Afghanistan

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Afghanistan
Afghanistan – Bandiera Afghanistan - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Afghanistan - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Islamica dell'Afghanistan
Nome ufficiale جمھوری اسلامی افغانستان (persiano)
دَ افغانستان اسلامي جمھوريت (pashtu)

(urdu) اسلامی جمہوریۂ افغانستان

Lingue ufficiali pashtu, dari
Capitale Kabul  (3 199 091 ab. / stima 2006)
Politica
Forma di governo Repubblica islamica presidenziale
Presidente Ashraf Ghani
Capo di Governo Abdullah Abdullah
Indipendenza dal Regno Unito, 19 agosto 1919
Ingresso nell'ONU 19 novembre 1946
Superficie
Totale 652 864[1] km²
 % delle acque 0 %
Popolazione
Totale 31.822.848 ab. (2014[2]) (40º)
Densità 48 ab./km²
Tasso di crescita 2,22% (2012)[3]
Nome degli abitanti Afghani, Afgani
Geografia
Continente Asia
Confini Iran, Pakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Cina
Fuso orario UTC+4:30
Economia
Valuta Afghani
PIL (nominale) 20 291[4] milioni di $ (2012) (106º)
PIL pro capite (nominale) 634 $ (2012) (168º)
PIL (PPA) 33 790 milioni di $ (2012) (104º)
PIL pro capite (PPA) 1 055 $ (2012) (177º)
Fecondità 6,3 (2010)[5]
Consumo energetico 4,14 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 AF, AFG, 004
TLD .af
Prefisso tel. +93
Sigla autom. AFG
Inno nazionale Sououd-e-Melli
Festa nazionale 19 agosto
Afghanistan - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Taliban.svg Emirato islamico dell'Afghanistan
 

Coordinate: 34°N 66°E / 34°N 66°E34; 66

L'Afghanistan è uno stato di 652 864 km² e di 31 822 848 abitanti stimati nel 2014.[6] La sua capitale è Kabul. È utilizzata a volte anche la grafia "Afganistan"[7]; allo stesso modo per l'aggettivo esistono le forme "afgano" e "afghano", ma in questo caso è più comune la forma senza "h"[8].

Confina ad ovest con l'Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan e con la Cina nella regione più a est della nazione (corridoio del Vacan).

Tra la caduta dei Talebani in seguito all'arrivo delle forze alleate e la riunione del gran consiglio per la stesura della nuova costituzione, l'Afghanistan veniva indicato dall'Occidente come Stato provvisorio islamico dell'Afghanistan. Con la sua nuova Costituzione il paese viene ora ufficialmente chiamato "Repubblica Islamica dell'Afghanistan". L'attuale presidente è Ashraf Ghani, in carica dal settembre 2014.

Le lingue ufficiali del paese sono il pashtu e il dari.[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Afghanistan.

Dalle origini storiche (2000 a.C. - 650 d.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Kabul, in passato nota come il "crocevia dell'Asia centrale", si trova in un punto di connessione davvero unico nel quale numerose civiltà eurasiatiche hanno interagito e spesso combattuto e che fu un importante teatro delle prime attività della storia. Attraverso le epoche, la regione oggi nota come Afghanistan è stata invasa da numerose potenze, tra cui gli Indoariani, i Medi, i Persiani, i Greci, i Maurya, l'Impero Kusana, gli Unni bianchi, i Sasanidi, gli Arabi, i Mongoli, i Turchi, i Britannici, i Sovietici e più recentemente gli Stati Uniti. Raramente però queste potenze sono riuscite a esercitare il completo controllo della regione. In altre occasioni, entità statali originarie dell'Afghanistan hanno invaso le regioni circostanti creando dei propri imperi.

Si pensa che tra il 2000 e il 1200 a.C. ondate di Arii che parlavano lingue indoeuropee abbiano dilagato nell'odierno Afghanistan, creando una nazione che prese il nome di Aryānām Xšaθra, o "Terra degli Arii". Si ipotizza che lo Zoroastrismo abbia avuto probabilmente origine in Afghanistan, tra il 1800 e l'800 a.C. Le antiche lingue dell'Iran orientale, come la lingua avestica, potrebbero essere state usate in Afghanistan all'incirca nello stesso periodo dell'ascesa dello Zoroastrismo. Nella zona orientale, la civiltà vedica indoariana potrebbe aver avuto una certa importanza, anche se questo deve essere ancora dimostrato definitivamente. Nella prima metà del VI secolo a.C. l'Impero Persiano soppiantò i Medi e incorporò l'Ariana all'interno dei propri confini.

Intorno al 330 a.C. Alessandro Magno invase la regione. Dopo la breve occupazione macedone, gli stati ellenistici dei Seleucidi e della Battriana controllarono l'area, mentre i Maurya provenienti dall'India si annetterono per un certo periodo la parte sudorientale e introdussero il Buddhismo nella regione, che in seguito tornò sotto il dominio battriano.

Durante il I secolo d.C. i Kushan Tocari occuparono la regione. In seguito, l'Ariana cadde in mano a diverse tribù eurasiatiche - tra cui i Parti, gli Sciti e gli Unni, senza dimenticare i Sasanidi persiani e alcuni governanti locali come gli Shahi indù di Kabul - fino al VII secolo, quando gli eserciti degli Arabi musulmani invasero la regione.

Dal 650 al 1919[modifica | modifica wikitesto]

Quando nacque il califfato arabo-islamico, l'Afghanistan non era conosciuto con questo nome (assai recente) e l'area era vista come una realtà tutt'altro che omogenea, su cui gravitavano regioni come lo Zābulistān (attuale Afghanistan centrale), il Badakhshān, il Khorāsān e così via.

Il califfato inizialmente annetté nel 652 alcune parti dell'Afghanistan occidentale e in seguito, tra il 706 e il 709, conquistò quasi tutto il resto del paese, amministrando la regione con il nome di Khorasan. Con il passare del tempo gran parte della popolazione si convertì all'Islam, anche se minoranze manichee e buddhiste sono testimoniate fino a oltre l'anno 1000. L'Afghanistan diventò successivamente il centro di importanti regni locali, come quello ghaznavide (962-1050 circa), fondato da un ex-schiavo e poi governante turco originario di Ghazni, noto come Mahmud di Gazna, destinato a diventare celebre in tutto il mondo islamico per le sue campagne di conquista nell'India Nord-Occidentale. Il suo posto fu preso, verso la metà del XII secolo dai turchi Selgiuchidi (che conquistarono Baghdad nel 1055) dando forma all'ultimo grande impero dell'islam classico. Più tardi, col disgregarsi del potere selgiuchide, fu la volta dalla dinastia Ghuride (1151-1219), fondata da un altro governante locale, stavolta di estrazione tagika, Muhammad Ghori, i cui domini costituiranno in India la base del Sultanato di Delhi.

Nel 1219 la regione fu invasa dai Mongoli di Gengis Khan, che devastarono il paese e lo tennero tra varie vicende per circa un secolo. Una seconda invasione fu quella del celebre Tamerlano, alla fine del XIV secolo I suoi figli daranno origine ai floridi regni dell'era timuride tra cui spicca quello afgano di Herat che fu, a cavallo tra il XV e il XVI secolo, un centro culturale fondamentale per comprendere gli sviluppi successivi della storia letteraria (persiana e turca-chagatay), artistica (arte miniaturistica e architettura) e religiosa (misticismo sufi) del mondo islamico centro-asiatico. Successivamente l'Afghanistan entrerà nell'orbita di Babur, discendente sia di Tamerlano che di Gengis Khan, che fondò agli inizi del Cinquecento l'Impero moghul, destinato a svilupparsi soprattutto in India. Più tardi i Safavidi persiani sfidarono il potere dei Moghul e nella prima metà del XVII secolo si impadronirono della regione. Nella prima metà del XVIII saranno scorrerie devastanti in terra d'Iran da parte di tribù afgane a por termine all'impero safavide. Quest'ultimo troverà il suo ultimo difensore nel generale Nader Shah (1730-47) che, deposto l'ultimo Safavide e proclamatosi imperatore, respingerà le tribù afgane riuscendo in seguito – grazie a un'abilissima politica di conciliazione sunnita/sciita – a ottenere la loro leale collaborazione e il controllo di gran parte dell'Afghanistan.

