Metato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Un Metato in località Orsigna (Pistoia)
Disegno che illustra un metato in sezione
Interno della parte superiore del metato

Il metato (o seccatoio) è un piccolo edificio o locale, realizzato in pietra o mattoni, destinato alla essiccazione delle castagne. Tale denominazione è tipica dell’Appennino tosco-emiliano, segnatamente dell’Appennino Pistoiese, della Garfagnana e dell’Appennino emiliano. In altre aree esso viene denominato più semplicemente seccatoio (ad esempio sul Monte Amiata e nel Mugello).

Indice

[modifica] Struttura

La superficie media del metato, in pianta, è di 10/20 m²; l’intero ambiente è suddiviso in due spazi attraverso un graticcio o caniccio orizzontale, posto all’altezza di circa 180–220 cm da terra. Il graticcio è costituito da assicelle rimuovibili in legno (dette carelle o garelle), installate parallelamente, con le estremità inserite all’interno di scanalature ricavate in due pareti contrapposte o appoggiate su due travi parallele. Ciascuno dei due locali, di solito, ha una propria apertura di accesso dotata di portello. L’apertura relativa allo spazio superiore al graticcio, è rappresentata da una finestra laterale che viene utilizzata per “caricare” le castagne via via che vengono raccolte nel castagneto. L’apertura relativa alla parte inferiore è di solito posta sulla facciata del metato e serve, oltre che per accendere, alimentare ed attizzare il fuoco, anche per recuperare le castagne al termine del processo di essiccazione.

Generalmente l’edificio destinato a metato viene realizzato in un prato o in una radura del bosco, facilmente accessibile. Esso viene utilizzato principalmente nella stagione di raccolta delle castagne (ottobre/novembre).

Fino alla metà del secolo scorso, quando la castagna era una delle fonti principali di sostentamento per le popolazioni dell'Appennino, il metato era spesso ricavato direttamente all'interno delle abitazioni, e la parte bassa, sotto al graticcio, rappresentava in pratica il “salotto”, dove, a sera, ci si ritrovava per le cosiddette “veglie”, raccontando storie al tepore delle braci. A causa della presenza del fumo e del fatto che il locale inferiore del metato era relativamente basso, durante queste veglie si usava sedere su sedie molto piccole, in modo da poter beneficiare del calore, stando al di sotto del livello del fumo. La dimensione del metato era proporzionale all’estensione del bosco che si aveva a disposizione per la raccolta delle castagne. Di conseguenza i metati di proprietà di una singola famiglia erano relativamente piccoli, mentre i metati a servizio di un’intera comunità, avevano dimensioni maggiori.

[modifica] Funzionamento

Nella parte inferiore del metato si mantiene acceso un debole fuoco di legna di castagno, o di carbone di legna, (la legna deve essere necessariamente di castagno, altrimenti le castagne prenderebbero un sapore diverso o addirittura sgradevole) che si lascia bruciare, senza fiamma, per circa 30/45 giorni; nella parte superiore si pone, sul graticcio, uno strato di castagne di circa 40/80 cm; una o due volte le castagne vengono rigirate per farle seccare in modo omogeneo: è una operazione molto delicata e laboriosa che deve essere svolta da persone esperte (un tempo veniva eseguita dai più anziani). Per togliere le castagne essiccate, prima viene tolta la brace e la cenere, poi si rimuovono le assicelle del graticcio, cosicché il prodotto può essere raccolto sul pavimento. In alternativa, si procede a spostare solamente alcune assicelle per togliere le castagne degli strati più bassi, che hanno già raggiunto il corretto grado di essiccazione; in questo caso, dopo aver ricomposto il graticcio, si fa un’altra carica e si attizza nuovamente il fuoco. Il grado di essiccazione si può verificare attraverso un semplice metodo: si tocca periodicamente l'architrave della porta di carico (quella del piano superiore), se è umida le castagne devono ancora seccare del tutto, quando è asciutta, si può procedere con un nuovo carico.

[modifica] Lavorazione delle castagne essiccate

Ad essiccazione avvenuta, le castagne vengono separate dalla buccia attraverso appositi attrezzi. Questi ultimi possono essere di tipo manuale, come il cosiddetto "pigione" (Toscana) o "frugone" (Emilia), che consiste in un bastone provvisto ad una estremità di un rivestimento in lamiera metallica dentata; sopra la fascia di lamiera c'è un cavicchio di legno, che permette con il piede di pigiare le castagne all’interno di una bigoncia di legno. Un metodo comune è anche quello di mettere le castagne in un sacco di juta che poi viene sbattuto contro un ceppo. Una volta sbucciate, le castagne vengono portate al molino per produrre la farina dolce, oppure vengono lasciate intere e destinate alla commercializzazione per vari impieghi culinari.

[modifica] Oggi

In tempi più recenti sono state adottate attrezzature di tipo meccanico, come la “macchina per la battitura”, azionata a mano mediante una manovella, oppure da un motore elettrico. Il trattamento delle castagne, oggi, è eseguito soprattutto in modo industriale, l'essiccazione delle castagne viene ottenta con aria calda, ed il metato è utilizzato raramente, se non per scopi dimostrativi ed in occasione di rievocazioni storico-culturali.

[modifica] Bibliografia

  • Luciano Buralli, Fabrizio Salvadorini: La vita rurale sulle alture della Valdinievole nella prima metà del ‘900, Tamari Montagna edizioni, 1994.
  • Silvestri F.: Civiltà del castagno in montagna pistoiese. Firenze, Luciano Pugliese Editore, 1992.
  • Dina Mucci Magrini: Quando i necci erano il pane (a cura di Antonella Bartoli). Pistoia, Pacini Editore.
  • Alberto Bonelli: Il castagno. Elogio del cibo umile. C&P Adver Effigi Editore, 2007.
  • Francesco Mineccia: La coltura del castagno nell'Appennino pistoiese (secc. XVIII-XIX), in "Farestoria", anno IX, n. 14, 1990, pp. 14–20.
  • A. Modena: Monografia economico-agraria dell'Appennino pistoiese, Pistoia, 1939.
  • Diva Valli: I metati nel Carpinetano, Edizioni Tecnograf, 1991.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti