Montecatini Val di Cecina

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Montecatini Val di Cecina
comune
Montecatini Val di Cecina – Stemma Montecatini Val di Cecina – Bandiera
Montecatini Val di Cecina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Amministrazione
Sindaco Sandro Cerri (PD) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 43°23′37″N 10°44′59″E / 43.393611°N 10.749722°E43.393611; 10.749722 (Montecatini Val di Cecina)Coordinate: 43°23′37″N 10°44′59″E / 43.393611°N 10.749722°E43.393611; 10.749722 (Montecatini Val di Cecina)
Altitudine 416 m s.l.m.
Superficie 155,08 km²
Abitanti 1 883[1] (31-12-2010)
Densità 12,14 ab./km²
Frazioni Buriano, Casaglia, Casino di Terra, Gabella, Gello, La Sassa, Miemo, Mocajo, Ponteginori, Querceto
Comuni confinanti Bibbona (LI), Guardistallo, Lajatico, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Pomarance, Riparbella, Volterra
Altre informazioni
Cod. postale 56040
Prefisso 0588
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050019
Cod. catastale F458
Targa PI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 107 GG[2]
Nome abitanti montecatinesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecatini Val di Cecina
Posizione del comune di Montecatini Val di Cecina all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di Montecatini Val di Cecina all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Montecatini Val di Cecina è un comune di 1.908 abitanti della provincia di Pisa.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla documentazione storiografica risulta che prima del secolo XI il borgo era chiamato Monte Leone (Castrum Montis Leonis), con tale nome compare su una bolla di Pietro, Vescovo di Volterra nel 1099, tale atto rivela che egli esercitava l'autorità civile sul borgo, mentre per quanto riguarda l'ordinamento religioso era soggetto al borgo di Gabbreto.

Nel 1316 a Montecatini Val di Cecina fu combattuta una battaglia tra Pisa e Volterra, in conseguenza della quale i pisani vincitori, imposero ai vinti una convenzione. Nel 1350 Montecatini Val di Cecina è dei Belforti, signori di Volterra, che installarono nel castello una forte guarnigione. Nel 1361 Montecatini fu occupato da truppe fiorentine, ma fu restituito a Volterra l'anno seguente, che riprese il borgo con la forza a causa dell'opposizione dei Belforti. Nel 1472 passò sotto il diretto dominio fiorentino, sotto il vicariato della Val di Cecina, con sede a Pomarance. Durante tutto il periodo granducale non emergono eventi di rilievo.

Pare che il borgo seppe evitare la pestilenza del 1630-32, grazie a provvedimenti tempestivi come la chiusura delle mura e l'ingaggio di un cerusico, fu colpita però dai gravi danni economici che derivarono dall'epidemia, che costrinsero alla chiusura delle miniere. Durante il XIX secolo l'attività di estrazione del rame, praticata fin dall'epoca etrusca, conobbe una forte espansione, quella di Montecatini Val di Cecina diventò la più grande miniera di rame d'Europa. L'attività mineraria cessò comunque nel 1907. Nel 1911 iniziò lo sfruttamento dei giacimenti di salgemma da parte della società belga Solvay, necessario per le produzioni chimiche di Rosignano Solvay.

Nel 1943-44 durante l'occupazione nazista, per la particolare configurazione geografica del suo territorio, molto accidentata e quasi tutta boschiva, il comune Montecatini Val di Cecina fu teatro di significativi episodi della lotta partigiana. Operava in zona la brigata partigiana “Otello Gattoli”.

Nel referendum del 1946 votarono per la Repubblica 2177 elettori, per la Monarchia 659, e 298 furono le schede bianche. Da segnalare che nelle immediate vicinanze dell'abitato di Montecatini Val di Cecina, si trova una località detta Camporomano, dove nell'anno 453 dalla fondazione di Roma (301 a.C.) fu combattuta una battaglia che permise ai romani di occupare la città etrusca di Volterra.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Biagio: una iscrizione ne fa risalire la costruzione al 1361, ma l'architettura farebbe pensare ad un rifacimento. Fu edificata in blocchi di selagite ed in stile romanico, con l'ingresso insolitamente sul lato nord (le chiese romaniche hanno quasi sempre la facciata volta a ponente). In un rifacimento del XVI secolo la facciata fu coperta dalla costruzione della canonica e fu aperto un nuovo ingresso a lato. Ha pianta rettangolare divisa in tre navate da colonne ed ha una copertura a capriate. Il campanile in laterizio, risale alla metà del XV secolo.
  • Torre Belforti: già esistente agli inizi del Trecento, venne ricostruita dal mastro di pietre Ghetto da Buriano nel 1354, quando era di proprietà dei Belforti. Realizzata in blocchi di selagite, è alta 28 metri divisi su cinque piani. La parte inferiore presenta una bicromia realizzata con filari alternati di pietra chiare e scure, uno stile insolito per un edificio non religioso. Tra le poche aperture vi sono due fori, aperti all'epoca dei Belforti, con funzione di cannocchiale, rivolti uno al Mastio di Volterra e l'altro alla Rocca Sillana. Oggi la torre appartiene ad un privato.
  • Palazzo Pretorio: edificato nel Trecento ma più volte modificato. Sulla facciata si apre un portico con volte a crociera ed archi a tutto sesto poggianti su colonne di ordine ionico. Fino al 1956 è stato sede del Comune. Oggi ospita il centro di documentazione del Museo delle Miniere.
  • Miniera di Caporciano o Camporciano: miniera di rame ubicata nelle immediate vicinanze dell'abitato di Montecatini Val di Cecina. Di origine etrusca è stata attiva, con alterne fortune fino al 1907. Nel XIX secolo è stata la miniera di rame più grande d'Europa, dando vita alla Società Montecatini spa, poi diventata, dopo la fusione con Edison, il colosso chimico-minerario Montedison. Oggi le strutture interne ed esterne della miniera sono interessate da un'opera di restauro e fanno parte del complesso del Museo delle Miniere.
  • Oratorio di Santa Barbara: situato nell'area della Miniera di Caporciano, è stato costruito nel 1787 sul luogo dove sorgeva una precedente cappella. La dedica a Santa Barbara, patrona dei minatori, risale al restauro del 1851 ad opera dei proprietari della miniera, che l'arricchirono con due opere d'arte, un quadro del Seicento, del pittore Juan Rodriguez Xuàrez raffigurante la Madonna di Guadalupe, ed un altare in marmo realizzato da Lorenzo Bartolini, uno degli scultori più noti dell'epoca. Sul portale della chiesa è collocata una lunetta in maiolica in stile robbiano, raffigurante la madonna di Camporciano con ai lati, oranti, Santa Barbara (riconoscibile dalla Torre e dalla palma del martirio, entrambi attributi tipici della Santa) e San Sisto. La lunetta è una rielaborazione della Madonna Sistina di Raffaello. Il manufatto è copia di quella posta nell'altare della cappella ipogea al quarto livello della miniera di rame (144 metri di profondità), realizzata dalla Manifattura Ginori nel 1853. L'oratorio è stato nuovamente restaurato nel 2005, ed oggi fa parte del complesso del Museo delle Miniere.

Cinematografi e teatri[modifica | modifica sorgente]

  • Cinema Teatro Aurora (teatro storico)
  • Teatro Laveria: teatro all'aperto da 200 posti, inaugurato nel 2011, ubicato in località La Miniera, è stato ricavato all'interno dei locali delle laverie della ex miniera di rame di Caporciano.
  • Teatro Comunale di Ponteginori: nato negli anni '30 come cinematografo del dopolavoro Solvay, è stato ristrutturato e trasformato in un teatro da 120 posti alla fine degli anni '80. Nel 2008 è stato acquistato dal Comune.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio del Comune di Montecatini Val di Cecina, per il suo paesaggio tipicamente toscano, sono stati girati alcuni film. Di seguito sono riportati i più significativi.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo delle Miniere

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Montecatini Val di Cecina è composto, oltre dal capoluogo comunale, da numerose frazioni e borgate che popolano la campagna circostante.

Le frazioni del comune sono:

Invece, i sobborghi La Miniera, Ligia e San Michele costituiscono un'unica entità urbana unica con il capoluogo comunale.[4]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Montecatini Val di Cecina ha avuto fin dall'antichità una forte vocazione mineraria. Con la con la crisi delle attività estrattive (soprattutto rame ed alabastro volterrano) ha attraversato un lungo periodo di declino economico e demografico. Oggi le attività industriali sono legate quasi esclusivamente all'estrazione del salgemma, un settore che ha comunque conosciuto, a partire dagli anni '80, una forte contrazione degli addetti. Registra un stasi il settore dell'agricoltura tradizionale, mentre sono in espansione le produzioni agricole di qualità ed il turismo, in particolare nella formula dell'agriturismo. Nella zona della miniera sono stati installati 11 aerogeneratori da 1500 kW ciascuno per una potenza totale di 16,5 MW.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal 27 maggio 2013 il Consiglio Comunale è composto dal Sindaco più 6 consiglieri (4 di maggioranza e 2 di minoranza)

la Giunta Comunale è composta dal Sindaco più 2 assessori.

