Paolo Guzzanti

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Paolo Guzzanti
Paolo Guzzanti.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
- GRUPPO MISTO - componente: Iniziativa Liberale (Dal 22/05/2012 a fine legislatura)

In precedenza:

- Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 2/02/2009)

- GRUPPO MISTO (Dal 2/02/2009 al 7/06/2010)

- GRUPPO MISTO - componente: Noi Sud-Libertà e Autonomia-Partito Liberale Italiano (Dal 7/06/2010 al 21/10/2010)

- GRUPPO MISTO (Dal 21/10/2010 al 17/02/2011)

- Popolo e Territorio (Dal 17/02/2011 al 16/05/2012)

- GRUPPO MISTO (Dal 16/05/2012 al 22/05/2012)

Coalizione Coalizione di centro-destra del 2008
Circoscrizione Lazio 1
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature - XIV

- XV

Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione XIV:

Regione Lombardia

XV:

Regione Lazio

Collegio XIV:

22-Brescia

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (Dal 2014)

In precedenza:

Forza Italia (2001-2009)

Il Popolo della Libertà (2009-2010)

Partito Liberale Italiano (2010)

Indipendente (2011-2013)

Titolo di studio Diploma di liceo classico
Professione Giornalista professionista

Paolo Guzzanti (Roma, 1º agosto 1940) è un giornalista, politico e saggista italiano.

Eletto nella XVI legislatura deputato del Popolo delle Libertà, in precedenza era stato senatore e aveva fatto parte del Partito Socialista Italiano, del Patto Segni e di Forza Italia. Nel 2009 lascia questo partito e passa all'opposizione. Quindi aderisce al Partito Liberale Italiano, che successivamente lascia in favore del Polo della Nazione. Il 17 febbraio 2011 annuncia il suo ingresso nel gruppo parlamentare di Iniziativa Responsabile in qualità di "indipendente liberale"[1][2]. Il 22 maggio 2012 aderisce al gruppo Iniziativa Liberale, sino alla fine della XVI legislatura, per ricandidarsi alle elezioni europee del 2014 nuovamente in Forza Italia, nonostante le aspre critiche espresse a Silvio Berlusconi negli anni della rottura col PdL.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nipote di Elio Guzzanti e padre degli attori Sabina, Corrado e Caterina, avuti dalla prima moglie Germana. Dalla seconda moglie, la statunitense Gill Falcigno (insegnante d'inglese di origini italoamericane, irlandesi e svedesi), ha avuto Liv Liberty, Lars Lincoln e Liam Lexington.[4][5]

Carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Ha scritto per L'Automobile, l'Avanti!, la Repubblica e la Stampa, successivamente è approdato a "Il Giornale". Di recente è stato vicedirettore de Il Giornale ed è editorialista di Panorama. Ha condotto le trasmissioni televisive Chi l'ha visto?, Fai la TV e Bar Condicio. È membro della Fondazione Italia USA.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Senatore di Forza Italia[modifica | modifica wikitesto]

Eletto al Senato nel Collegio di Brescia, ha presieduto dal 2002 al 2006 la commissione parlamentare d'inchiesta sul Dossier Mitrokhin che ha indagato sull'attività del KGB in Italia fino al 1984. A causa della segnalazione di possibili attentati alla sua persona in relazione alla sua attività di presidente della commissione Mitrokhin è stato sotto scorta armata dal 2003 al 2008, anno in cui ritenendola inutile, gli viene definitivamente tolta; Guzzanti si oppose a questa decisione dicendo di aver ricevuto "continue e numerose minacce di morte"[6].

Deputato del Popolo della Libertà[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso il suo blog, il 9 febbraio 2008 Paolo Guzzanti annuncia che quello che lui definisce "il laboratorio politico-culturale Rivoluzione Italiana" confluisce nella federazione del Popolo della Libertà. In seguito polemizza più volte con la deputata Mara Carfagna, Ministro per le pari opportunità,[7] e sulla ragione per cui secondo Guzzanti le sarebbe stato assegnato l'incarico ministeriale,[8] scatenando così la querela da parte del ministro in qualità di persona offesa.[9][10]

Insieme alla deputata, egli pone sotto accusa anche alcuni comportamenti di Silvio Berlusconi.[11] L'8 ottobre 2008, attraverso il suo sito internet, Paolo Guzzanti attacca Silvio Berlusconi: "Berlusconi ha superato se stesso paragonando il presidente georgiano Saakašvili a Saddam Hussein. Ho vomitato. Ieri sera ho ascoltato da Berlusconi parole terribili e inaccettabili che non avrei mai voluto ascoltare"[12][13].

L'uscita dal PdL e il passaggio all'opposizione[modifica | modifica wikitesto]

Critico sulla politica filo-russa perseguita dal Governo Berlusconi, il 2 febbraio 2009 lascia il partito di Forza Italia e il suo gruppo parlamentare per poi aderire al Partito Liberale Italiano e al gruppo misto della Camera[14].

In seguito pubblica opere critiche nei confronti di Berlusconi, tra cui Guzzanti vs Berlusconi (dicembre 2009) e Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre (2011). Il 5º Congresso nazionale del PLI, il 21 febbraio 2009, lo elegge Vicesegretario Nazionale. Il 21 ottobre 2010, però, abbandona il Partito Liberale Italiano per aderire al gruppo del Polo della Nazione.

