Statura

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La statura o altezza corporea (dal latino statura(m), da status, "stato", "condizione"[1]) è un carattere somatico che esprime l'ordine di grandezza del parametro massimale del corpo umano, cioè la lunghezza che va dalla testa alla pianta dei piedi.

Viene valutata in modo preciso con un apparecchio detto antropometro.

Essa è un carattere costituzionale, dovuto a fattori genetici multipli: varia in rapporto alle razze, agli individui, alla fase della vita ed è stretta espressione dell'accrescimento corporeo.

Al termine dell'accrescimento somatico, la statura umana standard è stimata intorno ai 165 centimetri. Può variare tra un minimo di 135 cm (-20% dell'altezza standard) e 200 cm (+20% dell'altezza standard). Il dato non rappresenta comunque la media vera e propria, vista l'impossibilità di misurare ogni singolo individuo del pianeta, ma è considerato verosimile a livello medico. Variazioni nella media si hanno, estesissime, a seconda delle razze.[2]

Misurazione[modifica | modifica wikitesto]

Un antropometro per la misurazione della statura umana.

La misura della statura viene espressa utilizzando il sistema metrico decimale oppure con il sistema anglosassone del piede e/o del pollice.

La misura si ottiene con uno stadiometro, strumento composto da una barra verticale graduata e da una branca mobile perpendicolare alla barra e su questa scorrevole. La branca, durante la misurazione, viene appoggiata sul vertex, il punto più alto della testa, in modo da poter riconoscere l'altezza di un individuo dal punto indicato sulla barra graduata immediatamente sotto la branca.

Un altro metodo di misurazione può essere a ridosso di una parete verticale, priva di battiscopa, utilizzando un metro ripiegabile o a nastro riavvolgibile e una squadra ad angolo retto (che sostituisce la branca mobile), la quale viene fatta scivolare parallelamente alla parete.

Va misurata a piedi scalzi, senza considerare la capigliatura, dopo aver permesso alle vertebre della spina dorsale di rilassarsi e dilatarsi, dormendo per le necessarie ore e comodamente, dunque preferibilmente di mattina. Dall'inizio alla fine di una giornata media, può subire infatti consistenti variazioni: da 1 cm fino a 3 cm al di sotto di quella reale, a cagione della compressione dei dischi intervertebrali.[3]

Classificazioni della statura[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista antropometrico, come riferimento generale e senza differenziazioni d'età o sesso, si considerano gli intervalli seguenti di statura:

Statura minima Statura massima Valutazione della statura
135 cm 159 cm Statura piccola
160 cm 164,9 cm Statura sotto la media
165 cm 169,9 cm Statura sopra la media
170 cm 199,9 cm Statura grande

Nel caso di stature inferiori a 135 cm si parla di nanismo;[4] per quelle superiori a 200 cm di gigantismo.[5]

Indice scelico[modifica | modifica wikitesto]

Misure antropometriche della statura durante la seconda esposizione internazionale di eugenetica che si tenne dal 22 settembre al 22 ottobre 1921, in connessione con il Secondo Congresso Internazionale di Eugenetica nell'American Museum of Natural History di New York (Baltimora: William & Wilkins Co., 1923).
Misurazioni antropometriche di una donna.

L'indice scelico (o schelico) esprime il rapporto tra la lunghezza del busto (dal piano ischiatico al vertice della testa) e la statura e quindi in forma indiretta la lunghezza degli arti inferiori.

Tale misura si ottiene considerando, in piedi, l'Altezza Vertice-Ischiatica (AVI) divisa per l'altezza totale (AT) del soggetto preso in considerazione, moltiplicata per 100, come espresso nella formula seguente:

L'AVI, espressa in centimetri, corrisponde alla misura del tronco: si calcola misurando la distanza tra il vertice della testa e il piano d'appoggio dello sgabello sul quale si è seduti, con piedi poggiati a terra, collo e busto eretti, perpendicolari alle cosce.

Ottenuto l'indice scelico è quindi possibile capire a quale tipo il soggetto misurato appartenga: se longilineo, normolineo o brevilineo in rapporto alla propria statura, come illustrato nella seguente tabella:

Uomo Donna
≤51: Longilineo ≤52,4: Longilinea
51,1-54,5: Normolineo 52,5-54,5: Normolinea
≥53,2: Brevilineo ≥54,6: Brevilinea
  • I soggetti longilinei (o macrocormici) sono caratterizzati dal fatto che la lunghezza degli arti inferiori è maggiore di quella del busto.
  • I soggetti normolinei (o mesaticormici) hanno gli arti di lunghezza inferiore o uguale a quella del busto.
  • I soggetti brevilinei (o brachicormici) hanno la lunghezza degli arti inferiori minore rispetto alla lunghezza del busto.

Tali caratteristiche, come si evince dai dati, non sono legate necessariamente a una statura "alta" o "bassa", in quanto un soggetto può essere considerato "alto" ma "brevilineo" e viceversa.[6][7]

Fra i tipici soggetti longilinei divenuti molto famosi, si può citare il celebre ballerino statunitense Fred Astaire (1899-1987), la cui statura alta (di 5 piedi e 9,5 pollici, pari a 176,5 cm circa[8]) presentava un rapporto particolare a favore della lunghezza degli arti inferiori, al punto che si parlava di "gambe straordinariamente lunghe" oggetto del titolo di un film del 1955, Daddy Long Legs (Papà Gambalunga), in cui recitò come protagonista.[9]

Al contrario, fra i soggetti brevilinei pure divenuti celeberrimi, si ricorda uno dei calciatori più noti al mondo, Diego Armando Maradona (1960-2020), la cui statura media di 5 piedi e 5 pollici (pari a 165 cm[10]) presentava un rapporto a sfavore degli arti inferiori.[11]

Percentile[modifica | modifica wikitesto]

Il percentile delle persone italiane.

