Ponsacco

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Ponsacco
comune
Ponsacco – Stemma Ponsacco – Bandiera
Ponsacco – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Amministrazione
Sindaco Francesca Brogi (PD) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 43°37′00″N 10°38′00″E / 43.616667°N 10.633333°E43.616667; 10.633333 (Ponsacco)Coordinate: 43°37′00″N 10°38′00″E / 43.616667°N 10.633333°E43.616667; 10.633333 (Ponsacco)
Altitudine 24 m s.l.m.
Superficie 19,88 km²
Abitanti 15 574[1] (2010)
Densità 783,4 ab./km²
Frazioni Camugliano, Le Melorie, Val di Cava.
Comuni confinanti Capannoli, Casciana Terme Lari, Pontedera
Altre informazioni
Cod. postale 56038
Prefisso 0587
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050028
Cod. catastale G822
Targa PI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 874 GG[2]
Diffus. atmosf. bassa
Nome abitanti ponsacchini
Patrono San Costanzo Martire; San Giovanni Evangelista
Giorno festivo Il lunedì dopo la seconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponsacco
Posizione del comune di Ponsacco all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di Ponsacco all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Ponsacco (Pons Sacci in Latino) è un comune di 15.876 abitanti della provincia di Pisa. È uno dei paesi più popolosi dell'area pisana ma con i suoi 19,9 km² di superficie, è uno dei comuni meno estesi della provincia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha avuto fin dalla sua origine una grande importanza strategica in quanto si trovava al confine delle repubbliche di Pisa e Firenze. Il documento più antico che cita la zona è un rogito notarile conservato presso l'archivio arcivescovile di Lucca datato 17 febbraio 1197 scritto "apud Pontem Sacci" (presso Pontem Sacci).

Nel corso dei secoli il territorio di Ponsacco si è trovato a far parte ora dell'una ed ora dell'altra repubblica.

Nel 1341 i fiorentini, allo scopo di distogliere Pisa dall'assedio di Lucca, occuparono la zona di Pontedera e Cascina sferrando un attacco ai castelli di Ponte di Sacco, Appiano (grosso castello nelle vicinanze di Ponsacco) e Petriolo. Dopo il saccheggio la pieve di Appiano fu annessa alla chiesa di Ponsacco, dove si trasferirono anche gli appianesi che sopravvissero alla disfatta operata dai fiorentini. Dopo questo avvenimento, nei giorni delle Rogazioni divenne tradizione che il pievano di Ponsacco si portasse in processione a benedire il luogo del cimitero della distrutta pieve d'Appiano.

Dal borgo di Appiano originò un'importante stirpe detta appunto "degli Appiano", tra i

Ponsacco

rappresentanti della quale si annovera Jacopo d'Appiano. Quest'ultimo insieme alla consorteria dei Lanfranchi nel 1392 fece uccidere a tradimento Pietro Gambacorti e avvelenò i suoi due figli e ciò lo portò per quasi un decennio alla signoria di Pisa.

Risale a questo periodo la nascita dell'insediamento nel sito dell'attuale centro storico. Negli anni 1356-66 come risulta da una pergamena del 1366 custodita nell'archivio arcivescovile di Lucca, il Doge di Pisa Giovanni dell'Agnello fece costruire una fortificazione cinta da bastioni e circondata da un fosso alimentato dalle acque del fiume Cascina. Tale fortificazione coincide con l'attuale centro storico del paese.

Negli anni a seguire il castello fu oggetto di continui assalti e assedi da parte dei fiorentini fino a che questi ultimi riuscirono nel 1406 a prenderne il controllo, che manterranno per quasi 90 anni fino al 1494.

Le contese tra le due repubbliche continuarono fino al 1509, anno in cui i fiorentini, sul punto di perdere nuovamente il castello, abbatterono le mura e quasi tutte le torri.