Lo stato-nazione afgano, così com'è oggi venne ad esistere nel 1747, all'indomani della morte di Nader Shah perito in un attentato, con il formarsi di una dinastia locale. Questa darà origine all'Impero Durrani, fondato da Ahmad Shah, che condusse vittoriose campagne di conquista sino a Delhi in India. Questa tuttavia sarà tenuta per pochi anni prima che il Regno Unito ne ottenesse il controllo totale, facendone il "gioiello' dell'impero britannico. Nel 1823, alla caduta dell'Impero Durrani, lo stato afgano prese il nome di Emirato dell'Afghanistan; da allora si confronterà sino agli inizi del XX secolo con l'imperialismo britannico in una serie di epiche guerre d'indipendenza che culmineranno con la creazione del Regno dell'Afghanistan nel 1919.

Il Regno dell'Afghanistan (1919-1973)[modifica | modifica wikitesto]

Le riforme di Amanullah Khan e la guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Afghanistan#Le riforme di Amanullah Khan e la guerra civile (1919-1929) e Regno dell'Afghanistan.
Re Amanullah Khan, durante il Tour Europeo, qui con Mustafa Kemal Ataturk in Turchia,(1928).

Con l'ascesa del re Amānullāh Khān nel 1919 il paese riprese il controllo della propria politica estera, uscendo dalla zona di influenza del Regno Unito.

Il re operò per mettere fine al tradizionale isolamento del paese negli anni successivi alla terza guerra Anglo-Afgana: stabilì rapporti diplomatici con i paesi più importanti, e, a seguito di un viaggio in Europa e Turchia (durante il quale osservò l'operato di Ataturk), introdusse diverse riforme intese alla modernizzazione. Fu costretto ad abdicare nel gennaio 1929 dopo che una insurrezione armata guidata da Habibullah Kalakani prese Kabul.

I regni di Mohammed Nadir Shah e Zahir Shah[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Afghanistan#I regni di Mohammed Nadir Shah e Zahir Shah (1929-1973).

Il principe Mohammed Nadir Shah, un cugino di Amanullah, a sua volta sconfisse ed uccise Habibullah Kalakani nell'ottobre dello stesso anno, e con l'appoggio delle tribù Pashtun, fu dichiarato re Nadir Shah. Abbandonò le riforme radicali del suo predecessore, a favore di un percorso più cauto verso la modernità. Nel 1933 fu assassinato da uno studente di Kabul.

Mohammed Zahir Shah (1914-2007), il figlio diciannovenne di Nadir Shah, gli successe al trono e regnò fino al 1973. Sotto il suo regno l'Afghanistan visse uno dei periodi più lunghi di stabilità. Durante questo periodo l'Afghanistan rimase neutrale. Non partecipò alla seconda guerra mondiale, né si allineò con i blocchi di potere durante la Guerra fredda.

Mentre il re si trovava in Italia, il 17 luglio 1973 il cugino del re ed ex primo ministro, Mohammed Daud Khan, organizzò un golpe incruento e scrisse la parola fine sulla monarchia in Afghanistan.

La Repubblica e le invasioni (1973-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Mohammed Da'ud Khan diede vita alla prima Repubblica afgana, ma il suo governo non durò molto. Infatti il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan (PDPA), d'ispirazione marxista-leninista, rovesciò il governo di Mohammed Da'ud Khan il 27 aprile 1978, con un colpo di stato, la cosiddetta Rivoluzione d'aprile, e diede vita alla Repubblica Democratica dell'Afghanistan governata dal leader del partito, Nur Mohammad Taraki. Taraki avviò una serie di riforme in senso socialista nel paese tra le quali la riforma agraria e la laicizzazione forzata della società afgana, con l'obbligo ad esempio per gli uomini di radersi la barba mentre per le donne venne riconosciuto il diritto di voto e di istruzione obbligatoria nonché imposto il divieto di indossare il burqa e di essere oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati. Queste riforme si scontrarono fortemente con le autorità religiose locali e tribali che si opposero alle politiche di Taraki.

Nel mese di settembre 1979 inoltre Taraki venne assassinato, su ordine del suo vice primo ministro Hafizullah Amin, il quale lo sostituì alla guida del paese.

L'URSS non si fidò di Amin, sospettato di legami con la CIA, e decise di invadere il paese, anche a seguito di un aumento delle rivolte e del conseguente rischio di destabilizzazione della zona.

