Mandamento (cosa nostra)

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Il mandamento, nel gergo di cosa nostra, indica la zona di influenza di una o più famiglie affiliate all'organizzazione.

Il capo-mandamento[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta del XX secolo, su indicazione di Cosa Nostra americana, anche Cosa Nostra italiana si dotò di una struttura gerarchica superiore denominata "Commissione", di cui fanno parte i capi-mandamento dalla provincia di Palermo. Alla base della piramide mafiosa vi sono i "picciotti" o "soldati", che costituiscono l'esercito di Cosa Nostra; salendo si trova la figura del "capo-decina" che controlla l'operato di dieci uomini; ancora più in alto la figura del "capo-famiglia". Tre o due capi-famiglia eleggono un "capo-mandamento" (il mandamento è un insieme di tre famiglie territorialmente contigue). Quando un capo-mandamento o un capo famiglia viene arrestato, il suo posto è occupato da un "reggente" provvisorio.

I capi-mandamento della provincia di Palermo fanno parte integrante della "Commissione", che è presieduta da uno dei capi-mandamento, che inizialmente veniva chiamato "segretario". Lo stato di capo-mandamento dura fino alla morte del mafioso o, raramente, per deposizione da parte della Commissione interprovinciale. Ogni capo-mandamento è tenuto a rispettare la consegna del silenzio.

La struttura dei mandamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il mandamento mafioso comprende più comuni. Il capofamiglia di ogni mandamento (capomandamento) è membro permanente di una commissione provinciale, la quale si riunisce periodicamente per stabilire le direttive di Cosa Nostra e per risolvere i problemi che possono minare l'integrità stessa dell'organizzazione.

La costituzione delle commissioni provinciali e di quella regionale[modifica | modifica wikitesto]

La costituzione della Commissione Provinciale di Palermo di Cosa Nostra, rappresentava soltanto un organo accentrato al fine di evitare i conflitti tra più famiglie. Questo organo comprende un rappresentante per mandamento, ed è retta da un Capo della Commissione. L'ultima Commissione "legittimamente" formata per Cosa Nostra palermitana fu quella retta da Riina Salvatore, costituita dopo la fine della Seconda Guerra di mafia (1979-1983). Dall'arresto di Riina, pur se la Provincia venne retta prima di Brusca Giovanni e Bagarella Leoluca, poi di Provenzano Bernardo, e successivamente di Lo Piccolo Salvatore, la Commissione non fu mai formalmente ricostituita.

Nelle altre Provincie questo organo venne pure costituito (Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Catania).

Inizialmente la Commissione viene creata proprio sul modello utilizzato da Cosa Nostra americana e in Sicilia nasce dopo la famosa riunione del 1957 di tutti i capi mafia siciliani all'Grand Hotel et des Palmes di Palermo.

Venne costituita anche la Commissione regionale, comprendente tutti i capi delle commissioni provinciali, che si riuniva per le decisioni di vitale importanza per l'intera organizzazione. Ad esempio, la stessa si riunì per deliberare le stragi del 1992-93.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Dickie, Cosa nostra. Storia della mafia siciliana, Laterza, 2007.
  • Giovanni Di Cagno e Gioacchino Natoli, Cosa nostra ieri, oggi, domani. La mafia siciliana nelle parole di chi la combatte e di chi l'ha abbandonata, Dedalo, 2004.
  • Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, La Malapianta, Mondadori, 2009.

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