENn80050260 · GND (DE121114031 · BNE (ESXX891838 (data) · BNF (FRcb120551944 (data) · NDL (ENJA00933846 · WorldCat Identities (ENlccn-n80050260