Montescudaio

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Montescudaio
comune
Montescudaio – Stemma Montescudaio – Bandiera
Montescudaio – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Sindaco Aurelio Pellegrini (Partito Democratico) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°19′34.29″N 10°37′32.45″E / 43.326191°N 10.625681°E43.326191; 10.625681 (Montescudaio)Coordinate: 43°19′34.29″N 10°37′32.45″E / 43.326191°N 10.625681°E43.326191; 10.625681 (Montescudaio)
Altitudine 242 m s.l.m.
Superficie 19,9 km²
Abitanti 1 946[1] (31-12-2010)
Densità 97,79 ab./km²
Frazioni Poggio Gagliardo, Fiorino
Comuni confinanti Cecina (LI), Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella
Altre informazioni
Cod. postale 56040
Prefisso 0586
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050020
Cod. catastale F640
Targa PI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 879 GG[2]
Nome abitanti montescudaini
Patrono Assunzione di Maria
Giorno festivo 15 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Montescudaio
Posizione del comune di Montescudaio all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di Montescudaio all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Montescudaio è un comune di 1804 abitanti della provincia di Pisa.

Il paese di Montescudaio si trova nella Val di Cecina e fa parte della Maremma Pisana. Distante una decina di chilometri dal litorale, è inserito tra I borghi più belli d'Italia.

« Castello ceduto dai Gherardesca ad un ramo di Conti loro consorti, i quali dai Pisani furono poi dichiarati Vicarii di Maremma, ma che divenuti ribelli si diedero ai Fiorentini. La porta dell'antico castello conserva un duplice antiporto. Le abitazioni del suo ricinto sono di meschino aspetto; angusta è la parrocchia posta in mezzo ad esso. Ma il borgo contiguo al castello è formato di belle abitazioni con ampia via ad esse interposta. »
(Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana granducale (1856)[3])

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Torre Civica

Il toponimo longobardo della roccaforte è attestato per la prima volta nel 1091.

Il secondo elemento del nome deriverebbe dal latino scutarius ("fabbricante di scudi"). Scutarius è anche un nome di persona romano. In ogni caso l'insediamento è molto più antico; infatti, numerosi reperti archeologici attestano presenze umane in questa zona sin dall'epoca villanoviana.[5]

Per altri il toponimo significa invece monte dello Skuldhais (Sculdascio), dal longobardo Skuld (debito) + haitan (chiamare, esigere); Montescudaio prende quindi il nome dal funzionario governativo locale preposto alla riscossione dei tributi, alla risoluzione di dispute minori e alla organizzazione militare della zona. Poco distante un altro toponimo longobardo è Guardistallo, da Warda (guardia) + Stal (ricovero, alloggio), probabilmente sede di un distaccamento militare.[6]

I primi documenti storici si hanno intorno al XI secolo, epoca in cui l'abitato era costituito da un castello di proprietà della famiglia Della Gherardesca. Questi si insediarono a Montescudaio in pianta stabile e dettero origine ad una ramo autonomo della casata. I "Conti di Montescudaio" si resero protagonisti di diversi atti di ribellione contro la Repubblica di Pisa, che in epoca medievale dominava questi territori. Le rivolte furono domate, ma nel 1406, quando Pisa e tutto il contado furono venduti a Firenze, i conti si affrettarono a farsi accreditare presso la corte dei nuovi signori, riuscendo così a ottenere la nomina di vicari in Maremma. Tuttavia, gli abitanti di Montescudaio, con l'autorizzazione di Firenze, si costituirono in Comune; si dotarono di nuovi statuti e riuscirono a estromettere i conti dal castello.[7]

Il Comune cessò di esistere nel 1648, quando tutta l'area divenne un feudo dei marchesi Ridolfi di Firenze. I feudi furono aboliti un secolo più tardi, ma la successiva riforma agraria del 1770 non impedì una spartizione dei terreni tra due soli proprietari.

Nel 1846 si registrarono diversi danni a causa di un violento terremoto che distrusse le case più antiche del castello. Ulteriori devastazioni si ebbero col terremoto del 1871.

Dopo l'unità d'Italia l'abitato conobbe un lento sviluppo; nel 1927 si contavano quasi tremila abitanti, ma dopo la seconda guerra mondiale si verificò un crollo demografico dovuto all'immigrazione verso i nuovi centri della costa livornese.[8]

Nella seconda metà del Novecento si registra l'espansione dell'abitato nella frazione di Fiorino, nelle immediate vicinanze di Cecina, mentre la vicina località di Poggio Gagliardo costituisce la principale zona industriale e artigianale del comune.

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro del paese è costituito dalla piazza Matteotti, nei pressi della quale si trova la casa natale dell'affermato scultore Italo Griselli. Lo stesso Griselli scolpì il monumento ai Caduti situato in via Vittorio Veneto (1924).

Lungo la via della Libertà si trovano la villa Marchionneschi, di fine Ottocento, e il palazzo Surbone, che fu residenza dei marchesi Ridolfi e dove fu ospitato il granduca Leopoldo II di Toscana durante la visita in occasione del terremoto del 1846. A breve distanza si erge l'Oratorio della Santissima Annunziata, di origine quattrocentesca, ma molto rimaneggiato negli anni trenta del XX secolo. Adiacente all'oratorio è ubicato il palazzo del Municipio.

La Torre Civica segna l'ingresso al castello medievale. Essa risale al XII secolo nella parte inferiore, ma la parte superiore fu ricostruita intorno al 1850. Nell'area del castello, in posizione scenografica, si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, che ebbe anche il titolo di abbazia; fu ricostruita a seguito del terremoto del 1846 e intitolata a Santa Maria Assunta. Dinnanzi alla chiesa, nell'angolo nord-occidentale della vasta piazza, si trova la Guardiola, l'unica torre d'avvistamento del paese, oggi utilizzata come belvedere.[9]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana granducale, Giuseppe Polverini Editore, Firenze 1856, p. 231.
  4. ^ rete.toscana.it, Classificazione sismica in Toscana (pdf). URL consultato il 17-08-2013.
  5. ^ S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996, p. 31.
  6. ^ Ugolino della Gherardesca, I della Gherardesca dai Longobardi alle soglie del Duemila, Edizioni ETS, Pisa, 1995
  7. ^ S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996, p. 32.
  8. ^ S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996, p. 34.
  9. ^ S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996, pp. 34-39.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]