Justice League of America

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Justice League of America
gruppo
Copertina di Justice League n.1 (variant edition), RW Edizioni
Copertina di Justice League n.1 (variant edition), RW Edizioni
Universo Universo DC
Lingua orig. Inglese
Autori
Editore DC Comics
1ª app. marzo 1960
1ª app. in The Brave and the Bold n. 28
Editore it. RW Edizioni dal 2011
app. it. 20 febbraio 1966
app. it. in Albi del Falco n.514
Formazione
Formazione originale

La Justice League of America, conosciuta anche come Justice League (spesso abbreviata in JLA), è un gruppo di supereroi DC Comics creato nel 1960 dallo sceneggiatore Gardner Fox, da un'idea di Julius Schwartz[1]. In Italia è stata talvolta tradotta con Lega della Giustizia. Si tratta del terzo gruppo di supereroi ad essere pubblicato con il logo DC[1]. Il primo era stata la Justice Society of America, creata per l'editore All-American Comics da Sheldon Meyer nel 1940 e pubblicata fino al 1951[1].

Durante la Silver Age, visto il grosso successo che i supereroi stavano nuovamente riscuotendo, Gardner Fox e Julius Scwartz decisero di riproporre una nuova Justice Society of America, inserendo in un unico team alcuni dei maggiori eroi della DC Comics, affiancati da altri meno conosciuti[1]. L'obiettivo è di formare un supergruppo che deve fronteggiare minacce che nessun altro supereroe da solo può affrontare. Il termine Society, per le sue implicazioni classiste e perché non ben visto nella paranoica epoca della Guerra Fredda, viene sostituito col più popolare League[1], ispirandosi alle leghe degli sport più diffusi in America, la National Football League e la Major League Baseball.

Con i testi di Fox e i disegni di Mike Sekowsky, la Justice League of America debutta su The Brave and the Bold n. 28 del 1960 ed ottiene una sua serie regolare con l'albo Justice League of America n.1, data di copertina ottobre-novembre 1960[1].

Durante gli anni la serie ha dato origine a numerosi spin-off, spesso con nuove sezioni del gruppo quali: Justice League Europe, Justice League International, Justice League Elite, Justice League Task Force, Extreme Justice, Justice League Antarctica, Justice League Dark.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Silver Age (1960-1970)[modifica | modifica wikitesto]

Contesto e ideazione[modifica | modifica wikitesto]

La Justice League of America viene pubblicata per la prima volta sulla serie antologica The Brave and The Bold con data di copertina febbraio-marzo 1960. Era consuetudine del periodo sperimentare un nuovo personaggio o una nuova idea su una testata senza personaggi fissi. In questo modo si vagliava la risposta del pubblico e, se era positiva, si lanciava una nuova serie regolare. Siamo agli inizi del periodo Silver Age dei fumetti di supereroi[2]. Ciò che contraddistingue questi anni è il tentativo della DC Comics (seguita poi da altre case editrici) di riproporre i supereroi Golden Age in una nuova veste grafica e di contenuti[2]. Alla fine degli anni cinquanta l'operazione sta avendo successo con personaggi come Flash e Lanterna Verde. Di conseguenza il redattore Julius Schwartz decide di lanciare una nuova versione della Justice Society of America e ne affida i testi a Gardner Fox. Quest'ultimo è già stato autore della Justice Society, nata nel 1940 sulla serie All-Star Comics della casa editrice All-American Publications, che nel 1940 era partner della DC. La prima formazione entra in azione contro l'alieno Starro The Conqueror. Fox e Schwartz decidono di porre l'attenzione principalmente sui personaggi Silver Age come Flash (Barry Allen), Lanterna Verde (Hal Jordan), Martian Manhunter e Wonder Woman[2]. Superman e Batman rimangono in disparte anche se risultano come membri fondatori[2]. Questi ultimi due personaggi sono infatti controllati a livello editoriale da Jacl Schiff e Mart Weisinger e non da Schwartz che preferisce quindi non sfruttarli come membri permanenti del gruppo[2]. Gardner Fox decide inoltre di inserire una spalla (sidekick) dal nome Snapper Carr. Si tratta di un adolescente senza superpoteri con l'abitudine di schioccare le dita (snap) e risulta quasi sempre determinante nel risolvere le battaglie. Il personaggio viene ritenuto fastidioso dagli stessi lettori e col passare del tempo gli autori lo devono togliere dal gruppo[2].

Dopo le storie pubblicate su The Brave and The Bold nn. 28-30, al gruppo viene dedicata la serie regolare Justice League of America (Vol. 1), destinata a durare per 261 numeri. Il primo numero porta la data di copertina ottobre-novembre 1960 mentre l'ultimo albo è distribuito con data aprile 1987. Sul n. 9 (febbraio 1962) viene pubblicata la storia: The Origin of the Justice League di Gardner Fox (testi) - Mike Sekowsky (matite) - Bernard Sachs (chine). Questo albo stabilisce l'origine del gruppo che rimane valida nella continuity dei fumetti Silver Age così come degli anni '70 e i primi anni '80, quindi per tutto il periodo definito pre-Crisis. La storia viene narrata in flashback a Snapper Carr e vede Aquaman, Wonder Woman, Lanterna Verde II (Hal Jordan), Flash II (Barry Allen) e Martian Manhunter unirsi per combattere una minaccia aliena dal nome Appellax. Superman e Batman arrivano solo alla fine dello scontro perché già impegnati contro altri "supercriminali". I due capiscono di non poter essere sempre presenti e che ci sono minacce che richiedono un'associazione meglio organizzata che protegga la Terra. Viene così fondata la Lega della Giustizia con i primi sette membri ufficiali. Inizialmente la sede del gruppo si stabilisce in una grotta segreta fuori della piccola cittadina di Happy Harbor, Rhode Island.

Il ciclo di Gardner Fox e Mike Sekowsky (1960-1968)[modifica | modifica wikitesto]

Il ciclo di Fox sul gruppo rimane il più lungo per quanto riguarda le storie consecutive scritte da un singolo autore[3]. Ai disegni viene coadiuvato da Mike Sekowsky, che rimane in questo ruolo quasi per tutti gli albi. Fanno eccezione gli ultimi due che vedono l'inizio dell'epoca di Dick Dillin come disegnatore[3]. In questo periodo gran parte delle storie nascono a livello editoriale, dove Julius Schwartz sviluppa un abbozzo di storia da cui fa poi disegnare una copertina e da quella Fox ne deve sviluppare uno script[3]. Siamo quindi in presenza di una supremazia degli editor rispetto agli autori ed artisti, caratteristica del metodo di lavoro dell'allora National Comics, che però andrà a modificarsi nel corso degli anni sessanta. I disegni di Sekowsky sono poi caratterizzati da una certa legnosità e mancano di dinamismo[3], perdendo quindi il confronto con le tavole dinamiche e di grande impatto scenografico dei Fantastici Quattro di Jack Kirby, pubblicate dalla rivale Marvel Comics. Nonostante questo è possibile però individuare delle tematiche narrative che mettono le fondamenta non solo delle future serie della League ma anche dell'intero universo DC[3]. Le storie presentano infatti elementi fantascientifici che si mischiano a situazioni bizzarre e surreali che sfiorano la psichedelia, rendendo molte avventure della Justice League degli anni sessanta originali e apprezzabili anche a distanza di decenni. La tematica più importante introdotta da questo run rimane però l'istituzione canonica delle storie denominate Crisis on Multiple Earths cioè di quelle avventure che vedono la Justice League venire in contatto con terre parallele nelle quali esistono versioni differenti dei membri del gruppo o in cui la storia della Terra si è dipanata in maniera diversa da quella conosciuta[3]. Caratteristica delle avventure in terre alternative di questi anni è l'incontro con il gruppo della Justice Society of America, primo supergruppo dell'editore, pubblicato tra gli anni quaranta e cinquanta[3]. Sulla serie di Flash (nel celebre n. 123 del settembre 1961 e dal titolo Flash dei due mondi), Barry Allen (il nuovo velocista scarlatto) aveva scoperto una terra alternativa dove viveva il primo Flash (il cui alterego è Jay Garrick), attivo durante la seconda guerra mondiale e membro della Justice Society, la quale viene poi incontrata da Barry su Flash (Vol. 1) n. 137 (giugno 1963); si tratta della prima apparizione dello storico gruppo dal 1951[3]. A questo punto si svela ai lettori che tutte le avventure pubblicate sulla Justice Society sono realmente accadute ma hanno avuto luogo in una terra parallela che ha avuto sviluppi storici leggermente differenti dalla nostra. Questa terra alternativa viene denominata Terra-Due. Fox e Schwartz progettano quindi il primo incontro tra i due gruppi che avviene su Justice League of America (Vol. 1) nn. 21-22 (del settembre 1968). Tale meeting, che serve a sconfiggere una minaccia comune ai due universi, prende il nome di Crisis (cioè "crisi"), titolo che diviene iconico per la storia della DC nella sua storia successiva[3]. Infatti per tutta la Silver Age (e fino agli anni novanta) ogni volta che si ha l'incontro di personaggi di altri universi è sempre presente il termine Crisis. La serie della Justice League vede una storia-crisis ogni anno ed arriva ad incontrare personaggi di terre alternative che non siano Terra-Due[3]. Fox e Schwartz mettono quindi i mattoni del primo Multiverso DC Comics. Durante questo periodo si hanno infatti otto racconti che rientrano nei canoni delle Crisis on Multiple Earths e si vede la creazione di Terra-Tre con il suo Crime Syndacate of America e Terra-A con i Lawless (controparti malvagie dei supereroi).

Il primo nuovo membro che entra a far parte della Justice League, non essendone un fondatore, è Green Arrow su Justice League (Vol. 1) n. 4 (maggio 1961). Nelle idee degli autori l'arciere Oliver Queen è l'ideale sostituto della figura di Batman all'interno del team[3]. Nel n. 14 (settembre 1962) si unisce al gruppo anche la nuova versione di Atom. Questi è una riscrittura di un personaggio della Golden Age (Al Pratt) che Julius Schwartz aveva rilanciato negli anni sessanta dandogli il potere di rimpicciolirsi (abilità non posseduta dal suo predecessore)[3]. Sul n. 31 (novembre 1964) diventa membro anche il nuovo Hawkman, la cui origine non è più di stampo mitologico ma aliena, in quanto si tratta di un tutore dell'ordine del pianeta Thanagar[3].

Il ciclo di Dennis O'Neil (1968-1970)[modifica | modifica wikitesto]

Dennis O'Neil scrive le storie della Justice League per soli due anni, per un totale di 15 numeri (nn.66, 69-75, 77-83, i numeri saltati contengono ristampe)[3]. Nonostante si tratti di un run breve, riesce comunque a lasciare un segno indelebile nelle dinamiche del gruppo e nel tono delle storie[3]. Ad affiancarlo come disegnatore c'è Dick Dillin, storico disegnatore della serie per la quale arriva a realizzare 104 numeri[3]. Grazie anche ad una maggiore libertà creativa arrivata dalla gestione di Carmine Infantino, allora direttore editoriale, Dennis apporta diverse modifiche sostanziali[3]. La prima è la gestione dei personaggi, i quali cominciano ad essere maggiormente approfonditi e i cui rapporti riflettono tensioni e contrasti inevitabili in un gruppo così variegato. Ad esempio si sottolineano le opposte vedute di Green Arrow, di pensiero liberale, a quelle di Hawkman, dipinto invece come un conservatore[3]. Allo stesso tempo si toglie dal gruppo la mascot-teenager Snapper Carr, vista come un comic relief ormai abusato e ostico anche ai lettori[3]. Questo avviene in una celebre storia in cui Snapper tradisce i suoi amici favorendo il Joker e svelando il loro rifugio segreto (Justice League of America n.77 del dicembre 1969). Una delle conseguenze che ha fatto epoca è il trasferimento della base segreta della Justice Laegue da una caverna ad un satellite in rotazione geocentrica sopra gli Stati Uniti. Questo cambiamento riflette anche una diversa prospettiva con la quale i supereroi affrontano la loro posizione di mebri, in quanto la Lega della Giustizia diviene difatto un'organizzazione che veglia sul pianeta terra e la cui sede si trova letteralmente nei cieli[3]. Dennis O'Neil apre anche la tradizione di cambiare frequentemente il roasting del gruppo e Wonder Woman è la prima nella storia a lasciare il team, su Justice League of America (Vol.1) n.69 (febbraio 1969)[3]. Allo scrittore non piace neppure il personaggio venuto da Marte, cioè Martian Manhunter in quanto, in un epoca di viaggi spaziali, non ritiene più credibile l'esistenza di una civiltà sul pianeta rosso[3]. Il marziano lascia quindi il pianeta Terra insieme al suo popolo per raggiungere una nuova casa tra le stelle. Questo processo rientra nel tentativo di dare un tono più realistico e meno leggero alle storie rispetto alla gestione precedente del duo Schwartz-Fox[3]. D'altra parte questa operazione viene portata avanti da O'Neil e Infantino anche sulle serie dedicate ai singoli personaggi. Il cambiamento più drastico è quello apportato a Wonder Woman, che si vede tolti i suoi superpoteri in un tentativo (forse eccessivo) di rendere credibile e realistico il personaggio, ma modifiche simili avvengono (anche se solo per le tematiche) con personaggi come Green Lantern e Green Arrow. Questi ultimi due supereroi sono tra l'altro protagonisti di un celebre ciclo di storie di O'Neil e Neal Adams che li porta a viaggiare per gli Stati Uniti e le sue contraddizioni. Per rispettare la continuity dei personaggi, questi si ritirano da membri della Justice League sul n.81 (del giugno 1970)[3]. In quest'albo viene anche introdotto un elemento importante per la storia futura dell'Universo DC, infatti è adesso che Jean Loring, la moglie di Ray Palmer (Atomo II) comincia a dimostrare segni di squilibrio mentale. Tale fattore viene ripreso nel 2004 dallo scrittore Brad Meltzer come antefatto per gli eventi della miniserie Identity Crisis[3]. Al posto di Wonder Woman entra a far parte del gruppo Black Canary, eroina che arriva da Terra-Due (dove ha perso il marito) e in cerca di un nuovo inizio.

Durante il ciclo di O'Neil si assiste quindi ad un cambiamento nel tono delle storie (ora meno leggero) e ad una eliminazione delle storie episodiche (autoconclusive nel corso di un singolo albo) per dare alla Justice League un respiro più ampio, con saghe che si dipanano in più numeri ed uno status quo ormai sempre in bilico[3]. I membri non danno più impressione di appartenere ad una allegra confraternita ma piuttosto sono combattuti anche all'interno tra posizioni di vista differenti e giochi di potere per la leadership del gruppo[3]. Queste sono caratteristiche destinate a sopravvivere nel corso delle varie incarnazioni del team durante tutta la sua storia editoriale[3].

Periodo Bronze Age (1970-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio degli anni settanta termina la Silver Age dei comics; il periodo è caratterizzato da un progressivo calo nelle vendite degli albi a fumetti, fattore che colpisce tutti gli editori e soprattutto la DC che entro la fine del decennio si trova spodestata dal suo ruolo di casa editrice leader del settore[4]. A livello sociale le idee progressiste degli anni sessanta sembrano svanire e gli scandali politici come il Watergate, lo stallo della guerra in Vietnam, i tumulti delle minoranze, la stagflazione tolgono fiducia e ottimismo alla società americana[4]. Questa crisi di identità colpisce anche i fumetti e la DC cerca di reagire con il rinnovamento di icone come Superman e Batman, la maggior attenzione al "mondo reale" da parte degli autori e l'arrivo del re dei comics Jack Kirby (colui che negli anni sessanta ha contribuito a creare l'universo Marvel)[4]. Gli aumenti dei costi della carta ed errori editoriali sui formati e la gestione della distribuzione porteranno l'editore al collasso nel 1978 ( fase conosciuta come DC Implosion)[5]. La situazione si riflette sulla serie della Justice League of America che si ritrova in crisi di vendite e senza un autore che riesca a dargli un nuova identità. Dopo il tentativo di rinnovamento durante il periodo di Dennis O'Neil, si succedono ai testi della Justice League diversi scrittori, nessuno però rimane sulla serie per un periodo sufficiente a dare continuità alle storie. L'interferenza dei redattori e il continuo cambio del formato (che spesso infarcisce gli albi di ristampe) non aiuta a riportare verso il supergruppo l'interesse che godeva da parte dei lettori nel decennio precedente.

Mentre il 1970 è comunemente accettato come l'anno d'inizio del periodo bronze age, quello finale può differire a seconda delle analisi di mercato e delle vicende delle singole case editrici. Per quanto riguarda la Justice League la fine di questo turbolento periodo è il 1986 con l'abo Justice League of America (Vol.1) n.256 ( del gennaio 1986)[6], scritto da Gerry Conway, cioè l'autore che ha realizzato il maggior numero di albi della medesima tra gli anni settanta e gli anni ottanta. Per l'importanza dell'anno in questione, che vede la pubblicazione (iniziata nel 1985) di Crisi sulle terre infinite, Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, Watchmen di Alan Moore e Legends, risulta anche essere la conclusione della Bronze Age per la DC Comics[7]. Da notare che nel 1970 il nome ufficiale della casa editrice era ancora National Periodical Publications, Inc. e i suoi albi venivano distribuiti con il logo Superman National Comics - DC. Dal 1976 il nome della compagnia divenne ufficialmente DC Comics e per l'occasione viene creato un nuovo logo. Il primo albo della Justice League of America pubblicato con il nuovo logo DC è il n.139 (con data di copertina febbraio 1977 ma distribuito verso la fine del 1976), la copertina è di Neal Adams[8].

Vari scrittori su Justice League of America (1970-1977)[modifica | modifica wikitesto]

Dennis O'Neil lascia le redini di scrittore della serie con Justice League of America (Vol.1) n.84 (dicembre 1970), albo che realizza insieme a Mike Friederich, destinato a succedergli[9]. Negli anni seguenti (fino alla DC Implosion del 1978) non vi sarà più uno scrittore che dirige la serie più a lungo di qunato fatto da O'Neil (o il suo predecessore Gardner Fox), a questo si aggiunge una continua sperimentazione di nuovi format e di prezzo da parte della DC Comics[9]. Si passa da albi di ristampe di 80 pagine ad albi che contengono sia ristampe che materiale originale. Non bisogna poi sottovalutare l'aumento del prezzo di copertina da 15 a 25 centesimi. Si apre quindi un periodo di mancanza di stabilità creativa e di autori che, invece di crerare storie epiche degne del supergruppo, cercano di suscitare interesse introducendo nuovi membri, spesso pittoreschi quali Phantom Stranger (n.103, del dicembre 1972), Elongated Man (n.105, del maggio 1973) o Red Tornado (n.106, giugno-luglio 1973)[9]. A questo si aggiunge la creazione di nuove terre parallele, durante gli eventi Crisis on Multiple Earths, che spesso sono ripetitive e aggiungono confusione nella continuity degli albi DC[9]. Il run di Friedrich inizia con il n.86 e termina con il n.99[9]. Quest'ultimo albo non presenta ristampe e il prezzo si abbassa di 5 centesimi. Si tratta di un tentativo dell'editore di andare incontro ai lettori per risollevare le vendite[9]. Bisogna sottolineare che il disegnatore Dick Dillin rimane saldo nel suo ruolo per la sequenza record di 114 numeri, riuscendo a dare almeno una coerenza stilistica e visiva alla Justice League degli anni settanta[9].

A partire dal celebrativo 100° albo della Justice League (agosto 1972), subentra come scrittore Len Wein che resta però solo 15 numeri (fino al n.114 del dicembre 1974)[9]. In questo periodo, durante i rituali team-up annuali con la Justice Society di Terr-Due, reintroduce nel Multiverso DC altri personaggi appartenenti a terre parallele. Sulla Crisis on Multiple Earths dei nn.100-102 si rivedono i Seven Soldiers of Victory (ripresi dal periodo Golden Age) e sui nn.107-108 si scopre Terra-X dove risiedono i Freedom Fighters e gli altri personaggi che la DC ha inglobato acquisendo la Quality Comics[9]. Nel 12° team-up annuale tra League e Society (n.113 di settembre-ottobre 1974) si rivede anche Sandy, il sidekick del Sandaman originale. Uno degli elementi più interessanti e longevi promossi da Len Wein è però stata la creazione di Libra, leader di una nuova Injustice Gang che ha un satellite geosincrono che ruota su posizione opposta rispetto a quello della League[9]. Il personaggio di Libra torna alla ribalta grazie a Grant Morrison durante l'epocale Final Crisis, pubblicata nel 2008[9].

