Isola d'Elba

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Isola d'Elba
Aerial view of Elba 2.jpg
Geografia fisica
Coordinate 42°45′46″N 10°14′22″E / 42.762778°N 10.239444°E42.762778; 10.239444Coordinate: 42°45′46″N 10°14′22″E / 42.762778°N 10.239444°E42.762778; 10.239444
Arcipelago Arcipelago Toscano
Superficie 223 km²
Altitudine massima Monte Capanne
1019 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Livorno Livorno
Comune Portoferraio-Stemma.png Portoferraio
Campo nell'Elba-Stemma.png Campo nell'Elba
Capoliveri-Stemma.png Capoliveri
Porto Azzurro-Stemma.png Porto Azzurro
Marciana (Italia)-Stemma.png Marciana
Marciana Marina-Stemma.png Marciana Marina
Rio Marina-Stemma.png Rio Marina
Rio nell'Elba-Stemma.png Rio nell'Elba
Demografia
Abitanti 33 660 (2009)
Densità 139 ab./km²
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isola d'Elba

[senza fonte]

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« Ilva cum ferri metallis »
(Gaio Plinio Secondo, Naturalis Historia, III, 6,12)
La bandiera elbana stabilita nel 1814 da Napoleone Bonaparte sul modello delle Bonnes Villes incluse nell'Impero francese
La spiaggia di Lacona
Il caprile di Pietra Murata, tipico esempio di quartiere pastorale dell'Elba occidentale

L'isola d'Elba o, semplicemente, Elba, è un'isola situata tra il mar Ligure a nord, il canale di Piombino a est, il mar Tirreno a sud e il canale di Corsica a ovest, posta a circa 10 chilometri dalla costa. È la più grande delle isole dell'Arcipelago Toscano, e la terza più grande d'Italia (223 km²). L'Elba, assieme alle altre isole dell'arcipelago (Pianosa, Capraia, Gorgona, Montecristo, Giglio e Giannutri) fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Origine del nome

L'isola era detta dai greci Aithàle (Αιθάλη)[1][2], Aithàleia (Αιθάλεια)[3] e Aithalìa (Αιθαλία)[4], tutti nomi derivanti dal termine greco aithàle («fuliggine») in riferimento alle attività di lavorazione del ferro estratto nelle miniere elbane. Per i Latini era invece Ilva[5], toponimo di probabile origine preromana dai Liguri Ilvates, che durante il Medioevo si trasformò in Ilba[6] ed Helba.[7]

La vetta del Monte Capanne con fioriture di Genista desoleana

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

« Sembra che l'isola avesse questo nome a causa del ferro che teneva immersi nella fuliggine i luoghi di lavorazione. »
(Ecateo di Mileto, Periegesis, VI secolo a.C.[1])
« Gli Argonauti si diressero all'isola d'Elba dove, sfiniti, si asciugarono il copioso sudore con dei ciottoli; molti simili ci sono ancora su quella spiaggia e così pure le scorie ferrose e altri resti illustri dei Minii, là dove il porto ha preso il nome di Argòo»
(Apollonio Rodio, Le Argonautiche, 245 a.C.[8])

Geografia[modifica | modifica sorgente]

L'isola d'Elba è la più estesa porzione rimanente dell'antico tratto di terra emersa che collegava la penisola italica alla Corsica, dopo le altre isole dell'Arcipelago Toscano. Le coste settentrionali sono bagnate dal mar Ligure, quelle orientali dal canale di Piombino, quelle meridionali dal mar Tirreno e quelle occidentali dal canale di Corsica. Il terreno è molto vario, e diviso in più parti a seconda della sua conformazione e dell'era geologica in cui si è formato:

  • La parte montuosa e più recente, a ovest, è dominata al centro dalla dorsale granodioritica del Monte Capanne (1018 m s.l.m.), di cui fa parte la Costa del Sole.
  • Al centro si estende un tratto prevalentemente pianeggiante, e la larghezza si riduce a soli 4 km. È proprio in questa parte dell'isola che si trovano i maggiori centri: Portoferraio, Campo nell'Elba.
  • A est si trova invece la parte più antica dell'isola, formatasi più di 400 milioni di anni fa. In quell'area collinare, dominata a sud dal Monte Calamita (413 s.l.m.) e a nord dalla Cima del Monte (516 s.l.m.), si trovano i giacimenti di ferro che resero famosa l'Elba in tutta l'area mediterranea.

L'isola è contraddistinta dalla presenza di ampie insenature sabbiose, tra cui i golfi di Lacona, Marina di Campo, Procchio e Biodola. Nell'isola d'Elba si trova un settore del litorale occidentale chiamato Costa del Sole, una delle zone più frequentate dai turisti per la bellezza delle spiagge, mentre il versante orientale, denominato Costa che brilla, è caratterizzato dalla presenza delle ex miniere di ferro, con particolari ed uniche caratteristiche di brillantezza e di colori in tutto l'ambiente circostante, ed in particolar modo alle spiagge, bellissime in quanto ancora poco frequentate da turismo di massa.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

L'isola è divisa in otto Comuni, tutti afferenti alla Provincia di Livorno per un totale di circa 30.000 abitanti, che aumentano notevolmente durante l'estate.

Comune Popolazione
Capraia Isola-Stemma.png Campo nell'Elba 4 651
Capoliveri-Stemma.png Capoliveri 3 887
Marciana (Italia)-Stemma.png Marciana 2 217
Marciana Marina-Stemma.png Marciana Marina 1 993
Porto Azzurro-Stemma.png Porto Azzurro 3 578
Portoferraio-Stemma.png Portoferraio 12 224
Rio Marina-Stemma.png Rio Marina 2 274
Rio nell'Elba-Stemma.png Rio nell'Elba 1 244

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Dai maggiori rilievi dell'isola scendono numerosi corsi d'acqua a regime torrentizio, i quali raramente superano i 3 km. Durante il periodo estivo, quando le precipitazioni si riducono al minimo, risulta frequente che quelli di minore lunghezza e portata si secchino, lasciando il letto asciutto. I più importanti, ordinati per lunghezza, sono:

  • Fosso di San Francesco, 6,5 km;
  • Fosso Barione, 5,1 km;
  • Fosso di Redinoce, 2 km

Ai piedi del Monte Capanne, in una vallata presso il paese di Poggio, è presente una sorgente chiamata Fonte di Napoleone (un tempo Fonte dell'Acquaviva) che viene utilizzata dai cittadini e imbottigliata dalla fabbrica omonima con il logo del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Il settore orientale dell'isola ospita giacimenti di ematite che rappresentarono una delle massime riserve di ferro del Mediterraneo antico. Contestualmente si ritrovano filoni di pirite, limonite, ilvaite (minerale che prende il nome da quello latino dell'isola, Ilva), malachite, cuprite, azzurrite, crisocolla, aragonite, eritrite, fluorite e quarzo prasio. Il settore occidentale, costituito dall'enorme cupola granodioritica del Monte Capanne, presenta importantissimi filoni pegmatitici (contenenti tormalina, berillo, granato, petalite, pollucite, heulandite) localizzati nel circondario di San Piero in Campo e Sant'Ilario in Campo, da cui provengono tra l'altro i cosiddetti Quattro Evangelisti. Su tutto il Massiccio del Capanne si trovano formazioni rocciose dette cote, tozze e pinzaloni, modellate da millenni di erosione idroeolica; queste formazioni, in passato, fungevano da delimitatori del confine montano dei pascoli. Tra esse Pietraùta, Pietra Murata, Sasso Pinzuto, Tozza al Pròtano, Cote Pinzuta. A partire dal XIX secolo la geologia dell'Elba è stata analizzata da numerosi mineralogisti, tra cui Ottaviano Targioni Tozzetti, Raffaello Foresi, Luigi Celleri e Giovanni D'Achiardi.

Tormalina (elbaite)

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima dell'isola presenta prevalentemente caratteristiche mediterranee, fatta eccezione per il Monte Capanne dove gli inverni tendono ad essere moderatamente freddi. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunnale e risultano essere abbastanza contenute. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano a Portoferraio.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 12 13 14 16 21 24 27 27 25 20 15 13 18,9
Temperatura minima media (°C) 8 9 10 12 16 19 22 21 19 15 10 8 14,1
Piogge (mm) 61 53 51 47 28 24 13 30 51 82 86 69 595

Alluvioni[modifica | modifica sorgente]

