Salvatore Biondino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Salvatore Biondino (Palermo, 10 gennaio 1953) è un mafioso italiano. Arrestato il 15 gennaio 1993 con Totò Riina[1], fu condannato all'ergastolo per la strage di Capaci[1][2] e quella di via D'Amelio[1][3] e a 26 anni di reclusione per il fallito attentato dell'Addaura[4].

Biondino era affiliato alla famiglia di San Lorenzo[1], nell'omonimo mandamento[2], e sostituì il capomandamento Giuseppe Giacomo Gambino alla guida di quest'ultimo[4]. In queste vesti, secondo la Corte di Cassazione, partecipò a una riunione preparatoria dell'attentato all'Addaura[4] e coordinò i sopralluoghi, la fornitura dell'esplosivo e l'organizzazione generale dell'attentato[4].

Nel successivo attentato a Giovanni Falcone, la strage di Capaci, nella quale il magistrato rimase ucciso, Biondino curò l'organizzazione[2], mentre in occasione della strage di via D'Amelio, ancora secondo la Corte di Cassazione, partecipò alla decisione di compiere l'eccidio e all'individuazione delle modalità operative[5], procurò il telecomando, lo provò[5] e, dalle 7 del mattino del 19 luglio 1992, partecipò «al "pattugliamento" di alcune strade della città di Palermo per verificare il momento in cui transitavano le auto con a bordo il dott. Borsellino e gli agenti della scorta e darne comunicazione agli altri complici»[5]. Inoltre è anche accusato di essere il mandante dell'omicidio dell'agente Emanuele Piazza e dei fratelli Sceusa.

Nel 2014 anche suo fratello maggiore Girolamo Biondino (1948) è stato arrestato per associazione mafiosa[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Angelo Vecchio, con la collaborazione di Andrea Cottone, La mafia dalla A alla Z - Piccola enciclopedia di Cosa nostra, Palermo, Novantacento, 2012, pagina 30, ISBN 978-88-96499-30-6.
  2. ^ a b c Le condanne all'ergastolo, Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone". URL consultato il 27 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2013).
  3. ^ Lorenzo Baldo, Nuovi processi per la strage di via D'Amelio, in Antimafia Duemila, 14 ottobre 2011. URL consultato il 27 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  4. ^ a b c d La sentenza della Corte di Cassazione sull'attentato dell'Addaura riportata sul sito del giornalista Salvo Palazzolo (PDF), su ipezzimancanti.it. URL consultato il 27 agosto 2012.
  5. ^ a b c La sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione al termine del processo Borsellino-bis (PDF), su laprivatarepubblica.com. URL consultato il 27 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie