FIAT
| Fiat Automobiles | |
|---|---|
| Nazione | |
| Tipologia | Società per azioni |
| Fondazione | 1899 a Torino |
| Sede principale | Torino |
| Gruppo | Fiat SpA (tramite Fiat Group Automobiles) |
| Persone chiave | |
| Slogan | Simply more |
| Sito web | www.fiat.it |
La FIAT (acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino) è stata fondata l'11 luglio 1899 a Torino come casa produttrice di automobili, per poi sviluppare la propria attività in numerosi altri settori, dando vita al più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano. Dal 1º febbraio 2007 fa parte, insieme ai marchi Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Fiat Professional, di Fiat Group Automobiles (abbreviato in FGA) che rappresenta una delle diramazioni del gruppo industriale Fiat SpA.
Indice
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[modifica] Vetture FIAT
| Per approfondire, vedi la voce Elenco dei modelli FIAT. |
[modifica] Storia e direzione aziendale
L'azienda nacque dalla comune volontà di una decina tra aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi di impiantare una fabbrica per la produzione di automobili.
L'idea di produrre automobili su scala industriale era venuta agli amici Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti (già fondatori dell'ACI Automobile Club d'Italia) che avevano precedentemente costituito e finanziato la "Accomandita Ceirano & C.", finalizzata alla costruzione della "Welleyes", un'automobile progettata dall'ing. Aristide Faccioli e costruita artigianalmente da Giovanni Battista Ceirano.
Visto il successo ottenuto dalla "Welleyes" alla sua presentazione, Bricherasio e Gatti proposero ad un gruppo di conoscenti di acquisire le esperienze, le maestranze e la competenza della "Accomandita Ceirano & C." per trasferirle su scala industriale, come già avveniva nella fabbriche dell'Europa settentrionale.
Sono raffigurati nel dipinto, secondo la numerazione: 1. Damevino, 2. Goria Gatti, 3. Biscaretti di Ruffia, 4. Racca, 5. Cacherano di Bricherasio, 6. Ceriana-Mayneri, 7. Agnelli, 8. Scarfiotti, 9. Ferrero
Oltre ai due promotori, si mostrarono disposti a partecipare il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, il marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia, il banchiere e industriale della seta Michele Ceriana-Mayneri, l'avvocato Carlo Racca, il possidente Lodovico Scarfiotti, l'agente di cambio Luigi Damevino e l'industriale della cera Michele Lanza.
Il gruppo di notabili, dopo vari incontri per fissare le linee dell'accordo tenuti nel caffè di madame Burello e dopo aver ottenuto l'appoggio finanziario del "Banco di Sconto e Sete" di Torino, si riunì a Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l'atto di "Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili" redatto dal Cav. Dott. Ernesto Torretta, Notaio Patrimoniale della Real Casa: era l'11 luglio 1899. I soci versarono un capitale di 800.000 lire in 4.000 azioni (circa 10 milioni di euro attuali) ed affidarono la presidenza a Ludovico Scarfiotti.
Occorre aggiungere che, il giorno precedente alla costituzione della società, Michele Lanza decise di ritirarsi, abbandonando il sodalizio. Lanza aveva già realizzato in proprio, nel 1895, una delle prime automobili italiane e, ben conoscendo le difficoltà tecniche a cui si andava incontro, riteneva inopportuno escludere Giovanni Battista Ceirano dalla società, principale esperto meccanico, per mere questioni di rango. Parte della quota azionaria destinata a Lanza venne assunta dal possidente Giovanni Agnelli, coinvolto in extremis dell'amico ed ex commilitone Scarfiotti, mentre la rimanente quota azionaria venne sostenuta dal Banco di Sconto e Sete.
Durante la prima seduta, il consiglio d'amministrazione della neonata FIA (acronimo di Fabbrica Italiana Automobili) deliberò l'acquisto dell'"Accomandita Ceirano & C.", liquidando Ceirano con la somma di 20.000 lire, oltre ad assumerlo quale agente di vendita.
La prima vettura costruita dalla FIA fu il modello "3½ HP", copia della "Welleyes" e prodotta in 8 esemplari nel corso del 1899. Sempre in quell'anno, l'azienda mutò la denominazione in FIAT (acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino), dietro suggerimento di Cesare Goria-Gatti che dalle colonne del giornale L'Automobile, invitava all'adozione di tale acronimo anche per il suo benaugurante significato latino (terza persona singolare nel verbo fio = sono fatto, divengo) circa il futuro dell'intrapresa.[1]
La FIAT iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato Lingotto nel 1916 e lo fece entrare in funzione nel 1923.
Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, segnato da diverse ricapitalizzazioni e da modifiche nella composizione del capitale azionario (non sempre in maniera pacifica ma anche sfociate in processi clamorosi per l'epoca), la proprietà della casa automobilistica viene assunta quasi integralmente da Giovanni Agnelli, che diventerà senatore durante il Fascismo e resterà a capo dell'azienda sino al termine della seconda guerra mondiale.
Dopo aver rischiato di perdere la proprietà dell'azienda per la propria compromissione con il regime fascista, Agnelli passa il comando a Valletta, essendo l'unico figlio maschio, Edoardo, morto in un incidente aereo. Valletta, uomo di qualità non comuni, si occupò di reggere per conto della famiglia Agnelli una delle poche aziende italiane non completamente inginocchiate dalla disfatta, riuscì a farla rialzare e contemporaneamente fornì l'opportuna preparazione al ruolo che appena possibile avrebbe dovuto assumere il giovane discendente "primo in linea dinastica" (definizione attribuita a Montanelli).
Gianni Agnelli, l'erede, divenne presidente della FIAT nel 1966 e lo rimase fino al compimento del 75º compleanno, quando le norme statutarie lo obbligarono a cedere la presidenza.
La carica viene assunta prima (1996) dall'ex amministratore delegato Cesare Romiti e poi (1998) da un dirigente genovese che per molti anni ha lavorato alla General Electric negli USA, Paolo Fresco.
La crisi del gruppo porta il fratello Umberto alla presidenza (2003); dopo la morte di Umberto è la volta (2004) di Luca Cordero di Montezemolo; l'erede designato dalla famiglia Agnelli, John Elkann, è stato nominato vice presidente all'età di 28 anni e altri membri della famiglia fanno parte del consiglio di amministrazione. L'Amministratore Delegato, Giuseppe Morchio, dimissionario, è stato sostituito da Sergio Marchionne, che lo ha sostituito dal 1 giugno 2004.