«Il 31 ottobre anno decorso una meteora singolarissima per gli speciali femnomeni che la accompagnarono si risolveva in un violento alluvione sul culmine del Monte Capanne (...). L'alluvione durò per ben due ore, rovesciando tale e tanta acqua che a memoria d'uomo non si ricorda l'uguale. I torrenti che hanno origine dall'indicato monte e dagli altri contigui cioè delle Calanche, Monte Maòlo e Monte Perone si gonfiarono in un tratto raccogliendo così enorme massa d'acqua da trasbordare non solo dal loro antico alveo, ma da invadere le vallate a notevole altezza, cagionando rilevanti danni alla viabilità ed opere di arte, e rimanendo interrotto il transito ai veicoli ed agli abitanti dei due paesi di Marciana e Poggio.»[9]

«(...) è stato un disastro immenso (...) quale mai non si è visto nell'isola d'Elba. Nel momento in cui parlo, vi sono dei luoghi che sono rimasti senza conduttura di acqua potabile e senza alcuna strada di accesso. Molte case sono distrutte. Molte minacciate[10]

I Comuni più colpiti furono quelli di Marciana, Marciana Marina e Campo nell'Elba.

I maggiori danni si ebbero nel territorio comunale di Campo nell'Elba.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Il clima mediterraneo e l'insularità sono gli elementi principali che influenzano la flora dell'Elba. La formazione vegetale più diffusa è costituita dalla macchia mediterranea. Della vegetazione originaria, composta un tempo da grandi foreste di leccio, sopravvivono oggi boschi cedui; notevole è la sporadica presenza della palma nana in alcune stazioni (Monte Grosso e Portoferraio). La complessa natura del territorio nelle varie altitudini ha favorito la presenza, nel circondario del Monte Capanne, di boschi di castagno documentati dal Medioevo, insieme alla presenza di tasso, agrifoglio, ginepro, ontano nero, ontano napoletano, carpino nero, cerro, roverella, salice di Gallura, ornello, biancospino, pero corvino, felce reale, giglio rosso, giglio stella, narciso, anemone, sigillo di Salomone, Gagea granatellii, Ornithogalum umbellatum, Romulea ramiflora, Tulipa sylvestris australis, Scilla bifolia, orchidee e alcuni endemismi (Viola corsica ssp. ilvensis, Crocus ilvensis, Centaurea ilvensis, Biscutella pichiana ssp. ilvensis). Il settore orientale dell'isola è invece contraddistinto da alcune essenze vegetali che invece mancano quasi del tutto nell'Elba occidentale, tra cui l'endemica Centaurea aplolepa var. aethaliae, l'anemone stellato, l'ampelodesmo e l'asfodelo.

Tra gli uccelli, molti dei quali appartenenti a sottospecie insulari del Sistema Sardo-Còrso[11], si annoverano specie quali il gabbiano còrso, il corvo imperiale, l'aquila del Bonelli, l'aquila minore, la poiana sarda, il gheppio, il grillaio, il biancone, il falco della regina, il falco pecchiaiolo, l'assiolo, il barbagianni, la civetta, il rondone, il rondone pallido, il venturone còrso, il passero solitario, la magnanina sarda, il sordone, il beccofrusone, il crociere, il fiorrancino, il picchio muraiolo, lo zigolo nero, il cardellino sardo, il torcicollo, il picchio muratore, la pernice rossa, il martin pescatore, l'upupa, l'uccello delle tempeste, la berta minore, la sula, il marangone dal ciuffo, l'airone cenerino, l'airone rosso, la garzetta; secondo alcuni studi[12], all'Elba esisterebbe una probabile sottospecie endemica di verzellino. Tra gli anfibi, la raganella tirrenica, il discoglosso sardo, il rospo, il rospo smeraldino. Tra i rettili la vipera, la biscia dal collare, il biacco, il colubro, il geco, la luscengola. I mammiferi terrestri sono quelli tipici dell'ambiente mediterraneo, come il riccio, la martora, la lepre, il mustiolo e la crocidura minore; nei castagneti del Monte Capanne si trova il ghiro. Interessante è la presenza di una sottospecie endemica di topo selvatico (Apodemus sylvaticus ssp. ilvanus). In alcune rupi costiere (Monte Grosso, Colle Palombaia) e dell'entroterra (Santuario della Madonna di Monserrato) si riscontrano esemplari inselvatichiti di capra. Dopo l'estinzione del cinghiale maremmano avvenuta intorno al 1802, dal 1963 è stato introdotto, per scopi venatori, il cinghiale centroeuropeo, specie che si è riprodotta a dismisura causando seri danni all'ecosistema elbano. Altra immissione per scopi venatori, avvenuta nel 1976, è stata quella del muflone, anch'esso oggi in sovrannumero sul Massiccio del Monte Capanne. Le essenze vegetali più colpite dai cinghiali e dai mufloni risultano essere il giglio rosso, il pungitopo, il giglio stella, il ciclamino. Tra i mammiferi marini si riscontra la balenottera comune, la balenottera minore, il capodoglio, l'orca, il grampo, il tursiope, la stenella striata, il delfino comune. Non più presente è la foca monaca. I pesci sono ben rapprentati. Tra essi si ricordano il pesce luna, il notidano grigio, lo spinarolo, lo squalo volpe, il cetorino, lo squalo bianco (detto tacca di fondo), lo smeriglio, il gattuccio, il palombo, la verdesca, il trigone, la torpedine, la cernia, il barracuda, la ricciola, il tonno, la palamita, la corvina, la leccia. Tra i celenterati si trova il corallo rosso (fondali a sud dell'isola) e la Cladocora caespitosa.