Il percentile indica il numero di persone dello stesso sesso e della stessa età che sono di statura inferiore. Un ragazzo di 18 anni con statura corrispondente al 30º percentile, ad esempio, ha il 30% dei coetanei del suo stesso sesso con statura inferiore e il 70% con statura superiore.

Oggi a livello giuridico, statistico e medico, è considerata di bassa statura una persona al di sotto del 3º percentile, di alta statura una persona al di sopra del 97º percentile.[12]

Caratteristiche biologiche[modifica | modifica wikitesto]

Fra le varie popolazioni viventi la variazione dell'altezza e del peso corporeo sono notevoli. Le grandi dimensioni corporee potevano presentare dei vantaggi. A livello di storia antropologica, un uomo grande incute rispetto; in passato risultava avvantaggiato nel combattimento corpo a corpo e nella caccia di grossi animali. Un uomo aitante inoltre poteva occupare uno spazio maggiore, era in genere più resistente e poteva pertanto intraprendere cacce che richiedessero un maggior uso della forza, portando al desco famigliare una maggior quantità di carne.

Ma alta statura e massiccia costituzione possono anche risultare svantaggiosi. Una mole corporea maggiore richiede più calorie, anche soltanto per mantenersi in vita, particolarmente durante l'accrescimento.

Il bambino di notevole mole corporea per costituzione genetica, si trova in condizioni di particolare svantaggio quando il cibo è scarso. In casi di carestia gli individui di piccola taglia hanno maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto a quelli di taglia medio-grande.

Vi è poi una relazione, anche se non chiara e dimostrata, fra dimensioni corporee relative e distribuzione geografica in relazione alle temperature. In parte si tratta di adattamento fisiologico e in parte di azione della selezione naturale.[13]

Va infine ricordato che la statura può costiture un elemento decisivo al momento della scelta amorosa del partner da parte degli esseri umani e costiture anche un elemento di feticismo.[14]

Crescita[modifica | modifica wikitesto]

Un esempio della velocità ottimale di crescita della statura.
Variazione della statura di tre uomini dall'età di 12 anni fino al termine della crescita.

La crescita staturale è regolata da diversi ormoni, fra i quali l'IGF-1[15], sempre secreti durante la vita umana, ma che agiscono soprattutto nella fase infantile-adolescenziale. Contribuiscono all'allungamento osseo e all'aumento di riproduzione cellulare nei vari tessuti determinando, di conseguenza, la statura.

L'impronta genetica è considerata determinante, tuttavia agiscono anche molti altri fattori, tra i quali le condizioni di salute e lo stile di vita. È infatti stato dimostrato che, con un'alimentazione sana e praticando attività fisiche è possibile aumentare la propria altezza e diventare, in certi casi, anche più alti dei genitori.

Secondo alcuni calcoli, in base alla statura dei genitori è possibile prevedere con un certo margine d'approssimazione quella che potrebbero avere da adulti i figli, maschi o femmine. Tale calcolo si basa sulla media della somma delle altezze dei genitori, con la sommatoria di un margine che porta a stabilire un'approssimazione minima o massima dell'altezza possibile. Definendo altezza paterna AP e altezza materna AM e come margine la variabile X in cm si può esprimere il calcolo secondo la formula seguente:

Tale margine X può variare da un minimo di +4,5 cm a un massimo di +21,5 cm nel figlio maschio e in un minimo di -21,5 cm a un massimo di -4,5 cm nella figlia femmina.[16]

La statura è, in ogni caso e a prescindere dallo schematismo della formula sopra esposta, ereditaria, nonché legata a fattori imponderabili: chi ha una bassa statura solitamente la eredita dai genitori, che a loro volta l'hanno ereditata dalle precedenti generazioni. Lo stesso si può dire per chi ha un'alta statura.

Tuttavia, nel 1886 Francis Galton si accorse che questo processo ha comunque un limite: i figli più alti della media avevano genitori più bassi di loro e i figli più bassi della media avevano genitori più alti. Galton chiamò questo fenomeno "regressione verso la media.[17]

Esistono deformazioni della statura, vere e proprie malattie d'una certa rarità, come il gigantismo e il nanismo, le cui cause sono molteplici.

Casi limite d'accrescimento si sono registrati nella seconda metà del XX secolo: l'attore circense americano Clarence E. Willard (1882-1969) riuscì, nel periodo in cui era più in forma, ad aumentare la propria statura già alta, di 177 cm circa, a quella molto alta di 193 cm circa, grazie a un'eccezionale manipolazione muscolare della zona vertebrale.[18][19]

Il periodo di crescita più significativo è nei primi 2-3 anni di vita, mentre l'aumento più costante si verifica durante l'adolescenza. Un incremento della crescita si verifica a volte nei ragazzi tra i 12 e i 17 anni, con un picco tra i 13 e i 15 anni, in genere. Nell'anno di maggiore sviluppo si può prevedere una crescita fino a 10 cm circa. Un incremento di crescita si verifica a volte nelle ragazze tra i 9 anni e mezzo e i 13 e mezzo, con picco in genere tra gli 11 e i 12 e mezzo. Nell'anno di maggiore sviluppo si possono avere fino a 9 cm di crescita.