L'Armata rossa entrò a Kabul il 27 dicembre 1979 e mise al potere Babrak Karmal. La guerra con i mujaheddin, finanziati anche dagli Stati Uniti, fu lunga e cruenta e terminò con l'abbandono del paese da parte dei sovietici nel febbraio 1989.

Soldati statunitensi nel distretto di Daychopan durante un'operazione alla ricerca di guerriglieri talebani e munizioni. 4 settembre 2003.

La Repubblica Islamica dell'Afghanistan fu proclamata il 17 aprile 1992. Il fronte dei Mujaheddin si dimostrò comunque molto frammentato e disunito e ciò consentì, dal 1996 al 2001, la presa del potere da parte della fazione dei talebani, salvo che in alcuni territori settentrionali controllati dall'Alleanza del Nord dei restanti mujahidin anti-talebani, guidati dal comandante Ahmad Shah Massoud. I Talebani applicarono al paese una versione estrema della shari'a e ogni deviazione dalla loro legge venne punita con estrema ferocia. Emblematica fu la cattura dell'ultimo presidente della repubblica democratica afgana Mohammad Najibullah; venne preso dal palazzo delle Nazioni Unite, dove era rifugiato, e venne torturato, mutilato e trascinato con una jeep prima di essere giustiziato con un colpo alla testa ed esposto sempre nei pressi del palazzo dell'Onu[10]. Altro episodio che ha fatto clamore è stata la distruzione dei Buddha di Bamiyan nel 2001.

Dopo l'attentato terroristico dell'11 settembre 2001 gli Stati Uniti decidono di invadere l'Afghanistan, dando il via all'operazione Enduring Freedom (Libertà Duratura) che si poneva come obiettivo la fine del regime dei talebani e la distruzione dei campi di addestramento e della rete di Al-Qaida, il gruppo terroristico guidato da Osama bin Laden. Vista la sproporzione di forze il regime integralista viene rovesciato in poco più di un mese, nel novembre del 2001.

Al potere si insedierà Hamid Karzai, che rimarrà capo di stato dell'Afghanistan sino al settembre del 2014. Nel paese rimane tuttavia ancora una considerevole presenza di contingenti NATO a causa dell'instabilità politica e degli attentati terroristici di Talebani e insorti, radicati ancora nel sud-est del paese al confine con il Pakistan.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Afghanistan presenta un territorio prevalentemente montuoso, nella parte nord-orientale del Paese c'è la catena montuosa dell'Hindukush, una delle più alte al mondo. È presente un clima molto caldo, secco e arido.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Privo di sbocchi sul mare e prevalentemente montuoso (per l'80% ha un'altitudine compresa tra i 600 e i 7000 m), il territorio è dominato dall'Hindu Kush, che taglia in due il paese: verso nord-est il sistema si salda con i massicci del Pamir e del Karakorum, mentre a sud-est si congiunge con i monti Sulayman, in cui si aprono i passi di Khyber e Bolan, vie d'accesso all'India e importanti «porte storiche» dell'Asia. Verso Nord-ovest i rilievi degradano nella pianura percorsa dal fiume Amu Darya, mentre verso sud lasciano spazio ad aree prevalentemente desertiche e ad ampi bacini palustri.

L'Hindu Kush prosegue a ovest con il massiccio del Koh-i-Baba collegato ai rilievi marginali dell'Iran; più a sud, si apre a ventaglio in una serie di catene parallele che digradano verso l'altopiano desertico del Rigestan (o Registan) e la depressione salina del Sistan.

Nell'estremità settentrionale del paese si estende una limitata area pianeggiante - la regione storica della Battria o Turkestan afgano - lambita dall'Amu Darya.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei fiumi (Helmand, Hari Rud, Morghab) ha origine dalle catene centrali e defluisce nei bacini desertici meridionali, con la sola eccezione del Kabul, tributario dell'Indo. Sono inoltre presenti fiumi a carattere torrentizio che non sono di importante rilevanza e non sempre sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico dell'agricoltura locale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