Tra il 1975 e il 1977 sulla serie Justice League of America si alternano diversi scrittori quali: Dennis O'Neil (che torna per un solo albo, il n.115), Gerry Conway, Cary Bates, Elliot S! Maggin, Martin Pasko, Paul Levitz e Steve Englehart[10]. Questo triennio risulta essere caotico e discontinuo non solo nella qualità e coerenza delle storie ma anche nel formato dell'albo e prezzo di copertina[10]. Anche su questo titolo, come in molti altri dell'editore si avvertono le premesse che porteranno alla Implosione DC anche se la serie non viene cancellata ma riesce a mantenere il suo corso tra il 1978 e il 1979. Il n. 116 è di Cary Bates (i disegni sono sempre di Steve Dillin nonostante la rotazione degli autori) che oltre ad introdurre il nuovo personaggio The Golden Eagle è l'ultimo numero ad essere proposto nel formato da 100 pagine con storie nuove insieme a ristampe[10]. Bates realizza anche i nn.120-121 (luglio-agosto 1975) in cui l'avventuriero spaziale Adam Strange si sposa con Alanna sul pianeta Rann[10]. Maggin realizza i nn.117-119 (aprile-giugno 1977) in cui Hawkman e Hawkgirl ritornano sulla terra e il primo si riunisce al gruppo (lasciato sul n.109)[10]. Hawkgirl si unirà alla Justice League sul n.146 (settembre 1977) nonostante l'iniziale opposizione di Superman[10]. Esisteva infatti una regola che prevedeva di non poter arruolare due supereroi con gli stessi poteri (in questo caso i due rappresentanti del pianeta Thanagar)[10]. Per le doti mostrate in battaglia viene comunque accettata e rimarrà membro fino al 1984[10]. Gerry Conway realizza un trittico di storie (nn.125-127, tra il dicembre 1975 e il febbraio 1976) che pongono le basi per il rilancio della storica serie All Star Comics con protagonisti la Justice Society di Terra-Due[10]. Sul n.128 Martin Pasko scrive la storia che segna il rientro di Wonder Woman. Di questo periodo quello che firma il run più longevo è Steve Englehart, autore di 10 numeri (nn.139-146 e nn.149-150). Il suo contributo riesce a porre basi per importanti sviluppi futuri nell'Universo DC[10]. Nei nn.140-141 spiega che i Manhunters, personaggi creati da Jack Kirby due anni prima, sono un corpo di polizia androide che era stato creato dai Guardiani dell'universo prima di fondare il Corpo delle Lanterne Verdi, nel n.142 introduce il Construct poi riutilizzato dal duo DeMatteis-Giffen nelle Justice League anni post-Crisis (quindi dopo il 1987), nel n.143 riesce a costruire un prequel alle origini della League che ne dimostrano le interconnessioni con il resto del DC Universe, e nel n.145 fa tornare Red Tornado[10]. Negli ultimi due albi di Englehart il gruppo affronta la minaccia di The Key (nn.149-150, dicembre 1977 - gennaio 1978)[10]. Gli unici due albi della Justice League of America (Vol.1) del 1977 non accreditati a Englehart sono i nn.147-148 (di ottobre e novembre) che sono invece scritti da Martin Pasko e Paul Levitz e vedono il 15° team-up tra Justice Society e Justice League[10]. Questa volta si devono unire al supergruppo del futuro chiamato Legione dei supereroi, provenienti dal XXX° secolo. Insieme devono sconfiggere la minaccia di Mordru[10]. Il coautore dell'albo Paul Levitz si confermerà essere lo scrittore più celebrato per le storie della Legione ed è destinato a diventare presidente della DC Comics tra il 2002 e il 2009[10].

Il ciclo di Gerry Conway come scrittore unico (1978-1983)[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal n.151 (del febbraio 1978) Gerry Conway prende le redini di scrittore della serie Justice League of America(Vol.1) per un lungo periodo che si dipana dal 1978 fino agli eventi della miniserie-evento Crisis on Infinite Earths, pubblicata tra il 1985 e il 1986[11]. Rimane come autore unico della serie fino al n.216 (luglio 1983), prima di alternarsi con altri scrittori fino al n.255 (ottobre 1986), suo ultimo albo della serie. Si trattano di anni difficili per la serie e in generale per la DC Comics che fatica a riprendere il terreno perso nei confronti della rivale Marvel e alla eccessiva confusione nella continuity del suo universo narrativo. L'anno più difficile è proprio il 1978, caratterizzato dalla chiusura di milti titoli e ad una drastica riduzione del numero di pagine per albo. Si passa dalle 34 del n.157 alle 25 del n.158 per arrivare a 17 pagine (con il n.161)[11]. Con la scelta di Conway si cerca di dare almeno continuità alle storie, cercando di creare trame di più ampio respiro e rinnovare parzialmente i ranghi del gruppo[11]. Infatti a partire dal n.161 (dicembre 1978) si unisce alla League la supereroina Zatanna (quarto membro femminile dopo Wonder Woman, Balck Canary, Hawkgirl)[11]. Durante una storia in tre parti contro la Secret Society of Super-Villains, Zatanna cancella la memoria dei supercriminali che avevano appreso le identità segrete dei membri della Justice League[11]. Il fatto viene poi ripreso negli anni duemila in Crisi d'identità per narrare una delle storie più importanti nella continuty del gruppo[11]. Nel n.153 (aprile 1978) viene introdotto un nuovo supereroe di origine australiana dal nome Ultraa, poi ripreso nel nn.169-170 (agosto-settembre 1979)[11]. In seguito alla chiusura di numerose serie durante la DC Implosion, alcuni nuovi supereroi quali Black Lightning e Firestorm rimangono sena titolo e quindi si vedono disponibili per la Justice League[11]. Il primo viene proposto da Green Arrow in parte per la sua origine afro-americana ma sorprendentemente Black Lightning declina, il secondo viene invece proposto da Superman e, nonostante l'opposizione di Green Arrow, viene accolto (n.180 di luglio 1980)[11]. Cominciano a crearsi dei dissapori tra Oliver Queen e il resto del team che portano ad una uscita dal gruppo dell'arciere nel n.181 (agosto 1980). La decisione definitiva è presa in seguito al ferimento di Black Canary con cui ha una relazione[11]. Nel team-up annuale del 1978 con la Justice Society si vedono personaggi storici della DC quali Viking Pice, Enemy Ace e Jonah Hex. Nel team-up del 1979 si assiste allo scontro con lo Spirit King, dopo che su Adventure Comics n.465, Mr.Terrific si riunisce con la Justice Society in quello che risulta essere un primo abbozzo di crossover tra le due serie[11]. Nel 1980 i due supergruppi affrontano Darkseid e diversi personaggi creati nella prima metà degli anni settanta da Jack Kirby per la saga del Quarto Mondo. Si tratta della 18° Crisis on multiple earths, pubblicata nei nn.183-185 (ottobre-dicembre 1980) e vede la realizzazione dell'ultimo albo disegnato dallo storico disegnatore Dick Dillin per la serie Justice League of America[11]. L'artista muore di attacco cardiaco l'uno marzo 1980 dopo aver completato il n.183[11]. Il suo run sulla serie conta la realizzazione di 114 numeri (record storico per le serie della Justice League) ed era cominciato nel 1968 con i disegni per gli ultimi due albi di Gardner Fox[11]. Gli albi da lui disegnati sono: nn.64-66, 69-75, 77-84, 86-92, 94-152, 154-183, quelli saltati contenevano solo ristampe e l'unico numero inedito che non vede il suo contributo tra il 1968 e il 1980 è il n.153 (disegnato da George Tuska)[12].

In seguito alla scomparsa di Dillin, la DC decide di chiamare un disegnatore già acclamato e di valore quale George Perez. Divenuto famoso alla Marvel per un ciclo di storie dei Vendicatori, la DC lo mette sotto contratto per realizzare due serie regolari: quella in corso della Justice League e il rilancio dei Teen Titans con ai testi Marv Wolfman[13]. I dirigenti della casa editrice non hanno però tenuto conto dell'estrema lentezza che richiede Perez per realizzare le sue tavole e l'improvvisa dipartita di Dillin non permette di anticipare la realizzazione di qualche albo prima di iniziare la sua collaborazione con Conway[13]. Il suo primo lavoro sono gli schizzi preparatori per i nn.184-185 poi completati da Frank McLaughlin[13]. In contemporanea all'uscita del n.184 (novembre 1980) Perez deve anche realizzare le matite per The New Teen Titans n.1, che viene fatto uscire lo stesso mese[13]. Inevitabilmente il nuovo disegnatore non riesce a dare continuità al suo lavoro su Justice League of America e, tra il n.184 (novembre 1980) e il n.200 (marzo 1982), diversi albi sono assegnati ad altri disegnatori o realizzati solo parzialmente da Perez[13]. Difatti la maggior parte degli albi realizzati dall'artista vedono il suo contributo solo negli schizzi e impostazione delle tavole (sono i nn.184-185, nn.192-194, nn.195-197, 200)[14]. Il più lungo contributo di Perez alle matite avviene solo nel celebrativo 200° albo della Justice League of America dove realizza 32 pagine (su 72) con chine di Brett Breeding[13]. Successivamente rimane come disegnatore delle copertine fino al n.220 (anche se non le realizza tutte). Nonostante questo il periodo Conway-Perez rimane uno dei più apprezzati dai lettori e nella storia della Justice League Perez è considerato uno degli artisti migliori del periodo Bronze Age[13]. Per quanto riguarda il suo reale contributo non è poi così fondamentale; è però lui a realizzare il nuovo costume di Zatanna che appare nel n.187 (albo disegnato da Don Heck)[13]. Contribuisce poi a dare un'origine definitiva a Red Tornado nei nn.192-194 (realizzati con John Beatty), dove si scopre che l'androide ha in realtà un'anima che risulta dalla fusione delle coscienze di Tornado Champion (campione di Rann) e Tornado Tyrant[13]. Realizza poi i breakdowns del 19° team-up tra League e Society in cui i due gruppi affrontano una nuova Society of Super-Villains[13]. Questa ennesima Crisis è considerata una delle migilori mai concepite[13]. Rimane memorabile anche la storia da lui disegnata nel n.200 e che vede il ritorno della razza aliena (vista nel n.9) che ha dato lo spunto per la formazione del team[13]. Gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione degli albi tra il n.184 e il n.200 sono: Fred McLaughlin, Don Heck, Rich Buckler, Bob Smith, Larry Mahlsted, Pablo Marcos, John Beatty, Romeo Tanghal, Keith Pollard, Brett Breeding[14].

Dopo Perez viene scelto come disegnatore regolare Don Heck, che rimane dal n.201 (aprile 1982) al n.216 (luglio 1983), interrvallato da altri artisti quali Carmine Infantino (n.206), Rich Buckler e Paris Collins per i nn.210-212[15]. Questi ultimi tre albi contengono una storia originariamente realizzata per l'albo formato tabloid All-New Collector's Edition, poi mai pubblicato in quanto cancellato per le conseguenze della implosione DC del 1978[16]. Si tratta quindi di un flasback che vede la Justice League di quel periodo combattere contro degli alieni con l'aiuto di Phantom Stranger[16]. Per quanto riguarda il run di albi disegnati da Don Heck, non ricevono una buona accoglienza da parte dei lettori e lamentano l'abbandono di Perez che aveva invece risollevato le vendite ormai in calo da un decennio[16]. Da sottolineare il primo crossover durante l'annuale storia di Crisis on multiple Eraths, avvenuto tra Justice League Of America e la serie All-Star Squadron scritta da Roy Thomas[16]. Si tratta della ventesima Crisis e vede la Jusice Society, la Justice League e l'All-Star Squadron combattere contro il Crime Syndacate di Terra-Tre[16]. Coinvolge gli albi Justice League of America nn.207-209 e All-Star Squadron nn.14-15[16]. Gli ultimi tre albi disegnati da Heck (nn.213-216) vedono Ray Palmer alias Atomo soffrire di un crollo nervoso e rifugiarsi nell'universo subatomico dove il team deve andare a recuperarlo[16].