Se la pubertà è ritardata, la crescita staturale può rallentare molto. Se il ritardo non è patologico, il picco di crescita dell'adolescenza si verifica più tardi e si ha un recupero della crescita, con l'altezza che attraversa le curve dei percentili sino a che il bambino non raggiunge una statura determinata geneticamente. All'età di 18 anni, rimane una crescita di circa 2,5 cm per i maschi e poco meno per le femmine, per le quali la crescita è completa al 99%. Nelle ragazze con pubertà precoce vera (sviluppo del seno prima degli 8 anni), uno scatto di crescita anticipato si presenta insieme al menarca in giovane età, e determina alla fine una bassa statura per via della precoce chiusura delle cartilagini di accrescimento.[20]

Le ragazze, all'epoca della pubertà, tendono a essere più alte dei ragazzi. Durante la gioventù l'andamento dello sviluppo non è proporzionato: il tronco si accresce con ritmo diverso da quello delle gambe, mentre la crescita in larghezza, con la quale aumenta il peso del corpo, segue in ritardo la crescita in lunghezza. Quest'ultima termina a 18 anni nella donna e a 25 anni nell'uomo; la circonferenza toracica e il peso del corpo, invece, raggiungono soltanto a 50 anni circa il loro valore massimo.[21]

Decrescita[modifica | modifica wikitesto]

Il processo naturale della diminuzione staturale umana inizia attorno ai 30 anni d'età, negli individui d'entrambi i sessi. Il processo è considerato inevitabile.

Secondo una ricerca condotta dal Gerontology Research Center di Baltimora, il tasso di diminuzione dell'altezza risulta maggiore nelle donne che negli uomini. Per entrambi i sessi la perdita inizia, come detto, all'età di circa 30 anni, ma accelera con il trascorrere del tempo: la perdita complessiva d'altezza negli uomini dai 30 ai 70 anni è in media di circa 3 cm; per le donne di circa 5 cm.

Dall'età di 80 anni, la diminuzione aumenta a 5 cm per gli uomini e a 8 cm per le donne. Conseguenza del processo d'invecchiamento, può tuttavia essere in relazione a una specifica patologia. Invecchiando, i dischi tra le vertebre della colonna vertebrale si disidratano tendendo ad assottigliarsi, con il risultato di una compressione della colonna vertebrale.

Chi soffre d'osteoporosi può andare incontro a microfratture da compressione nella colonna vertebrale, senza avvedersene, il che porta a una notevole incurvatura della colonna. Infine, l'appiattimento degli archi dei piedi, con il trascorrere del tempo, può contribuire alla perdita di statura.[22]

Storia e antropologia[modifica | modifica wikitesto]

Mutamenti della statura nei secoli[modifica | modifica wikitesto]

La statura umana è mutata nel corso dell'evoluzione. I maschi adulti di Australopithecus afarensis e di Homo habilis erano alti fra i 120 cm e i 140 cm, mentre l'Homo erectus poteva raggiungere 179 cm e l'Homo ergaster, vissuto circa 1,7 milioni di anni fa, superare 190 cm, cioè l'altezza di alcuni odierni abitanti dei Paesi Bassi e delle Alpi Dinariche.

Il grafico mostra la variazione nei secoli della statura ("height development") media umana (femminile e maschile) dal primo al XVIII secolo.
Variazione della statura umana a partire dall'alto Paleolitico nell'area del Mediterraneo orientale sul lungo periodo, fino ai nati nel 1996.

Fino alla seconda metà del XX secolo, le razze mediamente più alte del mondo erano considerate i Tutsi (altrimenti detti Batutsi, Watutsi o Watussi), pastori del Ruanda e del Burundi nell'Africa centrale, e i Nuer, della regione del Nilo Bianco del Sudan, i cui maschi avevano un'altezza media superiore a 180 cm, raggiungendo un picco di 230 cm nel 1965.

Nel mese di maggio dello stesso anno, venne riferito che gli indiani Crahiacoro, della regione di confine degli stati del Mato Grosso e del Pará in Brasile fossero eccezionalmente alti, con una media superiore a 183 cm.

Anche all'epoca il popolo europeo più alto era quello dei Montenegrini, i cui maschi erano alti mediamente 178 cm.[23]

Sempre nella seconda metà del XX secolo, la razza dalle stature mediamente meno elevate al mondo era considerata quella della tribù Onge, della quale sopravvivono, nelle isole Andamane, nell'Oceano Indiano, meno di 500 individui, pochi dei quali superano 137 cm.

I pigmei di statura meno elevata, viventi nelle foreste vicino al fiume Ituri nel Congo (Kinshasa) erano considerati i Bambuti, con un'altezza media di 142 cm per gli uomini e 132 cm per le donne; ma alcuni gruppi di questa tribù non superavano la media di 130 cm nell'uomo e 124 cm nella donna.

Infine, gli europei più bassi - non tenendo conto degli abitanti delle colline del Limousin in Francia, particolarmente povere di minerali - erano considerati gli abitanti dell'Italia meridionale, alti mediamente meno di 158 cm.[24]

La statura umana media non è stata, contrariamente al pensiero corrivo, in progressiva e costante ascesa: come si può notare dal grafico, da un picco superiore a 172 cm nel VI secolo, si è scesi a poco più di 169 cm nel XIII, con un ulteriore calo nel XVII e una progressiva risalita nel XVIII.

È a partire dall'epoca moderna, ovvero nel corso del XVIII e XIX secolo e soprattutto nel XX secolo, che si è assistito a un progressivo ritorno all'aumento del valore medio: grazie allo sviluppo economico, a fattori particolarmente eugenetici, all'attento trattamento dei bambini, alla vita sportiva.[25]

Classificazione delle stature di Sergi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal concetto di "uomo medio" e "statura media" di Quételet, ma non limitandosi a fattori descrittivi di tipo numerico bensì unendoli a vaste conoscenze empiriche e antropologiche[26], l'antropologo italiano Sergio Sergi (1878-1972), fra i più importanti studiosi d'antropometria e in particolare della sistematica antropologica, dedicò l'esistenza all'introduzione di nuovi metodi nell'analisi comparativa, specialmente nella craniometria.[27]

Nelle sue analisi storiche della paleontologia umana, giunse a una classificazione generale per la popolazione mondiale delle stature, ritenuta valida a partire dalla seconda metà del XX secolo.

Esse sono distinte come segue, considerando che per le donne i valori vanno diminuiti mediamente di 10 cm:[28]

Stature piccole fino a 148 cm
Stature basse 148 cm - 153 cm
Stature medio-basse 153 cm - 158 m
Stature medie 158 cm - 163 cm
Stature medio-alte 163 cm - 168 cm
Stature alte 168 cm - 173 cm
Stature molto alte 173 cm - 178 cm
Stature altissime oltre 178 cm

Statura media nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di "statura media"[modifica | modifica wikitesto]

Adolphe Quételet, che introdusse il concetto statistico di uomo medio e statura media.

L'introduzione dei concetti di "statura media" e "uomo medio" si devono ad Adolphe Quételet (1796-1874)[29], statistico, matematico e astronomo belga considerato uno dei padri della statistica moderna. Quételet sosteneva che la collettività umana sia regolata da leggi simili a quelle che regolano i fenomeni fisici e chiamò il complesso di tali leggi "fisica sociale". Oltre alla teoria dell'uomo medio, al suo nome è legata anche la teoria binomiale dei caratteri umani: secondo lo studioso, il tipico fisico, morale e intellettuale di una popolazione è identificato dalla media aritmetica dei valori di tali caratteri dei suoi componenti. Inoltre, in una popolazione omogenea, i valori di un carattere comune ai suoi componenti si distribuiscono secondo una curva le cui ordinate sono proporzionali ai successivi termini di sviluppo del binomio di Newton.[30]

«Consultando una tabella che riporta i valori di grandezza del corpo nelle varie età, in relazione con i diversi pesi, ci può capitare di constatare che i nostri valori antropometrici non corrispondono a quelli della tabella; siamo sempre o troppo piccoli o troppo alti, o troppo pesanti o troppo leggeri. Questa constatazione non ci deve affliggere; dobbiamo ricordare piuttosto che gli uomini non sono fatti tutti su misura e che soltanto una esigua schiera ha misure corporee concordanti con quelle riportate nelle tabelle. Il fatto è che i numeri delle tabelle sono valori medi calcolati su molte migliaia di misure, cosicché l'altezza di un uomo di una certa età viene stabilita e riportata in tabella come misura di metri 1,50, quando su mille uomini di quella età sia stata riscontrata una altezza di metri 1,55 e su altri mille una misura di metri 1,45. A che cosa serve in genere una simile tabella? Essa ha la stessa utilità e funzione delle altre tabelle basate su medie numeriche, cioè fornisce un confronto di valori medi, per esempio fra diverse classi di leva. [...] I dati della tabella permettono infine di stabilire se i valori antropometrici di un determinato soggetto deviano o no dalla media, e ciò piò costituire, accanto ad altri dati, il sintomo di un'alterazione organica.»

(La tua salute - Enciclopedia medica per tutti p. 402)

Secondo la teoria dell'"uomo medio" di Quételet, considerando la statura in un gruppo d'individui omogenei per origine, sesso ed età, si noterà che tutte le stature sono diverse fra loro. Quando gli individui vengono riuniti in classi di statura di uguale ampiezza si può notare che:

  • esiste una classe di stature in cui gli individui misurati sono più numerosi;
  • che tale classe è circa equidistante dalla statura massima e da quella minima, osservate nel gruppo d'individui;
  • che la frequenza diminuisce man mano che dalla classe di frequenza massima si discende verso le stature inferiori o si sale verso le superiori;
  • che le frequenze corrispondenti alle classi di statura superiori o inferiori ed equidistanti (simmetriche) dalla classe di frequenza massima risultano circa uguali;
  • che la media di tutte le stature è teoricamente uguale alla statura centrale della classe di massima frequenza, e può essere assunta come tipo di tutte le stature dei componenti del gruppo.

