Calci

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Calci
comune
Calci – Stemma Calci – Bandiera
Vista di Calci da località La Fontanella
Vista di Calci da località La Fontanella
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Amministrazione
Sindaco Massimiliano Ghimenti (centrosinistra) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 43°43′28″N 10°31′09″E / 43.724444°N 10.519167°E43.724444; 10.519167 (Calci)Coordinate: 43°43′28″N 10°31′09″E / 43.724444°N 10.519167°E43.724444; 10.519167 (Calci)
Altitudine 50 m s.l.m.
Superficie 25,16 km²
Abitanti 6 513[2] (31-12-2010)
Densità 258,86 ab./km²
Frazioni La Pieve, Castelmaggiore, Il Colle-Villa, Crespignano-La Corte-San Piero, La Gabella, Montemagno-San Lorenzo, Pontegrande-Sant'Andrea, Rezzano-Nicosia, Tre Colli, Monte Serra.[1]
Comuni confinanti Buti, Capannori (LU), San Giuliano Terme, Vicopisano
Altre informazioni
Cod. postale 56011
Prefisso 050
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050003
Cod. catastale B390
Targa PI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti calcesani
Patrono sant'Ermolao
Giorno festivo 7 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calci
Posizione del comune di Calci all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di Calci all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Calci (Càrci in dialetto locale[3]) è un comune italiano di 6.504 abitanti[4] della provincia di Pisa in Toscana. Dista meno di 20 km da Lucca e 10 km dalla stessa Pisa.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Già compreso nella Comunità di Pisa, a seguito del riordinamento del Granducato di Toscana del 1776, e nel Comune di Pisa nei primi anni del Regno d'Italia, dal 1867 è Comune autonomo. Dal 1884, dopo l'annessione delle frazioni di Montemagno e Rezzano già appartenute al Comune di Vicopisano, conserva inalterato il proprio territorio di giurisdizione, coincidente con la Valle Graziosa e le due valli laterali e contigue di Crespignano e Vicascio (o Val di Vico), per una superficie di poco superiore ai 25 km2 e per uno sviluppo altitudinale compreso fra i 4 e i 917 metri s.l.m. della sommità di Cima alla Taneta (comunemente detta Monte Serra, il rilievo più alto del Monte Pisano).

  • Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), deliberazione Giunta Regionale n.878 del 08/10/2012 (Aggiornamento della classificazione sismica del territorio regionale. Attuazione dell'O.P.C.M. 3519 del 28/04/2006 e del D.M. 14/01/2008 - Revoca della DGRT 431/2006)

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Calci è un insieme di borghi, dei quali residuano oggi le più antiche frazioni, che comincia a svilupparsi in epoca repubblicana intorno al castello del Vescovo pisano, feudatario della valle, distribuendo i propri insediamenti lungo il corso dei torrenti principali (le Zambre) e da essi attingendo acqua per l'attività conciaria e per l'alimentazione delle ruote idrauliche, utili a muovere mulini e magli.

L'olivicultura forniva l'olio finissimo e la Zambra dava la forza idrica per gli opifici. Questa attività era conosciuta con il nome di Arte Bianca ed era una delle più importanti nel paese, insieme all'Arte della Lana, che offriva una pregiata produzione tessile. Altre arti minori erano la raccolta della mortella, il lavaggio della biancheria e la concia delle pelli animali. I boschi dei suoi monti erano protetti da leggi molto severe e davano legname ai cantieri navali della Repubblica Pisana.

Nel medioevo la vita civica dei calcesani era organizzata in una istituzione comunale composta di sei consoli, rappresentanti delegati di altre comunità sparse nel territorio calcesano, che dal monte si spingeva fino alla sponda destra dell'Arno. La vita gravitava intorno alle chiese di S. Maria a Willarada, chiesa madre non più esistente, e di S. Andrea a Lama. La grande Pieve romanica fu edificata all'epoca del Vescovo Daiberto, fra il 1080 ed il 1111, anno in cui vi furono deposte le reliquie del Santo Patrono Ermolao Martire.

Calci si trovò spesso coinvolto nelle sanguinose e alterne vicende della lunga guerra tra Firenze e Pisa. Fedelissimo alla Repubblica, con Pisa cadde all'inizio del XVI secolo sotto il dominio fiorentino e, nella riorganizzazione successiva alla sconfitta, venne aggregato alla comunità di Vicopisano fino alla fine del Cinquecento, quando venne aggregato a Pisa.