Fine di un'epoca: Justice League Detroit (1983-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Con il n.216 termina il run di Gerry Conway come scrittore unico della serie, durato 66 albi consecutivi. Supera di uno il run di Gardner Fox (composto da 65 albi) ma questi detiene ancora il record se si considerano le prime tre storie del team pubblicata nel 1960 su The Brave and the Bold (per un totale di 68 albi consecutivi da regular writer)[6]. In ogni caso Gerry Conway aveva già scritto alcuni albi prima del 1978 e ne realizzerà ancora fino al 1986[6]. Rimane quindi lui l'autore più prolifico di sempre della Justice League e ne segna profondamente il periodo Bronze Age[6]. Dopo una breve ripresa con Perez le vendite sono però ancora in calo e necessita un cambio di direzione[6]. Il nuovo disegnatore è Chuck Putton a partire dal n.217 (dell'agosto 1983), scritto da Paul Kupperberg. In copertina (disegnata da George Perez) si ha il completo line-up del gruppo, formato da Superman, Wonder Woman, Aquaman, Green Arrow, Hawkman, Atom, Elongated Man, Red Tornado, Zatanna, Firestorm. I cambiamenti nella formazione sono quindi stati minimi nel corso dell'ultimo decennio. Batman manca in quanto ha lasciato la Justice League per formare gli Outsiders che debuttano sulla serie Batman and the Outsiders dello stesso mese. Si tratta di un spin-off che cerca di replicare il successo avuto dalla serie New Teen Titans lanciata dal duo Wolfman-Perez e dal top-seller della Marvel Uncanny X-Men di Chris Claremont[6]. Tra il 1983 e il 1984 si succedono sulla serie diversi autori quali Cary Burkett, Roy Thomas, Kurt Busiek, Joey Cavalieri e lo stesso Conway ma senza particolare successo[6]. A livello redazionale si cerca quindi di risollevare le vendite ridando a quest'ultimo la chance di rilanciare il gruppo dando alla serie una nuova direzione[6]. Nei nn.228-230, Conway, coadiuvato alle matite da George Tuska e Alan Kupperberg fa rientrare sulla Terra Martina Manhunter che avverte i suoi ex-colleghi che la sua razza di marziani si sta preparando ad invadere la Terra[6]. Purtroppo i grossi calibri quali Superman, Wonder Woman, Flash e Supergirl sono impegnati nell'ennesima Crisis ad aiutare la Justice Society[6]. Questa storia viene raccontata nei nn.231-232 (ottobre-novembre 1984) scritti da K.Busiek e disegnati da Alan Kupperberg. I marziani prendono quindi il sopravvento, distruggendo il satellite della League e per poco non conquistano la Terra[6]. La Justice League ha vinto ancora ma Aquaman decide di sciogliere il gruppo e rifondarlo su diversi presupposti[6]. Il mancato supporto di eroi come Superman e Flash lo dissuade ad arruolare solo membri che sono pronti a dedicare tutto il loro tempo al supergruppo[6]. Questo è il pretesto per rivoluzionare le storie della Justice League, cambiando radicalmente la formazione del team e cercando di ringiovanire i ranghi nel tentativo di imitare il successo di vendite di gruppi con protagonisti teenager (anche se non solo) quali New Teen Titans, Legion of Super Heroes e le testate degli X-Men della rivale Marvel Comics[6]. La rivoluzione comincia in Justice League of America Annual n.2 (1984), dove personaggi storici quali Green Arrow, Hawkman e Hawkgirl, Black Canary, Firestorm, Red Tornado oltre agli iconici Batman, Superman e Wonder Woman lasciano il gruppo definitivamente[6]. IL leader rimane Aquaman (in una versione più cupa e decisionista del personaggio conosciuto nella Silver Age), Martian Manhunter torna nel team (lasciato nel n.71 del lontano 1969), Elongated Man e Zatanna rimangono e quest'ultima si incarica di reclutare nuovi giovani eroi[6]. Questi sono Vixen, Steel e Vibe (aggiunti al gruppo durante l'annual del 1984) ai quali segue Gypsy che diventa membro ufficiale durante lo story-arc Rebirth nei nn.233-236 della serie regolare[6]. La nuova base segreta è uno stabilimento abbandonato nella città di Detroit e che prende il nome The Bunker[6]. Questa nuova sede viene scelta per cercare di dare un tono più "urbano" alle storie, ridimensionando il raggio d'azione del gruppo che ora non ha più un satellite come base-osservatorio ma si ritrova in una fabbrica con inesperti e nuovi personaggi come membri( solo Vixen ha già un passato editoriale)[6]. Non sorprende che questo tipo di rilancio non funziona e porta alla disaffezione dei lettori che non apprezzano i cambiamenti apportati[17]. I nuovi supereroi non hanno il carisma e il background fumettistico di chi li ha preceduti e risultano essere dipinti macchiettisticamente da Conway, non a suo agio con supereroi teenager[6]. Steel viene presentato come un cyborg privo di una personalità definita, Vixen è una supereroina che canalizza le capacità degli animali, Gypsy è una ragazza di strada che sembra non avere senso come membro della Justice League, Vibe ha una sua gang detta Los Lobos e pratica breakdance, tipo di musica e ballo che spopolava tra i giovani dei primi anni ottanta[6]. Questo tipo di League non funziona e il periodo di Detroit è uno dei punti più bassi nella storia del superteam della DC[6]. Questi cambiamenti vanno però inquadrati in un periodo dove la serie perdeva lettori e andavano invece di moda gli albi con protagonisti giovani supereroi[17]. Tra il 1983 e il 1984 assistiamo infatti al lancio di The Batman and the Outsiders, Infinity Inc. con i figli degli storici membri della Justice Society of America, una seconda serie sui Teen Titans del duo Wolfman-Perez, e il lancio della nuova serie della Legione dei Super-Eroi[17]. La Justice League sembrava datata e legata a dinamiche narrative di un epoca ormai alla fine (la broze age dei comics). Per questo l'arrivo della miniserie Crisi sulle terre infinite nel 1985 sembra l'occasione giusta per un nuovo rilancio dopo il fallimento della League di Ditroit[6]. La miniserie citata è realizzata dalla coppia Wolfman e Perez (i due autori di punta del periodo) e si propone di cancellare quella moltitudine di terre parallele createsi in gran parte priprio sulle pagine di Justice League of America[6]. La DC Comics vuole ricreare il suo universo fumettistico cambiando in parte la storia dei suoi personaggi e creando una continuty più semplice e lineare in cui inserire tutti i suoi personaggi. Durante Crisi sulle terre infinite le varie terre parallele quali Terra-due, Terra-tre e tutte le altre sono distrutte. Ne emerge un nuovo contesto narrativo dove molte delle storie e dei personaggi pubblicati prima del 1986 divengono apocrifi e si aprono nuove possibilità narrative per aggiornare tutti (o quasi) i personaggi DC. Il biennio 1985-1986 risulta però essere molto caotico e privo di direzionalità per la serie[6]. Aquaman lascia la leadership del gruppo dopo la battaglia con Amazo nei nn.241-243 (agosto-settembre 1985) per dedicarsi maggiormente al suo matrimonio con Mera e questo accade appena un anno dopo la sua rifondazione della Justice League e l'essersi assunto la responsabilità della leadership. Il suo posto sarà brevemente preso da Martina Manhunter che trasferisce la sede a New York, abbandonando Detroit nel n.246 del gennaio 1986. Questo segna il netto fallimento del rilancio della serie avviato da Gerry Conway appena due anni prima[6]. Da segnalare che con iln.245 debutta il nuovo disegnatore regolare Luke McDonnell che per l'occasione realizza un nuovo costume per Steel[6]. L'ultima Crisi sulle terre multiple (la n.23) è un crossover tra Infinity, Inc. (la nuova generazione della Justice Society) con l'albo n.19 (giugno 1985) e Justice League of America n.244 (novembre 1985) e vede Commander Steel manipolare i due gruppi uno contro l'altro. L'albo della League è intitolato The Final Crisis cioè Crisi finale ad indicare la fine di un periodo in cui esistevano terre parallele e supereroi che vivono in realtà alternative, distrutte da Crisi sulle terre infinite ormai in corso. Tra il n.247 e l'albo anniversario che segna il 250° albo della serie, inizia una storyline che vede la League tornare nel suo vecchio santuario a Rhode Island ma lo trova infestato da alieni e per questo è necessaria una riunione di membri del presente e del passato per debellare la minaccia. Alla fine della battaglia Batman accetta di tornare nel gruppo come leader.

Origini Moderne[modifica | modifica wikitesto]

Con il termine Origini Moderne si intende la versione definitiva data ad un supereroe o gruppo di supereroi. Il punto di partenza è sempre la prima storia che narra la nascita di un personaggio, a questa si aggiungono modifiche che tengono conto del nuovo contesto storico e gli sviluppi cronologici dell'Universo narrativo in cui si colloca la vicenda. Nel caso della Justice League, l'origine del supergruppo è stata rinarrata a fine anni '90 nella miniserie JLA:Year One n.1-12 (gennaio-dicembre 1998). Gli autori sono Mark Waid e Brian Augustyn (testi) - Barry Kitson (matite). La miniserie copre cronologicamente il primo anno di attività del gruppo e risulta essere in continuity con gli albi tuttora pubblicati dalla DC Comics. Ci sono due cambiamenti rilevanti rispetto alla versione Silver Age:

Justice League International[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Justice League Europe.

In seguito a Crisi sulle Terre Infinite (e allo scarso successo delle vendite) venne lanciata una nuova testata, denominata Justice League International, con i testi di Keith Giffen e J.M. DeMatteis e i disegni di Kevin Maguire.

