Scuola militare "Nunziatella"
| « La maniera come quivi è educata la gioventù non ha pari in tutta l'Europa. La filosofia, il patriottismo, l'esperienza non avrebbero saputo ideare né eseguire più nobile istituto da formare il temperamento, la ragione, il cuore e tutte le cognizioni necessarie a' militari. » | |
Coordinate: 40°49′58″N 14°14′40″E / 40.832625°N 14.244380°E
| Scuola militare "Nunziatella" |
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Stemma araldico della scuola
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 18 novembre 1787 - oggi |
| Nazione | |
| Alleanza | |
| Servizio | |
| Tipo | scuola militare |
| studi | liceo classico e scientifico |
| Sede | Napoli, via generale Parisi, 16 |
| Soprannome | Rosso Maniero[2] |
| Patrono | San Crispino |
| Motto | Preparo alla vita ed alle armi |
| Colori | Rosso, oro e azzurro (stemma); turchino, magenta e blu notte (divisa invernale) o bianco (divisa estiva) |
| Marcia | Inno Ardito |
| Battaglie/guerre | Assedio di Gaeta (1860) |
| Anniversari | 18 novembre |
| Decorazioni | |
| Onori di battaglia |
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| Sito internet | su www.esercito.difesa.it |
| Parte di | |
| Comandanti | |
| Comandante corrente | col. Bernardo Barbarotto[5] |
| Comandanti degni di nota | Giuseppe Parisi, Giuseppe Saverio Poli, Francesco Antonio Winspeare, Guglielmo De Sauget, Luigi Chatrian, Adolfo Rivoir, Franco Magnani |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
La Scuola militare "Nunziatella" di Napoli (già Reale Accademia Militare) è uno dei più antichi istituti di formazione militare del mondo (5º posto assoluto, 3º tra gli istituti ancora in attività)[6].
Il suo edificio (chiamato confidenzialmente "Rosso Maniero"[2]) e l'adiacente chiesa della SS. Annunziata, costituiscono un complesso architettonico monumentale della città di Napoli.
Per il ruolo svolto negli ultimi tre secoli "nel settore dell'alta formazione, qual motore accademico, sociale ed economico per l'Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati", il 22 febbraio 2012 è stata dichiarata "Patrimonio Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo" da parte dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo[7].
[modifica] Storia
[modifica] Gli istituti militari originatori
Le origini della Scuola militare "Nunziatella" vanno fatte risalire all'opera di riordino delle forze armate del Regno di Napoli messa in atto da Carlo di Borbone. Sotto la sua guida fu infatti individuata per la prima volta la necessità di creare istituti specializzati per la formazione degli ufficiali delle varie armi.
L'impulso riformatore di Carlo di Borbone portò alla fondazione della "Real Academia de los Guardias Estendartes de las Galeras" (5 dicembre 1735), dell'"Accademia di Artiglieria" (1745) e dell'"Accademia del Corpo degli ingegneri militari", (1754).
L'opera di Carlo fu continuata e perfezionata dal figlio Ferdinando IV di Borbone, il quale fuse la Reale Accademia di Artiglieria con quella del Corpo degli Ingegneri nella "Reale Accademia Militare" (1769), con sede nel palazzo della Panatica a Santa Lucia. Successivamente venne istituito un Corpo scelto dei cadetti, chiamato "Battaglione Real Ferdinando (1771) che Ferdinando IV di Borbone, comandava direttamente con il grado di colonnello.
Il Battaglione Real Ferdinando divenne successivamente (1774) il contenitore formativo dei cadetti di tutte le armi. Fu infatti deciso di sopprimere la Reale Accademia Militare e fondere sia gli allievi di quest'ultima, che quelli del Real Ferdinando in una nuova istituzione denominata “Reale Accademia del Battaglione Real Ferdinando”, che dagli originali 270 cadetti divisi in tre compagnie, passò a 810, divisi in nove compagnie.
Data la continuità esistente tra la Scuola militare "Nunziatella" e gli Istituti ad essa preesistenti, alcuni storici fanno risalire le sue origini al 1735. Il dibattito è tuttavia in corso, per cui per tradizione si fa risalire l'anno di fondazione al 1787, nel quadro della riforma generale delle forze armate del Regno di Napoli voluta da John Acton.
[modifica] La "Nunziatella"
La Scuola militare "Nunziatella" fu fondata il 18 novembre 1787 con il nome di Reale Accademia Militare per decisione di Ferdinando IV di Borbone, nel clima di generale rinnovamento e potenziamento delle istituzioni militari del Regno di Napoli (Real Esercito e Armata di Mare) che ebbe luogo nella seconda metà del XVIII secolo.
Il primo responsabile dell'istituto militare fu il generale Domenico della Leonessa, marchese di Supino, che con un decreto del 28 maggio 1787 ottenne dal ministro Acton la nomina a comandante dell'accademia e la promozione a maresciallo di campo[8]; per tradizione, tuttavia, la vera fioritura della Nunziatella viene fatta risalire alla presa di comando da parte del colonnello (poi generale) Giuseppe Parisi (1747-1853)[9], cui è intitolata la strada dove sorge la scuola.
Situata inizialmente a Santa Lucia, nell'antico palazzo della Panatica, l'accademia venne successivamente trasferita nell'attuale sede di Pizzofalcone.
L'edificio che ospita la Scuola è stato costruito nel 1588 per la nobildonna Anna Mendozza Marchesa della Valle, e contessa di S. Angelo, la quale lo donò unitamente alla chiesa adiacente alla Compagnia di Gesù. In esso fu trasferito da Nola il noviziato dei gesuiti[10], che vi rimase fino al 1767, anno della loro espulsione dal Regno delle Due Sicilie. A testimonianza di questa fase storica, nei sotterranei della scuola sono tuttora conservate le tombe di alcuni dei monaci che vi hanno dimorato.
L'istituto attuale prende il nome dalla Chiesa della Nunziatella, un edificio religioso che rappresenta una delle massime espressioni architettoniche del barocco napoletano. La chiesa è situata all'interno del complesso scolastico, per il quale funge anche da cappella, ed è conosciuta popolarmente come "Nunziatella" per distinguerla dalla più grande Basilica della Santissima Annunziata Maggiore. L'edificio di culto - edificato nel 1588 - fu profondamente rimaneggiato nel 1736 dall'architetto Ferdinando Sanfelice (1675-1748), che ne cancellò i tratti originari, ed ospita affreschi dei pittori Francesco De Mura, Paolo De Matteis, Ludovico Mazzanti, e Pacecco De Rosa, nonché il prezioso altare opera di Giuseppe Sanmartino, una delle opere più significative del barocco napoletano.
La sede della Nunziatella, storicamente situata a Pizzofalcone, è stata variata per un breve periodo tra il 27 aprile 1855 al 7 settembre 1859, quando fu trasferita presso il Palazzo dei Duchi Carafa a Maddaloni per volontà di Ferdinando II di Borbone. Tale spostamento fu voluto dal sovrano, provvisoriamente trasferitosi presso la Reggia di Caserta, al fine di poter controllare meglio la formazione dei giovani allievi, non pochi dei quali avevano partecipato ai moti rivoluzionari del 1848[11]. Un secondo, breve spostamento (1942-1943) fu legato agli eventi bellici della seconda guerra mondiale, quando la Scuola fu trasferita a Benevento nell'edificio attualmente sede dell'azienda ospedaliera[12].
[modifica] La Nunziatella oggi
La Scuola militare "Nunziatella" può essere frequentata esclusivamente dagli alunni che hanno completato il biennio del liceo classico e scientifico. L'ammissione avviene per concorso, che consta di prove mediche, psico-attitudinali, atletiche e di un esame culturale sulle materie oggetto di studio nei primi due anni di scuola superiore. Il ciclo di studi si completa con il conseguimento del relativo diploma di maturità e include, oltre alle materie scolastiche comuni a questi licei, anche dei corsi di formazione finalizzati alla carriera militare.
Particolarmente ricca è la formazione sportiva che consente di praticare equitazione, scherma, nuoto, atletica leggera, pugilato, pallacanestro, pallavolo ed altri sport.
Il comandante della scuola (un colonnello dell'Esercito Italiano solitamente con incarichi speciali) è anche il preside e capo dell'istituto. L'assunzione dei docenti avviene per concorso, il cui requisito di base è quello di essere un docente ordinario presso un istituto di scuola superiore.
Conseguito il diploma, gli ex allievi possono proseguire la formazione militare facendo domanda di ammissione presso tutte le accademie delle Forze Armate. In questo caso, la frequentazione della scuola garantisce alcune facilitazioni d'ingresso: in tutti i concorsi presso le accademie delle Forze Armate è riservato loro il 30% dei posti a concorso. In alternativa, coloro che non vogliono proseguire la carriera militare possono continuare il proprio iter formativo presso le università[13].
Gli ex allievi si radunano in occasione del giuramento del primo anno di corso della scuola, che avviene solitamente il 18 novembre di ogni anno (anniversario della fondazione), a piazza del Plebiscito a Napoli.
[modifica] Attività militari
Le attività militari della scuola vengono svolte nel corso dell'anno attraverso una formazione specifica in "teoria e pratica d'armi", "regolamenti militari" ed altre discipline della medesima area. Al termine di ogni anno di corso, gli allievi frequentano anche un campo d'arma presso un reparto delle forze armate (ad es. presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta o il 186º Reggimento paracadutisti "Folgore" di Siena) per acquisire elementi pratici di preparazione al combattimento, che includono la frequenza di sessioni al poligono di tiro con l'arma individuale (fucile Beretta AR 70/90 in dotazione alle forze armate italiane; per le attività di parata viene tuttora utilizzato il fucile M1 Carbine).
[modifica] Ex allievi celebri
Periodo 1787-1945
- Carlo Lauberg (1752–1834) politico e scienziato, capo del governo provvisorio e costituente della Repubblica Partenopea[14]
- Pietro Colletta (1775-1831), aderente alla Repubblica partenopea e generale del Regno di Napoli durante il decennio francese e la restaurazione borbonica[15]
- Francesco Macdonald (1777–1837), ministro della Guerra del Regno di Napoli di Gioacchino Murat.[14]
- Francesco Antonio Winspeare (1778 - 1870), ministro della Guerra del Regno delle Due Sicilie nel 1860.
- Guglielmo Pepe (1783-1855), patriota risorgimentale, aderente alla Repubblica partenopea, e generale del Regno di Napoli con Gioacchino Murat e i Borbone.[16]
- Michele Carafa (1787-1872), compositore d'opera classica e di balletto.
- Luigi Blanch (1784-1872), economista, politico e storico.
- Luigi Vercillo (1793–1872), senatore dell'VIII Legislatura del Regno d'Italia.
- Francesco Sponzilli (1796–1864), generale ed inventore, uno dei precursori della radio.
- Pietro Calà Ulloa (1801–1879), magistrato, politico e saggista, ultimo Presidente del Consiglio del Regno delle Due Sicilie.
- Mariano d'Ayala (1808-1877), presidente del Consiglio dei Ministri del Regno di Sardegna tra il 1849 ed il 1852, e ministro della Guerra del Regno d'Italia.
- Filippo Minutilli (1813-1864), patriota e comandante del Genio durante la spedizione dei Mille.
- Luigi Mezzacapo (1814-1885), ministro della guerra del Regno d'Italia (governo Depretis I e governo Depretis II)
- Camillo Boldoni (1815 – 1898), patriota, protagonista della Prima e Seconda Guerra d'Indipendenza, nonché capo militare dell'Insurrezione lucana.
- Vincenzo Giordano Orsini (1817–1889), comandante dell'artiglieria durante la spedizione dei Mille.
- Carlo Mezzacapo (1817-1905), generale e patriota, senatore del Regno d'Italia dal 1874 al 1876
- Carlo Pisacane (1818-1857), patriota risorgimentale, aderente alla Repubblica romana del 1849.
- Giuseppe Salvatore Pianell (1818-1892), ministro della Guerra del Regno delle Due Sicilie, senatore a vita del Regno d'Italia.
- Giacomo Longo (1818–1906), deputato dell'VIII legislatura e senatore del Regno d'Italia.
- Guglielmo De Sauget (1820–1897), senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura.
- Roberto Pasca (1821-1897), brigadiere della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, firmatario della resa della piazza di Gaeta nel 1861.
- Federico Salomone (1825-1884) patriota e deputato del Regno d'Italia dal 1865 al 1880.
- Guglielmo Acton (1825-1896), capo di stato maggiore della Regia Marina del Regno d'Italia.
- Enrico Cosenz (1820-1898), ufficiale della spedizione dei Mille, capo di Stato Maggiore e deputato del Regno d'Italia.
- Bernardino Milon (1829-1881), ministro della Guerra del Regno d'Italia dal 1880 al 1881.
- Domenico Primerano (1829-1911), capo di stato maggiore e deputato del Regno d'Italia.
- Nicola Marselli (1832-1899), generale, intellettuale, deputato e senatore del Regno d'Italia
- Achille Afan de Rivera (1842 – 1904), generale e politico italiano, parlamentare e ministro dei Lavori pubblici del Regno d'Italia (Governo di Rudinì V).
