Falco naumanni

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Falco grillaio
Male and female Lesser Kestrels.jpg
Maschio e due femmine di Falco naumanni
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Falconiformes
Famiglia Falconidae
Genere Falco
Specie F. naumanni
Nomenclatura binomiale
Falco naumanni
Fleischer, 1818
Areale

Falco naumanni distribution.png

Il grillaio (Falco naumanni) è un uccello rapace della famiglia dei Falconidi. L'epiteto naumanni è un omaggio al naturalista tedesco Johann Andreas Naumann. Rapace diffuso in tutta l'Italia meridionale, dove si concentra il 25% di tutte le coppie rimaste, in particolar modo tra Basilicata e Puglia, è una specie protetta inclusa nella Direttiva Habitat dell’Unione Europea.

Indice

Descrizione [modifica]

Il grillaio è il più piccolo fra i rapaci, è lungo 27–33 cm, con una apertura alare di circa 70 cm. È molto simile al gheppio ma ha un'apertura alare più corta. Nel grillaio maschio adulto non vi sono macchie nere sulla schiena al contrario del gheppio. Inoltre si differenzia dal gheppio per le sue unghie, nel grillaio sono chiare (giallastre), invece nel gheppio sono nere, quindi è così possibile distinguere anche le femmine ed i giovani che si presentano molto più simili al cugino gheppio.

Piumaggio: maschio bruno, grigio e scuro, femmina bruno rossiccia con barrature scure. Apertura alare: 60 – 70 cm Peso: 90 - 200 gr Periodo riproduttivo: maggio-luglio Uova: 3-5

Distribuzione e habitat [modifica]

Il grillaio è una specie a corologia eurocentroasiatico-mediterranea. L'areale di nidificazione si colloca tra il 52º parallelo in Polonia, dove nidifica irregolarmente, e il 56º parallelo nella zona del Volga, ampliandosi verso sud fino all'area del Maghreb. La maggior parte della popolazione è distribuita tra Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Macedonia, Turchia, Israele, ex Unione Sovietica.

L'areale di svernamento è localizzato nel continente africano, in gran parte a sud dell'equatore fino al Sudafrica.

In Italia, il grillaio risulta un migratore regolare, nidificante e parzialmente svernante. È nidificante dal livello del mare fino a 400-500 m s.l.m. in Basilicata e in Puglia, e fino a 1.000-1.100 m s.l.m. in Sicilia e in Sardegna. Il grillaio nidifica esclusivamente in Basilicata, Puglia[1] Sicilia, Lampedusa, Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna, Calabria.

Biologia [modifica]

Specie migratrice, vive durante il periodo pre-riproduttivo in colonie. Quello che è il più piccolo tra i rapaci giunge in Italia ad aprile e riparte per l'Africa alla fine dell'estate.

Questo piccolo rapace è molto più confidente del gheppio, infatti non è raro sostare sotto di lui mentre si liscia le penne o spolpa una qualche preda su di un palo, senza batter ciglio per la nostra presenza. A differenza del gheppio è solito vivere in comunità, quindi facilmente si possono individuare più soggetti insieme.

Alimentazione [modifica]

Data la scarsa potenza del becco e degli artigli, si nutre principalmente di invertebrati come cavallette, coleotteri, grilli-talpa, insetti vari che coprono circa l'80% della sua alimentazione. Riesce comunque a predare con successo rettili come le lucertole e, occasionalmente, piccoli roditori terricoli. Cattura le sue vittime in prevalenza a terra, usando sia la tecnica di caccia all'agguato che il volo perlustrativo

Riproduzione [modifica]

Dopo il ritorno dai luoghi caldi di svernamento, il Grillaio incomincia la sua attività riproduttiva, quasi sempre in colonie più o meno numerose. A fine aprile vengono deposte, direttamente in anfratti e buchi di rocce, talvolta nelle cavità di grossi tronchi, dalle 3 alle 5 uova che si schiudono dopo una cova di circa 28 giorni, effettuata prevalentemente dalla femmina. Nei primi giorni dalla nascita, la femmina rimane con i piccoli e il maschio procura il cibo. Successivamente, anche la femmina gli verrà in aiuto. L'involo dei giovani avviene a circa 4 settimane dalla nascita, che in Italia coincide con giugno-luglio. Già in agosto-settembre, giovani e adulti, in forma aggregata, intraprendono la migrazione autunnale. La prima nidificazione può verificarsi dopo il primo inverno.

