Salvatore Biondino

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Salvatore Biondino (Palermo, 10 gennaio 1953) è un mafioso italiano. Arrestato il 15 gennaio 1993 con Totò Riina[1], fu condannato all'ergastolo per la strage di Capaci[1][2] e quella di via D'Amelio[1][3] e a 26 anni di reclusione per il fallito attentato dell'Addaura[4].

Biondino era affiliato alla famiglia di San Lorenzo[1], nell'omonimo mandamento[2], e sostituì il capomandamento Giuseppe Giacomo Gambino alla guida di quest'ultimo[4]. In queste vesti, secondo la Corte di Cassazione, partecipò a una riunione preparatoria dell'attentato all'Addaura[4] e coordinò i sopralluoghi, la fornitura dell'esplosivo e l'organizzazione generale dell'attentato[4].

Nel successivo attentato a Giovanni Falcone, la strage di Capaci, nella quale il magistrato rimase ucciso, Biondino curò l'organizzazione[2], mentre in occasione della strage di via D'Amelio, ancora secondo la Corte di Cassazione, partecipò alla decisione di compiere l'eccidio e all'individuazione delle modalità operative[5], procurò il telecomando, lo provò[5] e, dalle 7 del mattino del 19 luglio 1992, partecipò «al "pattugliamento" di alcune strade della città di Palermo per verificare il momento in cui transitavano le auto con a bordo il dott. Borsellino e gli agenti della scorta e darne comunicazione agli altri complici»[5]. Inoltre è anche accusato di essere il mandante degli omicidi e successiva distruzione di cadavere dell'agente Emanuele Piazza e degli imprenditori Sceusa e Vincenzo D'Agostino.

Nel 2014 anche suo fratello maggiore Girolamo Biondino (classe 1948) è stato arrestato per associazione mafiosa[6].

Il 21 gennaio 2018, la DDA di Palermo ha fatto arrestare anche Giuseppe Biondino (classe 1980), figlio di Salvatore, che era il titolare dell'agenzia pubblicitaria MP nel centro di Palermo, una copertura per le attività del clan mafioso che si svolgevano in tale area storica della città[7], nella quale Totò Riina aveva vissuto per ventitre anni ed era stato tratto in manette.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Angelo Vecchio, con la collaborazione di Andrea Cottone, La mafia dalla A alla Z - Piccola enciclopedia di Cosa nostra, Palermo, Novantacento, 2012, pagina 30, ISBN 978-88-96499-30-6.
  2. ^ a b c Le condanne all'ergastolo, Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone". URL consultato il 27 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2013).
  3. ^ Lorenzo Baldo, Nuovi processi per la strage di via D'Amelio, in Antimafia Duemila, 14 ottobre 2011. URL consultato il 27 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  4. ^ a b c d La sentenza della Corte di Cassazione sull'attentato dell'Addaura riportata sul sito del giornalista Salvo Palazzolo (PDF), su ipezzimancanti.it. URL consultato il 27 agosto 2012.
  5. ^ a b c La sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione al termine del processo Borsellino-bis (PDF), su laprivatarepubblica.com. URL consultato il 27 agosto 2012.
  6. ^ QPA - Sgominata a Palermo la cupola di San Lorenzo Resuttana, su www.ilquotidianodellapa.it. URL consultato il 17 dicembre 2019.
  7. ^ Mafia: 5 arresti tra cui il figlio dell'autista di Riina, colpo a Cosa Nostra grazie a un pentito, in Agenzia Giornalistica Italiana, 21 gennaio 2018 (archiviato il 21 gennaio 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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