- Pasquale Oro (1849-1924), generale di divisione degli Alpini, protagonista della prima guerra mondiale
- Alberto Pollio (1852-1914), teorico ed esperto di storia militare, capo di stato maggiore del Regno d'Italia.
- Enrico Barone, (1859-1924) economista, matematico e storico, padre della teoria della produttività marginale.
- Vincenzo Muricchio, (1861-1957?), generale ed inventore.
- Giuseppe Pennella, (1864-1925), generale, saggista e musicista.
- Antonino Di Giorgio (1867-1932), generale e politico, ministro della Guerra del Regno d'Italia.
- Vittorio Emanuele III di Savoia (1869-1947), re d'Italia, re d'Albania ed imperatore d'Etiopia dal 1900 al 1946.
- Federico Baistrocchi (1871–1947) capo di stato maggiore dell'Esercito del Regno d'Italia e senatore del Regno d'Italia.
- Vittorio Ambrosio (1879-1958) capo di stato maggiore generale dal 1º febbraio al novembre 1943, già capo di stato maggiore dell'Esercito nel 1942.
- Antonio Sorice (1897-1971) ministro della guerra nel governo Badoglio I.
- Amedeo di Savoia-Aosta (1898-1942), generale e viceré dell'Africa Orientale Italiana.
Periodo 1945-oggi
- Arturo Parisi (1940-), ministro della difesa del governo Prodi II
- Claudio Azzolini (1940-), deputato della Repubblica Italiana dal 2001 al 2008, vice presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa
- Mario Palermo (1898-1985), senatore della Repubblica Italiana dal 1948 al 1968, sottosegretario alla Guerra
- Franco Angioni (1933-), generale ex-comandante della spedizione in Libano, deputato della Repubblica Italiana dal 2001 al 2006
- Edmondo Cirielli (1964-), deputato della Repubblica Italiana, Presidente della provincia di Salerno
- Aldo Bassi (1920-2004), deputato della Repubblica Italiana dal 1963 al 1983
- Ettore Gallo (1914-2001), presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992
- Rolando Mosca Moschini (1939-), presidente del European Union Military Committee (EUMC) tra il 2004 e il 2006, già capo di stato maggiore della difesa tra il 2001 e il 2004, e comandante generale della Guardia di Finanza tra il 1997 ed il 2001
- Sandro Ferracuti (1940-), capo di stato maggiore dell'Aeronautica tra il 2001 ed il 2004
- Marcello Caltabiano, generale di squadra aerea, capo della cellula di pianificazione strategica della UEO tra il 1992 ed il 1995
- Umberto Guarnieri (1937-), capo di stato maggiore della Marina tra il 1998 ed il 2001
- Giuseppe Ardito, capo del Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa (FTASE) tra il 1997 e il 1999
- Francesco Vannucchi (1936-), vice comandante in capo delle Forze Alleate del Sud Europa (Deputy Cincsouth) tra il 1998 e il 1999
- Michele Vendola vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri tra il 1979 ed il 1980
- Paolo Bruno Di Noia vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri tra il 1999 ed il 2000
- Virgilio Chirieleison vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri tra il 2002 ed il 2003
- Ermanno Vallino vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri tra il 2005 ed il 2006
- Goffredo Mencagli (1943-), vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri tra il 2006 ed il 2007
- Giorgio Piccirillo (1947-), direttore generale dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI), già vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 2008 al 2009
- Michele Franzé (1947-) vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 2011 al 2012, già vice direttore dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE).
- Carlo Gualdi (1947-) vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 2012 (in carica).
- Giuseppe Cucchi (1940-), direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza tra il 2007 ed il 2008
- Alberto Zignani, comandante generale della Guardia di Finanza tra il 2001 ed il 2003
- Angelo Ferraro, vice comandante generale della Guardia di Finanza
- Pietro Sgarlata, vice comandante generale della Guardia di Finanza
- Gianalfonso D'Avossa (1940-), generale e scrittore, capo di stato maggiore del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD)
- Umberto Rapetto (1959-), colonnello della Guardia di Finanza, comandante del Nucleo speciale frodi telematiche
- Sergio De Caprio (1961-), più noto come capitano Ultimo, ex comandante del Crimor
- Alessandro Ortis (1943-), presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas
- Francesco Fedi, presidente dell'European Cooperation in Science and Technology (COST)
- Gino Gerosa (1957-), cardiochirurgo sperimentale
- Eugenio Barba (1936-), una delle figure di spicco del teatro mondiale contemporaneo
- Luciano Lombardi D'Aquino (1939-), giornalista scientifico e conduttore di trasmissioni televisive
- Mario Revelli di Beaumont (1907- 1985), designer automobilistico
[modifica] Riconoscimenti
La bandiera della Scuola militare "Nunziatella" è decorata con 38 medaglie d'oro al valor militare, ottenute da suoi ex-allievi tra il 1849 ed il 2010; 147 medaglie d'argento al valor militare; una medaglia d'oro al valore dell'esercito (2001); una medaglia d'oro al valor civile (1998), ed una al merito civile (1945). In occasione del giuramento del 2008, alla bandiera d'istituto è stata conferita la medaglia di bronzo al valore dell'esercito.
Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha inoltre concesso nel 1992 agli Allievi della Nunziatella l'onore di fregiare i bottoni dell'uniforme storica con il monogramma R.I. (Repubblica Italiana), identico a quello riportato sulle uniformi dei Carabinieri che compongono la Guardia d'Onore del Presidente.
La motivazione dell'onore concesso è contenuta nelle parole dello stesso Cossiga:
| « La Nunziatella, oltre ad essere un luogo di formazione militare, è un luogo di grandissima formazione culturale e civile. Qui è racchiusa la storia di tutto il nostro Paese. Io credo che l'Italia Repubblicana deve far tesoro di tutte quelle che sono le grandi tradizioni militari e per ciò stesso civili che si sono formate in tutto il paese anche quando questo non aveva raggiunto l'unità politica. La mia presenza alla Nunziatella vuol dire dunque onorare l'Italia in tutta quella che è la sua storia.[14] » |
Gli ufficiali delle Forze Armate che abbiano frequentato la Nunziatella hanno infine facoltà di portare sulla propria divisa uno speciale distintivo triangolare azzurro, bordato di rosso e recante la scritta "Scuola Militare Nunziatella", al centro del quale è riportato il chepì dell'uniforme storica indossata dagli allievi per le attività di libera uscita e di parata.
Medaglie d'oro al valor militare
- alfiere Michele Bellucci (1849)[17]
- Capitano Eduardo Bianchini (1896)[17]
- Capitano Domenico De Dominicis (1913)[17]
- Maggiore generale Gabriele Berardi (1915)[17]
- Tenente Umberto Cerboni (1916)[17]
- Sottotenente Nicola Nisco (1916)[17]
- Colonnello Edoardo Suarez (1916)[17]
- Tenente di vascello Ildebrando Goiran (1916)[17]
- Capitano Gaetano Carolei (1917)[17]
- Capitano Filippo Zuccarello (1917)[17]
- Tenente colonnello Maurizio De Vito Piscicelli (1917)[17]
- Capitano Raffaele Tarantini (1936)[17]
- Sottotenente Guido Cucci (1939)[17]
- Maggiore Enrico Giammarco (1940)[17]
- Capitano Giovanni Di Castri (1940)[17]
- Capitano Giovanni D'Avossa (1941)[17]
- Capitano pilota Guglielmo Chiarini (1941)[17]
- Ammiraglio di divisione Carlo Cattaneo (1941)[17]
- Tenente pilota Livio Bassi (1941)[17]
- Tenente Dante Chelotti (1941)[17]
- Tenente colonnello Achille Lauro (1941)[17]
- Capitano di fregata Ugo Fiorelli (1941)[17]
- Tenente colonnello Gabriele Pepe (1941)[17]
- Maggiore Giuseppe Mazzaglia (1941)
- Tenente Enrico Calenda (1941)[17]
- S.A.R. generale Amedeo di Savoia-Aosta (1941)[17]