Dal 1637 al 1781, per ordine del granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici, il paese, amministrato dal marchesato di Ponsacco e Camugliano, fu la sede del commissario feudale.

L'amministrazione comunale che farà da modello per quella attuale fu istituita negli anni 1808 - 1814 sotto l'occupazione francese derivante dalle guerre napoleoniche.

Nella seconda metà dell'800 fino alla prima metà del 900 il paese ebbe una buona prosperità anche se l'economia rimase prettamente agricola. Nel secondo dopoguerra si svilupparono un gran numero di piccole imprese artigiane dedite soprattutto alla produzione di mobili e arredamento, tradizione che continua tutt'oggi. Anche la vicinanza con le grandi fabbriche presenti a Pontedera, prima tra tutte la Piaggio, contribuì molto allo sviluppo economico.

Ai nostri giorni Ponsacco presenta un elevato sviluppo edilizio sia legato alle attività economiche, sia di tipo residenziale.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici che nel corso dei secoli hanno citato Ponsacco sono assai numerosi e questo ha contribuito a generare varie ipotesi ed incertezze sull'origine del nome. Attualmente, in base alle fonti più accreditate, si ritiene che il nome nasca dalla fusione di pons sacci che significa ponte di Sacco. È logico supporre che Sacco fosse il nome della persona che aveva fondato il ponte oppure che lo custodiva e riscuoteva i pedaggi di coloro che transitavano sul ponte del fiume Cascina, attualmente situato nelle immediate vicinanze del pittoresco centro storico, sulla via Salaiola che conduceva alle Saline di Volterra.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale è d'argento al ponte arcuato di rosso, uscente dalla campagna mareggiata di azzurro, e sopra il ponte si trova un contadino che porta un sacco sulle spalle, al naturale. Lo scudo è sormontato da una corona formata da un cerchio di muro d'oro, aperto di quattro porte, sormontato da otto merli dello stesso, uniti da muriccioli d'argento. La blasonatura del gonfalone è "trinciata di rosso e di azzurro collo scudetto del Comune in cuore".

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

  • Grattacielo Mostra del Mobilio
  • Grattacielo "Eco-mostro"
  • Grattacielo Diamante
  • Palazzo Chiavaccini
  • Campanile San Giovanni Evangelista
Il centro storico (Corso G. Matteotti)

Le ville[modifica | modifica wikitesto]

Cultura ed intrattenimento[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera di San Costanzo - lunedì seguente la seconda domenica di ottobre

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Musica corale[modifica | modifica wikitesto]

Il coro amici della musica di Ponsacco, fondato nel 1974, si è esibito in Francia, Austria, Spagna, Inghilterra e Palestina ed in Vaticano alla presenza dei Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II[3]. Il coro organizza una rassegna nazionale di canto corale.

Cittadini di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Arcipretura di San Giovanni Evangelista

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Fonte Granducale

Folklore[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti sono chiamati scherzosamente dai comuni vicini, specialmente dai pisani, rubbaorsi cioè ruba orsi. Si narra che una banda di briganti ponsacchini guidati da un tale Cecco volesse andare a rubare un maiale, in una stalla. A loro insaputa, però, il padrone del suino aveva dato ospitalità ad un saltimbanco di passaggio, facendo dormire l'orso che questi aveva portato con sé nella stalla, al posto del maiale. I ponsacchini entrarono, quindi, nella stalla buia e cercando a tentoni, si ritrovarono di fronte la belva feroce. Per deridere i ladri mancati furono definiti ruba orsi.[5]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del centro

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2014 Alessandro Cicarelli Lista civica Ponsacco Democratica Sindaco
2014 in carica Francesca Brogi PD-SEL-Lista civica Ponsacco può Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ coro
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Giuseppe Caciagli, Pisa, Pisa, Colombo Cursi, 1970, pag. 394.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida turistica della Valdera, Ponsacco, Edizioni Progetto, 1991, pagg. 63-302.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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