Unione Sportiva Pistoiese 1921
| U.S. Pistoiese 1921 Calcio |
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|---|---|---|---|
| Arancioni, orange, olandesina | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Inno | Forza Arancioni Marino Menichini |
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| Dati societari | |||
| Città | Pistoia | ||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Serie D | ||
| Fondazione | 1921 | ||
| Rifondazione | 1988 | ||
| Rifondazione | 2009 | ||
| Presidente | Andrea Bonechi | ||
| Allenatore | Paolo Indiani | ||
| Stadio | Marcello Melani (13.000 posti) |
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| Sito web | www.uspistoiese1921.it | ||
| Palmarès | |||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
L'Unione Sportiva Pistoiese 1921 è la squadra di calcio della città di Pistoia. Fondata inizialmente il 21 aprile 1921[1] con il nome di Unione Sportiva Pistoiese, rifondata successivamente nel 1988 con il nome di A.C. Pistoiese, e rifondata ancora nel 2009 con il nome di U.S. Pistoiese 1921. La squadra disputa le sue partite casalinghe allo Stadio Marcello Melani. Il colore sociale è l'arancione.
Indice |
[modifica] La maglia
Il colore della maglia di una squadra riprende solitamente i colori sociali della città di appartenenza. Per la Pistoiese in realtà non è così, poiché l'arancione non è il colore della città (la quale è rappresentata dal bianco e rosso a scacchi). Si dice che la scelta sia dovuta alla "vicinanza" della città di Cino con l'Olanda per la comune vocazione nella coltivazione di piante ed i fiori, di cui Pistoia è fra i maggiori produttori del mondo. In realtà la decisione è avvenuta su proposta di un consigliere di nome Melani (solo omonimo del presidente che portò la squadra in serie A nel 1979), il quale negli anni venti mostrò in consiglio la divisa dell'Olanda e la propose come colore sociale. La proposta fu approvata.
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Nei primi anni di vita la società arancione vinse alcuni campionati minori fino ad approdare alla Divisione Nazionale nel 1928.
Tra il 1929 e il 1936 partecipò al campionato cadetto sfiorando un paio di volte la massima serie, il periodo tra il 1937 e il 1977 fu invece caratterizzato da una serie di saliscendi tra la Serie C, la Serie D, il campionato di Promozione, la IV Serie e una breve parentesi in Serie B subito dopo la Seconda guerra mondiale, dove ottenne comunque un terzo posto. La Pistoiese gioca l'ultimo campionato nel 39-40 prima di un lungo stop a causa della Seconda guerra mondiale. Le difficoltà societarie sono enormi sia dal punto di vista umano sia economico. Anche Pistoia, seguendo l'esempio di altre società, decide di cessare ogni attività agonistica.. Dopo la liberazione dall'occupazione tedesca si raccolgono in città gruppi di appassionati e nel 1945 viene rifondata l'Unione Sportiva Pistoiese; che viene ammessa dalla Federazione al campionato di serie C Centro Sud Girone A. Gli allenamenti si svolgono al campo di volo, le prime partite si giocano a San Piero Agliana.
Il 24 febbraio 1946 si gioca Pistoiese-Lucchese una partita ritenuta decisiva per la promozione in Serie B. L'arbitro è il fiorentino Alfiero Goracci, lo stadio è pieno, c'è molta tensione tra i tifosi. La Lucchese passa in vantaggio con una rete giudicata irregolare, il pubblico urla e inveisce contro l'arbitro. Goracci con il passare del tempo perde il controllo della partita. Un giocatore della Lucchese respinge con le mani il pallone indirizzato nella propria porta, si grida al rigore ma l'arbitro fa cenno di proseguire. A questo punto i tifosi pistoiesi abbattono la rete di recinzione, entrano in campo infuriati verso il direttore di gara, Goracci viene malmenato, qualcuno addirittura tenta di schiacciarlo con il rullo compressore che serve per spianare il terreno di gioco. L'arbitro viene giudicato guaribile in 2 mesi. Il campo della Pistoiese viene squalificato per 6 mesi. Gli arancioni sono costretti a giocare in trasferta tutte le gare rimanenti. La fortuna però non abbandona la Pistoiese perché, seppur all'ultimo tuffo si rendono vacanti alcuni posti per il completamento dei quadri della nuova serie B 46-47 strutturata su 3 gironi: Pistoiese, Carrarese e Viareggio vengono ammesse al campionato cadetto.
Le difficoltà arrivano quando nella stagione 47-48 a seguito della riunificazione del campionato di serie B da tre ad un unico girone la squadra non ha l'organico per reggere il confronto e scivola in serie C. Per rendere ancora più amaro il destino nella stagione 50-51 la squadra retrocede in Promozione al termine di un drammatico spareggio a Forlì contro la Fermana: decisivi risultarono quindi i due punti persi a tavolino a causa di una svista dei dirigenti societari che in una gara avevano schierato un giocatore squalificato. Le sfortune degli arancioni non finiscono con la retrocessione perché l'ennesima riforma dei campionati voluta da Barassi porta al varo della Serie C a girone unico e della IV serie, quindi soltanto le prime 4 squadre classificate di ogni girone, più qualche ripescata, accederanno alla IV Serie. Per la Pistoiese si apre il baratro dei campionati dilettantistici regionali. Si susseguono anonimi campionati e personaggi che si avvicendano per i colori arancioni con la sola misera consolazione della promozione in IV serie nella stagione 52-53. Nella stagione 56-57, con Vannino Vannucci Presidente, la Pistoiese è la regina del mercato, con una spesa di ben 100 milioni. L'allenatore è Leonardo Costagliola, già portiere del Bari, della Fiorentina e della Nazionale. Ma il campionato è un disastro. Sulla panchina arancione si assiste ad una vera e propria girandola: dopo Costagliola arriva Bergamasco, un allenatore-giocatore; a questo subentra Olivieri (un ritorno) e infine Alberto Tuci. La squadra non senza sforzi riesce a salvarsi. La stagione successiva si cambia, prima di tutto l'allenatore: Tagliasacchi, l'ex attaccante arancione che si rivelerà un vero e proprio mago, guiderà la Pistoiese al secondo posto alle spalle del promosso Pisa.
Nel campionato 58-59 la Pistoiese per 21 partite consecutive non conosce sconfitte, con 36 punti e 45 reti segnate. Emblematica è la partita giocata al Monteoliveto contro l'Empoli, diretto concorrente per la promozione. Gli arancioni vincono 6-0. Il bilancio finale di quel campionato è entusiasmante: 77 reti messe a segno; la difesa è la meno perforata con 24 reti subite. Così la squadra riguadagna la serie C dopo 8 anni. Gli anni 60 costituiscono un periodo stabile per la squadra di Pistoia che milita ininterrottamente in serie C per 10 stagioni consecutive. L'undicesima sancisce invece la retrocessione in serie D: era la stagione 69-70 sotto la presidenza di Oriano Ducceschi.
[modifica] Gli anni '70: dalla D alla A
Ad inizio anni settanta la Pistoiese si ritrovava in serie D. Allo spareggio nella stagione 71-72, giocato contro il Montevarchi a Firenze, il 3 giugno, la Pistoiese gioca un ottimo calcio ma poi perde per 1-0. È ancora serie D. Si giunge ad una svolta: l' abbandono del Presidente Oriano Ducceschi nella stagione successiva. Al suo posto arriva Marcello Melani, che però al termine del campionato lascia la società, decidendo di interessarsi solo alla squadra da lui creata: l'Unione Valdinievole appena promossa in serie D. Melani affida la presidenza ad un uomo di fiducia, Ezio Giotti.
La stagione 73-74 rappresenta un vero e proprio calvario per la Pistoiese, dato che tutti gli sforzi di Marcello Melani vengono rivolti alla propria squadra, l'Unione Valdinievole, che milita nello stesso campionato degli arancioni. Qualcuno fa notare a Melani che essere proprietari di due squadre inserite nello stesso campionato può generare un conflitto d'interessi. Melani prende quindi una decisione: lascia la squadra valdinievolina per dedicarsi alla Pistoiese, e promette in cinque anni la serie A.
Intanto è subito serie C. A Pistoia arrivano giocatori come Palilla, Brio, Gattelli, Volpato, ma il presidente ancora non è soddisfatto dei risultati raggiunti. Si ritorna sul mercato con Borgo, Di Chiara, Picella, Dalle Vedove e il portierone Lido Vieri. La Pistoiese con Bruno Bolchi in panchina stravince il campionato di serie C del 76-77, e torna nella serie cadetta dopo 29 anni di assenza. Dopo una stagione difficile, e la salvezza strappata solo nelle ultime battute del torneo, la squadra del 78-79 è la mina vagante del torneo cadetto, e fino alle ultime giornate tiene in apprensione Monza e Pescara in lotta per la terza piazza. "Ogni promessa è un debito" e il primo giugno 1980 la Pistoiese, pareggiando con il Lecce, è matematicamente promossa in serie A. Il blasonato "Faraone" che molti consideravano, almeno all'inizio, un visionario, ha portato a termine il suo programma tra lo stupore e l'ammirazione degli addetti ai lavori. Uno degli artefici di questi anni memorabili fu Mario Frustalupi.
[modifica] Serie A
La Pistoiese aveva già giocato in Divisione Nazionale (corrispondente all'attuale serie A) nel Campionato 1928-1929, arrivando dodicesima nel girone B della serie. La prima ed unica partecipazione al campionato di Serie A fu nella stagione 1980-1981. La squadra vinse il derby con la Fiorentina, giocato a Firenze e terminato sul punteggio di 2-1, grazie al quale gli arancioni ottennero il momentaneo sesto posto in classifica con 13 punti. Fu l'ultima vittoria per la squadra, che andò incontro ad un girone di ritorno caratterizzato da una serie di sconfitte (diversi furono i punti persi negli ultimi minuti di gioco), ottenendo tre punti in altrettanti pareggi, e perdendo le ultime 9 partite di campionato. La squadra terminò il campionato all'ultimo posto con 16 punti, venendo sorpassata all'ultima giornata anche dal Perugia.
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Fiorentina: Galli, Contratto (63' Novellino), Tendi, Galbiati, Guerrini, Casagrande, Sacchetti, Manzo, Fattori, Antognoni, Bertoni. Allenatore: Paolo Carosi Pistoiese: Mascella, Zagano, Borgo, Benedetti, Berni, Lippi, Badiani, Agostinelli, Rognoni, Frustalupi (88' Paganelli), Chimenti Allenatore: Lido Vieri, D.T. Edmondo Fabbri Marcatori: 34' Rognoni, 39' Antognoni rig., 44' Badiani Arbitro: Mattei di Macerata |
[modifica] Fallimento e rinascita
A quella grande impresa seguirono invece anni bui per la Pistoiese, prima ci fu la retrocessione in Serie C1 nel 1983/84 (fatale il pari alla penultima giornata a San Benedetto del Tronto, che rese inutile la successiva vittoria in casa contro la Cavese caduta anch'essa in C1), quindi la retrocessione in C2 l'anno seguente. Il presidente della squadra era Roberto Dromedari, un industriale del settore calzaturiero con un fortissimo export negli USA, che però a causa della svalutazione del dollaro subì un "crack" finanziario. Negli anni della C2 l'allenatore della Pistoiese fu per una stagione (1987/88) Marcello Lippi.
Alla fine della stagione 1987/88 l'U.S. Pistoiese venne dichiarata fallita, e dalle ceneri della vecchia società nacque la A.C. Nuova Pistoiese 1988. Tra il 1988/89 e il 1993/95 la Pistoiese sotto la guida di mister Ventura e di Palilla suo vice, e ex giocatore arancione, fece un incredibile scalata dal campionato di interregionale alla Serie C. Per poi raggiungere l'anno dopo con la finale di play-off a Bologna contro il Fiorenzuola vinta ai rigori, la B. L'anno successivo, nonostante alcune importanti vittorie, (2-0 in casa contro la Reggiana di Carlo Ancelotti, 3-2 a Verona contro l'Hellas, 2-1 a Pistoia contro il Perugia) e nonostante le buone prestazioni di alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi (Giuseppe Lorenzo, Angelo Montrone, Claudio Sclosa, Andrea Bellini, Alberto Nardi), alla lunga, il peso della categoria, si rivela insostenibile. Arrivata, quindi, ultima nella stagione 1995/96 in Serie B, la Pistoiese fece ritorno in cadetteria nel campionato 1999/2000 dopo la vittoria nel contestato spareggio di Cremona contro il Lumezzane[2]. Dopo il goal del 2-1 per la Pistoiese (segnato da Claudio Pelosi) il portiere del Lumezzane Marco Borghetto è stato colpito da una bomba carta proveniente dalla curva dei tifosi pistoiesi ed è stato costretto ad uscire. Il Lumezzane presenterà ricorso ufficiale per chiedere la vittoria a tavolino[3] ma alla fine la CAF confermerà il risultato del campo pur condannando la Pistoiese ad una penalizzazione di 4 punti nel successivo campionato di serie B[4]. Nonostante il -4 iniziale, la Pistoiese riesce, nel campionato di serie B 1999/2000, a salvarsi, grazie alla guida del tecnico Federighi e al preparatore atletico Paresk, classificandosi al sedicesimo posto, dopo il doppio spareggio salvezza che condanna il Cesena alla retrocessione in serie C1. In questa e nella stagione successiva (2000/01) alcuni giocatori emergono particolarmente, contribuendo in maniera sostanziale al raggiungimento dell'obiettivo salvezza per la squadra toscana. Tra questi gli esterni di centrocampo Daniele Bellotto e Giuseppe Catiglione, un rinato ed infaticabile Daniele Amerini, i difensori Ghislain Akassou, David Bianchini e l'inossidabile Andrea Bellini, gli attaccanti Francesco Baiano , Girolamo Bizzarri e Clarence Steve .
Alla fine della stagione 2001/02, la Pistoiese farà ritorno in serie C.
Nel giugno 2007 il 97% della società è stato venduto alla nuova proprietà, la famiglia Braccialini, che, dopo un inizio di stagione assai deludente, ha promosso Andrea Bellini allenatore, esonerando D'Arrigo. Successivamente Bellini, non avendo il patentino necessario per allenare, ha ceduto la guida della squadra a Mario Ansaldi. Nel mese di marzo 2008, tuttavia, anche Ansaldi è stato sollevato dall'incarico. Alla guida tecnica della squadra è stato chiamato Corrado Benedetti che con un bel finale di stagione, culminato con la doppia vittoria ai play-out con la Sangiovannese, ha condotto gli arancioni a una sofferta salvezza.
La Pistoiese, dopo aver disputato il campionato 2008-09 nella Prima Divisione della neonata Lega Pro, è retrocessa in Seconda Divisione a causa della sconfitta per 1-0 subita dal Foligno il 7 giugno 2009, nonostante la vittoria per 2-1 nella gara di andata. Il 19 giugno 2009, a due anni dall'entrata, la famiglia Braccialini vende il pacchetto azionario della squadra al gruppo imprenditoriale Seam di Bologna[5].
Il 14 luglio 2009 la Pistoiese è radiata dal campionato di Seconda Divisione a causa della mancanza di garanzie finanziarie.[6]
13 agosto 2009 rinasce l'Unione Sportiva Pistoiese (U.S. PISTOIESE 1921) creata dal Sindaco di Pistoia Berti; la società è stata affiliata alla Federcalcio e ammessa a partecipare, in soprannumero, al campionato regionale di Eccellenza girone B[7]. Il 30 maggio 2010 la Pistoiese si ferma ai play-off nazionali perdendo per 1-0 contro la squadra abruzzese del Mosciano.
Nella stagione successiva (la 2010-2011) la Pistoiese, dopo essere sempre stata capolista dalla prima all'ultima giornata, riesce ad ottenere la promozione matematica in Serie D il 27 marzo 2011 vincendo a Forte dei Marmi per 1-3 alla 32ª di campionato davanti a circa 700 pistoiesi, un record per una trasferta in Eccellenza Toscana.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria dell'U.S. Pistoiese 1921 | |
|---|---|
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[modifica] Campionati nazionali e regionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
2 | 1928-1929 | 1980-1981 |
B |
23 | 1924-1925 | 2001-2002 |
C |
38 | 1936-1937 | 2008-2009 |
D |
18 | 1937-1938 | 2011-2012 |
Eccellenza |
3 | 1952-1953 | 2010-2011 |
In 84 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nella Lega Nord, compresi 1 torneo di Divisione Nazionale (A), 4 tornei di Seconda Divisione (B) e 5 tornei di Serie C2. Non sono comprese le annate 1940-45 in cui la Pistoiese fu inattiva, e i tornei del Comitato Regionale Toscano cui afferiva antecedentemente il 1924.
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Rivalità
Prato
Empoli
Lucchese
Viareggio
Reggiana
Rimini
Piacenza
Como
Mantova
Brescia
Varese
Padova
Treviso
Carrarese
Massese
Ravenna
Pisa
Sangiovannese
Giulianova
[modifica] I nomi della società
- 1921-1988: Unione Sportiva Pistoiese (U.S. Pistoiese)
- 1988-1990: Nuova Pistoiese
- 1990-2009: Associazione Calcio Pistoiese (A.C. Pistoiese)
- 2009-oggi: Unione Sportiva Pistoiese 1921 (U.S. Pistoiese 1921)
[modifica] Archivio delle stagioni
[modifica] Allenatori e Presidenti
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[modifica] Rosa 2011-2012
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Portieri
Difensori
Centrocampisti
Attaccanti
Allenatore: [modifica] Record in Serie A girone unico[8]Aggiornato al 22 febbraio 2011
[modifica] Curiosità
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate[modifica] Collegamenti esterni |