Il ritorno in maggioranza e la candidatura alle Elezioni europee del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 febbraio 2011 annuncia il suo ingresso nel gruppo di Iniziativa Responsabile come "indipendente liberale". Il gruppo sostiene alla Camera dei Deputati il Governo Berlusconi. Il 17 maggio 2012 abbandona, insieme al collega Maurizio Grassano, il gruppo dei "Responsabili" per aderire al gruppo Misto, dove resterà fino al 22 maggio 2012.

In seguito aderisce al gruppo parlamentare "Iniziativa Liberale" fino alla fine della legislatura il 14 marzo 2013, per tornare di nuovo in Forza Italia nel 2014. Alle Elezioni europee del 2014, candidato per Forza Italia nella Circoscrizione Centro, non viene tuttavia eletto, raccogliendo soltanto 6.792 preferenze.

Nell'aprile 2016, candidandosi come capolista di Rete Liberale, sostiene Guido Bertolaso come candidato sindaco di Roma confluendo poi sul candidato Alfio Marchini.

Intercettazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 2006 sono state riportate dai giornali alcune intercettazioni[15] con un consulente della Commissione Mitrokhin, Mario Scaramella, con l'obiettivo, secondo quanto dichiarato da alcuni giornali, di screditare pubblicamente l'allora candidato alla carica di Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi. Nelle intercettazioni, Scaramella, successivamente arrestato per calunnia nei confronti di un ex capitano del KGB Alexander Talik, che viveva illegalmente in Italia[16], riferisce che fonti russe vicine al KGB avrebbero indicato Prodi come l'uomo di fiducia del KGB in Italia.

Sempre secondo quanto emerge da tali intercettazioni, Scaramella avrebbe cercato prove di finanziamenti a Prodi da Mosca attraverso la Cassa di Risparmio e, da qui, a Nomisma. Le dichiarazioni su Prodi da lui registrate di Litvinienko, avrebbero potuto essere utilizzate nella campagna elettorale del 2006, ma non vennero mai utilizzate.[17] Furono rese note al pubblico solo in seguito all'intervento dell'eurodeputato inglese Gerald Batten al parlamento europeo.

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, Paolo Guzzanti è stato al centro di una grossa polemica politica riguardante il ruolo da lui ricoperto. In un'inchiesta si analizzano le credenziali del consulente di Guzzanti, Mario Scaramella, sia come esperto di problemi ambientali, sia come analista di intelligence.[18][19] Il 22 gennaio 2008 la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha respinto la richiesta dell'uso di intercettazioni telefoniche del senatore Paolo Guzzanti.[20].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://it.euronews.net/flashnews/747493-camera-guzzanti-nei-responsabili/
  2. ^ Il Secolo XIX
  3. ^ Paolo Guzzanti, candidato, si auto-intervista
  4. ^ Come ha spiegato nel suo blog lo stesso Guzzanti, http://www.paologuzzanti.it/?p=1040 i nomi sono stati dati "in omaggio alle origini svedesi-irlandesi di mia moglie, il primo nome è svedese (Liv e Lars) o irlandese (Liam, che è anche ebraico). Il loro secondo nome è statunitense (Liberty, Lincoln e Lexington) per bilanciare il cognome che è italiano"
  5. ^ Emilia Costantini, Nasce Livliberty, la saga dei Guzzanti continua, Corriere della Sera, 25 agosto 200. URL consultato il 3 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ "Senza scorta rischio la vita", Corriere della sera. URL consultato il 1º settembre 2008.
  7. ^ Affaritaliani.it - Paolo Guzzanti (Pdl): "Libero di attaccare Mara Carfagna. Se poi mi cacciano..."
  8. ^ Paolo Guzzanti: «Carfagna calendarista delle pari opportunità». Ministro querela - Il Messaggero
  9. ^ Intercettazioni: la Carfagna querela Paolo Guzzanti. Ecco le frasi incriminate, da calendarista a meretrice
  10. ^ Guzzanti: "Contro la Carfagna porto i testimoni in tribunale" - Politica - Repubblica.it
  11. ^ YouTube - Paolo Guzzanti: "Berlusconi è Pisello Irrefrenabile!" ... ("e mi incita al Palpeggio")
  12. ^ Paolo Guzzanti contro Berlusconi "È amico di Putin, mi fa vomitare", La Repubblica, 8 ottobre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  13. ^ Guzzanti attacca Berlusconi Forza Italia: «Ora chieda scusa», il Giornale, 9 ottobre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  14. ^ Antonello Caporale, "Silvio è come Kim Il Sung" E Guzzanti dà l'addio al Pdl, la Repubblica, 3 febbraio 2009. URL consultato il 3 febbraio 2009.
  15. ^ "Così incastreremo Prodi" il piano Scaramella-Guzzanti, La Repubblica, 1º dicembre 2006. URL consultato il 26 agosto 2008.
  16. ^ Il mio agente Sasha, pp. 111-112
  17. ^ Il mio agente Sasha
  18. ^ Claudio Gatti, La resistibile ascesa di Scaramella, Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2007. URL consultato il 25 ottobre 2007.
  19. ^ Francesco Grignetti, Istruzioni per incastrare Prodi, La Stampa. URL consultato il 5 febbraio 2008.
  20. ^ Mitrokhin: Guzzanti, per giunta illegali mie intercettazioni, Diritto Oggi, 22 gennaio 2008. URL consultato il 5 febbraio 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN73060917 · LCCN: (ENn93008864 · SBN: IT\ICCU\CFIV\057678 · ISNI: (EN0000 0000 8265 0103