L'Afghanistan è caratterizzato da un inverno rigido e un'estate torrida. Durante l'inverno la temperatura può scendere fino a -15°, ed è questo anche il periodo più piovoso dell'anno. L'estate è caratterizzata da un clima molto caldo e secco, meno in altitudine dove le sere sono fresche. I mesi migliori per il viaggio sono aprile, maggio ed ottobre. La forte aridità che caratterizza questa regione è causata da un clima di tipo continentale, con frequenti venti secchi e forti escursioni termiche, sia diurne sia stagionali. A Kabul le temperature oscillano tra -1 (media di gennaio) e 23 °C (luglio), con appena una trentina di giorni di pioggia annui. Il paesaggio, arido e brullo, è dominato dalla steppa, sfruttata come pascolo; le ridotte aree forestali sono limitate ai versanti meridionali delle catene lungo il confine pakistano, che beneficiano dell'influsso monsonico.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Crescita demografica dal 1961 al 2004

La popolazione afgana è di 35.320.445 abitanti[11]

La densità è di 54 abitanti per km². È distribuita soprattutto sugli altopiani e raggiunge una modesta densità. La religione prevalente è musulmana sunnita. Le lingue ufficiali sono il pashtu e il dari.[9]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Bambine a Kabul, con i vestiti tradizionali afgani, cantano alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna nel 2002.

Dal momento che nel paese non si effettuano più censimenti accurati da diversi decenni, non vi sono informazioni precise sulla composizione etnica della popolazione. Tuttavia, stando alle stime della Library of Congress degli Stati Uniti[12] la popolazione sarebbe così suddivisa:

Oltre trent'anni di recenti conflitti hanno spesso acuito i contrasti tra comunità, complicati anche dall'arbitraria divisione confinaria decisa dai britannici nel 1893.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in Afghanistan.

La religione principale dell'Afghanistan è quella musulmana a maggioranza sunnita. Sono presenti minoranze di osservanza sciita nel centro del paese e, a ovest, a ridosso del confine con l'Iran. Nel Paese la libertà religiosa è limitata. L'ordinamento islamico prevede infatti libertà di culto per i non musulmani di nascita, ma anche la pena di morte per il musulmano che si rende colpevole di apostasia. In percentuale i sunniti sono l'80%, gli sciiti il 19%, l'1% altro.[13]

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Diverse decine di lingue vengono parlate in Afghanistan ma quelle ufficiali sono due: il dari (una forma di persiano) e il pashto.[9] Il dari, l'idioma più diffuso, è parlato da almeno il 50% della popolazione, il pashto da circa il 35%. Le lingue di origine turca (come l'uzbeco e il turcmeno) sono parlate da circa l'11% degli afgani[12].

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

L'Afghanistan è suddiviso in 34 province dette velayat:

Mappa delle province dell'Afghanistan

Le province sono a loro volta suddivise in distretti. Esistono diversi distretti omonimi tra le varie province.

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Le città principali e le più visitate sono la capitale Kabul e Kandahar, la seconda città più visitata dopo la capitale. Il turismo nelle città è in grande crescita data la presenza di molte opere d'arte preislamica, islamica e buddhista.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di istruzione convenzionale a tutti i livelli in Afghanistan ha sofferto enormemente a seguito degli eventi di guerra, e di conflitti civili che hanno travagliato il paese, ed è attualmente in attiva ricostruzione.

Istituzione della AUAF (Università americana in Afghanistan)[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla richiesta nel 2002 dell'allora ministro afgano della pubblica istruzione, dottor Sharif Fayez, è stato organizzato un istituto di istruzione superiore in Kabul avente le caratteristiche di estrema snellezza e massima efficienza organizzativa, per l'economia afgana, ed i contatti dell'Afghanistan col mondo economico esterno, la Università americana in Afghanistan.

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Forze armate e di polizia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito nazionale dell'Afghanistan e De Afghan Hauai Quvah.
Un aviere afgano armato di mitragliatrice.

Attualmente la polizia afgana (Afghan National Police) ha in organico più di 70.000 uomini ma potrebbe raggiungere gli 80.000 secondo i nuovi piani di reclutamento. L'addestramento è gestito dall'Afghanistan Police Program ed impartito principalmente dall'esercito statunitense e da quello tedesco (le unità anti-narcotici sono invece addestrate dall'esercito inglese, la elaborazione e costituzione del sistema legale è affidata a quello italiano, e la dispersione dei gruppi armati illegali alle forze armate giapponesi). Nonostante sia la polizia a mantenere ufficialmente l'ordine, qualche volta sono i comandi militari regionali ad occuparsi di ciò, soprattutto nelle campagne. Nel 2003, su decisione della NATO, il mandato dell'ISAF fu esteso oltre l'area di Kabul. Perciò non ci sono aree in cui siano assenti truppe internazionali, un tempo attaccate dalle milizie islamiche; per mantenere il controllo di queste zone, sprovviste della copertura di forze di polizia afghane, è stato inviato l'esercito afgano (Afghan Melli-e Ourdou).[14]

