Guido De Ruggiero
| Guido De Ruggiero | |
|---|---|
| Ministro della pubblica istruzione del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 18 giugno 1944 – 10 dicembre 1944 |
| Presidente | Ivanoe Bonomi |
| Predecessore | Adolfo Omodeo |
| Successore | Vincenzo Arangio Ruiz |
| Deputato della Consulta Nazionale Italiana | |
| Durata mandato | 25 settembre 1945 – 25 giugno 1945 |
| Legislatura | Consulta nazionale |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito d'Azione |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Università | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Professione | Docente universitario |
Guido De Ruggiero (Napoli, 23 marzo 1888 – Roma, 29 dicembre 1948) è stato uno storico della filosofia, politologo e politico italiano, un esponente del neoidealismo in Italia declinato in senso liberale.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Eugenio De Ruggiero e di Filomena d'Aiello, si laureò nel 1910 in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Egli era particolarmente versato per gli studi filosofici e poté collaborare a riviste specializzate come La Cultura, la Rivista di filosofia e La Critica di Benedetto Croce, il quale favorì la pubblicazione, nel 1912, del suo primo lavoro d'impegno, La filosofia contemporanea.
Collaboratore anche del Resto del Carlino di Mario Missiroli e della Voce di Giuseppe Prezzolini, nel 1914 pubblicò in volume la Critica del concetto di cultura, cui Croce rimproverò la mancata distinzione tra cultura e falsa cultura.[1] In filosofia, De Ruggiero fu sempre idealista, allievo inizialmente dell'attualismo di Gentile,[2] per poi avvicinarsi a Croce senza però aderire al suo storicismo, mentre in politica fu liberale, pur non risparmiando critiche alla classe politica espressa dal Partito Liberale.
De Ruggiero tenne l'insegnamento di storia della filosofia prima presso l'Università di Messina (dal 1923), quindi presso la facoltà di magistero della Università di Roma (dal 1925).
Avendo aderito all'idealismo con Giovanni Gentile e successivamente con Benedetto Croce, la sua rivendicazione insieme a quest'ultimo dei valori del liberalismo lo rese un esponente di spicco dell'opposizione al fascismo nell'ambito intellettuale. Nel novembre del 1924 aderì all'Unione Nazionale di Giovanni Amendola; nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Per non perdere la cattedra universitaria, nel 1931 prestò il giuramento di fedeltà al fascismo[3] ma ciò non gli evitò di essere destituito dall'insegnamento alcuni anni dopo (1942) e poi arrestato. Fu liberato alla caduta del fascismo (luglio 1943).
In seguito fu rettore dell'Università di Roma dal 1943 al 1944. Il suo impegno politico si manifestò nel Partito d'Azione, al quale fu tra i primi ad aderire. Ricoprì l'incarico di Ministro della pubblica istruzione nel Governo Bonomi II (1944) e successivamente fu nominato deputato della Consulta Nazionale (giugno-settembre 1945).
Fu autore, tra le altre opere, di una imponente Storia della filosofia in 13 volumi, pubblicata tra il 1918 e il 1948, e di una Storia del liberalismo europeo pubblicata nel 1925, entrambe presso Laterza.
È stato anche presidente generale del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (CNGEI).
Morì a Roma il 29 dicembre 1948. È sepolto nella cappella gentilizia di Brusciano, luogo d'origine della famiglia De Ruggiero. Sulla sua tomba è possibile leggere l'epitaffio scritto da Benedetto Croce:
nella storia del pensiero la potenza di libertà
costruttrice del mondo degli uomini, e, auspicando
in tempi oscuri il ritorno alla ragione,
fu alle nuove generazioni d'Italia
maestro ed apostolo di fede nell'umanità.»
Storicismo e liberalismo idealistico
[modifica | modifica wikitesto]De Ruggiero aderì a un liberalismo di impianto storicista, che attingeva sia all'idealismo crociano, sia all'attualismo gentiliano, per dar loro applicazione pratica in chiave etico-politica.[4]
La coscienza dell'individuo umano e della sua libertà non è per De Ruggiero qualcosa di già dato, ma che occorre costruire progressivamente attraverso una comprensione attiva del proprio passato, per poter affrontare «i problemi vivi del presente».[4]
Egli vedeva nelle istituzioni dello Stato il luogo privilegiato per la manifestazione e lo sviluppo dello Spirito inteso in senso hegeliano, come un continuo processo verso una crescente autocoscienza e realizzazione dell'Idea, il cui esito immanente non è affatto quello di un'astratta metafisica:
La sua stessa linea architettonica, lungi dall'essere un arbitrario artifizio, esprime la crescente complessità del problema dell'organizzazione politica, nella successione ideale dei suoi momenti: l'individuo, la società, lo Stato. Anima di questo sviluppo è la libertà, che coincide con l'idea dello spirito, e che pertanto non si esaurisce nell'affermazione della singola personalità, ma di qui procede alle formazioni di ordine superiore, in cui si esplicano i rapporti delle persone tra loro.»
