Papello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il papello (termine derivato dal siciliano papeddu[1]) è un biglietto o uno scritto, lungo e circostanziato, una lettera, un ricorso o un rapporto.[2] Nell'ambito del giornalismo italiano il termine indica un foglio scritto contenente le richieste di cosa nostra ai rappresentanti dello Stato nel corso della trattativa Stato-mafia avvenuta agli inizi degli anni novanta. Il 15 ottobre del 2009 una copia del papello fu consegnata da Massimo Ciancimino attraverso il suo legale Francesca Russo al pubblico ministero di Palermo.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La trattativa stato-mafia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Trattativa Stato-mafia e Massimo Ciancimino.

Le vicende di mafia degli anni novanta, con gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le successive bombe del '92 e '93 di Milano, Firenze e Roma, sono state più volte oggetto di indagini che hanno coinvolto diversi personaggi, tra cui Vito Ciancimino, Totò Riina e Bernardo Provenzano. Negli anni successivi alcuni pentiti di mafia hanno rilasciato dichiarazioni che hanno messo in dubbio la versione originaria dei fatti, testimoniando il coinvolgimento di pubblici ufficiali dello Stato in una trattativa con Cosa Nostra.

Nel 2009, in relazione a tale vicenda, sono stati ascoltati come testimoni anche i politici Nicola Mancino e Luciano Violante.

Secondo le dichiarazioni rilasciate da Massimo Ciancimino (figlio dell'ex-sindaco di Palermo Vito Ciancimino), la trattativa, avviata da Totò Riina e Bernardo Provenzano all'inizio degli anni novanta, sarebbe proseguita almeno fino al 2000, con l'aggiunta della partecipazione dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano[3].

A quanto emerge dai primi risultati dell'indagine avviata nel 2009 (nella quale è stato sentito come testimone anche l'ex-ministro Claudio Martelli) la trattativa avrebbe avuto inizialmente due fasi distinte, prima e dopo le stragi che hanno ucciso Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In entrambi i casi, emerge un ruolo attivo svolto da Vito Ciancimino.

Secondo quanto testimoniato da Massimo Ciancimino nel processo per favoreggiamento intentato dalla Procura di Palermo contro il Gen. Mario Mori ed il Col Mauro Obinu, nell'estate del 1992, subito dopo l'uccisione del giudice Giovanni Falcone, i Carabinieri avrebbero avviato una trattativa, tramite Vito Ciancimino, con i vertici di cosa nostra. Per tutta risposta, cosa nostra avrebbe avanzato delle richieste allo stato, attraverso il famigerato papello. Il documento è stato portato alla luce dal figlio di Vito Ciancimino, Massimo Ciancimino.[4]

Nel corso del citato processo, Massimo Ciancimino è stato ascoltato numerose volte come teste principale dell'accusa, e i documenti da lui prodotti, compreso il papello, sono stati oggetto di approfondita analisi da parte della difesa dei due imputati che ne ha evidenziarne numerose incongruenze e manipolazioni. Nello specifico, Massimo Ciancimino ha presentato due versioni del papello: una redatta da Vito Ciancimino ed un'altra in una grafia che non è stato possibile ricondurre a nessuno dei capimafia fino ad oggi conosciuti[5]. Inoltre, nessuno dei documenti prodotti, compreso il papello, erano in originale, bensì in fotocopia.

Il processo si è concluso il 17 luglio 2013 con la seguente sentenza: "Il Tribunale di Palermo, visti gli articoli 378 e 530 del Codice di procedura penale, assolve Mori Mario e Obinu Mauro dell'imputazione ai medesimi ascritta perché il fatto non costituisce reato. Visto l'articolo 207 del Codice di procedura penale ordina la trasmissione di copia della presente sentenza delle deposizioni rese da Ciancimino Massimo e da Riccio Michele all'ufficio del Procuratore della Repubblica in sede per quanto di sua competenza"[6][7].

Il Tribunale ha quindi assolto con formula piena Mori e Obinu dall'accusa di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano e ha ravvisato, a carico dei due principali testi dell'accusa, Massimo Ciancimino e Michele Riccio, ai sensi dell'art. 207[8] del Codice di Procedura Penale, indizi del reato previsto dall'articolo 372 del Codice Penale (falsa testimonianza)[9].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il papello[modifica | modifica wikitesto]

Le richieste che Cosa nostra avanzò allo Stato per mano di Vito Ciancimino sarebbero state riassunte in dodici punti:

