Giuseppe Guttadauro

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Giuseppe Guttadauro (Bagheria, 18 giugno 1948) è un mafioso e chirurgo italiano, appartenente a Cosa Nostra, alla Famiglia del sobborgo Roccella (inserita nel mandamento di Brancaccio-Ciaculli) di Palermo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È fratello del cognato di Matteo Messina Denaro.[1]

Medico chirurgo presso l'Ospedale Civico di Palermo, nel 1984 venne arrestato la prima volta per associazione mafiosa a seguito delle accuse dei collaboratori di giustizia Vincenzo Sinagra e Salvatore Contorno che lo indicarono come fiancheggiatore del boss Filippo Marchese; al Maxiprocesso di Palermo ebbe sei anni e sei mesi di reclusione[2]. Arrestato nuovamente nel 1994 nell'ambito dell'operazione "Golden Market", scaturita dalle dichiarazioni di Gaspare Mutolo, Giuseppe Marchese e Giovanni Drago[3][4], venne condannato a tre anni e sei mesi al processo[2].

Divenne il capo del mandamento di Brancaccio dopo l'arresto e la conseguente carcerazione dei capimafia Giuseppe Graviano e Filippo Graviano, di Antonino Mangano, di Gaspare Spatuzza e di altri. Guttadauro fu arrestato nel novembre del 2002; la moglie, Gisella Greco e un figlio furono arrestati il 6 dicembre del 2002 nel corso dell'operazione antimafia detta "Ghiaccio" durante la quale lo stesso Guttadauro ricevette un ulteriore mandato di arresto. Sua moglie e suo figlio continuarono presumibilmente a portare avanti affari illeciti nonostante la sua assenza e agirono come canale per i suoi messaggi agli altri boss mafiosi fuori dal carcere. I Carabinieri del ROS, nel corso di intercettazioni ambientali all'interno della casa di Guttadauro, registrarono conversazioni tra quest'ultimo e Domenico di Miceli, assessore alla sanità nella città di Palermo[5].

Guttadauro apprese la presenza di cimici all'interno della sua abitazione dal medico Salvatore Aragona, che a sua volta ottenne l'informazione da Domenico Miceli, a cui l'aveva riferita il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro[6]. Prima che Guttadauro scoprisse le cimici, fu registrato mentre descriveva come la mafia avesse finanziato la campagna elettorale di Cuffaro nel 2001.

Per il caso Cuffaro, Guttadauro venne condannato a 13 anni e 4 mesi di carcere; in data 3 marzo 2012 il boss è stato scarcerato per aver scontato la sua pena con una riduzione per buona condotta di 800 giorni.[7][8]

Viene arrestato nuovamente il 13 febbraio 2022 per reati di mafia.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il medico boss, iofattoquotidiano.it, 13 febbraio 2022
  2. ^ a b La storia di Guttadauro capomafia per necessità - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  3. ^ MEDICI, AVVOCATI, BANCARI AL SERVIZIO DI COSA NOSTRA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 14 luglio 2021.
  4. ^ MAFIA: PROCESSO GOLDEN MARKET - IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 14 luglio 2021.
  5. ^ Cemento a Piazza Politeama Giuffrè racconta i nuovi affari
  6. ^ La Cassazione conferma: sette anni a Cuffaro Archiviato il 24 gennaio 2011 in Internet Archive.
  7. ^ Esce dal carcere Giuseppe Guttadauro, il medico boss, capomafia di Brancaccio, su marsala.it, 3 marzo 2012. URL consultato il 16 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2012).
  8. ^ In libertà Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio - BagheriaNews
  9. ^ ., . e ., Mafia: arrestati il medico Giuseppe Guttadauro e il figlio - Sicilia, 13 febbraio 2022. URL consultato il 13 febbraio 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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