I borghi originari, condizionati dall'attività agricola e pastorizia, non hanno avuto sviluppo o sono scomparsi, mentre a partire dal 1500 il paese letteralmente si modella intorno al corso del più importante dei torrenti, per uno sviluppo di quasi tre chilometri, sui quali operavano, alla fine del XIX Secolo, oltre 100 mulini mossi da ruote idrauliche. La persistenza di casolari e corti, addossati a romitori, conventi o chiese fra oliveti e selve di castagno, ha dato alla vallata calcesana il nome di Valle Graziosa.

Nel XVI secolo Calci fu distaccato da Vicopisano e riunito a Pisa finché, nel 1867, i calcesani chiesero ed ottennero dal governo di Vittorio Emanuele II la separazione dalla comunità di Pisa e la possibilità di erigersi in comune autonomo.

Certosa di Pisa

Verso la fine degli anni '90 del XX secolo il territorio comunale ha subito un consistente incremento del tessuto edilizio, in particolare in località La Gabella dove sono sorti numerosi edifici residenziali, a schiera ed a blocco, ed un centro commerciale, i quali hanno decisamente mutato l'aspetto del paese un tempo prettamente agricolo.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Nella toponomastica comune, l'origine del nome di Calci è erroneamente attribuito a calx, calcis, ossia "calce", largamente presente nelle cave di pietra poste lungo la costa del lungomonte, ma non nel territorio comunale di Calci, la cui struttura geologica è molto più antica e di natura assolutamente opposta (silicea). Il locus Calcis è la primitiva attribuzione onomastica della vallata, di etimo latino (calceum, per "piede" o "tallone" del monte) o addirittura greco, rilevata in rogiti e documenti risalenti all'XI e X secolo, ad essa preesistendo toponimi di etimo latino, quali Rethianus (l'odierna Rezzano) e Vicus Cassii, divenuto Vicascio (oggi sostituito dal più recente toponimo di "La Gabella").

Dal 1887 al 1953 Calci era costituiva località capolinea della tranvia a vapore che, percorrendo l'asse della via Fiorentina, collegava Pisa con Pontedera e, attraverso una diramazione in sede propria che si distaccava in località Navacchio, con Caprona e Calci.

Baricentro della vallata è la pieve dei Santi Giovanni ed Ermolao, in puro stile romanico pisano. In epoca moderna attorno ad essa si forma l'aggregato urbano più importante, che prende il nome della chiesa - La Pieve - e che diventa la frazione capoluogo.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Pieve dei Santi Giovanni ed Ermolao

Fin dall'alto medioevo gli eremiti Santi Jacopo e Verano alla Costa d'acqua e Sant'Alessandro vivevano all'ombra di quei boschi nelle spelonche delle pendici verrucane. La santità di questi romiti ebbe così vasta risonanza che si possa presumere che Bernardo da Chiaravalle abbia tradizionalmente visitato quei luoghi, durante il suo soggiorno a Pisa per il Sinodo del 1135.

Nel XV secolo nei pressi della cittadina venne fondato un monastero certosino, noto col nome di Certosa di Pisa o di Calci, oggi diventato un museo gestito dall'Università di Pisa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Ville[modifica | modifica sorgente]

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Persone legate a Calci[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Il paese di Calci è composto da un nucleo storico centrale, comunemente noto come La Pieve, e da numerose frazioni e borgate che si sono ritrovate, nel corso del XX secolo, saldate l'una all'altra in un'unica area urbana continua: è il caso dei borghi di Castelmaggiore (antico capoluogo comunale), La Corte, Nicosia, Pontegrande, Rezzano, San Piero, Sant'Andrea a Lama, Tre Colli. Altre località che, pur non possedendo tutte caratteristiche urbane, vertono sul paese in semi-continuità con esso sono invece quelle di Crespignano, Il Colle, La Gabella, Montemagno, San Lorenzo e Villa.

Nel territorio comunale di Calci è compresa anche la vetta del Monte Serra.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Lo statuto del comune così organizza e definisce la suddivisione interna in frazioni: La Pieve, Castelmaggiore, Il Colle-Villa, Crespignano-La Corte-San Piero, La Gabella, Montemagno-San Lorenzo, Pontegrande-Sant'Andrea, Rezzano-Nicosia, Tre Colli, Monte Serra.[6]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Calci
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2014 Bruno Possenti centrosinistra Sindaco
2014 in carica Massimiliano Ghimenti centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statuto comunale di Calci, Art. 4.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 115.
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT, ISTAT. URL consultato il 13 febbraio 2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statuto comunale di Calci, Art. 4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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