  1. Revisione della sentenza del maxiprocesso di Palermo (che aveva condannato centinaia di mafiosi al carcere duro, indebolendo potentemente l'organizzazione criminale)
  2. Annullamento del decreto legge che inaspriva le misure detentive previste dall'articolo 41 bis per i detenuti condannati per reati di mafia (il cosiddetto carcere duro)
  3. Revisione dell'associazione di tipo mafioso (reato introdotto con la legge 13 settembre 1982 n. 646, detta "Rognoni-La Torre")
  4. Riforma della legge sui pentiti
  5. Riconoscimento dei benefici dissociati per i condannati per mafia (come avvenuto per le Brigate Rosse)
  6. Arresti domiciliari obbligatori dopo i 70 anni di età
  7. Chiusura delle super-carceri
  8. Carcerazione vicino alle case dei familiari
  9. Nessuna censura sulla posta dei familiari
  10. Misure di prevenzione e rapporto con i familiari
  11. Arresto solo in flagranza di reato[10]
  12. Defiscalizzazione della benzina in Sicilia (come per Aosta).[11][12]

Al primo elenco di richieste, prodotte direttamente da Cosa nostra, ne fu allegato un secondo, con modifiche alle richieste prodotte da Vito Ciancimino (come mostrato dal figlio dell'ex sindaco di Palermo, che ha consegnato ai giudici che si occupano del caso entrambi i manoscritti[11]).

Il "contropapello"[modifica | modifica wikitesto]

Massimo Ciancimino ha presentato anche altri documenti che la polizia scientifica ha confermato essere stati scritti esattamente nei periodi da lui indicati e firmati dal padre Vito Ciancimino[13], tra cui un "contropapello", cioè una revisione del papello. Il contropapello sarebbe stato scritto da Vito Ciancimino[14] in quanto le richieste del papello originale di Riina sarebbero state troppo grandi per lo Stato, impossibili da applicare. Nel documento erano indicati due nomi: Mancino e Rognoni.[15] Nel film La trattativa, Sabina Guzzanti ha ipotizzato che Totò Riina sia stato arrestato perché le richieste del papello erano inaccettabili e che la trattativa tra Stato e mafia sia proseguita con Bernardo Provenzano tramite Vito Ciancimino, che aveva scritto il contropapello.

Dibattito sull'autenticità[modifica | modifica wikitesto]

Il pentito Giovanni Brusca è stato tra i primi a parlare del papello.[16] Nel 1999 anche il pentito Salvatore Cancemi ne conferma l'esistenza.[17] Afferma poi che Riina aveva preparato un papello, presentato ad una riunione, con cui chiedeva l'annullamento dell'ergastolo, la scarcerazione di alcuni boss, l'abolizione della legge sui collaboratori di giustizia e altre cose[18].

Il 20 ottobre 2009, l'ex colonnello dei ROS, Mario Mori, imputato per favoreggiamento aggravato di Cosa nostra, ha dichiarato al tribunale di Palermo che non ci fu nessuna trattativa tra la mafia e lo Stato[19], e in una intervista successiva, Mori ha smentito di aver mai ricevuto dalle mani di Massimo Ciancimino o di altri il presunto "papello", preannunciando azioni legali in merito[20].

Anche il capitano "Ultimo" ha ritenuto non attendibili le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla collaborazione tra Stato e mafia nella cattura di Provenzano[21], indicando nel figlio dell'ex sindaco di Palermo un "servo di Totò Riina"[22].

La citata sentenza del 17 luglio 2013, getta una seria ombra sulla veridicità del papello presentato da Massimo Ciancimino, essendo stato lo stesso segnalato alla procura, dallo stesso Tribunale giudicante, per il reato di falsa testimonianza[23] e nelle motivazioni esclude "patti o accordi per la mancata cattura del boss corleonese"[24]

Secondo quanto affermato dal maresciallo Saverio Masi, il papello sarebbe stato ritrovato già nel 2005 nella villa di Massimo Ciancimino all'Addaura, durante una perquisizione effettuata dai carabinieri (alla quale partecipò anche personale della Guardia di Finanza). La circostanza gli sarebbe stata riferita dal capitano dei carabinieri Antonello Angeli che condusse e coordinò quella perquisizione. Sempre secondo Masi, il capitano Angeli avrebbe fatto fotocopiare il papello, lasciando poi però l'originale a casa del Ciancimino perché dai superiori sarebbe arrivato l'ordine di non procedere al sequestro”, in quanto si trattava di “documentazione già acquisita”. Il racconto del maresciallo Masi è stato sempre smentito dal capitano Angeli. Esso risulta peraltro inconciliabile anche con la versione di Massimo Ciancimino. Secondo quest'ultimo, quando i carabinieri effettuarono quella perquisizione (a cui il Ciancimino non presenziò poiché si trovava all'estero), il papello si trovava all'interno di una cassaforte che però i militari non aprirono. Sentiti in diversi procedimenti, nessuno dei partecipanti a quella perquisizione, carabinieri e finanzieri, ha mai riferito della presenza di una cassaforte.[25] [26]

