Cephalanthera longifolia

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Cefalantera maggiore
Cephalanthera longifolia plant100604.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Epidendroideae
Tribù Neottieae
Genere Cephalanthera
Specie C. longifolia
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Cephalanthera longifolia
(L.) Fritsch, 1888
Sinonimi

Serapias helleborine var. longifolia (bas)
Cephalanthera ensifolia
Serapias longifolia

Nomi comuni

Cefalantera bianca
Elleborina bianca
Elleborina a foglie lunghe

La Cefalantera maggiore (nome scientifico Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch, 1888) è una piccola pianta erbacea e perenne dai delicati fiori bianchi appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Cephalanthera) deriva dal greco. La prima parte della parola significa “testa” (cephalos), la seconda “antera” (antheros): indica ovviamente la forma del fiore simile ad una testa. Il nome specifico (longifolia) deriva dal latino: longa e folia e fa riferimento alle foglie che sono molto più lunghe che larghe.
Il termine volgare di “Elleborine” deriva da una certa rassomiglianza con alcuni fiori degli Ellebori.
In tedesco questa pianta viene chiamata: Schwertblättriges Waldvögelain; in francese in questa pianta viene chiamata: Céphalanhtère à longues feuilles; in inglese questa pianta viene chiamata: Swordleaf-helleborine oppure Narrow-leaved Helleborine.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

È una pianta perenne alta da 20 a 45 cm. La forma biologica di questa orchidea è geofita rizomatosa (G rizh), ossia è una piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno si rigenera con nuove radici e fusti avventizi. Queste piante, contrariamente ad altri generi delle orchidee, non sono epifite, ossia non vivono a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni (hanno cioè un proprio rizoma).

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Radici secondarie (carnose) da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un breve rizoma fibroso.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è semplice ed eretta, glabra e ricoperta da scaglie alla base (guaine fogliari). Si presenta sinuoso (un po' a zig-zag) e foglioso fin sotto l'infiorescenza.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie a disposizione distica
  • Foglie basali: le foglie basali sono ridotte a delle guaine attorno al fusto;
  • Foglie cauline: le foglie cauline sono relativamente numerose (da 6 a 10), tutte con lamina intera e sono disposte in modo distico (a due a due opposte sullo stesso piano, ma su nodi conseguenti) e divergenti di circa 60 gradi. Sulla pagina fogliare sono presenti fino a 9 nervature longitudinali (parallele) principali che all'apice fogliare sono lievemente ripiegate verso la nervatura centrale. Le foglie inferiori (1 o 2) sono più piccole e di forma ellittica; quelle superiori sono più lunghe e dalla forma molto lanceolata e con apice acuto e lungo il fusto sono progressivamente più ristrette verso l'alto.

Dimensioni delle foglie: foglie inferiori larghezza 1 – 2 cm, lunghezza 4 – 7 cm; foglie superiori larghezza da 2 a 1 cm, lunghezza da 10 a 15 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza si trova all'apice del fusto ed è del tipo a spiga lassa con 10 - 20 (raramente 30) fiori per pianta. I fiori (di colore bianco candido) in genere rimangono socchiusi, si aprono appena un po' nelle ore più luminose e calde della giornata. Le brattee di protezione sono lunghe la metà o meno dell'ovario e sono di tipo fogliaceo.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi ed irregolari (zigomorfi), pentaciclici (perigonio a 5 verticilli : 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami, 1 verticillo dello stilo) e resupinati (ruotati sottosopra)[1]. Dimensione dei fiori: 12 – 18 mm.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
P 3+3, [A 1, G (3)][2]
  • Labello: il labello è concavo, privo di sperone ma provvisto di creste (tipo carenature) longitudinali; alle fauci possiede una macchia giallo – aranciata; la parte interna (ipochilo) è concava o sacciforme e larghissima con dei lati rivolti all'insù; quella più esterna (epichilo) è più larga che lunga (cuoriforme) sempre concava mentre l'apice, contrariamente agli altri tepali, è arrotondato. Le due parti (ipochilo e epichilo) sono separate da una profonda strozzatura. Lunghezza del labello: 8 – 9 mm.
  • Ginostemio: gli stami filamentosi con le rispettive antere (due masse polliniche bilobe) sono concresciuti con lo stilo e formano una specie di organo colonnare chiamato ginostemio[3]. Lo stigma consiste in una superficie concava e vischiosa localizzata sotto le antere stesse. Degli stami (originariamente due verticilli con 6 stami totali in seguito ridotti) solo 1 del verticillo esterno è fertile gli altri sono atrofizzati o presenti in qualità di staminoidi (sono stami che in alcuni casi – altre specie - possono assumere caratteri morfologici petaloidei).
  • Fioritura: da aprile a giugno.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto consiste in una capsula deiscente (si apre per più fenditure) a tre valve contenente numerosissimi minuti semi che il vento può trasportare facilmente (similmente alle spore).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: i fiori di queste piante sono privi di nettare; ma l'impollinazione avviene ugualmente in quanto i vari imenotteri sono attratti dalla cresta gialla del labello che viene scambiata per stami ricchi di polline (può essere scambiata ad esempio con la parte centrale del fiore Cistus salviifolius L. (Cisto femmina) che fiorisce più o meno nello stesso periodo e vive negli stessi habitat). L'impollinazione avviene in maniera altamente specifica e non sempre in modo facile per cui il fiore attende a lungo prima di essere fecondato, per questo i fiori delle orchidee durano così a lungo (fino a un mese) anche se recisi.

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; ma la germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume).
  • per via vegetativa in quanto i rizomi possono emettere gemme (dall'ascella di una scaglia radicale) capaci di generare nuovi individui.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Diffusione: in Italia è una pianta abbastanza comune. Fuori dell'Italia è presente nel resto dell'Europa (comune in tutta l'estensione del continente anche se alcune nazioni segnalano un certo rischio di estinzione – non è segnalata nelle Alpi Dinariche) e in Asia (zone temperate).
  • Habitat: l'habitat di questa specie sono i margini dei boschi termofili (non freddi) o radure boschive soleggiate di faggio e quercia, i prati aridi, oppure lungo i sentieri. Il substrato preferito è calcareo o calcareo-siliceo, con pH basico e terreno a bassi valori nutrizionali e piuttosto secco.
  • Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1400 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[4]:

Formazione: delle comunità forestali
Classe: Carpino-Fagetea sylvaticae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[5]. Il genere Cephalanthera comprende una decina di specie diffuse in Europa e in Asia, delle quali tre sono spontanee della flora italiana.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
La collocazione sistematica di queste piante, nel corso del tempo, non è stata sempre la stessa. Linneo le attribuì al genere Serapias; nel 1818 il botanico francese Richard (1754 - 1821) le assegnò al genere Cephalanthera (la creazione del nome di questo genere è sua), mentre alcuni Autori inglesi le preferiscono collegate al genere Epipactis (anche queste chiamate “Elleborine” - nome comune a più tipi di piante), un genere estremamente affine per struttura morfologica al genere Cephalanthera (a parte l'ovario che nelle Epipactis non è contorto ed è pedicellato).

Il numero cromosomico di C. longifolia è 2n = 32.

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi intraspecifici (non tutti questi ibridi sono riconosciuti dai vari botanici):

  • Cephalanthera × otto-hechtii G. Keller in Keller, Schlechter & Soó (1936) – Ibrido con Cephalanthera rubra
  • Cephalanthera × schulzei E.G. Camus, Bergon & A. Camus (1908) – Ibrido con Cephalanthera damasonium

Ibridi tra generi diversi:

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie Cephalanthera longifolia, in altri testi, può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Cephalanthera ensifolia (Murr.) L.C. Richard (1818)
  • Serapias helleborine L. (1753) var. longifolia (basionimo)
  • Serapias longifolia L.C. Rich. (1817)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Senza l'infiorescenza (individui sterili con sole foglie basali) varie specie boschive possono essere confuse con la “Cefalantera maggiore”. È utile in questo caso esaminare attentamente la lamina fogliare : le foglie devono essere 10 volte più lunghe che larghe; si devono trovare 5 nervi principali e circa 25 secondari; la lamina non deve essere a cappuccio (la larghezza massima può trovarsi a ¼ o a metà dalla base); il fusto è biancastro e carenato. Le specie che in stato sterile possono essere confuse sono le seguenti: Cephalanthera rubraCephalanthera damasonium - Epipactis atrorubens - Epipactis helleborine - Lilium bulbiferum.
In particolare qui mettiamo a confronto due specie molto simili:

  • Cephalanthera damasonium (Miller) Druce – Cefalantera bianca: si differenzia per le foglie più ellittiche e la colorazione dei fiori (bianco – giallastro).
  • Cephalanthera rubra (L.) L.C. Rich. - Cefalantera rossa: si differenzia soprattutto per il colore rosso purpureo dei fiori.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

In alcune regioni e provincie è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 700
  2. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  3. ^ Musmarra, pag. 628
  4. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1106
  5. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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