Isaia Sales

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Isaia Sales
Isaia Sales1.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII
Gruppo
parlamentare
progressisti federativo (XII), DS L'Ulivo(XIII)
Circoscrizione Campania 2
Collegio Scafati(XII)
Incarichi parlamentari
Componente della V COMMISSIONE (BILANCIO E TESORO)(XII), Componente della V Commissione permanente Bilancio (XIII)

Sottosegretario di Stato al Tesoro Repubblica Italiana
Durata mandato 1996 –
1998
Presidente Romano Prodi

Dati generali
Partito politico Verdi (XII), DS-l'Ulivo (XIII)
Titolo di studio Laurea in Filosofia

Isaia Sales (Pagani, 20 agosto 1950) è un saggista e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Filosofia, collaboratore de l'Unità, ha fatto parte del Partito Comunista Italiano prima e dei Democratici di Sinistra poi, segnalandosi come uno dei dirigenti più impegnati nella lotta alla camorra: a questo tema era dedicato il suo primo libro, La camorra le camorre del 1988.

Dopo Leghisti e sudisti (1993), venne eletto deputato tra le file del Partito Democratico della Sinistra nelle consultazione del 1994 e confermato al termine delle elezioni politiche di due anni dopo. Fu sottosegretario al Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica durante il primo governo Prodi.

Del 1999 è la sua terza opera, Il sud al tempo dell'euro. Una nuova classe dirigente alla prova. Nel 2001 tentò di ottenere un terzo mandato]] per Montecitorio, ma non fu eletto. Nel 2003 pubblicò il testo Riformisti senz'anima. La Sinistra, il Mezzogiorno, gli errori di D'Alema, assai critico nei confronti della classe dirigente diessina. Sales, dirigente nazionale dei DS, è stato consigliere economico del Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, in particolare ha curato e seguito fino all'approvazione i programmi della Regione Campania relativi al nuovo ciclo comunitario 2007/13. Nel 2006 ha pubblicato Le strade della violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli.

Nel 2008 ha lasciato l'incarico di consulente della Regione per dissensi con il presidente Antonio Bassolino. Nel 2010 ha pubblicato I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra Mafie e Chiesa cattolica. Attualmente insegna "Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d'Italia" presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È editorialista del il Mattino di Napoli.

Nel 2006 ha vinto il Premio Napoli per il libro Le strade della violenza (ancora del mediterraneo 2006) e nel 2010 gli viene consegnato il Premio Feudo di Maida per I preti e i mafiosi (Baldini Castoldi Dalai, 2010)[1].

Citazione[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo a Napoli non è Berlino (Baldini Castoldi Dalai, 2012), Antonello Caporale:

« Partiamo dai numeri: 6600 chilometri di strade e 715 di autostrade. In poco più di vent'anni la Germania ha riversato nei Länder dell'Est 1500 miliardi di euro. In 58 anni l'Italia concede al suo Sud una somma cinque volte inferiore. I numeri raccolgono un sentimento, una visione, un'idea di nazione. E Isaia Sales illustra la decadenza morale di Napoli e del Mezzogiorno, la stella caduta di Antonio Bassolino, leader meridionale che ha guidato la stagione dei sindaci ma non è stato all'altezza della forza rivoluzionaria della sua investitura, dentro la cornice di ignavia nazionale. Il successo di Berlino, capitale di tutta la Germania, punto geografico dove la riunione dell'oriente con l'occidente si fa sentimento collettivo, diviene anche forza letteraria espressiva, cultura nuova e aggregante. La città italiana invece resta sola e assediata dalle sue colpe. Sales non risparmia nulla a Bassolino, insieme al quale ha conosciuto la mortificazione di un fallimento consistente, senza appello. Non giustifica l'ex leader, ma chiama in causa quegli altri. I compagni di Roma, coloro che guidavano il partito e poi il Paese. E non hanno capito, né aiutato, né vigilato. Se Napoli non è Berlino c'è un perché. »

(da Antonello Caporale, La solitudine di Napoli e le colpe della politica , la Repubblica-Cultura, 3 giugno 2012)

Note[modifica | modifica wikitesto]

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