Fino al 1º marzo 2012 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val di Cecina. Con lo scioglimento di quest'ultima, ha fondato con i comuni di Pomarance e Monteverdi Marittimo, l'Unione Montana Alta Val di Cecina.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1891 1895 Alfonso Barzi Sindaco
1895 1899 Alfonso Barzi Lista Riformisti e Socialisti Sindaco
1899 1899 Stefano Cristiani Regio commissario
1899 1912 Alfonso Barzi Sindaco
1912 1912 Dr. Pacces Commissario prefettizio
1912 1912 Luigi Battaglini Commissario prefettizio
1913 1913 Avv. Torquato Mori Sindaco
1913 1913 Anchise Torrini Sindaco
1914 1914 Anselmo Tonelli Sindaco
1914 1920 Alberto Sarperi Sindaco
1920 1920 Avv. Umberto Sestini Commissario prefettizio
1920 1922 Luigi Lazzerini Lista Socialista Sindaco
1922 1923 Giuseppe Rotondo Lista Socialista Sindaco
1923 1926 Cav. Anselmo Tonelli P.N.F. Sindaco
1926 1929 Cav. Avv. Alfonso Micheloni P.N.F. Podestà
1929 1932 Avv. Torquato Mori P.N.F. Podestà
1932 1933 Francesco Mori P.N.F. Commissario Prefettizio
1933 1943 Francesco Mori P.N.F. Podestà
1943 1943 Lino Carlo Sinicco P.F.R. Commissario prefettizio
1943 1943 Cav. Vincenzo Paglianti P.F.R. Commissario prefettizio
1943 1944 Oreste Giglioli P.F.R. Commissario prefettizio
1944 1945 Giulio Bettoja Nomina del Governo Militare Alleato e del C.N.L. Sindaco
1945 1946 Ing. Vittorio Tonelli Nomina del Governo Militare Alleato e del C.N.L. Sindaco
1946 1946 Giuseppe Rotondo Nomina del Governo Militare Alleato e del C.N.L. Sindaco
1946 1947 Giuseppe Rotondo Lista PCI, PSIUP Sindaco
1947 1952 Gaetano Ceccarelli Lista PCI, PSI Sindaco
1952 1960 Livio Cei Lista PCI, PSI Sindaco
1952 1960 Livio Cei Lista PCI, PSI, PSDI Sindaco
1962 1964 Gino Nannini Lista PCI, PSI Sindaco
1964 1970 Gino Nannini Lista PCI, PSI Sindaco
1970 1975 Arturo Rivaroli Lista DC, PSI, PSDI Sindaco
1975 1985 Arturo Rivaroli Lista PSI, PCI Sindaco
1985 1990 Sergio Nanni PCI Sindaco
1990 1995 Renzo Rossi Lista civica appoggiata da DC, PSI Sindaco
1995 2004 Renzo Rossi Lista civica appoggiata da PPI, PDS Sindaco
2004 2007 Roberto Antonio Orlandini Lista civica appoggiata da Margherita, DS Sindaco
2007 2008 Sandro Cerri Lista civica appoggiata da Margherita, DS Vicesindaco con funzioni vicarie di Sindaco
2008 2013 Sandro Cerri Partito Democratico Sindaco
2013 in carica Sandro Cerri Lista di coalizione tra PD, SEL, PSI, RC Sindaco

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Statuto comunale di Montecatini Val di Cecina, Art. 9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aroldo Schneider, Breve cenno sulla miniera cuprifera di Montecatini, Firenze, Tipografia dell’Arte della Stampa, 1880.
  • Aroldo Schneider, La miniera cuprifera di Montecatini V.C., Firenze, Tipografia G. Barbera, 1890
  • Alberto Riparbelli, Storia di Montecatini Val di Cecina e delle sue miniere, Firenze, Tipografia Giuntina, 1980
  • Gianna Bertini, Maria Luisa Ceccarelli Lemut, Fabrizio Rosticci, Montecatini Val di Cecina, Pisa, ETS, 2010
  • Fabrizio Rosticci, Il Monumento ai Caduti di Ezio Ceccarelli, San Miniato, Comune di Montecatini, Grafiche Leonardo, 2007
  • Fabrizio Rosticci, Il conte Dmitrij Petrovic Boutourline a Montecatini Val di Cecina, San Miniato, Grafiche Leonardo, Comitato CRI Montecatini, 2008
  • Fabrizio Rosticci, L'oratorio della miniera, Pisa, ETS, 2011
  • Fabrizio Rosticci, Guido Donegani e Montecatini Val di Cecina, in "Rassegna Volterrana", a. LXXXIII, 2006
  • Fabrizio Rosticci, Pio IX tra Firenze e Volterra e la munificenza di un personaggio poco noto: Francis Joseph Sloane, in "Rassegna Volterrana", a. LXXXVI, 2009
  • Moira Taddei, Montecatini Val di Cecina. Il paese del rame, Pisa, Pacini Editore, 2003
  • Andrea Falorni, I mulini di Montecatini Val di Cecina, in "Rassegna Volterrana", a. LXXVIII, 2001
  • Andrea Falorni, L’oratorio della beata vergine Maria di Borgo a Montecatini Val di Cecina, in “Rassegna Volterrana”, a. LXXXIII, 2006
  • Mario Bocci, Andrea Falorni, Nicoletta Lepri, Antonio Palesati, Montecatini Val di Cecina. Arte e Storia, Peccioli, Grafitalia, 2003
  • Albano Melosi, Quando c'erano io c'ero, San Miniato, Grafiche Leonardo, Comune di Montecatini, 2007
  • Renzo Rossi, Frammenti da una guerra. Montecatini Val di Cecina: dalla guerra alla Repubblica, San Miniato, FM Edizioni, Comune di Montecatini, 2010
  • Giuseppe Caciagli, La Provincia di Pisa, Pontedera 1969
  • Alessandro Furiesi (a cura di), Il medioevo a Volterra, Pacini Editore, Pisa 2003

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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