Il concetto di "uomo medio" è stato tuttavia criticato in ogni tempo e, anzi, alla sua critica più severa ha contribuito lo stesso Quételet: si credeva - e fu Quételet a dirlo per primo - che i pesi umani crescessero in rapporto al quadrato delle stature. Dato questo vincolo tra la serie delle stature e quella dei pesi, risultava che la media aritmetica delle stature non fosse compatibile con la media aritmetica dei pesi, ossia che un uomo che avesse una statura uguale alla media, per tale motivo avrebbe avuto in realtà un peso diverso da quello medio. Poiché era verosimile che la stessa incompatibilità fra stature e pesi potesse avere luogo anche per altri caratteri, l'uomo medio risultava una costruzione incongruente da abbandonare. Nonostante questa obiezione, in apparenza definitiva, la dottrina dell'uomo medio ha avuto un'accoglienza universale nella pratica scientifica, e ha offerto un mezzo prezioso per indagare, mediante l'uso delle medie, i caratteri delle popolazioni e per confrontare fra loro i gruppi umani diversi, a ciascuna età.[31]

Studi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Uno vasto studio condotto dall'Imperial College di Londra del 2016[32] ha analizzato i mutamenti della statura adulta media mondiale nell'arco di un secolo: a partire dai nati nel 1896 fino ai nati nel 1996, vale a dire coloro i quali avevano 18 anni nel 2014.

Quella maschile, dal 1896, ha avuto un incremento - allorché si collocava fra 160 cm e 165 cm - raggiungendo un picco superiore a 170 cm nel 1980 e una leggera flessione negli anni successivi. Quella femminile, che si collocava nel 1896 al di sotto di 155 cm di media, è cresciuta toccando una media di 160 cm nel corso del decennio dagli anni Sessanta agli anni Settanta del XX secolo, subendo una lieve flessione negli anni successivi.

Statura media mondiale dei nati nel 1996 e nel 2000[modifica | modifica wikitesto]

Tra le altezze medie di maschi diciottenni nel 2014, nati nel 1996, spiccano in Europa alcuni paesi dalla media maschile compresa fra 180 cm e 185 cm: Islanda, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Lettonia e l'area dei Balcani, con la più alta statura media maschile - per quella generazione considerata - collocata nelle Alpi Dinariche. Appare uniforme l'altezza maschile dei Paesi Nord-Occidentali mondiali, inclusi Russia, Australia e Nuova Zelanda, con valori compresi fra 175 cm e 180 cm. Medie comprese fra 170 cm e 175 cm sono distribuite nell'area centro-meridionale del pianeta, in particolare fra il Sud-est asiatico, il Nord Africa e l'America Latina e in Groenlandia. Si osservano diminuzioni comprese fra 165 cm e 170 cm in gran parte del continente africano centrale e in parte dell'America Latina, giungendo alle minori altezze medie maschili, fino a 165 cm massimi, dall'India fino alle isole asiatiche indonesiane etc. Le nazioni appartenenti all'arcipelago che separa l'Asia dal continente oceanico hanno le medie meno elevate del pianeta.

Relativamente alle altezze medie di donne diciottenni nel 2014, nate nel 1996, si osserva come la media più alta, compresa fra 165 cm e 170 cm, si collochi nell'Europa centro-settentrionale, in Russia e in Australia. Altezze medie comprese fra 160 cm e 165 cm sono invece diffuse in Europa centro-meridionale e nel Regno Unito, nonché negli Stati Uniti, nel Canada, in Groenlandia, in Brasile, parte dell'Africa e in Nuova Zelanda. Altezze medie inferiori, fra 155 cm e 160 cm si collocano in gran parte dell'Africa e dell'Asia, nell'America centro-meridionale. Al di sotto di questi valori, fra 150 cm e 155 cm, troviamo fra gli altri l'India e l'arcipelago asiatico, Equador, Perù e Bolivia nell'America Latina, Mozambico e Madagascar in Africa. Le minori altezze medie, comprese fra 140 e 150 cm, si trovano in Guatemala e Filippine.[33]

La mappa degli uomini nati nel 2000 permette di notare come le medie più elevate del pianeta (comprese fra 182,5 cm e 185 cm) si collochino in Europa: nei Paesi Bassi e nelle Alpi Dinariche. Altezze medie comprese fra 180 cm e 182,5 cm si collocano sempre in Europa centro-settentrionale, mentre quelle comprese fra 177,5 cm e 180 cm interessano l'Europa centrale e il Regno Unito, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. Medie comprese fra 175 cm e 177,5 cm troviamo in gran parte del pianeta: dall'Europa meridionale alla Russia e al continente asiatico fino all'Africa settentrionale, agli Stati Uniti e al Brasile. Medie comprese fra 172,5 cm e 175 cm interessano l'Europa meridionale, parte dell'Africa, la Groenlandia, l'America latina, precisamente Cile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Le altezze medie maschili meno elevate, comprese fra 160 cm e 165 cm sono ubicate in Guatemala, Mozambico, Yemen, Nepal.

La mappa delle donne nate nel 2000 permette di notare che la media più alta in assoluto, compresa fra 170 cm e 172,5 cm, si collochi in Europa, precisamente nei Paesi Bassi. Sempre in Europa sono distribuite, nell'area centro-settentrionale del continente, le medie comprese fra 165 cm e 170 cm, mentre la statura media più diffusa, compresa fra 162,5 cm e 160 cm, copre vaste aree del pianeta: parte dell'Europa centro-settentrionale, la Russia e l'Asia, Stati Uniti e Canada, Australia e Nuova Zelanda in particolare. Altezze medie da 160 cm fino a 162,5 cm si collocano in Groenlandia come nell'America Latina, in Africa e nell'Europa meridionale, mentre le meno elevate in assoluto - comprese fra 150 cm e 152,5 cm - si trovano in Guatemala, Nepal e Bangladesh.[34]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Frequenza relativa di alte stature in Italia per regione in uno studio del 1897.

Oggi in Italia, da un punto di vista orientativo, si considera media la statura compresa fra 174,5 cm - 175 cm dell'uomo adulto e di 162 cm - 162,5 cm delle donne adulte.[35][36]

In base allo studio inglese sopra citato, l'altezza media dei maschi adulti nati nel 1996 risultava di 177,77 cm[37] mentre quella delle donne adulte nate nello stesso anno di 164,61 cm.[38]

A partire dalla generazione nata nel 2000, definita Generazione Z, studi più recenti hanno tuttavia ricalibrato le misurazioni, come si può notare dalle mappe riportate in precedenza: la statura media dei maschi adulti nati nel 2000, nel 2019 si colloca fra 172,5 cm e 175 cm, mentre quella femminile fra 160 cm e 162,5 cm, confermando dunque la tendenza media generale indicata.[39]

In Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia antropometrica della Sardegna.

I sardi sono stati, per lungo tempo, il popolo contrassegnato dalla statura media più bassa in Europa, più di ogni altro gruppo etnico storicamente presente nel continente[40]. Alcune varianti genetiche tipiche della popolazione sarda e dinamiche di selezione in favore di una statura più bassa ("effetto isola") avrebbero determinato il suddetto fenomeno.[41]

La statura nello sport[modifica | modifica wikitesto]

La statura può assumere un ruolo determinante nella pratica di alcune discipline sportive come pallacanestro e pallavolo[42] in cui gli atleti sono in genere, anche se non sempre, di alta statura.[43]

In discipline come la ginnastica sono invece favoriti atleti di bassa o medio-bassa statura.[44]

Anche campioni di Formula 1 hanno spesso statura inferiore a 170 cm.[45]

Nel rugby statura, e costituzione fisica considerati variano a seconda dei ruoli: tradizionalmente gli atleti più alti sono i piloni, i tre-quarti e le seconde e terze linee. È comunque da osservare che in una squadra di rugby la diversità fisica interessa altezze che vanno da 170 cm fino ai 200 cm, il che contribuisce a identificare tale sport come accessibile a molti. Per quanto concerne il tennis, negli ultimi decenni si è assistito a un aumento della statura media dei migliori giocatori a livello mondiale.[46]

Nel pugilato, a parità di peso, una maggiore altezza costituisce un vantaggio nella lunga distanza ma un possibile svantaggio negli scontri ravvicinati: per i pugili più bassi o brevilinei una minore lunghezza delle braccia e, di conseguenza, un minore allungo possono rappresentare un vantaggio nel corpo a corpo.[47]

Nel calcio pur non esistendo precise norme in merito, si ritene però tradizionalmente che il portiere debba avere una statura maggiore rispetto ai compagni di squadra, onde sfruttare al massimo l'elevazione e la lunghezza delle braccia. Uno studio dell'Università del Queensland, diretto dal dottor Robbie Wilson e presentato alla riunione della Società di biologia sperimentale inglese svoltasi sul finire di giugno a Glasgow nel 2010, illustrava che tra talento calcistico e altezza non ci sarebbe alcuna correlazione.[48]

Discriminazioni legate alla statura[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni studi, è stato osservato che bambini di bassa statura tendono a subire atteggiamenti discriminatori fin dall'età adolescenziale all'interno del contesto sociale in cui sono inseriti.[49]

Per la Corte Costituzionale è proibito discriminare una persona in base alla sua statura. Essa precisa che i valori minimi per cui un uomo o una donna sono considerati nella norma corrispondono rispettivamente 163 cm e 150 cm. I dati a cui fa affidamento il sistema italiano sono di origine medica e statistica.[50]

Più recentemente, nel 2019, la Cassazione si è espressa a sfavore della discriminazione legata a una statura minima nell'assunzione di donne nell'ambito delle mansioni di capotreno, stabilendo che costituisce "discriminazione indiretta" il limite staturale di 160 cm prescritto da Trenitalia, nell'assunzione di personale con qualifica di Capo Servizio Treno. Tale limite, infatti, non risultava oggettivamente giustificato né comprovato rispetto alle mansioni previste.[51]

La sentenza ha rappresentato un importante passo avanti contro la generale discriminazione legata alla statura che talora penalizza le donne italiane nell'ambito dell'assunzione lavorativa.[52]

Elemento che contraddistingue in modo determinante il corpo umano, la statura è da sempre oggetto d'interesse per quanto riguarda i record che possano verificarsi in particolari soggetti, tanto nella sua estensione in alto quanto in quella in basso. Il libro del Guinness dei primati dedica fin dalle sue prime edizioni una sezione dedicata agli uomini o alle donne più alti o più bassi del mondo.[53]

La "sindrome di Napoleone" e la "sindrome di Obelix": alterazioni nella percezione della statura[modifica | modifica wikitesto]

Alcune ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato che esiste una tendenza, sia maschile che femminile, a riferire la propria statura in modo alterato, generalmente più alta di quella reale, fino a considerevoli variazioni. In base ai dati statunitensi del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) del 2007-2008, con un'analisi di altezza e peso di 2672 uomini e 2671 donne, si era concluso che gli uomini tendono a sovrastimare la propria statura di una media di circa 1,41 cm, mentre le donne di una media di 0,84 cm. Tale tendenza è emersa, negli ultimi anni, anche analizzando numerosi dati a partire da siti d'incontri molto utilizzati negli Stati Uniti da uomini e donne, nonché le altezze riferite da uomini adulti a proposito delle loro patenti di guida.[54]

