Gigino Battisti

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Luigi Battisti
Luigi Battisti.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Collegio VIII (Trento)
Incarichi parlamentari
  • Segretario dell'Ufficio di Presidenza

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Titolo di studio Laurea in scienze economiche
Professione Dirigente industriale, bancario

Gigino (Luigi) Battisti (Trento, 7 aprile 1901Sessa Aurunca, 14 dicembre 1946) è stato un politico italiano, sindaco di Trento e deputato dell'Assemblea Costituente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Cesare Battisti e Ernesta Bittanti, a 16 anni andò alla Scuola di Caserta dove diventò sottotenente degli Alpini. In seguito venne mandato sul fronte al Passo del Tonale. Dopo la guerra partecipò all'impresa di Fiume.

Dopo l'avvento del fascismo collaborò con La Voce Repubblicana e con Italia libera, fondata da Randolfo Pacciardi. Alcuni giornali fascisti riportarono la notizia che il giovane Battisti avesse preso parte alla Marcia su Roma e per questo di essere stato conseguentemente ricompensato. Dimostrò che non era vero e sfidò a duello un giornalista napoletano che gli aveva dato del «figlio degenere». L'altro accettò, e Battisti rimase ferito ad un braccio.

Nel 1924 si laureò in scienze economiche. Tornato a Trento, creò una piccola azienda assieme a Giannantonio Manci. Insieme a Manci, Bacchi e Parolari fondò a Trento un gruppo di Italia Libera. Nel 1930 si spostò a Milano e si unì a Giustizia e Libertà, poi nel 1942 al Partito d'Azione. Formò un gruppo di guide alpine con le quali aiutava a far fuggire dall'Italia persone ricercate, rimanendo in un'occasione gravemente ferito a entrambe le mani. Scappò in Svizzera il 10 settembre 1943. Tornato in patria prese parte al Movimento di Unità Proletaria, poi confluito nel Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.

L'8 maggio 1945 fu nominato sindaco di Trento dal CLN provinciale.[1][2] I problemi principali erano legati alla carenza di case, distrutte dai bombardamenti, e di cibo. Alle elezioni del 2 giugno 1946 fu eletto all'Assemblea Costituente, dove diventò Segretario di presidenza. Di conseguenza si dimise dalla carica di sindaco. Morì il 14 dicembre dello stesso anno a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, in un incidente ferroviario.[3] Assieme a lui persero la vita altre quattro persone e vi furono cinquanta-sessanta feriti.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Benvenuti, Storia del Trentino. Volume II - Fatti, personaggi, istituzioni nell'evoluzione di un paese di confine, Casa Editrice Panorama, Trento, 1995, p. 237.
  2. ^ Elezioni comunali dal 1945 al 1999[collegamento interrotto], Comune di Trento. URL consultato il 28 marzo 2009.
  3. ^ Mauro Lando, Da Gigino Battisti a Pacher. E ora tocca al decimo sindaco, Trentino, 12 aprile 2009. URL consultato il 13 aprile 2009.
  4. ^ La Stampa del 17 dicembre 1946, pagina 1, disponibile nell'Archivio storico. L'incidente fu anche oggetto di un'interrogazione parlamentare di Antonio Cifaldi a cui rispose il Sottosegretario Umberto Merlin: Allegato alla CXXII seduta del 12 maggio 1947 - Risposte scritte ad interrogazioni, p. 458.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sindaco di Trento Successore Trento-Stemma.png
Bruno Mendini (commissario prefettizio) 1945 - 1946 Tullio Odorizzi
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