Francesco Paolo Bontate

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Francesco Paolo Bontate, noto anche con lo pseudonimo di Don Paolino Bontà (Palermo, 3 maggio 1914Palermo, 25 febbraio 1974), è stato un mafioso italiano, esponente di spicco della Famiglia Di Santa Maria di Gesù, Cosa nostra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Paolo Bontate nacque in una famiglia contadina e venne affiliato dal padre nella cosca di Santa Maria di Gesù[1]. Nel 1933 Bontate venne arrestato per rissa e detenzione abusiva di arma da fuoco, venendo coinvolto nel secondo dopoguerra nel contrabbando di generi alimentari e nel furto di bestiame e aderendo al nascente Movimento Indipendentista Siciliano[2]. Nel 1954 Bontate era tra coloro che portarono la bara di Calogero Vizzini, boss di Villalba[1]. Inoltre Bontate divenne un grande proprietario terriero e impose con la corruzione l'insediamento della fabbrica elettronica Raytheon-Elsi nei suoi terreni a Villagrazia, la quale decollò alla fine del 1962: era lui infatti che decideva le assunzioni e risolveva i conflitti sindacali.

Bontate era pure ben inserito negli ambienti politici: fu il principale elettore di Ernesto Di Fresco, che venne eletto consigliere comunale di Palermo nella lista del Partito Nazionale Monarchico nel 1956, il quale era anche solito farsi accompagnare da Bontate alle sedute del consiglio comunale. Inoltre Bontate fu sostenitore dell'onorevole Silvio Milazzo, il quale formò un governo regionale con l'alleanza trasversale tra comunisti, missini e democristiani; per queste ragioni, Bontate prese a schiaffi un deputato monarchico che non aveva votato per Milazzo mentre si trovavano in un salone di Palazzo dei Normanni alla presenza degli altri deputati regionali.

Nel 1964 Bontate cedette il comando della cosca al figlio Stefano perché si era gravemente ammalato di diabete e nel 1968 venne denunciato per associazione a delinquere ma riuscì ad uscirne indenne. Morì nel 1974 all'età di 60 anni per problemi di salute.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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