Introduzione del muflone[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Marciana, con delibera n. 26 del 30 aprile 1976 in concerto con Arcicaccia ed altre associazioni venatorie, dispose l'acquisizione di tre esemplari di muflone (Ovis musimon) da collocare sul Monte Perone, acquistati per 672.000 lire dalla Tenuta Baldacci di Montecatini Val di Cecina. La disposizione comunale dichiarava che l'introduzione dei tre esemplari di muflone costituiva un «contributo del Comune all'opera di ripopolamento e ricostituzione della fauna (...) al fine di ottenere un ripopolamento di selvaggina nelle idonee zone dell'Isola.»[13]

La leggenda dei canarini[modifica | modifica sorgente]

«Si trovano anco de' canarij bastardi scesi dalli naturali nell'isola dell'Elba, in questo modo, che venendo una nave di Canaria per queste parti, patì naufragio nelli scogli di detta isola, e portando molti di questi ucelli se ne vennero in detta isola, dove si trovano e sono della grossezza della lecora (lucherino), ma più gialli assai nel mento ch'il canario naturale, et ha i piedi negri, et questo sarà il maschio de' bastardi.»[14]

Fiordaliso del Monte Capanne (Centaurea ilvensis)
Viola del Monte Capanne (Viola corsica ssp. ilvensis)

Endemismi[modifica | modifica sorgente]

L'Elba in una cartografia (1595 circa) tratta dall'Italia di Giovanni Antonio Magini

Vegetali:

Invertebrati:

  • Zerynthia polyxena ssp. linnea
  • Coenonympha elbana
  • Dugesia ilvana
  • Geobenazzia tyrrhenica
  • Ilvanella inexpectata
  • Metacrangonyx ilvanus
  • Phyllodromica nadigi
  • Rhacocleis tyrrhenica
  • Typhloreicheia ilvensis
  • Typhloreicheia maginii

Mammiferi

Storia[modifica | modifica sorgente]

Testa in terracotta di età etrusca da Monte Castello
Lettere etrusche su vasellame da Monte Castello: Spurinies ed ...eitus
Statuetta votiva in bronzo di produzione populoniese (V secolo a.C.), rinvenuta nel 1764 presso Le Trane (Museo archeologico nazionale di Napoli)
L'arma di Napoleone Bonaparte come Re dell'Elba, dal 1814 al 1815
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'isola d'Elba.

Età preistorica[modifica | modifica sorgente]

L'isola era già abitata durante il Paleolitico, come dimostrano i ritrovamenti di strumenti litici (Lacona e Procchio). Il Neolitico è attestato da manufatti in pietra ed ossidiana (asce, punte di freccia e lame) rinvenuti sul Massiccio del Monte Capanne (Masso alla Guata, Masso dell'Aquila, Serraventosa, La Stretta, Piana di Moncione, Chiusa Borsella), Marciana Marina, Procchio, Lacona, Biodola, Portoferraio, Cavo, Rio nell'Elba. Notevoli tracce dell'Età del Rame e dell'Età del Bronzo sono state notate in vari settori dell'isola; di estremo interesse la Necropoli rupestre di Rio Marina, eneolitica, gli insediamenti protostorici del Monte Capanne e del settore orientale (Cima del Monte, Volterraio) e i siti megalitici dei Sassi Ritti, delle Piane alla Sughera, di Monte Còcchero, Monte Giove, Masso dell'Aquila, Serraventosa, Pietra Murata e Cima del Monte. Secondo la tradizione letteraria, in epoca protostorica l'Elba era abitata dagli Ilvati, una popolazione appartenente all'etnia dei Liguri, come sembrerebbe attestato dai toponimi Borandasco, Soleasco e Marserasca con il tipico suffisso in «-asco»; da qui, secondo alcuni, il nome antico dell'isola: Ilva.

Età etrusca[modifica | modifica sorgente]

Ricchissima di giacimenti di ferro, l'isola d'Elba rese possibile il sorgere della civiltà etrusca, la quale costruì vari villaggi d'altura fortificati (Monte Castello, Castiglione di San Martino, Castiglione di Campo, Monte Fabbrello e Monte Puccio), ubicati su colline in posizione strategica per il controllo del mare e delle rotte marittime di diffusione del ferro. Ad essi si affianca la Necropoli ellenistica di Capoliveri e la Necropoli di Casa del Duca. Nel 453 a.C. l'isola fu saccheggiata dalla flotta siracusana comandata da Apelles e Phayllos.

Età romana[modifica | modifica sorgente]

Successivamente, con il dominio di Roma, sull'isola furono edificate almeno tre ville marittime (Villa della Linguella, Villa delle Grotte e Villa di Capo Castello) ed almeno un centro abitato di cospicue dimensioni, l'attuale Portoferraio, dove furono rinvenute due necropoli e condutture fittili. Sempre all'età romana risalgono alcuni importanti relitti subacquei (Relitti di Sant'Andrea, Relitto del Nasuto, Relitto di Chiessi, Relitto di Procchio e Relitto di Punta Cera). In località Seccheto, nel 1899, fu rinvenuto un altare in granodiorite dedicato ad Ercole dal prefetto Publius Acilius Attianus. Un'interessante traccia toponomastica d'età romana è costituita dalla località Remmiano presso Cavoli, che deriverebbe dal possedimento di un Remmius.

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta di Roma, l'Elba divenne territorio degli Ostrogoti e successivamente, nel 610, dei Longobardi; a questi ultimi si devono numerosi toponimi presenti ancora oggi sull'isola, come Gualdo (da wald, «bosco»), Cafaio (da gahagi, «recinto»), Catro (da kater, «cancello»), Caparùtoli, Cadonno e Castorno (casa di Barùttuli, di Donno e Sturni, nomi personali). Contestualmente l'Elba divenne luogo di eremitaggio per i primi anacoreti cristiani, tra cui San Cerbone nel 575. Nell'874 l'isola fu pesantemente saccheggiata dai Saraceni, mentre nel 1003 e nel 1016 fu assalita da Mujāhid al-ʿĀmirī. A partire dal primo millennio dopo Cristo, l'isola divenne parte del territorio della Repubblica di Pisa; furono edificate torri di avvistamento come la Torre di San Giovanni, il villaggio fortificato di Montemarsale e la Fortezza del Volterraio, situata su un'altura inaccessibile per trovare rifugio dalle scorrerie dei pirati. Nello stesso periodo si svilupparono i Comuni dell'isola: Capoliveri (sede del Capitanato), Rio, Gràssera, Latrano, Ferraia, Montemarsale, Campo, Poggio, Marciana e Pomonte. A tale epoca risalgono alcuni importanti edifici religiosi come la Pieve di San Lorenzo, la Pieve di San Giovanni e la Pieve di San Michele. Allo stesso periodo risalgono le piccole chiese intitolate a San Bartolomeo, San Frediano, San Benedetto, San Biagio, Santa Maria, San Quirico, San Menna e alla Madonna della Neve. Nel 1399 l'Elba passò sotto la signoria degli Appiano di Piombino.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

L'isola subì pesanti devastazioni da parte di corsari tunisini nel 1442, e successivamente per mano di Khayr al-Din nel 1534 e 1544 e di Dragut nel 1553 e 1555. Nel 1548 il granduca di Toscana Cosimo I fondò una città fortificata simbolicamente chiamata Cosmopoli (oggi Portoferraio), concepita come presidio militare con lo scopo di difendere le coste del Granducato e dell'Elba nonché come sede dei Cavalieri di Santo Stefano. L'imperatore Napoleone Bonaparte fu esiliato all'Elba nel 1814 e vi rimase 10 mesi. A testimonianza della sua permanenza restano due belle ville ove soggiornò: Villa dei Mulini in posizione dominante a Portoferraio, e Villa San Martino residenza estiva del Còrso alla periferia della piccola capitale elbana; dal 23 agosto al 5 settembre 1814 Bonaparte soggiornò presso il Santuario della Madonna del Monte (Marciana). A partire dal 1830 si ebbero i primi flussi migratori dall'isola d'Elba verso il Venezuela, nello Stato di Trujillo. Il 13 dicembre 1900 la società siderurgica Ilva iniziò la costruzione degli altiforni a Portoferraio. Le due guerre mondiali hanno visto morire centinaia di giovani elbani; e i due dopoguerra hanno visto emigrare migliaia di lavoratori elbani. Il 17 giugno 1944 le truppe alleate franco-senegalesi sbarcarono sulla spiaggia di Fonza con la cosiddetta Operazione Brassard. Più recentemente, grazie al turismo internazionale, l'isola è diventata famosa (anche all'estero) per il suo vino, in particolare l'aleatico, dolce vino liquoroso da dessert che spesso accompagna il dolce tipico, la schiaccia briaca.

Musei[modifica | modifica sorgente]

La prima fotografia scattata all'isola d'Elba (1855 circa), raffigurante la gendarmeria del granduca Leopoldo II a Portoferraio

Dialetto elbano[modifica | modifica sorgente]

Esempio di coniugazione verbale (verbo andare):

Italiano Elbano
vado, andai, andrei vaggo, andetti, anderei
vai, andasti, andresti vadi, andesti, anderesti
va, andò, andrebbe va, andette, anderebbe
andiamo, andammo, andremmo andamo, andièdimo, anderemmo
andate, andaste, andreste andate, andeste, andereste
vanno, andarono, andrebbero vanno, andièdero, anderèbbono

Per sua posizione geografica, l'Elba rappresenta un ponte linguistico tra Toscana e Corsica. Il dialetto elbano sopravvive nelle zone più marginali dell'isola, specialmente nel versante occidentale e orientale; secondo alcuni glottologi, «l'elbano appartiene al gruppo dei dialetti còrsi, e fra essi è (...) il più toscanizzato.»[16] Secondo altri, come Gerhard Rohlfs, l’elbano fa parte dei dialetti toscani insulari. Inoltre «il dialetto elbano è fra i più interessanti per gli avvicendamenti etnici e le varie situazioni storiche, che l'hanno condizionato in doppia direttrice, nell'ascissa còrso-toscana e nell'ordinata napoletana-genovese (...).»[17] In ogni caso, la gorgia toscana risulta assente tranne che nell'area di Portoferraio (luogo di assidua frequentazione continentale a partire dal XVI secolo), mentre nel circondario di Capoliveri le consonanti intervocaliche c, p e t hanno pronuncia sonora (ad es. aberto per aperto, munigibio per municipio). Il settore occidentale dell'Elba è quello che più si avvicina al còrso settentrionale e al capocorsino; sostantivi come bóllero, gaddina, regùzzolo e téppa equivalgono al còrso bóllaru («sorgente»), gaddina («gallina»), regùzzulupettirosso») e tippa («pendio»). Influssi del dialetto ligure si riscontrano nei sostantivi léppico («appiccicoso») e rumenta («immondizia»), che si riallacciano a lépegu e rumenta. Modi di dire in antico dialetto elbano sono, ad esempio, «'Un c'è nimo 'n dógo» («Non c'è nessuno in giro», dal latino nemo in loco) e «Gaddina ch'un ha fatto óve d'è sempre poddasta» («Gallina che non ha fatto uova è sempre pollastra»).