Voce [modifica]

La voce è composta da krii striduli molto ravvicinati da sembrare quasi il rumore di un grillo, per questo motivo prende il nome di grillaio.

Sistematica [modifica]

Ne sono note 3 sottospecie:

  • Falco naumanni naumanni
  • Falco naumanni pekinchensis
  • Falco naumani sarenanticus

Conservazione [modifica]

Questo piccolo falco è stato riconosciuto dall'Unione Europea come "specie Prioritaria ai fini di conservazione", ai sensi della direttiva 79/409, ed è definita "specie vulnerabile" nella Lista rossa IUCN[2] e nella Lista Rossa Animali d'Italia.

Le popolazioni Appulo-lucane sono considerate fondamentali per la conservazione di questo rapace a livello europeo; negli ultimi due lustri questa popolazione è in espansione malgrado la riduzione di habitat. Attualmente sono in corso due progetti LIFE Natura per la tutela del grillaio, uno denominato LIFE "Rapaci Lucani" e un secondo progetto denominato "Rapaci del Gargano"[3] che ha lo scopo di ricreare nuove colonie di questo raro falchetto in provincia di Foggia.

La colonia di Matera [modifica]

Il falco grillaio è specie da proteggere poiché il rischio di estinzione è alto. 12-18 000 sono le coppie rimaste in tutto il continente e il 25% si concentra nell'Italia Meridionale, particolarmente tra Puglia e Basilicata.

Alcune colonie più piccole si trovano a Montescaglioso e Altamura e comunque in gran parte del territorio murgiano. Tra 400 e 500 coppie nidificano in Sicilia. Tra 100 e 200 coppie nidificano in Sardegna.[4], e a Matera si trova la colonia più imponente. Secondo recenti censimenti ci sono un minimo di 700 coppie nidificanti, e nel periodo pre-riproduttivo si possono contare 3.000 esemplari.[4]

In controtendenza con quello che succede in molte zone dell'areale spagnolo e greco, il territorio della murgia materana è immutato da secoli, un tavolato calcareo coperto da grandi pascoli aridi. A Matera risulta evidente la caratteristica formazione di colonie del grillaio in un punto ben preciso: un pino domestico situato quasi al centro della città. I piccoli falchi utilizzano questo pino come dormitorio e sembrano del tutto indifferenti al traffico cittadino (in quel punto della città particolarmente concentrato). Durante il periodo precedente alla riproduzione, al calare del sole è possibile vedere centinaia di uccelli che si affollano in volo attorno al pino (proprio questo comportamento ha reso possibile censimenti accurati). Durante il periodo riproduttivo spicca un'altra particolarità del grillaio e cioè il fatto che nidifica praticamente ovunque: in nicchie sui monumenti, sotto le tegole, in qualsiasi buco o fessura delle mura (sono stati visti alcuni uccelli nidificare in vasi sui balconi).

Durante il periodo della mietitura nei dintorni di Matera è facile vedere grillai in volo sui campi, pronti a catturare tutti quegli insetti che vengono disturbati dall'attività dell'uomo. La città ha adottato questo splendido uccello e per questo motivo si è incentivato l'utilizzo delle cassette nido, che sono di aiuto alla nidificazione, in quanto compensano la perdita dei luoghi nidificatori a seguito del restauro delle vecchie abitazioni.

Sul palazzo della Provincia sono state collocate circa 50 cassette nido. Quasi il 22% delle cassette collocate a Matera nel 2008 è stato utilizzato.

Curiosità [modifica]

Galleria immagini [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Nelle province di Bari e Foggia, fonte: Centro Studi Naturalistici Onlus.
  2. ^ BirdLife International 2008. Falco naumanni. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
  3. ^ Progetto "Rapaci del Gargano"
  4. ^ a b Sandro Bassi, National Geographic, novembre 2009

Voci correlate [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]

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