Ne derivò un idealismo di natura sociale e liberale,[6] su cui edificare una consapevole «storiografia civile e politica»,[4] grazie alla quale non subire la storia come un mero fatto oggettivistico o naturalistico, ma la cui comprensione aiuti anzi a superarne i condizionamenti.[4]
Rifacendosi quindi al liberalismo moderno di Cavour,[7] basato sull'«idea di un progresso che si effettua per grandi contrasti», contrapposto alla «filosofia dei moderati» la quale, seppur «rappresentata più altamente dal Rosmini e dal Gioberti», non aspirava alla piena sovranità democratica,[7] De Ruggiero pubblicò una monumentale storia del liberalismo europeo nel momento in cui, nel 1924, esso sembrava scivolare in una crisi che era stata a lungo nascosta, a suo avviso, dalla sopravvivenza formale ed esteriore delle istituzioni storiche create nella lotta risorgimentale contro l'oppressione, le quali ne avevano velato il decadimento interno verso un sistema di oligarchie.[8]
Quest'opera abbracciava il periodo dal XVII al XX secolo, includendo i liberalismi di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia.[8] Nel ricercare le cause dell'indebolimento degli ideali liberali, egli riteneva che, per rivitalizzarli, non si potesse più fare affidamento a lungo sulle classi sociali e le industrie del passato, per quanto forte fosse stato il loro legame con l'espansione della libertà.[8]
La sua concezione idealistica del liberalismo, basata sulla dialettica hegeliana, lo condusse a una sintesi del liberalismo inglese con quello francese, dagli opposti caratteri: il primo si fondava su un insieme concreto di diritti ma interpretati in modo così restrittivo da assomigliare più propriamente a dei privilegi, goduti da una minoranza a scapito dell'intera comunità; il secondo, al contrario, era costituito dalle affermazioni universali e astratte della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ma era privo di sanzione e di una garanzia pratica in grado di tutelarli. La sintesi avrebbe dovuto combinare il meglio delle due tradizioni, dando vita a una libertà concreta, unita ad una sua applicazione generale a tutti i membri della società.[8]
In Italia l'abbandono del liberalismo da parte della borghesia, per il quale un tempo essa era stata disposta a sacrificare il proprio interesse privato per il bene pubblico, rappresentava per De Ruggiero il segno di una profonda crisi morale e politica, per uscire dalla quale egli riteneva che il liberalismo dovesse non solo confrontarsi, ma anche comprendere e interiorizzare i suoi concorrenti, in particolare il socialismo, la democrazia e il nazionalismo, per tornare a ricevere il sostegno di cittadini e governanti.[8]
Con l'adozione della dialettica hegeliana, ogni sfida al liberalismo diventava così per De Ruggiero un'antitesi in attesa della sintesi adeguata, la cui realizzazione avrebbe rafforzato e arricchito il progetto liberale stesso. Ne derivava una certa visione ottimistica, per la quale ogni ostacolo al liberalismo avrebbe contenuto un seme di idee liberali da sfruttare e coltivare. Di fronte ad esempio alla minaccia del socialismo, De Ruggiero era disposto a convenire che esso aveva costituito un effettivo movimento di emancipazione dei lavoratori, capace di riconoscerli come uomini e non come semplici macchine o merce; egli riteneva inoltre che i diritti della proprietà privata non fossero assoluti, perché questa, pur essendo essenziale allo sviluppo della libertà umana, non poteva essere goduta esclusivamente da pochi, come un «odioso privilegio».[8]
Per dare rinnovata linfa al liberalismo, egli sperava in una convergenza tra le industrie ancora sensibili ad una solidarietà nazionale, e le nuovi classi sociali equidistanti sia dalla grande borghesia capitalistica che dal proletariato.[8] Il metodo liberale, del resto, funzionava per De Ruggiero solo con una visione aperta e ottimistica del prossimo, poggiando sul presupposto che la «capacità e attitudine di conseguire il suo fine etico, come speranza di un futuro bene [...] appartenga ad ogni uomo in quanto uomo, e non formi un privilegio di pochi».[9]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Storia della filosofia. Parte I. La filosofia greca', voll. I-II, Bari, Laterza, 1918
- Storia della filosofia. Parte II. La filosofia del Cristianesimo, voll. I-II-III, Bari, Laterza, 1920
- Storia della filosofia. Parte III. Rinascimento, riforma e controriforma, voll. I-II, Bari, Laterza, 1930
- Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. I: L'età cartesiana, Bari, Laterza, 1933
- Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. II: L'età dell'Illuminismo, Bari, Laterza, 1939
- Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. III: Da Vico a Kant, Bari, Laterza, 1941
- Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. IV: L'età del Romanticismo, Bari, Laterza, 1943
- Storia della filosofia. Parte IV. La filosofia moderna, vol. V, Hegel, Bari, Laterza, 1947
- La filosofia contemporanea, Bari, Laterza, 1912
- Critica del concetto di cultura, Catania, Battiato, 1914
- La filosofia contemporanea, 2 voll., 2ª edizione, Bari, Laterza, 1920
- Il pensiero politico meridionale nel secolo XVIII e XIX, Bari, Laterza, 1921
- L'impero britannico dopo la guerra, Firenze, Vallecchi, 1921
- Storia del liberalismo europeo, Bari, Laterza, 1925
- La filosofia contemporanea, 2 voll., 3ª edizione, Bari, Laterza, 1929
- Filosofi del Novecento, Bari, Laterza, 1934
- L'esistenzialismo, Bari, Laterza, 1942
- Hegel, Bari, Laterza, 1958
- Scritti politici, 1912-1926, a cura di R. De Felice, Bologna, Cappelli, 1963
- Lezioni sulla libertà, a cura di F. Mancuso, Napoli, Guida Editore, 2007 ISBN 978-88-6042-281-1
- Carteggio Croce-De Ruggiero, a cura di A. Schinaia e N. Ruggiero, Bologna, Il Mulino, 2009 ISBN 978-88-15-12860-7
- Il ritorno alla ragione [1946], a cura di F. Mancuso e F. Postorino, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2018 ISBN 978-88-49-85411-4
- Storia della filosofia greca, Padova, Primiceri Editore, 2020 ISBN 978-88-3300-186-9
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ B. Croce, La Critica, 12, 1914, p. 312.
- ↑ Guido De Ruggiero, in Dizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
- ↑ Simonetta Fiori, I professori che dissero "NO" al Duce, in La Repubblica, 16 aprile 2000. URL consultato il 18 febbraio 2016.
- 1 2 3 4 Giuseppe Cacciatore, Le filosofie dello storicismo italiano, in Piero Di Giovanni (a cura di), Le avanguardie della filosofia italiana nel XX secolo, Milano, FrancoAngeli, 2002, pp. 345-6, ISBN 88-464-3693-8.
- ↑ Cit. da Guido De Ruggiero, Storia del liberalismo europeo, Laterza, 1995 [1925], p. 242.
- ↑ (EN) Admir Skodo, The Afterlife of Idealism: the Impact of New Idealism on British Historical and Political Thought, Springer, 2016, p. 28, ISBN 978-3319293851.
- 1 2 Antonio Jannazzo, Il liberalismo italiano del Novecento: da Giolitti a Malagodi, Rubbettino Editore, 2003, p. 19.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Michael Hoffman, Guido de Ruggiero and the Crisis of Liberalism, su liberalcurrents.com, 2020.
- ↑ Cit. da G. De Ruggiero, Storia del liberalismo europeo, op. cit., p. 379.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Clementina Gily Reda, Guido De Ruggiero: un ritratto filosofico, Napoli, Società editrice napoletana, 1981
- Maria Luisa Cicalese, L'impegno di un liberale. Guido De Ruggiero tra filosofia e politica, Firenze, Le Monnier, 2007 ISBN 880084149X
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- De Ruggièro, Guido, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- DE RUGGIERO, Guido, in Enciclopedia Italiana, I Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1938.
- Vito A. Bellezza, DE RUGGIERO, Guido, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- De Ruggiero, Guido, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
- De Ruggièro, Guido, su sapere.it, De Agostini.
- Renzo De Felice, DE RUGGIERO, Guido, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 39, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991.
- Guido De Ruggiero, su siusa.archivi.beniculturali.it, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.
- Guido De Ruggiero, in Donne e Uomini della Resistenza, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
- Guido De Ruggiero, su lincei.it, Accademia Nazionale dei Lincei.
- Opere di Guido De Ruggiero, su Liber Liber.
- Opere di Guido De Ruggiero, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Guido De Ruggiero, su Open Library, Internet Archive.
- Guido De Ruggiero, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
- M. Griffo, Guido De Ruggiero, la coscienza critica del liberalismo, su loccidentale.it. URL consultato l'11 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- V. Sgambati, Guido de Ruggiero tra pensiero e azione, tra ethos e pathos, su lacropoli.it. URL consultato l'11 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 120694790 · ISNI (EN) 0000 0001 0939 7081 · SBN CFIV054605 · BAV 495/71688 · LCCN (EN) n50052067 · GND (DE) 119388359 · BNE (ES) XX1249164 (data) · BNF (FR) cb12993406r (data) · J9U (EN, HE) 987007277769605171 · NSK (HR) 981005676251209366 · CONOR.SI (SL) 176227171 |
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