La polizia è stata accusata di trattamento improprio nei confronti dei prigionieri e, in molte aree, non ha investigato riguardo a crimini comuni a causa della mancanza di personale e/o comunicazioni.[14]

In aggiunta alla normale polizia, la polizia di frontiera afghana si occupa del controllo dei confini terrestri del paese, mentre la Afghan Custom Police si occupa della sicurezza negli aeroporti.

Attualmente l'esercito conta 90.000 uomini ma i piani sono di portarli a 250.000 nei prossimi anni. A causa del maggior controllo internazionale, le forze armate non sono afflitte dalla corruzione tanto quanto la polizia.

È inoltre presente un servizio aereo, l'Afghan National Army Air Force, in gran parte non operativo. Recentemente sono stati visti alcuni progressi: sono infatti stati addestrati alcuni equipaggi per pilotare gli elicotteri Mil Mi-17 e Mil Mi-24 e gli aerei di trasporto tattico Antonov An-32. Il personale, in gran parte ancora addestrato nell'era comunista, è di 3.600 uomini, comprendenti 450 piloti (tra i quali vi sono anche alcune donne). Sono previsti 65 nuovi velivoli per il 2011.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica dell'Afghanistan.

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

L'Afghanistan ufficialmente è una repubblica islamica. L'attuale presidente, eletto il 21 settembre 2014 è Ashraf Ghani Ahmadzai, ex-ministro delle finanze nel precedente governo. Ghani succede a Hamid Karzai, primo presidente dalla caduta dei Talebani nel 2001, già Capo di Stato ad interim fra il 2001 e il 2004, poi eletto nel 2004 e riconfermato, nonostante i brogli a lui contestati, nel 2009, in seguito al ritiro del suo sfidante al ballottaggio, Abdullah Abdullah. Nato a Kandahar, Karzai proviene da una famiglia di etnia Pashtun. Il governo grazie a ciò non subisce più una forte influenza dai talebani.

Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento è bicamerale: la camera bassa (Wolesi Jirga, Camera del popolo) è composta da 249 membri (dei quali almeno 64 devono essere donne e 10 sono eletti dai nomadi Kuchi) e i membri, in carica per 5 anni sono eletti su base distrettuale, a suffragio universale; la camera alta (Mesherano Jirga, Camera degli anziani) è invece composta da 102 membri, un terzo dei quali eletti da consigli distrettuali per 3 anni, un terzo eletti da consigli provinciali per 4 anni e un terzo nominati dal Presidente per un mandato di 5 anni. La camera bassa ha la responsabilità di scrivere e ratificare le leggi e di approvare le azioni del Presidente, mentre la camera alta svolge una funzione prevalentemente consultiva, oltre ad avere in alcuni casi potere di veto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia afgana, una tra le più povere del pianeta, risente del regime talebano, ed è stata profondamente sconvolta dall'inizio dell'ultima guerra ma anche dalle guerre che l'hanno preceduta. La produzione di cereali sia per molti contadini sia per gli insorti, principalmente nelle regioni settentrionali sono a conduzione famigliare (chiamata sussistenza).È il caso di Jamal Abbulah noto truffatore e sfruttatore di minori per le coltivazioni. i "lavoratori" erano sottopagati e eventualmente umiliati in pubblico per demolirne lo spirito per rendere più efficiente la produzione.[senza fonte] Le strade che transitano a Salang e a Tang-e Gharu hanno avuto un ruolo strategico nei recenti conflitti, l'uso estensivo da parte di veicoli militari ha lasciato le strade in cattive condizioni, diversi ponti bombardati non sono stati ricostruiti, di frequente le strade vengono chiuse a causa dei conflitti nell'area con grave danno al transito di beni di primaria necessità, attrezzature di emergenza e materiali per la ricostruzione destinati all'intero paese.