Il team, contrariamente alle origini, comprendeva un solo "big", Batman, e due dei membri fondatori (Martian Manhunter e Black Canary) dando poi spazio a tutti quei personaggi che non possedevano una serie personale, come Blue Beetle, Booster Gold, Guy Gardner o Mister Miracle: la serie ebbe un grande successo, dando vita a sketch umoristici mai visti prima in una serie a fumetti, come i litigi fra il severo Batman e la testa calda Guy Gardner, la dipendenza dai biscotti al cioccolato di Manhunter, i tentativi di arricchirsi di Beetle e Booster, l'ingenuità fanciullesca di Capitan Marvel e l'irritabilità di Black Canary, oltre ai personaggi di supporto come l'avido Maxwell Lord, il nano Oberon e il robottino saccente L-Ron. I membri erano:

a cui, in seguito, si unirono:

La serie ebbe talmente tanto successo che gli autori diedero vita ad seconda testata, Justice League Europe, una seconda filiale della lega con base a Parigi. La formazione comprendeva:

La Justice League America di Morrison[modifica | modifica wikitesto]

L'incarnazione rilanciata dallo scrittore scozzese Grant Morrison nel 1997, ha avuto invece come fondatori tutti i personaggi principali dell'universo DC: Superman, Batman, Martian Manhunter, Lanterna Verde (Kyle Rayner), Aquaman, Flash III (Wally West) e Wonder Woman. Morrison li collocò in una base sulla Luna, la Torre di Guardia, e con un avanzato sistema computerizzato di monitoraggio della Terra e un sofisticato teletrasporto, riuscivano ad arrivare ovunque ci fosse bisogno di loro.

Sebben in molti si fossero dichiarati scettici all'idea di un gruppo che comprendeva tutti questi "big", la serie riscosse invece un successo clamoroso, vincendo anche alcuni premi; fu questa formazione ad ispirare la serie animata Justice League, poi rinominata in Justice League Unlimited, e il videogioco Justice League Heroes: in entrambi i casi, per la politically correct, Kyle Rayner e Aquaman vennero sostituiti da John Stewart e da Hawkgirl, e successivamente, dopo la saga l'Era di Ossidiana/The Obsidian Age anche nella serie avvennero i medesimi cambiamenti, nel tentativo di avvicinare nuovi lettori.

Dopo Crisi Infinita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 la serie dedicata al gruppo viene rilanciata dallo scrittore Brad Meltzer e dal disegnatore Ed Benes, ripartendo dal numero 1, preceduto da un numero 0. Un anno dopo Crisi Infinita, Superman, Batman, e Wonder Woman si riuniscono nella Batcaverna per riformare la Lega.[18]

La formazione che si riunisce in questa nuova partenza è composta da:

I Nuovi 52[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 la DC Comics decide di mettere in atto un reboot di tutte le sue testate, azzerando gran parte della continuity del DC Universe. Questo ripartire da zero della prima casa editrice di supereroi al mondo costituisce il secondo rilancio radicale messo in atto dalla DC Comics, dal 1985 con la saga Crisi Sulle Terre Infinite. L'evento creato per dare una giustificazione narrativa a questo azzeramento di continuity è stato Flashpoint, cui seguì la nascita del nuovo universo narrativo: The New 52.

Dal reboot, la JLA diventa semplicemente la Justice League (cui solo successivamente si affiancherà la Justice League of America come secondo team di supereroi) e viene presa in gestione dallo scrittore Geoff Johns e (per i primi 12 numeri) dalla superstar Jim Lee. La Justice League di Geoff Johns si articola in archi narrativi, veri e propri capitoli di una storia più ampia. Ad oggi gli archi narrativi della Justice League di Johns sono:

1. Origini

2. Il Viaggio del Criminale

3. Il Trono di Atlantide

4. I più Pericolosi del Mondo

5. Prologo Trinity War

6. Trinity War

7. Forever Evil

Ex-componenti famosi[modifica | modifica wikitesto]

JLA/Vendicatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: JLA/Vendicatori.

Nel 2005 il team è stato protagonista di un crossover con la sua controparte della Marvel Comics, i Vendicatori, ad opera di Kurt Busiek e George Perez.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

I fumetti della Justice League of America originale hanno vinto i seguenti premi:

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • La prima versione non fumettistica della Justice League sono 3 mini-episodi d'animazione della durata di 7 minuti ciascuno. Sono stati trasmessi dalla rete americana CBS come appendice della serie animata The Superman/Aquaman Hour of Adventure (1967-1968). I componenti del gruppo erano le versioni Silver Age di Superman, Flash, Atomo, Hawkman e Lanterna Verde.[19]
  • La seconda versione televisiva della Justice League fu I Superamici, che comprese varie incarnazioni dal 1973 al 1986. La serie cominciò con Superman, Batman, Robin, Aquaman e Wonder Woman con le spalle Wendy, Marvin e Wonder Dog, il cane di Marvin. Ci furono anche delle apparizioni di Flash (Barry Allen), Freccia Verde, Hawkman, Cyborg, Plastic Man e altri supereroi DC Comics. La serie fu realizzata dagli studi Hanna-Barbera e trasmessa dalla ABC.
  • Tra il 1978 e 1979 gli stessi studi di produzione Hanna-Barbera realizzarono una versione dal vivo del supergruppo (Live-action special). Si tratta del primo lungometraggio non d'animazione della Justice League. L'episodio fu diviso in due parti e trasmesso dalla NBC il 18 e 25 gennaio 1979. Il titolo dello Speciale è Legends of The Super-Heroes. I membri del gruppo sono Batman, Robin, Hawkman, Capitan Marvel, Black Canary, Flash, Huntress. La storia vanta un'estrema povertà produttiva che si riflette nelle quasi totale mancanza di effetti speciali e basso livello nella cura dei costumi e make-up dei personaggi. Il tono della sceneggiatura riprende le atmosfere campy della serie televisiva di Batman degli anni sessanta. Non a caso l'attore che interpreta l'Uomo Pipistrello è lo stesso Adam West che torna nei panni di Batman a distanza di dieci anni.
  • Nel 1997 la stazione televisiva CBS ha prodotto un pilot per una serie televisiva diretto da Félix Enríquez Alcalá[20]. Nell'episodio comparivano il Flash di Barry Allen, la Lanterna Verde di Guy Gardner, Fire, Ice, Atom e Martian Manhunter. La serie non fu mai realizzata.
  • Nel 2001 la JLA ha debuttato con una propria serie animata chiamata proprio Justice League, facente parte del DC Animated Universe (sulla scia delle serie di Batman e Superman); la serie, durata due stagioni, ha avuto anche un seguito nel 2004, la serie Justice League Unlimited.
  • Il gruppo è protagonista dell'omonimo videogame Justice League Heroes, creato dagli Snowblind Studios: i personaggi utilizzabili sono Superman, Batman, Wonder Woman, Flash, Lanterna Verde (John Stewart), Martian Manhunter e Zatanna; in alcuni livelli si possono utilizzare anche altri sei personaggi, ovvero Aquaman, Freccia Verde, Hawkgirl, la Cacciatrice e le altre due Lanterne Verdi, Hal Jordan e Kyle Rayner.
  • Il gruppo compare anche nella serie televisiva Smallville, per la prima volta nella sesta stagione e ricomparirà anche in seguito in diverse occasioni. In questo adattamento viene fondato da Oliver Queen per contrastare Lex Luthor, e la formazione originale comprende lo stesso Queen, Bart Allen, Victor Stone, Arthur Curry, Clark Kent e Chloe Sullivan nel ruolo di "Watchtower"; successivamente al gruppo si uniscono anche Dinah Lance, Carter Hall, John Jones, Courtney Whitmore e Tess Mercer come nuova "Watchtower".

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Un film intitolato Justice League: Mortal era programmato per il 2011, diretto da George Miller. L'adattamento fu annunciato nell'autunno del 2007 dalla Warner Bros. Poiché pochi personaggi della DC Comics sono stati trasposti per il grande schermo, la Warner Bros. dichiarò che il film non avrebbe la cronologia classica delle serie cinematografiche di Batman e Superman.[senza fonte]

Miller assicurò ai fans del fumetto che sarebbe stato possibile lo sviluppo di spin-off centrati sui personaggi principali, in modo da trarne profitto con l'uscita del film. La Warner Bros. nel febbraio 2007 ha assunto Kieran e Michel Mulroney per stendere delle bozze.[21] Voci consistenti nate nel febbraio 2007 e diffuse sino all'aprile 2008 indicavano che il film sarebbe stato annullato perché troppo sottovalutato dalle case di produzione; sulla fine di aprile 2008 il produttore Joe Silver dichiarò che il film era stato accantonato a tempo indeterminato.[22]

La lavorazione doveva iniziare nel febbraio 2008, con l'utilizzo della tecnica motion capture e con 220.000.000 $ stanziati dalla WB per sviluppare set ed effetti speciali. Le riprese, si sarebbero dovute svolgere in Australia, a Sydney e nei deserti dell'ovest. Lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood nel 2007 causò il posticipo dell'inizio riprese all'aprile 2008, con location in Canada e interni ai Fox Studios Australia.

Per la parte di Wonder Woman la produzione aveva contattato attrici molto note tra cui Jessica Biel[23] e Katie Holmes,[24] però entrambe le attrici hanno rifiutato la parte, la prima di queste era la candidata principale per la parte. Successivamente il 26 ottobre 2007 è stata diffusa la notizia che l'interprete di Wonder Woman sarebbe stata Teresa Palmer.[25] In seguito la notizia è stata smentita ed è stato comunicato ufficialmente che ad interpretare la supereroina sarà Megan Gale.[26] Palmer resta comunque nel cast con il ruolo di Talia Al Ghul.[27] L'attore Adam Brody era fortemente interessato fin dall'inizio ad entrare a far parte del cast di Justice League, ed ha incontrato il regista George Miller per ottenere una parte. Dopo tante voci su quale personaggio potesse interpretare il 6 dicembre 2007 la Warner Bros. ha confermato che Brody sarebbe stato nel cast nel ruolo di Flash.[28]

La realizzazione di costumi ed effetti visivi è stata affidata alla Weta, azienda creata da Peter Jackson. I compiti avrebbero dovuto essere divisi fra la costumista Marit Allen e la Weta Digital, per la parte degli effetti. L'improvvisa scomparsa della Allen (morta mentre lavorava al film) costringe la produzione a modificare quanto pianificato in precedenza.[29] La supervisione degli effetti visivi resterà alla Sony Pictures Imagework, che cura comunque la gran parte dei vari effetti del film.[30]

Il regista Miller ha dichiarato, garantendo, che il film sarebbe stato realizzato, che è possibile che il titolo del film venga modificato per renderlo più familiare alle nuove generazioni.[31] I problemi conseguiti dopo lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, hanno portato a posticipare le date e i progetti riguardanti il film, sino all'annuncio della cancellazione avvenuto nel giugno 2008.[senza fonte]

La Warner Bros ha ripreso in considerazione la realizzazione del film dopo il successo planetario di The Avengers. Il film, che doveva essere distribuito nelle sale nel 2015 su sceneggiatura di Will Beall, già sceneggiatore di Gangster Squad, è attualmente in stallo per via del copione non approvato dai produttori, e di vari rifiuti da parte di registi convocati per dirigerlo. La sua produzione potrebbe ritardare per alcuni anni, ma nel 2014 è stato ufficialmente confermato che la pellicola si farà, verrà diretta da Zack Snyder, già regista de L'uomo d'acciaio e del sequel Batman v Superman: Dawn of Justice, e sarà girata back-to-back con quest'ultimo film; l'uscita è prevista per il 2017 o il 2018, ma numerosi rumor e la lista di film DC futuri pubblicata online dalla blogger hollywoodiana Nikki Finke riferiscono la data per il 5 maggio 2017, confermata anche dalla wikia DC Cinematic Universe Wiki, che non la riporta come un rumor ma come confermata. I personaggi che appariranno con certezza sono Superman, Batman, Wonder Woman, Cyborg e Aquaman, mentre è quasi ufficiale l'inserimento nel team di un rinnovato Lanterna Verde e di Flash, rispecchiando così la formazione dell'universo The New 52: di conseguenza torneranno anche gli attori scritturati per i rispettivi ruoli, che compariranno già nel film precedente in camei o in parti principali. Il film potrebbe essere sceneggiato da Chris Terrio, sceneggiatore di Argo, corteggiato dalla Warner Bros. per gli ottimi consensi e le buone impressioni che il suo sceneggiato di Batman v Superman: Dawn of Justice ha conseguito, dopo la riscrittura dello screenplay di David S. Goyer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Julian Darius,  pp.7-9
  2. ^ a b c d e f Les Daniels,  pp.126-131
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab Julian Darius,  pp.80-91
  4. ^ a b c Alan Cowsill & (AA.VV.),  pp.137-138
  5. ^ Alan Cowsill & (AA.VV.),  pp.176-179
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa Julian Darius,  pp.124-131
  7. ^ Alan Cowsill & (AA.VV.),  pp.218-221
  8. ^ Justice League of America(Vol.1),  n.139, 1977
  9. ^ a b c d e f g h i j k Julian Darius,  pp.106-109
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Julian Darius,  pp.109-114
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n Julian Darius,  pp.114-117
  12. ^ Justice League of America (Vol.1),  nn.64-183, 1968-1980
  13. ^ a b c d e f g h i j k l Julian Darius,  pp.118-120
  14. ^ a b Justice League of America (Vol.1),  nn.184-200, 1980-1982
  15. ^ Justice League of America (Vol.1),  nn.201-216, 1982-1983
  16. ^ a b c d e f g Julian Darius,  pp.123-124
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cowsill Alan, Irvine Alex, Manning Matthew, McAvennie Michael, Wallace Daniel, Dougall Alastair, DC Comics, anno per anno - una storia per immagini, Londra, Dorling Kindersley Limited, 2010.
  • Daniels Les, DC Comics: A Celebration of the World's Favorite Comic Book Heroes, New York, Watson-Gutpill Publications, 2003.
  • Darius Julian, Classics on Infinite Earths: The Justice League and DC Crossover Canon, Edwardsville (Illinois), Sequart Organitazion, 2015.
  • AA.VV. (testi-disegni), Justice League of America (Vol.1), New York, Superman National Comics - DC Comics, 1960-1987.

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