La gestione di Gianni Agnelli incrementò notevolmente la vocazione multinazionale e plurisettoriale dell'azienda; una vocazione che affondava le proprie radici nelle realtà industriali create dalla Fiat in tutta Europa, già nel primo ventennio del secolo. La crescita, certo aiutata anche dal cosiddetto "boom economico" degli anni sessanta, fu rilevante sia in campo nazionale che nei mercati esteri.
Le attività e le strategie del gruppo, in origine dirette alla sola produzione industriale di autovetture (e poco dopo anche di veicoli industriali e agricoli), con il passare del tempo ed a causa delle mutate condizioni di mercato e del consolidato assetto di gruppo, sono andate verso una diversificazione in molti altri settori. Il gruppo ha al momento attività in una vasta gamma di settori dell'industria e nei servizi finanziari.
Si tratta del maggiore gruppo aziendale italiano, che vanta inoltre significative attività anche all'estero, dove è presente in 61 nazioni con 1063 aziende che impiegano oltre 223.000 persone, 111.000 delle quali al di fuori dell'Italia.
[modifica] Modelli pre-bellici e bellici
La prima produzione di autovetture, datata 1900, avvenne con l'utilizzo di 150 operai nello stabilimento in Corso Dante a Torino. Da lì uscirono 24 autoveicoli modello Fiat 3/12hp, di cui una curiosità era la mancanza della retromarcia. Ancora nel 1903 la produzione era limitata a 103 pezzi di auto.
| Il primo Taxi Italiano |
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Al 1902 risale anche la prima affermazione della casa nelle competizioni automobilistiche, quando, con alla guida Vincenzo Lancia si aggiudica una gara locale piemontese la Torino Sassi-Superga.
Sempre al primo decennio del XX secolo risalgono le prime diversificazioni della Fiat nel campo dei veicoli commerciali, dei tram, degli autocarri e dei motori marini. La società inizia anche un'attività all'estero con la fondazione nel 1908 della Fiat Automobile Co negli Stati Uniti e la successiva costruzione nel 1909 dello stabilimento di Poughkeepsie; nel frattempo si amplia anche il numero delle persone occupate, giunte a 2500 unità nel 1906. Nel 1908 viene messa in produzione la Fiat 1 Fiacre, prima autovettura destinata alla funzione di taxi e di cui vennero esportati numerosi esemplari nelle più importanti città come Parigi, Londra e New York.
Poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale, la società torinese rinnova totalmente la gamma di autovetture in produzione con la presentazione dei modelli 1, 2, 3, 4, 5, 6; di questi modelli va ricordata la presenza dei primi esempi di batteria e di trasmissione a cardano. Nel 1911 l'azienda si cimenta nella costruzione di un autoveicolo specifico per battere il record mondiale di velocità: a tal fine costruisce la Fiat 300 hp Record, un'auto di quasi 29.000 cc e 290 cv di potenza, in grado di sfiorare i 300 km/h.
Sempre prima dello scoppio della guerra l'azienda madre fonda la Fiat lubrificanti, allarga le sue attività estere con l'apertura di una società in Russia e inizia la produzione in serie della Fiat Zero di cui costruirà circa 2000 esemplari, forniti anche di impianto elettrico. Naturalmente la produzione civile viene quasi completamente convertita ad uso bellico durante il conflitto e il modello Fiat 501 viene assemblato soprattutto per il Regio Esercito.
Alla ripresa produttiva post bellica nel 1919 l'azienda torinese presenta la Fiat 501 ad uso civile, di cui riesce a mettere sul mercato quasi 45.000 unità. Nel frattempo prosegue anche la diversificazione nel campo dei veicoli industriale e dell'accessoristica; quest'ultima rappresentata dalla fondazione della Magneti-Marelli.
Dopo la visita del Senatore Agnelli agli stabilimenti della Ford, fondata da Henry Ford nel 1903 negli USA, appare evidente che l'unica via percorribile sia quella di operare in serie, attraverso la catena di montaggio. Le prime manifestazioni del nuovo metodo di costruzione sono evidenti dopo l'inaugurazione del Lingotto, modernissimo stabilimento di 153.000 m2, disposto su 5 piani e con la presenza sul tetto di una pista di prova per i nuovi modelli.
I modelli in produzione negli anni 1920 spaziano dall'utilitaria Fiat 509 alla lussuosa berlina Fiat 529 equipaggiata di freni su tutte le 4 ruote e di volante regolabile. Una innovazione tecnologica importante è quella del 1928 dove la Fiat, prima al mondo, utilizza l'alluminio per la costruzione delle teste dei motori.
Il decennio antecedente lo scoppio della seconda guerra mondiale è caratterizzato dalla politica autarchica voluta da Mussolini che impedisce uno sviluppo all'estero dell'azienda, ma che aiuta nell'espansione sul mercato interno. È di questo periodo il debutto della Fiat 508 Balilla, presentata nel 1932, inizialmente fornita di cambio a 3 marce e in un secondo tempo (dal 1934) con uno più moderno a 4, che segna il nuovo record di produzione per la Fiat con oltre 110.000 esemplari. Pochi anni dopo il record verrà sbriciolato con la Fiat 500, conosciuta nella prima versione con il nomignolo di Topolino e che, presentata nel 1936, in un ventennio di produzione riuscì a raggiungere l'invidiabile cifra di oltre 500.000 unità.
Appena prima dello scoppio della guerra viene inaugurato anche il nuovo stabilimento di Mirafiori dove viene iniziata la turnazione del lavoro sull'arco delle 24 ore.
Un modello che non può essere dimenticato è la Fiat 6 cilindri 1500, lanciata alla fine del 1935, che si distingue per una innovativa linea aerodinamica e filante della carrozzeria; questa nuova linea, molto accattivante, sarà estesa (ovviamente in formato ridotto) dalla Topolino nel 1936 e dalla Fiat Nuova Balilla 1100, la prima Fiat a fregiarsi del titolo di 1100,che sarà immessa sul mercato nel giugno 1937. L'ultimo prodotto anteguerra - uscito nel 1938 - è l'ammiraglia Fiat 2800: per ovvie ragioni (la natura stessa della vettura e lo scoppio della seconda guerra mondiale) questo modello, che inaugura, in casa Fiat, una nuova forma del cofano (un muso detto a spartivento) sarà costruito (anche in versione "militare") in soli 621 esemplari sino al 1944.
La seconda guerra mondiale porta ad una drastica riduzione della produzione di autovetture con una conversione delle linee alla costruzione di veicoli commerciali richiesti dalla macchina bellica. Gli impianti subiscono gravissimi danni a causa dei bombardamenti e vengono pressoché fermati.
[modifica] La produzione Fiat del dopoguerra
La fine del conflitto mondiale lascia un cumulo di macerie degli impianti industriali e si somma, per l'azienda, alla morte del suo co-fondatore e il conseguente passaggio della dirigenza all'ing. Valletta: solo nel 1948 e grazie agli aiuti stanziati dal Piano Marshall terminano i lavori di ricostruzione degli stabilimenti e riprende in pieno la produzione di autovetture. Già sul finire del 1945, comunque, cominciano a lasciare la fabbrica le prime autovetture: la gamma è quella dell'anteguerra (decurtata della grossa "2800" da rappresentanza) e comprende dunque tre modelli di base: la 500 "Topolino", la 1100 e la sei cilindri 1500.
Nel 1948, alla fine di giugno, si ha il primo rinnovamento del dopoguerra: nasce la 500 B, che differisce dalla precedente soprattutto per una modifica al sistema di distribuzione del motore, che passa dalle "valvole laterali" alle più moderne ed efficienti "valvole in testa", con un guadagno di potenza (da 13 a 16 HP) e di velocità (da 85 a 95 km/h). Praticamente inalterata appare invece la carrozzeria. Meno di tre mesi dopo, nel settembre del 1948, esce la prima "station wagon" italiana prodotta in serie: si tratta della 500 B "Giardiniera" che, sulla meccanica della 500 B appena immessa sul mercato, monta una carrozzeria molto originale (allora definita "giardiniera") caratterizzata dalle fiancate in legno: la vetturetta offre una abitabilità di 4 posti "veri" più un discreto bagagliaio, non male per una vetturetta di appena 570 cm3. Contemporaneamente, anche i modelli superiori, 1100 e 1500, vengono "aggiornati" ed assumono le nuove denominazioni di "1100 B" e di "1500 D".
Nel 1949 la Topolino cambia vestito e diventa 500 C. A marzo, la nuova versione viene esposta in anteprima al Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra: la meccanica è praticamente invariata, mentre la carrozzeria abbandona i fanali sporgenti dai parafanghi e si fa più arrotondata e moderna. La stessa modifica interessa ovviamente anche la versione "Giardiniera". La presentazione in Italia delle due versioni avviene due mesi dopo, nel maggio 1949.
Alla Fiera del Levante di Bari, nel settembre 1949, il rinnovamento riguarda la 1100 e la 1500, la cui denominazione assume il suffisso "E": se per la 1100 il rinnovamento è opportuno e comprensibile in quanto il modello è destinato a rimanere in produzione ancora a lungo, lo stesso non si può dire per la sorella maggiore 1500, dal momento che è imminente il lancio dell'erede, la 1400, che nascerà appena sei/sette mesi dopo. Comunque, tanto la 1100 E quanto la 1500 E si differenziano dalle precedenti 1100 B e 1500 D per alcune modifiche estetiche determinate soprattutto dalla scomparsa della ruota di scorta esterna, ora alloggiata in un apposito vano (avente anche funzioni di bagagliaio) che è accessibile dall'esterno e che viene ad integrarsi nella parte posteriore della carrozzeria. Altre modifiche riguardano i paraurti (irrobustiti) e l'adozione del comando del cambio con leva al volante, secondo l'imperante moda "americana".
Solo nel 1950 avviene la presentazione di un modello veramente nuovo, la Fiat 1400, che manda definitivamente in pensione la pur valida sei cilindri 1500; sarà il primo modello con carrozzeria portante e fornito di serie di impianto di riscaldamento. Negli anni immediatamente successivi verranno presentati anche dei veicoli "inusuali" nella produzione dell'azienda fino ad allora: nel 1951 esce la Fiat Campagnola, mezzo fuoristrada di derivazione della statunitense Jeep utilizzata dall'esercito americano durante la guerra, mentre l'anno dopo (1952) è la volta della Fiat 8V, una berlinetta sportiva a 2 posti caratterizzata dalle sospensioni a 4 ruote indipendenti, novità per l'azienda torinese. Altro traguardo importante raggiunto nel 1951 è rappresentato dalla presentazione di un aereo il modello G80, primo jet costruito in Italia.
Nel campo delle utilitarie, il Salone di Bruxelles del gennaio 1952 tiene a battesimo la nuova versione "station wagon" della 500 C, definita "Belvedere" e caratterizzata dalla carrozzeria interamente metallica (la precedente "Giardiniera" aveva le fiancate in legno/masonite).
Il 1952 non è un anno particolarmente ricco di novità, tuttavia - oltre alla Belvedere metallica ed alla sportiva 8V - vede la luce il modello 1900 nelle due versioni: la berlina (quasi identica alla 1400 ma con mascherina con più cromature, lunotto ampliato ed interni più lussuosi) e la due porte denominata "Granluce". La nuova 1900 è caratterizzata, tecnicamente, dalla adozione di uno speciale giunto idraulico che rende più fluida e pastosa la marcia.
Da segnalare ancora che, a fine anno, l'autocarro leggero Fiat 615 viene venduto anche con motorizzazione diesel, un piccolo propulsore di 1,9 litri alimentato a gasolio che equipaggerà, l'anno dopo, la prima autovettura diesel della Fiat, la 1400 Diesel.
Nel 1953 l'occupazione negli stabilimenti raggiunge la cifra di 71.000 unità mentre nel campo della tecnica viene prodotta la prima versione della Fiat 1400 con motorizzazione Diesel ripresa dall'autocarro leggero tipo 615. Dello stesso anno è la commercializzazione del modello Fiat 1100 nella sua nuova edizione a struttura portante denominato e conosciuto come "modello 103" e considerato un po' come l'erede della 508 Balilla. Di questo fortunato modello, destinato a recitare una parte da protagonista tra i modelli Fiat per oltre quindici anni (sarà sostituito dalla 128 nel 1969), esce anche, a fine anno, la versione "spinta" TV (Turismo Veloce) seguita, all'inizio del'54, dalla station-wagon (Familiare la definizione dell'epoca).
