Ninetta Bagarella

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Antonietta Bagarella, detta anche Ninetta (Corleone, 30 luglio 1944), è una criminale italiana, moglie del boss mafioso Salvatore Riina, sorella minore di Calogero e Leoluca Bagarella e madre di Giovanni Riina. È stata più volte incriminata per reati connessi alla mafia[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Bagarella era molto numerosa e ha dato a Cosa Nostra vari affiliati. La famiglia era composta da Salvatore Bagarella e Lucia Mondello che subito dopo il matrimonio vissero in un appartamento di Corleone ed ebbero sei figli: Giuseppe, Calogero, Giovanna, Leoluca, Antonietta e Maria. Vissero a Corleone fino a quando il padre fu mandato al soggiorno obbligato al confine nord dal 1963 al 1968 per crimini di mafia; la madre decise di lavorare come parrucchiera in casa. In famiglia, Ninetta era la quarta figlia femmina.

Ninetta frequentava il liceo classico. Dopo il diploma magistrale, divenne insegnante di italiano e si fidanzò con Salvatore Riina, che era il miglior amico d'infanzia del fratello Calogero.

Il 16 aprile 1974 Salvatore e Ninetta decisero di sposarsi segretamente, diventando così entrambi latitanti, in seguito però il matrimonio venne dichiarato non valido. Dalla loro unione sono nati quattro figli: Concetta, Giovanni, Giuseppe e Lucia. Ninetta partorì tutti e quattro i figli in una clinica di Palermo.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Subisce il primo processo nel luglio del 1971 perché ritenuta complice di Salvatore Riina. Per lei vengono proposti quattro anni di soggiorno obbligato in una località del nord Italia. Riesce tuttavia ad evitare la condanna grazie ad un appello accorato ai giudici nel quale si definisce semplicemente una donna innamorata.

Nel gennaio del 2007, la famiglia di Totò Riina è stata condannata a risarcire la famiglia di Paolo Borsellino con una cifra di 3 milioni e 360 mila euro, a seguito della causa intentata dalla vedova del giudice contro Ninetta Bagarella[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donne di Mafia, in lastoriasiamonoi.rai.it.
  2. ^ Riina condannato a risarcire la famiglia di Borsellino, in Quotidiano.net, 5 gennaio 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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