Economia[modifica | modifica sorgente]

Risorse[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

La principale risorsa agricola dell'Elba è la viticoltura che si estende per una superficie si 350 ettari di cui 125 iscritti alla produzione dei vini DOCG e DOC dell'isola.[18] I vini prodotti all'Elba sono:

Pesca[modifica | modifica sorgente]

La pesca è un'attività economica importante nell'isola. Sono 72 i pescherecci che praticano la pesca commerciale di cui quasi la metà a Portoferraio[21]. Molto praticata la pesca sportiva.

Era attiva per secoli la pesca del tonno. Diverse erano le tonnare che erano localizzate in vari punti della costa elbana: Portoferraio, Enfola, Marciana Marina. La pesca del tonno, nell'ultima tonnara attiva dell'Enfola, si concluse nel 1958.

Risorse minerarie[modifica | modifica sorgente]

Le miniere di ferro hanno rivestito un ruolo di primo piano per l'economia dell'isola sin dall'epoca etrusca. Lo sfruttamento delle stesse è continuato sino alla metà degli anni cinquanta del XX secolo. Da quel momento è stato un continuo susseguirsi di chiusure di miniere con la chiusura dell'ultima avvenuta nel 1981.[22] L'isola è ricca di granodiorite ed una cava è presente in prossimità del paese di San Piero in Campo. L'attività estrattiva è oggi quasi del tutto abbandonata.[23]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

L'isola è collegata alla terraferma tramite i traghetti di quattro compagnie marittime (Toremar, Moby Lines, BluNavy e Elba Ferries) che effettuano rotte tra Piombino e Portoferraio, il porto principale dell'isola, Rio Marina e Cavo, nella costa est dell'isola. La frequenza dei collegamenti è maggiore in alta stagione e minore nei mesi invernali. Oltre ai traghetti tradizionali, è inoltre disponibile l'aliscafo sulla rotta Piombino-Cavo-Portoferraio e, nei mesi estivi, il traghetto veloce sulla linea Piombino-Portoferraio. Nel periodo estivo è attivo un collegamento passeggeri tra Marina di Campo e l'Isola di Pianosa.

È inoltre attivo l'aeroporto di Marina di Campo situato in località Pila con collegamenti regolari con Berna (CH), Friedrichshafen (D), Les Eplatures (CH) e Zurigo (CH).

I collegamenti urbani nella città di Portoferraio ed extraurbani tra le varie località all'interno dell'isola sono garantiti dalla CTT Nord.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Montano[modifica | modifica sorgente]

Il Monte Capanne (il più alto in tutta la provincia di Livorno) offre la possibilità di numerose passeggiate e si può raggiungere la sua sommità, la più alta dell'isola, con una cabinovia che parte da Marciana. Alcuni centri guide ambientali sono specializzati in escursioni trekking lungo i bellissimi sentieri che si snodano dentro e fuori il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Grande interesse è dato dai Mostri di pietra dell'Isola d'Elba, meta di escursionisti.

Ciclistico[modifica | modifica sorgente]

L'isola offre un'incredibile rete di percorsi per stradisti in cerca di percorsi tecnici per allenarsi, bikers che si divertono su sentieri e strade sterrate, cicloturisti, famiglie con bambini che hanno bisogno di percorsi accessibili da percorrere rilassatamente e in sicurezza. A tutto ciò si deve aggiungere una serie di servizi specifici dedicati a chi va in bici come centri di assistenza e noleggio bici. Il Capoliveri Bike Park, con oltre 100 km di strade e sentieri pedalabili, è un must per tutti bikers. Il resto dell'isola offre agli amanti della bici da strada percorsi spettacolari, godibili e tecnicamente interessanti. L'altimetria è estremamente varia e le traiettorie sono imprevedibili. Sulla strada che arriva a Rio nell'Elba da Porto Azzurro si trova la Fonte di Coppi. Fausto Coppi, verso la fine della sua carriera, venne ad allenarsi per ritrovare la forma migliore sulle strade dell’Elba[24].

Subacqueo[modifica | modifica sorgente]

Due sub in immersione sui fondali dell'isola.