La Polizia Scientifica ha infine confermato l'autenticità del Papello e di molti altri documenti presentati da Massimo Ciancimino, 55 in tutto, e ha smentito l'autenticità di un altro documento, per il quale Ciancimino è stato indagato.[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da papiro. papýrus in latino e pàpyros in greco, che sono all'origine degli etimi moderni riguardanti la carta da scrivere: in francese papier, in inglese paper, in portoghese e spagnolo papel e in napoletano papiéllo.
  2. ^ Papello, su treccani.it, 3 febbraio 2010. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  3. ^ Repubblica.it, 2 dicembre 2009
  4. ^ Ciancimino jr consegna ai pm il papello originale Archiviato il 3 giugno 2012 in Internet Archive.. Alfio Sciacca. Corriere della sera. Archivio storico. 30 ottobre 2009.
  5. ^ Corriere della Sera - Ecco il «papello»
  6. ^ Mafia, assolti Mori e Obinu. Per i giudici non favorirono Provenzano - Il Sole 24 ORE
  7. ^ Assolto l'ex generale del Ros Mario Mori "Non favorì la latitanza del boss Provenzano" - Palermo - Repubblica.it
  8. ^ http://www.testolegge.com/procedura-penale/articolo-207-4
  9. ^ http://www.testolegge.com/codice-penale/articolo-372
  10. ^ "fragranza" nel testo originario
  11. ^ a b Stato-mafia, ecco il papello Archiviato il 3 novembre 2014 in Internet Archive.. L'Espresso. 15 ottobre 2009
  12. ^ Ecco il papello, in Corriere della Sera, 16 ottobre 2009. URL consultato il 15 marzo 2012 (archiviato il 24 gennaio 2012).
  13. ^ Ciancimino, la perizia conferma Archiviato il 13 maggio 2018 in Internet Archive.. Umberto Lucentini. L'Espresso. Palazzo. 15 settembre 2010.
  14. ^ Il contro-papello di don Vito: giudici eletti come negli Usa Archiviato il 13 marzo 2014 in Internet Archive.. Giovanni Bianconi. Corriere della Sera, 17 ottobre 2009.
  15. ^ Pm Palermo: "In contropapello i nomi Mancino-Rognoni" Archiviato il 12 ottobre 2014 in Internet Archive.. Antimafia 2000. ANSA. 19 marzo 2012.
  16. ^ Processo Mori, Siino: Si fecero scappare Provenzano per l'emozione di un carabiniere Archiviato il 31 agosto 2014 in Internet Archive.. Il fatto quotidiano. 18 maggio 2011.
  17. ^ Processo Mori - Obinu: tasselli scomodi di un puzzle che nessuno vuole Archiviato il 4 settembre 2014 in Internet Archive.. Giorgio Bongiovanni. Antimafia 2000. Archivio. 10 ottobre 2011.
  18. ^ I pentiti del terzo millennio Archiviato il 19 ottobre 2013 in Internet Archive.. Giorgio Bongiovanni e Anna Petrozzi. Antimafiaduemila.com. Giugno 2003.
  19. ^ Mori: Non ci fu nessuna trattativa Stato-mafia, in Corriere della Sera, 20 ottobre 2009. URL consultato il 20 ottobre 2009 (archiviato il 22 ottobre 2009).
  20. ^ Il papello di Riina? Falso clamoroso Archiviato il 19 ottobre 2009 in Internet Archive.. Gian Marco Chiocci. Giornale. Interni. 16 ottobre 2009.
  21. ^ Provenzano "consegnò" Riina ai carabinieri in cambio dell'impunità Archiviato il 14 novembre 2012 in Internet Archive.. Corriere della sera. Cronaca. 2 febbraio 2010.
  22. ^ Ciancimino jr: Riina tradito da Provenzano. Insorge il capitano Ultimo: Tutto falso Archiviato il 29 gennaio 2012 in Internet Archive.. Repubblica. Cronaca. 15 novembre 2009.
  23. ^ Assolto l'ex generale del Ros Mario Mori "Non favorì la latitanza del boss Provenzano" Archiviato il 24 giugno 2016 in Internet Archive.. Salvo Palazzolo. la Repubblica. Palermo. 17 luglio 2013.
  24. ^ Stato-mafia: sentenza Mori, le motivazioni Archiviato il 3 febbraio 2014 in Internet Archive.. Anna Germoni. Panorama. 15 ottobre 2013
  25. ^ Il papello nascosto Archiviato il 19 agosto 2014 in Internet Archive.. Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. 19luglio1992.com. 30 ottobre 2010.
  26. ^ I carabinieri trovarono il "papello" ma arrivò l'ordine di non sequestrarlo Archiviato il 1º novembre 2014 in Internet Archive.. Corriere della sera. Cronache. 10 dicembre 2010.
  27. ^ Polli Arena Archiviato il 24 ottobre 2014 in Internet Archive.. Marco Travaglio. Blitz quotidiano. Rassegna stampa. 24 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]