Attività estrattiva[modifica | modifica wikitesto]

Fin dagli anni settanta sono state fatte ricerche in ambito minerario, che hanno condotto all'elaborazione di mappe dettagliate sulla composizione del sottosuolo afgano da parte di geologi sovietici. Tuttavia non fu possibile all'epoca avviare attività estrattive a causa delle enormi problematiche politiche del paese. Sono attive miniere di modeste dimensioni, a carattere artigianale, con manodopera familiare. Nel 2004 tecnici statunitensi hanno approfondito le ricerche sovietiche, avvalendosi di attrezzature più sofisticate e coprendo più di 2/3 del territorio afgano. I risultati ottenuti hanno portato a concludere che il Paese è ricco di ferro e rame, con riserve di rilevanza assoluta di niobio e litio. Presenti anche giacimenti auriferi nei pressi di Kabul. Il Paese potrebbe quindi diventare un attore economico molto rilevante a livello mondiale per tali materiali.

La questione della ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia in costruzione dal confine Uzbeko a Mazar-i Sharif, immagine ripresa da un elicottero americano.

Posto al crocevia centrale asiatico il paese non ha mai avuto ferrovie. Il fatto è emblematico, dato che tutti i paesi confinanti con l'Afghanistan ne hanno; tale fatto ha costituito un problema più che un vantaggio.

Infatti i paesi confinanti si affacciano all'Afghanistan con i loro sistemi ferroviari, diversi per scartamento e caratteristiche. Alla frontiera Nord i paesi della Ex Unione Sovietica adottano lo scartamento largo russo di 1520 mm. Ad Est la Cina adotta lo scartamento standard di 1435 mm. A Sud il Pakistan adotta lo scartamento largo indiano di 1676 mm; mentre ad Ovest l'Iran adotta lo scartamento standard di 1435 mm, come la Cina.

Tutti i paesi confinanti hanno fatto forti pressioni affinché fosse adottata una estensione del loro scartamento nel paese, costituendo tale fatto una evidente testa di ponte privilegiata, utilizzabile per il condizionamento economico del paese, e per favorire i loro commerci. Per tale motivo le pressioni furono sempre eluse e respinte.

Attualmente è in completamento un tratto ferroviario di 75 chilometri, sotto assistenza e controllo statunitense che dalla cittadina afghana di frontiera con L'Uzbekistan, Hairatan penetra verso Sud fino alla cittadina di Mazar-i Sharif, con prevista estensione fino ad Herat. Il tratto quindi è connesso con la rete dell'Uzbekistan, ed adotta lo scartamento largo russo di 1520 mm, in uso in Uzbekistan; il tratto costituirà la prima parte del possibile asse ferroviario settentrionale dell'Afghanistan, con connessione frontaliera settentrionale.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

L'arte preislamica del territorio afgano va inquadrata nella storia dell'arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell'area: achemenide, greco-battriana, partica, sasanide e infine islamica. L'arte islamica fornisce certamente il motivo dominante del paesaggio artistico del paese, che peraltro ha subito danni notevolissimi a causa degli eventi bellici relativi a diverse invasioni recenti (russo-sovietica e euro-americana) e all'endemica guerra civile tra fazioni e tribù rivali. Nel paese sono ancora notevoli i resti di arte buddhista, tra cui sono da ricordare le gigantesche statue dei cosiddetti "Buddha di Bamiyan", divenuti tristemente celebri a causa del brutale cannoneggiamento subito ad opera di estremisti religiosi (Talebani) islamici e ora fatti oggetto di progetti di restauro in cui sono coinvolti importanti istituzioni internazionali.

Letterature afgane[modifica | modifica wikitesto]

Le principali lingue, persiano e pashto, parlate nel paese si collegano a due distinte tradizioni letterarie di cui senza dubbio la più vasta e prestigiosa è quella che si innesta nella letteratura persiana. Quest'ultima è fenomeno internazionale che storicamente oltrepassò i confini delle aree iraniche sia a ovest, in direzione dell'area turco-ottomana, sia a est, verso l'India dei Moghul. L'area afgana ha prodotto dal Medioevo a oggi innumerevoli poeti e scrittori di lingua persiana tra cui spiccano in particolare tre autori mistici considerati vere e proprie glorie nazionali (benché rivendicati con altrettanto ardore dall'Iran), ovvero: Abd Allah Ansari di Herat 1088 m, grande mistico e santo sufi, Sana'i di Ghazna 1151 m autore di poemi mistici e, infine, Rumi di Balkh 1273 m, considerato in tutto il mondo persofono il maggiore poeta mistico dell'intera ecumene musulmana.

La letteratura afgana in pashto, pur quantitativamente notevole e in grande crescita nell'ultimo secolo, ha sempre avuto un significato e una importanza essenzialmente locali, risentendo l'influenza sia della letteratura persiana che delle contigue letterature dell'India. Da ricordare infine che le altre lingue parlate da piccole minoranze (uzbeko, turkmeno, baluchi) si collegano a distinte letterature che hanno tuttavia i loro centri principali oltre confine.

Entrambe le letterature principali, dalla seconda metà dell'Ottocento, si sono mostrate sensibili ai generi (romanzo, teatro), ai movimenti e agli stilemi importati dall'Europa. A partire dalle note vicende belliche che, dagli anni settanta del Novecento in poi, hanno visto l'Afghanistan preda di guerre civili e invasioni straniere, si è pure sviluppata un'ampia letteratura della diaspora, ove emergono scrittori e scrittrici (per tutti si può ricordare l'ormai celeberrimo Khaled Hosseini tradotto in ogni lingua del globo) che si esprimono sempre più spesso in lingue europee toccando i temi delicati della guerra, dell'emigrazione, della differenza, delle relazioni intertribali e interreligiose.

  • A. Pagliaro, A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. Bausani, Le letterature del Pakistan e dell'Afghanistan, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Calendario Atlante De Agostini 2012, Novara, De Agostini, 2011, p. 302.
  2. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Afghanistan. URL consultato il 3 aprile 2014.
  3. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Afghanistan. URL consultato il 9 aprile 2014.
  7. ^ Afganistan - Ultime notizie su Afganistan - Argomenti del Sole 24 Ore
  8. ^ afgano in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  9. ^ a b c Afghanistan Constitution - Article 16 Languages. URL consultato il 30 novembre 2012.
  10. ^ "Ora a Kabul comanda solo il Corano"
  11. ^ World Population 2011 Population Reference Bureau
  12. ^ a b Library of Congress – Federal Research Division Country Profile: Afghanistan,2008
  13. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Afghanistan. URL consultato il 3 aprile 2014.
  14. ^ a b Il testo originale proviene dal profilo sull'Afghanistan (febbraio 2005) (EN) monitorato nell'ambito del progetto monitoraggio del Library of Congress Country Studies

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Stefanini, Avanzo di Allah, cuore del mondo. Il romanzo dell'Afghanistan, Guerini e Associati, Milano 2002
  • A. Rashid, Talebani. Islam, petrolio e il grande scontro in Asia Centrale, Feltrinelli, Milano 2002
  • M. Braghero, Afghanistan. La cultura come sfida per la ricostruzione, EGA-Ed. Gruppo Abele, 2006
  • M. Guerrini, Afghanistan. Profilo storico di una cultura, Jouvence, Napoli 2006
  • M. Papa, Afghanistan. Tradizione giuridica e ricostruzione dell'ordinamento tra Shari'a, consuetudini e diritto statale, Giappichelli, Bologna 2006
  • E. Giordana, Afghanistan. Il crocevia della guerra, Ed. Riuniti, Roma 2007
  • E. Giunchi, Afghanistan, Stato e società nel cuore dell'Asia, Carocci, Roma 2007
  • C. Bertolotti. Shahid. Analisi del terrorismo suicida in Afghanistan. ed. Franco Angeli, Milano 2010.
  • C. Bertolotti, Il ruolo delle potenze regionali sulla politica di sicurezza dell'Afghanistan post-nato, ed. CeMiSS, 2012.
  • S. Coll, La guerra segreta della CIA. L'America, l'Afghanistan e Bin Laden dall'invasione sovietica al 10 settembre 2001, BUR-Rizzoli, Milano 2008
  • E. Giordana, Diario da Kabul. Appunti da una città sulla linea del fronte, ObarraO, Milano, 2010
  • M. Renna, Ring Road - Sei mesi con gli alpini in Afghanistan, Ed. Ugo Mursia, Milano 2011
  • V. Pellizzari, In battaglia, quando l'uva è matura. Quarant'anni di Afghanistan, Laterza, Roma-Bari, 2012. ISBN 978-88-420-5572-3

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