Nel 1954 la Fiat non presenta grandi novità: al Salone di Torino di primavera, a parte la vettura sperimentale a Turbina (esposta più che altro per scopi pubblicitari) vengono presentate le nuove 1400/1900 nella serie contrassegnata dal suffisso "A" e caratterizzata da una carrozzeria ammodernata e da alcune piccole modifiche meccaniche.
Il 1955 è caratterizzato dal pensionamento della 500 C e dalla presentazione della Fiat 600, primo modello che veramente darà inizio alla motorizzazione di massa degli italiani, che sarà seguita nel 1956 dalla originalissima derivata Fiat 600 Multipla, prima "monovolume" italiana.
Il 1956, Multipla a parte, vede uscire una nuova serie di 1400/1900 (tipo "B") e di 1100/103 (tipo "E") mentre il 1957 è l'anno che segna la nascita della Nuova 500 e di una nuova serie di 1100/103 con "codine" più lunghe pronunciate (definita anche come "modello'58" questa serie di 103, che segue alla "E" del'56, viene curiosamente contraddistinta ufficialmente dal suffisso "D").
Alla fine del 1957 esce anche, in sostituzione della 1100/103 TV, la meno sportiva ma più lussuosa Fiat 1200 "granluce", che, pur sostanzialmente basata sul corpo vettura della 1100/103, ha un padiglione assai più moderno e luminoso. Le vendite della 1200 inizieranno nel 1958, anno che non registra alcuna novità di rilievo in casa Fiat.
Il decennio si chiude, nel 1959 con la cessazione delle ormai superate 1400/1900, sostituite dalle modernissime ancorché "spigolose" 1800/2100.
Nel 1961 ad andare in pensione un po' precocemente è invece il tipo 1200, sostituito dalla 1300/1500.
[modifica] Modelli anni '60
Nell'arco di pochi anni la società cerca di coprire le varie richieste degli automobilisti spaziando dalle piccole cilindrate alle grandi berline e presentando i vari modelli con allestimenti berlina, giardinetta, coupé e spider, diventando, in quanto azienda automobilistica più grande, uno dei perni del cosiddetto boom economico di quegli anni.
Nel 1964 viene messa in produzione un'altra autovettura destinata ad un notevole successo, la Fiat 850, nella sua classica versione berlina e in quelle, altrettanto di successo, coupé e spyder. Nel 1966, stesso anno in cui avviene il passaggio di consegne tra Valletta e l'avv. Gianni Agnelli, viene presentata la vettura più sportiva della gamma, la Fiat Dino progettata in parte con la Ferrari che ne presenta un modello omologo.
I primi anni della nuova gestione sono caratterizzati da nuovi modelli che man mano sostituiscono quelli prodotti nel primo dopoguerra, presentando nel 1967 la Fiat 124 che riesce a fregiarsi del titolo di Auto dell'anno e sulla cui meccanica la Pininfarina crea un modello spider molto apprezzato. Nel 1967 esce la Fiat 125 e contemporaneamente l'azienda intensifica la sua presenza produttiva nel Sud Italia; inoltre acquista parte della Ferrari e la totalità della Lancia. Il 1969 vede la presentazione della prima autovettura torinese con il motore e la trazione anteriori, la Fiat 128, anch'essa destinata ad un buon successo di vendita e a fregiarsi del titolo di Auto dell'anno. Dello stesso anno è anche la Fiat 130 ammiraglia della casa con il suo motore da 2900 cc.
[modifica] Modelli anni '70
L'inizio degli anni settanta, oltre che rappresentare l'inizio della produzione di autovetture all'estero con l'inaugurazione dello stabilimento in Unione Sovietica, vede la presentazione sui mercati mondiali del modello Fiat 127, erede della Fiat 850 e di cui, nei soli primi 3 anni di produzione, verranno costruiti oltre un milione di esemplari.
Il 1972 porta contemporaneamente nuovi modelli in vari segmenti di mercato, quello delle utilitarie con la sostituzione della Fiat Nuova 500 (ormai versione R-Rinnovata) con la nuova Fiat 126, quello delle berline di gamma alta con la Fiat 132 e quello delle autovetture sportive con la Fiat X1/9 (progettata e costruita da Bertone). Dopo alcuni anni di poche novità significative, dovuto anche alle prime crisi petrolifere, esce nel 1974 la sostituta della Fiat 124, la nuova Fiat 131 assemblata nello stabilimento di Mirafiori con l'uso di nuove tecnologie in parte robotizzate, e la Fiat 133 un non riuscito mix fra 127 e 126 prodotta e venduta solo all'estero (Spagna e Argentina).
Nel 1978 entra in produzione la Fiat Ritmo, autovettura media che si distacca notevolmente nelle linee da tutta la produzione precedente e che ha la caratteristica curiosa di dover essere stata messa sul mercato dei paesi anglofoni con un altro nome, Fiat Strada, a causa del significato del nome, che, nello slang inglese, sta a significare ciclo mestruale.
[modifica] Fiat Auto S.p.A.
In questo stesso anno l'azienda subisce un radicale cambiamento di struttura con la creazione della Fiat Auto Spa sotto cui vengono raggruppate tutte le aziende del gruppo attive nel comparto automobilistico (Fiat, Lancia, Autobianchi e Abarth) ad eccezione della Ferrari che, insieme alla Maserati quando questa sarà rilevata dal gruppo torinese, fa capo direttamente alla holding, scindendo le attività collaterali in nuove ragioni sociali come Fiat Ferroviaria, Fiat Avio e Fiat Trattori. Nel frattempo anche tutta la produzione di veicoli industriali aveva perso la denominazione di Fiat per essere inglobata nel marchio Iveco.
[modifica] Modelli anni '80
L'inizio degli anni ottanta presentano un ulteriore ringiovanimento della gamma con le Fiat Panda del 1980 (design di Giugiaro) che si instaura tra 127 e 126. La Fiat Argenta come ammiraglia in sostituzione della Fiat 132 nel 1981 che si rivela una rivisitazione generale. La Fiat Regata come berlina media che prende il posto della Fiat 131 nel 1983 derivata dalla Ritmo.
Forse un capitolo a parte merita la presentazione, datata 1983 della Fiat Uno (design di Giugiaro), degna erede della Fiat 127, si merita anch'essa il titolo di Auto dell'anno, è la prima autovettura della casa il cui motore, il FIRE 1000, è prodotto negli stabilimenti di Termoli (aperti nel 1972 e considerati importanti sul fronte motori) ed è a tutt'oggi il modello Fiat che vanta il più grande numero di esemplari costruiti, oltre 8.000.000.
Nel 1985 vede la luce il primo esemplare frutto della collaborazione tra le aziende del gruppo, utilizzando la stessa meccanica, la Fiat presenta l'ammiraglia Croma (design di Giugiaro), in sostituzione dell'Argenta, contemporaneamente alla Lancia Thema e alla Alfa Romeo 164 (design di Pininfarina). Di quel progetto faceva parte anche la Saab 9000.
Nel 1986 la Fiat acquista l'Alfa Romeo dall'IRI.
Nel 1988 esce la Fiat Tipo che va a sostituire, nel campo delle berline a 2 volumi di media cilindrata, la Fiat Ritmo, seguita a distanza di due anni dalla presentazione della Fiat Tempra, media a 3 volumi erede della Regata, altro progetto di collaborazione con la Alfa Romeo 155, e la Lancia Dedra.
Sempre del 1988 è la presentazione di un altro modello che ha fatto la storia dell'azienda Fiat, la Fiat Duna, un'autovettura berlina, versione a 3 volumi della Uno, nata e prodotta in Brasile dove ha avuto molto successo, al contrario una volta importata in Italia risultò una vettura dalle linee sgraziate e dalle prestazioni scarse, rivelandosi un autentico fiasco commerciale.
Negli USA, intorno agli anni '80, Fiat fu marchiata con alcuni acronimi e soprannomi umoristici come per esempio "Fix It Again, Tony" (Riparala ancora, Tony), oppure "Found In A Trashcan" (trovata in un bidone).[2]. Questa nomea danneggiò l'immagine del marchio tanto che nel 1983 si ritirò dal mercato nordamericano per non farvi più rientro fino alla recente acquisizione della Chrysler.
[modifica] Modelli anni '90
Gli anni novanta sono caratterizzati dall' entrata in produzione di modelli che vediamo ancora circolare ai giorni nostri e che possiamo, in parte, ritrovare ancora nei listini di vendita odierni, come la Fiat Cinquecento del 1991 che sostituisce la 126, ottima vettura da città e anche vera e propria mini-rally car. La Punto, che sostituisce la Uno, lanciata nel 1993, si caratterizza da una linea innovativa da monovolume, e conquista il premio auto dell'anno 1995. La Coupé del 1993 che sostituisce la X1/9 dotata di un 2000cc turbo e aspirato, di cui la prima serie a 4 cilindri, nella seconda serie introdussero il motore 1.8 e 2.0 5 clilindri 20 valvole sia turbo che aspirato. La Ulysse del 1994 che fu la prima monovolume di grossa taglia di successo prodotta dalla Fiat, in collaborazione con il gruppo francese PSA (prodotta anche come Lancia Z, Peugeot 806 e Citroen Evasion). La Fiat Barchetta, autovettura spider con motore 1.8 disegnata da Andreas Zapatinas che riscosse un buon successo come spider economica. Le Fiat Bravo/Brava del 1995, caratterizzate da una linea moderna e da dimensioni da utilitarie più che da compatte come eredi della Tipo che ricevono il premio auto dell'anno 1996. La Fiat Marea del 1996, derivata dalla Bravo/Brava, come erede della Tempra.
La Fiat Seicento nel 1998 come erede della Cinquecento di cui conserva il disegno generale; è stata prodotta fino al 2010 ed ha subito un aggiornamento estetico nel 2005, in questa data la casa ha anche cambiato la denominazione del modello in Fiat 600 (numerica) per festeggiare i 50 anni dell'omonima antenata. La Multipla, che riprende il nome della 600 Multipla, monovolume media con sei posti e dimensioni da utilitarie, che riscosse un enorme successo, aiutata anche dal fatto che venne equipaggiata da un motore 1.6 alimentato a benzina e metano dalla grande economicità. Nel settembre 1999 viene lanciata la seconda serie della "Punto" frutto del progetto 188 con motorizzazioni 1.2 8v, 1.2 16v, 1.8 16v benzina, 1.9 D aspirato a gasolio e 1.9 JTD a iniezione diretta. Quest'auto ha avuto grande successo, tant'è che è stata prodotta e commercializzata con il nome "Punto Classic" fino a inizio 2011 in parallelo alla Grande Punto (Punto Classic prodotta però non più in Italia, bensì dapprima in Polonia, poi anche in Serbia su licenza Zastava, Serbia dove è tuttora commercializzata a nome "Zastava 10").
Questi modelli sono caratterizzati dalla presenza di varie motorizzazioni sia benzina 1.1, 1.2 8 e 16v, 1.4 aspirato e turbo (quest'ultimo montato sulla Punto GT), 1.6, 1.8, 2.0 litri aspirato e turbo sia nelle versioni 4 cilindri 16v che 5 cilindri 20v. questi modelli sono stati equipaggiati anche con motori a ciclo Diesel (1.7, 2.0 TD) e in taluni casi anche di motori elettrici o a doppio funzionamento (metano, con basse rese di potenza ma dalla grande economia di esercizio, e GPL, che oggi si è perfezionato e ha una resa del 90% rispetto alla benzina e consumi dal rapporto costo/km vicino al gasolio).
[modifica] Il Progetto 178
La Fiat, da molti anni ormai, si è impegnata molto fuori dalle mura italiane e anche al di là dei confini europei, ma ha trovato mercati e "gusti" molto differenti da quelli italiani. I primi esempi di fabbricazione in grande serie di autovetture all'estero da parte dell'azienda torinese risalgono agli anni ottanta, quando iniziò, negli stabilimenti brasiliani la fabbricazione di una berlina media che ebbe uno scarsissimo successo di vendite rivelandosi un vero flop sul mercato italiano una volta importata, la Duna. Nel Sudamerica invece il successo non mancò e da quella autovettura nacque il progetto successivo, quello della Palio, un'utilitaria considerabile come una seconda erede della Uno, oltre che della Duna, che fu anch'essa importata in Italia (e venduta fino al 2001) con un successo comunque migliore rispetto alla precedente, soprattutto nella versione familiare Weekend. La Palio fa parte del "progetto 178" ovvero una serie di vetture della stessa famiglia pressoché identiche e differenziate prevalentemente dal mercato in cui venivano distribuite. Oltre alla Palio infatti di questa famiglia fanno parte le berline a 3 volumi Fiat Siena (1997) e Fiat Albea (2002). Nel 2003 fu presentata la nuova Fiat Panda, con il nome uguale all'omonima predecessore del 1980.
Fanno parte del progetto 178 anche il Fiat Strada, un pick-up compatto derivato dalla Palio (di cui ha seguito le evoluzioni), importato e venduto anche in Europa con discreto successo (anche perché era l'unico pick-up compatto venduto in Europa), e la Fiat Perla, aggiuntasi nel 2006 per il mercato cinese. La Perla però non ha riscontrato il successo sperato ed è stata tolta di produzione nel 2008, con le linee di montaggio che sono state vendute alla cinese Zotye.
[modifica] Produzione Fiat attuale
Nel 2007 la Fiat ha prodotto 2.524.325 prodotti (8º gruppo al mondo) tra automobili, veicoli commerciali leggeri e camion[3]. Nel 2006 la casa ha lanciato una gamma di apparecchi digitali quali Mp3 e alcool tester elettronici sotto lo slogan "Fabbrica Italiana Alta Tecnologia" in riferimento all'acronimo FIAT[4], lo stesso slogan è stato ripreso nel 2009 dalla testata Quattroruote come titolo di un articolo per sottolineare la tecnologia delle nuove motorizzazioni Multiair.
[modifica] Autovetture
Per il quarto anno consecutivo, Fiat è risultato essere sia il marchio che ha fatto registrare il livello più basso di emissioni di CO2 delle vetture vendute in Europa nel 2010 (con un valore medio di 123,1 g/km, 4,7 g/km in meno rispetto alla media del 2009), sia il Gruppo (Fiat, Alfa Romeo, Lancia) primo in classifica con 125,9 g/mm e un miglioramento di 5 g/km rispetto all’anno scorso. Arrivando a ridurre, in questo lasso di tempo, le proprie emissioni medie del 10%, portandosi così da 137,3 a 123,1 g/Km di CO2 ed oltrepassando decisamente il target previsto dall’Unione Europea per il 2015, fissato a 130 g/Km.[5]
La produzione attuale FIAT avviene presso stabilimenti situati sia in Italia che all'estero: la maggior parte delle piccole di segmento A viene assemblata in Polonia, le restanti autovetture sono di produzione italiana mentre alcuni veicoli commerciali vengono prodotti in Turchia grazie alle joint venture con Tofaş e Karsan. Lo stile delle automobili di nuova concezione è stato affidato a Giugiaro in particolare per i modelli Grande Punto e Sedici, Bertone per la Panda seconda serie del 2003 e recentemente Giolito per il centro stile interno che ha reinterpretato la nuova 500 e ristilizzato la Punto Evo.
La società torinese ha in catalogo a Marzo 2012[6]:
- Panda, nel segmento A delle utilitarie, sostituisce l'omonimo modello introdotto nel marzo del 1980 e viene proposta anche in versione a quattro ruote motrici con giunto viscoso, che richiama il concetto di piccolo SUV. Viene prodotta in Polonia. Dal 2012 assume la denominazione Panda Classic;
- Nuova Panda, superutilitaria ,sostituisce la Panda nata nel 2003.Rispetto al modello precedente guadagna qualche centimetro in più per migliorare l'abitabilità. Verrà prodotta anche in versione 4 x 4. E' costruita nello stabilimento di Pomigliano d'Arco.
- Idea, monovolume compatta da città, viene prodotta in Italia e per il Sud America in Brasile;
- 500, che affianca la Panda nel segmento A, le più vendute e richiama il celebre modello degli anni cinquanta. La produzione avviene in Polonia e a Toluca (Messico) per il Nord America;
- Bravo, tra le medie del segmento C, che sostituisce la vecchia Stilo. Viene prodotta in Italia e recentemente è stata introdotta anche in Brasile per una produzione locale;
- Grande Punto, sostituisce quasi del tutto la Punto, modello più venduto in Italia ed ai primissimi posti in Europa del 2006, debuttò sul mercato con gli stilemi del nuovo "family feeling" della Fiat, creata da Giorgetto Giugiaro, ha ottenuto ampi consensi sul suo stile sportivo ma equilibrato. La Grande Punto viene prodotta in Italia, Brasile e India. Dal 2012 viene sotituita dalla Punto 2012;
- Punto Evo, deriva dalla Grande Punto; si tratta della versione ristilizzata sia negli interni che negli esterni. Con la Punto Evo la casa ha raggiunto il traguardo di 5 milioni di Punto prodotte dal 1993. Dal 2012 viene sostituita dalla Punto 2012;
- Punto 2012, è l'unione dei modelli Grande Punto e Punto Evo.Si contraddistingue per nuove motorizzazioni ,nuovi interni e una carrozzeria rivisitata ;
- Doblò, un veicolo multispazio prodotto in due generazioni e in oltre un milione di esemplari, disponibile sia per trasporto passeggeri che per trasporto merci. La produzione è stata affidata alla Tofas in Turchia, per i mercati emergenti molti esemplari sono stati prodotti anche in Russia, Brasile, Vietnam e Nord Corea;
- Qubo, veicolo multispazio per uso anche familiare che affianca il Doblò (rispetto al quale è però più piccolo e agile). Viene prodotto in Turchia;
- Sedici, mini SUV prodotto dal 2005 in Ungheria e frutto di una collaborazione con Suzuki, che lo vende rimarchiato come Suzuki SX4. La Sedici pubblicizzò anche le olimpiadi di Torino 2006;
- Linea, è una berlina tre volumi venduta in molti mercati ad esclusione dell'Italia. Si tratta di una world car derivata dalla Grande Punto che viene venduta anche in alcuni paesi dell'Unione europea (come Spagna e Germania dove gode di tutti i sistemi di elettronica e dispositivi di sicurezza della Grande Punto). Rispetto alle Palio e Siena la Linea punta sui contenuti e sulla qualità e viene prodotta anche in allestimenti lussuosi. Viene assemblata in Turchia e altri mercati emergenti come Brasile, India e Russia.
- Freemont, un crossover a 7 posti, presentato al Salone di Ginevra nella primavera del 2011, che viene prodotto nell'impianto messicano di Toluca sulla base del Dodge Journey.
In Brasile la Fiat possiede una filiale che produce modelli e motori specifici commercializzati esclusivamente in Sud America.
La gamma motori si compone di propulsori facente parte della famiglia motoristica Fire a quattro cilindri affiancati dai più recenti Multiair sia aspirati che turbo con potenze fino a 170 cavalli. Inoltre di nuova introduzione è il 1.742 benzina turbo a iniezione diretta prodotto a Pratola Serra che equipaggia i modelli più potenti della gamma Alfa Romeo e Lancia. Nel 2010 la Fiat ha introdotto il nuovo motore bicilindrico 0,9 litri TwinAir dotato di tecnologia MultiAir. I diesel sono i classici Multijet a quattro e cinque cilindri da 1.3, 1.6, 2.0 e 2.4 litri con filtro antiparticolato. Per ridurre le emissioni di anidride carbonica su molti modelli è stato introdotto il sistema Start&Stop che spegne il motore alle basse andature durante le frenate e grazie al software Eco:Drive è possibile anche calcolare la quantità di particelle inquinanti emesse. La gamma Natural Power utilizza la doppia alimentazione a benzina e metano mentre le auto a GPL vengono allestite dalla Landi Renzo.
[modifica] Altri veicoli Fiat
[modifica] Veicoli commerciali leggeri
| Per approfondire, vedi la voce Fiat Professional. |
La Fiat produsse versioni furgonate delle sue automobili (1100T, 600T, 850T) ma produsse anche furgoni non derivati: nel 1965 nacquero il Fiat 900 in sostituzione dell'850T e del 600T che appartiene ai furgoni medi e il Fiat 241 che fu il primo grande furgone Fiat con portata superiore ai 1400 kg; nel 1969 il Fiat 238 in sostituzione del 1100T che si inserisce nella categoria dei furgoni medio-grandi, nel 1974 il Fiat 242 in sostituzione del 241 e del 238 come furgone medio-grande e nel 1981 il Fiat Ducato in sostituzione del 242. Il Fiat Ducato è stato il furgone più venduto in Europa. È da menzionare il piccolo autocarro Fiat 615 che può essere considerato l'antesignano del 241 come impostazione per impegni gravosi.
Per i furgoni di taglia piccola (adesso multispazio o furgonette) si è dovuto aspettare il 1978 con il Fiat Fiorino, derivato dalla 127 (prima serie) e dalla Uno (seconda serie) che, nonostante la concorrenza dei veicoli analoghi francesi a partire dal 1996, continuò la sua carriera fino al 2003 sostituito poi dal multispazio Fiat Doblò. Per i furgoni medi si aspetta fino al 1995, anno di lancio del Fiat Scudo, derivato dalla Fiat Ulysse che sostituisce il Fiat 900.
Un altro veicolo commerciale è il Fiat Strada, un pick-up compatto derivato dalla Palio di cui è stata presentata recentemente la quarta serie. In Europa è l'unico pick-up compatto ad essere commercializzato e viene importato dal Brasile.
Dal 2007 il nome Veicoli Commerciali FIAT è stato sostituito dal nome FIAT Professional.
[modifica] Fotogalleria Furgoncini/Camioncini leggeri anni'50
| Timeline della Fiat (1899-1940) Seguenti -> | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipo | 1890 | 1900 | 1910 | 1920 | 1930 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | |
| Utilitarie | 3,5 HP | 500 A / B (Topolino) ... | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berline picc. | 6 HP 8 HP 10 HP |
509 / 509 S | 508 (Balilla) | Balilla 1100 A / B ... | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berline | 1 | 1A / Zero | 70 | 501 / 501 S / 502 / 503 | 514 / 515 | 1500 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berline grandi | Brevetti | 2 | 2B | 505 | 507 | 518 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 12 HP / 16-20 HP / 16-24 HP | Brevetti 15-15 HP | 520 / 521 | 522 / 524 | 527 | 2800 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Altre | 20-30 HP | 3 | 3A / 3Ter | 510 | 512 | 525 / 525 S | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 24-32 HP 60 HP |
28-40 HP 30-45 HP 50 HP |
4 / 5 / 6 | 520 | 519 / 519 S | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| <- Precedenti Timeline della Fiat (1940-1979) Seguenti -> | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipo | 1940 | 1950 | 1960 | 1970 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | |
| Utilitarie | 500 Topolino | Fiat Nuova 500 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 600 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1100 Balilla | 850 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berlina | 1100/1200 | 124 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1500 | 1400 | 1300/1500 | 125 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1900 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berline grandi | 1800/2100 | 132 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 2800 | 2300 | 130 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Vett. sportive | 8V | Trasformabile | Dino | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| MPV | 600 Multipla | 850 Familiare | 900 Familiare | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Fuoristrada | Campagnola | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| <- Precedente Timeline della Fiat (1980-2009) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipo | 1980 | 1990 | 2000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ||||||||||||
| Superutilitarie | 126 | Cinquecento | Seicento | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 500 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Panda I | Panda II | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Utilitarie | 127 | Uno | Punto I | Punto II | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Grande Punto | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berline compatte | Ritmo | Tipo | Bravo/Brava | Stilo | Bravo II | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 131 | Regata | Tempra | Marea | Linea | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Albea | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Berline | 132 | Argenta | Croma I | Croma II | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Coupé | Coupé | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Roadster | 124 Spider | Barchetta | Barchetta | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Targa | X1/9 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Veicoli commerciali | Fiorino I | Fiorino II | Fiorino III | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Doblò | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Mini SUV | Sedici | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| MPV | Idea | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Multipla | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ulysse I | Ulysse II | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Van | Daily* | Scudo I | Scudo II | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ducato I | Ducato II | Ducato III | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Mini Pickup | Strada | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Fuoristrada | Campagnola (1107) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| *Modello Iveco rimarchiato | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
[modifica] Autocarri
| Per approfondire, vedi la voce Fiat Veicoli Industriali. |
Fra i tanti autocarri prodotti dalla Fiat si può menzionare il famoso 682 e i suoi derivati (il 690, il 687, il 650, il 643, il 691, il 662, il 697, il 642, il 645, il 693 e il 684), chiamato "Re d'Africa", lanciato nel 1952, dotato di una proverbiale affidabilità e robustezza, principale concorrente dell'OM Titano. Altro autocarro importante fu il 619, fratello del 682, poi vennero i Fiat 697 e gli ultimi Fiat 170. Vennero prodotti anche il Fiat 130 in sostituzione del "Re d'Africa" e del 619.
Nel 1968 FIAT V.I. ristruttura le sue fabbricazioni nel mondo con una standardizzazione dei modelli. La gamma OM viene integrata, la UNIC francese abbandona i musoni e monta solo cabine e motori Fiat, in tutte le altre fabbriche (Argentina, Nigeria, Turchia) la produzione degli autocarri Fiat è simile a quella dei modelli italiani.
Nel 1975, sotto l'egida di Fiat V.I., viene creata Iveco, raggruppamento di FIAT V.I., OM, UNIC-FIAT, e Magirus-Deutz. In un primo tempo vengono commercializzati i vecchi modelli con l'aggiunta del marchio IVECO, dopodiché vengono sostituiti dai nuovi modelli progettati dall'Iveco stessa, i Turbostar e Turbotech fino ai nuovissimi Eurocargo, Stralis e Trakker. Iveco è il secondo costruttore europeo di mezzi pesanti che comprende anche i marchi Astra e SIVI. Derivato dal 619, dal Zeta e dal 130 sono gli Iveco Zeta e Iveco 619. Derivato dal 170 è il Iveco 220.
[modifica] I loghi FIAT
Il logo Fiat a riga scritto "F I A T" durò:
- sui frontali, dal 1968 fino al settembre 1982 (nero);
- come simbolo ufficiale, dal 1968 al 1979 (nero), e dal 1979 al 1991 (blu);
- sui posteriori dal 1968 al settembre 1982 (nero), e dal settembre 1982 fino al 2003 (blu).
Dal settembre 1982 sul frontale ci furono le caratteristiche sbarre cromate, diventate più piccole nel 1989 e dal 1993 al 1999 furono rimpicciolite e inserite in una specie di quadratino azzurro, della stessa dimensione delle sbarre. Dal 1999 al 2003 il vecchio logo veniva posizionato sul retro dei prodotti e uno nuovo (che richiamava quello del 1929) fece la sua comparsa sull'anteriore. Quest'ultimo logo fu creato in occasione dei 100 anni della Fiat, e fu dichiarato un "logo di transizione". Il 26 ottobre 2006 la dirigenza decise di cambiare nuovamente il logo, inserendolo per la prima volta nella Fiat Bravo nel 2007. Il logo attuale richiama quelli utilizzati dal gruppo dagli anni trenta fino alla fine degli anni sessanta. La scritta FIAT, di colore avorio ed allungata, appare su uno sfondo rosso cromato, il tutto inserito in una cornice rotonda ombreggiata in modo da richiamare un effetto tridimensionale.
[modifica] Bilancio 2008
Fiat Group ha ottenuto nel 2008 59,38 miliardi di ricavi:
- 26,93 da Fiat Group Automobiles S.p.A.
- 12,72 da CNH Inc.
- 10,76 da Iveco S.p.A.
- 7 da Fiat Powertrain Technologies S.p.A.
- 5,44 da Magneti Marelli S.p.A.
- 1,92 da Ferrari S.p.A.
- 1,39 da altre attività
- 0,83 da Teksid S.p.A.
- 0,82 da Maserati S.p.A.
A questa voce sono da sottrarre 8,67 miliardi di elisioni.
L'EBIT è di 2,97 miliardi, utili per 1,61 miliardi. L'indebitamento finanziario netto ammonta a 17,95 miliardi, i debiti commerciali a 13,25 miliardi, i debiti finanziari a 21,37 miliardi e il patrimonio netto a 10,35 miliardi. Ha 198.348 dipendenti e 203 stabilimenti. I fabbricati industriali valgono 5,07 miliardi, i macchinari e le attrezzature 26,16 miliardi.
Solo Fiat S.p.A. ha incassato 874 milioni di dividenti e 879 milioni per la cessione del marchio Fiat a una sua controllata (Fiat Group Marketing & Corporate Communication S.p.A.), e ha utili per 1,19 miliardi, patrimonio netto di 12,17 miliardi, indebitamento netto pari a 2,36 miliardi, partecipazioni per 14,44 miliardi e interessenze in 633 società.
Tutti i dati finanziari riportati in questa sezione sono espressi in euro.
[modifica] Rating
| Rating Merito Creditizio | Rating di Sostenibilità | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Moody's | S&P | Fitch | Standard Ethics | ||||
| Long-term | Short-term | Long-term | Short-term | Long-term | Short-term | Long-term | |
| Ba1 | Not Prime | BB | B | BB+ | B | EE | |
[modifica] Note
- ^ dal fondo di Cesare Goria Gatti su L'Automobile del 15 ottobre 1898: «... oltre a racchiudere le iniziali della ragione sociale e della città che ne è sede, suona buon augurio di questo meccanismo che si presenta sotto così buoni auspici e con tali ottime prove ...»
- ^ Car Humor & Jokes Page. URL consultato il 2009-01-07.
- ^ Statistiche Oica 2008 su Fiat
- ^ Fiat e i nuovi apparecchi digitali
- ^ Fiat continua a essere il marchio con le più basse emissioni di CO2 in Europa. FIAT, marzo 2011. URL consultato il 30/08/2011.
- ^ Modelli e auto fine serie
[modifica] Bibliografia
- Dessì F., Storia Illustrata dell'Auto Italiana, vol. I, Milano, Giumar di Piero De Martino e C., 1961.
- Dessì F., Storia Illustrata dell'Auto Italiana, vol. II, Milano, Giumar di Piero De Martino e C., 1962.
- Volpato G., Il caso FIAT. Crisi e riorganizzazione strategica di un'impresa simbolo, ISEDI, 2004.
[modifica] Voci correlate
- Elenco dei modelli FIAT
- Tofaş
- Sevel
- Fiat in Cina
- Motore bialbero FIAT
- Fiat Group Automobiles
- Fiat SpA
- Exor
- Chrysler Group
- Fiat nei rally
[modifica] Altri progetti
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