Dalle analisi si deduceva che gli uomini avessero due incentivi che si rivelavano contrastanti, nell'alterare la propria altezza al momento di creare un profilo su di un sito d'incontri. Volendo risultare il più attraenti possibile nel presentarsi a potenziali partner in rete, pensavano che ciò corrispondesse all'essere più alti. Ma, d'altro canto, non volendo risultare del tutto poco credibili al momento di un eventuale incontro reale, la loro alterazione non risultava, il più delle volte, eccessiva. La tendenza si era rivelata in casi in cui l'altezza del soggetto fosse compresa, ad esempio, fra i 5 piedi e 7 pollici e 5 piedi e 8 pollici (ovvero fra 170 cm circa e quasi 173 cm), a favore della seconda altezza. Piccoli "accrescimenti" come questo, affermava lo studio, dovrebbero essere sommati nella considerazione della statura media statunitense maschile.

Tuttavia, un rilevamento effettuato dal sito d'incontri OkCupid ha scoperto che i propri utenti uomini alteravano invece la propria altezza di ben 2 pollici (pari a oltre 5 cm circa).[55]

Nelle donne la tendenza non era risultata diversa.[56] Le alterazioni al rialzo della statura non erano dissimili da quelle maschili nella creazione di profili in siti d'incontri, il che fa dedurre che anche per le donne l'altezza venga considerata come una qualità attraente, nonostante la contraffazione dei dati reali.[57]

Il problema dell'alterazione della misura staturale riguarda anche altri paesi e in particolare l'Europa. Nei Paesi francofoni questo tipo di indulgenza con se stessi, la tendenza cioè all'alterazione al rialzo dell'altezza, viene definita "Sindrome di Obelix", dal nome del celebre personaggio fumettistico, che rispondeva, a chi gli facesse notare il suo sovrappeso (la sindrome comporta infatti anche l'alterazione del peso oltre all'altezza): "Grasso io? No. Sono solo un po’ cresciutello".

Secondo una ricerca condotta in Francia dall'Institut de veille sanitaire sulle risposte di 629 cittadini francesi, quasi tutti si dichiaravano più alti: 0,79 cm circa d'altezza in più, in media, era il risultato dell'indagine.[58]

In base ad alcuni studi psicologici, che hanno indagato il problema del complesso legato alla bassa statura[59], si utilizza oggi in taluni casi l'espressione "sindrome di Napoleone" per descrivere il complesso d'inferiorità di cui soffrono alcune persone di bassa statura. Tale sindrome non rientra comunque nella categoria dei disturbi mentali, ma i soggetti che ne sono afflitti si ritiene che tendano a compensare la propria statura con comportamenti considerati negativi, quali l'aggressività o la gelosia. Il disturbo sembra essere più frequente tra gli uomini, soprattutto in quelli che vivono in ambienti competitivi.

Bisogna in ogni caso specificare che il nome di questa sindrome si rifà a un falso mito storico: Napoleone era infatti alto circa 169 cm in un periodo in cui l’altezza media di un francese era di 164 cm[Dagli studi di Adolphe Quetelet la statura mediana francese nel 1835 era di 1,72 metri].