Ricca di spiagge e scogliere, l'isola d'Elba offre un'ampia scelta per le immersioni subacquee, spaziando da immersioni accessibili ai principianti a quelle più impegnative[25]. Alcuni esempi sono:

Balneare[modifica | modifica sorgente]

Ma è ovviamente il turismo balneare che maggiormente attrae turisti sull'isola da maggio a settembre inoltrato, grazie al clima caldo ma ventilato e alla bellezza e varietà delle spiagge dislocate nei suoi 147 km di coste. Spiagge di sabbia bianca granitica e scogli levigati nella parte occidentale come le spiagge di Marina di Campo, Cavoli, Fetovaia, Seccheto e Sant'Andrea; di sabbia dorata nella parte centrale sia a sud che a nord-ovest come Procchio, Biodola, Lacona e Lido di Capoliveri; spiagge di ghiaia bianchissima nella parte di costa a ovest di Portoferraio che conferiscono al mare una eccezionale trasparenza come Le Ghiaie, Capo Bianco, Sansone; e infine spiagge caratterizzate da polvere e minerale di ferro nella costa orientale come Terranera e Topinetti. A Pomonte, dalla Spiaggia del Relitto, si può raggiungere a nuoto lo Scoglio dell'Ògliera dove è possibile osservare il relitto della nave mercantile Elviscot.

Strutture alberghiere[modifica | modifica sorgente]

L'isola d'Elba offre numerose tipologie di alloggi:

Presenti inoltre bed & breakfast e numerosi alloggi privati disponibili per la locazione turistica.

Disastri aerei[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Personalità nate o legate all'isola d'Elba[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Ecateo di Mileto, Periegesis, fr. 1F59
  2. ^ Scilace, Periplo, VI, 1.
  3. ^ Filone di Biblo, 573F13.
  4. ^ Strabone, Geographika, III, 123.
  5. ^ Gaio Plinio Secondo, Naturalis Historia, III, 81
    Tito Livio, Storie, XXX, 39, 1
    Pomponio Mela, Chorographia, II, 122
    Lucio Anneo Seneca, Epistole, II, 3
    Caio Giulio Solino, Collectanea rerum memorabilium, III, 2.
  6. ^ Archivio di Stato di Pisa, Comune di Pisa, divisione A.
  7. ^ Gregorio Magno, Dialoghi, III, 2.
  8. ^ Apollonio Rodio, Le Argonautiche, IV, vv. 654-658.
  9. ^ Archivio Storico di Marciana, Lavori pubblici e sussidio strade, anno 1902.
  10. ^ Dario Cassuto in Atti parlamentari della Camera dei Deputati.
  11. ^ Studi approfonditi in merito si devono agli ornitologi Giovanbattista Toscanelli, Giacomo Damiani, Waldemar Trettau, Edgardo Moltoni.
  12. ^ Edgardo Moltoni e Elio Augusto Di Carlo, Gli uccelli dell'isola d'Elba, Milano 1970.
  13. ^ Archivio del Comune di Marciana, Delibere, anno 1976.
  14. ^ Antonio Valli, Il canto de gl'augelli, Roma 1601.
  15. ^ Lorenzo Peruzzi e Angelino Carta, Crocus ilvensis sp. nov. (sect. Crocus, Iridaceae), endemic to Elba Island (Tuscan Archipelago, Italy), Nordic Journal of Botany, 29: 6-13 (2011).
  16. ^ Romualdo Cardarelli, Comunanza etnica degli Elbani e dei Còrsi, in Archivio Storico di Corsica, Livorno 1934.
  17. ^ Manlio Cortelazzo, Vocabolario marinaresco elbano, Pisa 1965.
  18. ^ Aleatico, Moscato e Ansonica: i vini dell'Elba
  19. ^ DM 30/11/2011 Approvazione disciplinari consolidati vini DOP e IGP e relativo elenco
  20. ^ Codice PDO-IT-A1237 della banca dati dell'Unione Europea, regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio
  21. ^ http://www.regione.toscana.it/documents/10180/70946/Relazione_ARPAT_LR66_Piano_2006_gen_2008/c79e3c04-e7bf-415f-8a51-44ad6cfcda44
  22. ^ La lavorazione del ferro estratto dalle miniere dagli Etruschi ai giorni nostri
  23. ^ Il granito elbano venne esportato ed utilizzato nei luoghi più importanti della storia, tra cui il Pantheon e il Colosseo
  24. ^ Fonte: Elba Good Bike Guida all'isola d'Elba in bicicletta.
  25. ^ Roberto Rinaldi. Di perla in perla, «Mondo Sommerso», 2006, 11, 108.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]