Giuseppe Russo (carabiniere)

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Giuseppe Russo
Giuseppe Russo.jpg
NascitaCosenza, 6 gennaio 1928
MorteFicuzza (Corleone), 20 agosto 1977
Cause della morteattentato per mano di Cosa nostra
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataEsercito italiano
ArmaArma dei carabinieri
GradoTenente colonnello
Comandantigen. Carlo Alberto Dalla Chiesa
Comandante diNucleo investigativo di Palermo
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Giuseppe Russo (Cosenza, 6 gennaio 1928Ficuzza, 20 agosto 1977) è stato un ufficiale dell'Arma dei carabinieri, insignito di medaglia d'oro al valor civile alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Cosenza il 6 gennaio 1928, si arruolò il 10 dicembre 1953, a 25 anni. Nel corso della carriera ricoprì numeri incarichi di un certo rilievo, tra cui il comando della Tenenza di Torino Po, delle Compagnie di Alcamo (TP), di Castelvetrano (TP) e di Palermo Urbana 2ª (ora Palermo San Lorenzo). Per le sue capacità investigative fu incaricato di reggere il comando del Nucleo Investigativo di Palermo, guidato ininterrottamente dal 25 marzo 1969 all’8 febbraio 1977[1].

Tenente colonnello[2] dei carabinieri, era tra gli uomini di fiducia di Carlo Alberto dalla Chiesa ed era il comandante del nucleo investigativo di Palermo dell'Arma. Guidò la squadra partita da Palermo che svolse le indagini iniziali sulla strage di Alcamo Marina del gennaio 1976.

Fu assassinato dalla mafia mentre si occupava del caso Mattei e dei rapporti tra cosa nostra palermitana e corleonesi. L'omicidio avvenne a Ficuzza, frazione di Corleone, dove il colonnello stava trascorrendo le vacanze, e stava passeggiando con l'insegnante Filippo Costa, pure lui ucciso insieme a Russo per non lasciare testimoni dell'omicidio.

Per il suo assassinio erano stati inizialmente condannati come mandante Rosario Cascio e come esecutori dei pastori, Rosario Mulè, Salvatore Bonello e Casimiro Russo, ma nel 1997 sono stati assolti. Le fasi del processo furono seguite, registrate e rese disponibili da Radio Radicale[3]. In verità, si seppe in seguito, i mandanti del delitto furono Totò Riina e Bernardo Provenzano[4], mentre il commando che assassinò il colonnello Russo era formato da Leoluca Bagarella, Pino Greco, Giovanni Brusca e Vincenzo Puccio.

Secondo il pentito Antonino Calderone, Giuseppe Russo aveva come confidente il boss mafioso di Riesi Giuseppe di Cristina, il quale si oppose duramente al suo omicidio, e fu ucciso dai corleonesi pochi mesi dopo.[senza fonte]

La squadra di carabinieri di Russo ha subito una serie di accuse in seguito all'assoluzione, in revisione, nel 2012 di Giuseppe Gulotta e altri condannati per la strage di Alcamo Marina in cui furono uccisi due carabinieri, in seguito a rivelazioni di un ex militare dell'Arma secondo le quali gli accusati sarebbero stati oggetto di violenze e torture per farli confessare.[5]

La memoria[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della ricorrenza, si sono tenute regolarmente celebrazioni in memoria del colonnello e dell'amico con cui fu ucciso. Nel 2019, il Generale di brigata della Arma dei Carabinieri ne ha commemorato la scomparsa sottolineando come "come il sacrificio del tenente colonnello Russo e di tutte le vittime di mafia, continua ancora oggi, ad essere di sprone ed esempio per tutti i carabinieri che, quotidianamente, combattono la criminalità organizzata".[6]

In occasione della commemorazione del quarantennale dell'uccisione, il Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri ha pubblicato un articolo dedicato all'ufficiale[1].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Comandante di Nucleo investigativo operante in ambiente ad alto rischio e caratterizzato da tradizionale omertà, si impegnava con coraggio ed elevata capacità professionale in prolungate e difficili indagini relative ai più eclatanti episodi di criminalità mafiosa verificatisi tra gli anni '60 e '70 nella Sicilia Occidentale. Proditoriamente fatto segno a colpi d'arma da fuoco in un vile agguato, immolava la sua esistenza ai nobili ideali di giustizia e di difesa delle istituzioni democratiche.»
— Corleone, 20 agosto 1977 [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Michele Di Martino, Quarant'anni fa l'agguato mafioso al tenente colonnello Giuseppe Russo, in Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri, 2 (2017), 5 (settembre-ottobre).
  2. ^ www.carabinieri.it
  3. ^ Radio Radicale, su radioradicale.it.
  4. ^ Fonte[collegamento interrotto]
  5. ^ Gulotta, 22 anni in carcere da innocente. Per un crimine di Stato Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  6. ^ Commemorazione colonnello Russo 2019, su blogsicilia.it.
  7. ^ quirinale.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]