Esiste anche un'ampia gamma di studi psicologici e sociali che tenta di negare l’esistenza della sindrome di Napoleone. Alcuni ricercatori ritengono che tale complesso non abbia basi scientifiche e che la sua definizione non vada oltre lo stereotipo sociale.[60] Va in ogni caso ricordato che, in casi di particolare gravità legati alla percezione di sé e della propria statura, si può parlare di complesso d'inferiorità.[61]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diz. etimologico della lingua italiana di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, 5/S-Z, ad vocem, p. 1270.
  2. ^ "Statura" in Dizionario medico Saie/Larousse, ad vocem, p. 1055.
  3. ^ Alta e bassa statura, su my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  4. ^ Nanismo, su my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  5. ^ Gigantismo, su my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  6. ^ Indice scelico, su treccani.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  7. ^ Normolineo, brevilineo, longilineo, su m.my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  8. ^ Facsimile del passaporto originale di Fred Astaire pubblicato dal National Archives of Australia, su mobile.twitter.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  9. ^ Manlio Cancogni, Fred Astaire e Ginger Rogers. Com'era bella l’America, in La Fiera Letteraria, n. 34, 24.8.1967, su bartolomeodimonaco.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  10. ^ Altezza di Maradona, su starsunfolded.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  11. ^ Brevilinei famosi, su books.google.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  12. ^ Statura e percentile, su m.my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  13. ^ Enciclopedia Italiana delle Scienze - Scienze Biologiche, Gli esseri viventi, II, De Agostini, p. 698.
  14. ^ Diz. di Sessuologia, Feticismo dell'altezza, Longanesi, p. 466.
  15. ^ The human gene encoding insulin-like growth factor I is located on chromosome di Höppener JW, de Pagter-Holthuizen P, Geurts van Kessel AH, Jansen M, Kittur SD, Antonarakis SE, Lips CJ, Sussenbach JS
  16. ^ Previsioni statistiche sulla statura dei figli, su m.my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  17. ^ Analisi biostatistica di Galton, su 78stepshealth.us. URL consultato l'8 luglio 2021.
  18. ^ Il Guinness dei primati, 1968, cit.
  19. ^ Clarence E. Willard, su weirdhistorian.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  20. ^ Crescita fisica degli adolescenti, su msdmanuals.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  21. ^ La tua salute - Enciclopedia medica per tutti, Misure antropometriche, p. 402.
  22. ^ È vero che dai 30 anni in poi si diventa più bassi?, su focus.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  23. ^ Cit. ne Il Guinness dei primati, 1968, p. 14.
  24. ^ Op. cit., Ibidem.
  25. ^ Dizionario medico Saie/Larousse, cit.
  26. ^ Sergio Sergi - Dizionario biografico degli italiani Treccani 2018, su treccani.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  27. ^ Enciclopedia Universale Larousse, XIII, Rizzoli, voce "Sergio Sergi", p. 669.
  28. ^ Enciclopedia Universale Larousse, XIV, Rizzoli, voce "Statura", p. 367.
  29. ^ Enc. Universale Il Sole 24 Ore, voce "Statura", XXIII, p. 243.
  30. ^ Enciclopedia Universale Larousse, XII, Rizzoli, voce "Adolphe Quételet", p. 405.
  31. ^ Antropometria, su treccani.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  32. ^ Un secolo nell'andamento della statura umana adulta nel mondo, su researchgate.net. URL consultato l'8 luglio 2021.
  33. ^ Statura media femminile delle nate nel 1996, su ourworldindata.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  34. ^ NCD Risc, su ncdrisc.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  35. ^ Statura media in Italia di uomini e donne, su my-personaltrainer.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  36. ^ Statura media in Italia nel saggio di Maurizio Molan, su letture.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  37. ^ Statura media maschile dei nati nel 1996, su ourworldindata.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  38. ^ Statura media femminile delle nate nel 1996, su ourworldindata.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  39. ^ Mappa della statura umana, su ncdrisc.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  40. ^ Giovanni Mario Pes, Eugenia Tognotti, Michel Poulain, Dany Chambre e Maria Pina Dore, Why were Sardinians the shortest Europeans? A journey through genes, infections, nutrition, and sex, J Phys Anthropol, 2017.
  41. ^ I sardi sono un popolo di bassi? La colpa è tutta del loro Dna, su La Nuova Sardegna, 2015.
  42. ^ Statura e volley, su besport.org. URL consultato l'8 luglio 2021.
  43. ^ I 10 giocatori di basket più bassi della storia, su dotsport.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  44. ^ Ginnastica, su treccani.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  45. ^ Tutte le altezze dei piloti di Formula 1, su diggita.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  46. ^ Rugby professionistico, su onrugby.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  47. ^ Tutto Boxe, su tuttoboxe.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  48. ^ Quanto conta l'altezza nel calcio, su calciorepublic.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  49. ^ I bambini di bassa statura tendono a subire atteggiamenti di bullismo, su scienceblog.com. URL consultato il 18 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  50. ^ Altezza minima per uomini e donne secondo la Cassazione, su abcdiritto.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  51. ^ Limiti discriminatori di statura nelle assunzioni, su edotto.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  52. ^ Statura minima per l'accesso al lavoro e discriminazione indiretta, su altalex.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  53. ^ Guinness dei primati - sito ufficiale, su guinnessworldrecords.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  54. ^ Menzogne sulla statura, su menshealth.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  55. ^ Quanto sei alto davvero?, su coffeemeetsbagel.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
  56. ^ Inaccurate dichiarazioni femminili a proposito della propria statura, su ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato l'8 luglio 2021.
  57. ^ Preoccupazioni a proposito della statura, su psychologytoday.com. URL consultato l'8 luglio 2021.
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  59. ^ Bassa statura: un problema psicologico?, su pubmed.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato l'8 luglio 2021.
  60. ^ La sindrome di Napoleone, su lamenteemeravigliosa.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  61. ^ Complesso d'inferiorità, su medicinaonline.co. URL consultato l'8 luglio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Molan con il contributo di Riccardo Battaglia, Altezza è mezza bellezza? Saggio sulla statura umana, Torino, Lindau, 2019, ISBN 9788833532141.
  • Dizionario di Sessuologia, volume I, Milano, Longanesi & C., 1969.
  • Altezza media per sesso e regione per le persone di 18-40 anni, anno 2006, ISTAT, 2009.
  • A companion to biological anthropology, Malden, Wiley-Blackwell, 2010, ISBN 9781405189002.
  • Enciclopedia Italiana delle Scienze, Scienze biologiche, Gli esseri viventi, volume II, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1972.
  • Enciclopedia Universale Larousse, Milano, Rizzoli, 1964-1971.
  • Enciclopedia Universale, Milano, Il Sole 24 Ore, 2006.
  • Nuovissimo Dizionario Medico Larousse, Saie, 1959-1976.
  • Brunetto Chiarelli, Renzo Bigazzi, Luca Sineo, Lineamenti di Antropologia per le scienze motorie, Padova, Piccin, 2004, ISBN 8829917125.
  • (A cura di) Peter Hiron e Martin Hermann, La tua salute - Enciclopedia medica per tutti, basata sulla versione tedesca del Knaurs Gesundheits-Lexikon, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1953.
  • (A cura di) Norris e Ross Mc Whirter con la collaborazione di Andrew Thomas, Il Guinness dei primati, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1968.

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