- Sottotenente di vascello Piero Carminati (1942)[17]
- Capitano Nicola Porcelli (1942)[17]
- Tenente CC Alfredo Sandulli Mercuro (1943)[17]
- Tenente colonnello Alberto Bechi Luserna (1943)[17]
- Capitano Antonio Cianciullo (1943)[17]
- generale di brigata aerea Roberto Lordi (1944)[17]
- Tenente CC Romeo Rodriguez Pereira (1944)
- Caporale Luigi Tandura (1944)[17]
- Tenente colonnello Giuseppe Izzo (1945)[17]
- Capitano CC Francesco Gentile (1967)[17]
- Capitano CC Rosario Aiosa (1977)[17]
- Tenente colonnello CC Valerio Gildoni (2010)[18]
Medaglie d'oro al valore dell'Esercito
Medaglie d'oro al valor civile
Medaglie d'oro al merito civile
[modifica] Personalità legate alla Nunziatella
- Vito Caravelli, insegnante di matematica alla Nunziatella dal 1787 fino a intorno il 1791
- Michele Granata, insegnante di filosofia e matematica alla Nunziatella nel periodo 1778-1779
- Giustino Fortunato, insegnante di matematica alla Nunziatella prima del 1799[20]
- Pasquale Baffi, insegnante di latino e greco alla Nunziatella nel periodo 1773 - 1779
- Troiano Odazi, insegnante di Etica alla Nunziatella nel periodo 1779-1781
- Giuseppe Saverio Poli, insegnante di Storia e Geografia alla Nunziatella dal 1790
- Scipione Breislak,insegnante di fisica alla Nunziatella intorno al 1798
- Annibale Giordano, insegnante di matematica alla Nunziatella dal 1789
- Domenico Antonio Sonni, insegnante di matematica alla Nunziatella dal 1802
- Federico Zuccari, insegnante di geografia matematica alla Nunziatella dal 1809
- Ottavio Colecchi, insegnante di calcolo sublime alla Nunziatella dal 1812
- Basilio Puoti, ispettore agli studi alla Nunziatella dal 1839[21]
- Francesco De Sanctis, insegnante di lettere, storia e filosofia alla Nunziatella nel periodo 1841 - 1848[22]
- Errico Alvino, insegnante di matematica e topografia alla Nunziatella fino al 1848[23]
- Filippo Cassola, insegnante di scienze alla Nunziatella fino al 1848
- Emanuele Fergola, insegnante di matematica alla Nunziatella prima del 1860.
- Fortunato Padula, insegnante di matematica alla Nunziatella prima del 1860.
- Raffaele Rubini, insegnante di Matematica alla Nunziatella intorno al 1860
- Domenico Amanzio è stato insegnante di matematica alla Nunziatella dopo il 1878[24]
- Camillo De Nardis, insegnante di canto corale alla Nunziatella nel 1885
- Michelangelo Schipa, insegnante di storia alla Nunziatella nel 1889
- Agesilao Greco, insegnante di scherma alla Nunziatella nel 1897
- Alfonso Del Re, insegnante di matematica alla Nunziatella intorno al 1910[25].
- Luigi Russo, insegnante di italiano e latino alla Nunziatella dal 1919 al 1923[26]
- Nino Cortese, insegnante di storia alla Nunziatella dopo il 1920
- Anna Maria Ortese, ha soggiornato alla Nunziatella tra il 1945 ed il 1950[27]
- Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli, Giuseppe Patroni Griffi, Luigi Compagnone, Domenico Rea, Franco Rosi, e Pasquale Prunas frequentarono la Nunziatella tra il 1945 ed il 1947, fondandovi la rivista artistica e letteraria Sud[28].
- Paolo Barbi, insegnante di storia e filosofia alla Nunziatella dal 1949 al 1959[29]
[modifica] I comandanti della Nunziatella
- 1787 maresciallo di campo Domenico della Leonessa di Supino
- 1794 colonnello g. Giuseppe Parisi
- 1798 maggiore Tommaso Susanna (comandante interino)
- 1799 capitani (reggenti) Giuseppe Galileo Pasquali ed Andrea Colnago
- 1801 tenente colonnello f. Giuseppe Saverio Poli
- 1806 colonnello a. Francesco Sallent
- 1811 colonnello g. Francesco Costanzo
- 1814 tenente colonnello a. Felice Lombardo
- 1817 tenente colonnello a. Filippo Castellani
- 1820 tenente colonnello g.r. Francesco Antonio Winspeare
- 1820 tenente colonnello a. Felice Lombardo
- 1821 colonnello a. Emanuele Ribas
- 1822 tenente colonnello g.r. Francesco Antonio Winspeare
- 1825 colonnello a. Vincenzo Perez Condé
- 1827 tenente colonnello a. Giovanni Giuliani
- 1830 maggiore f. Michele Nocerino
- 1838 colonnello g.r. Francesco Antonio Winspeare
- 1844 maggiore a. Carlo Picenna (SMN c. 1811-13)
- 1845 tenente colonnello a. Pasquale del Re
- 1848 tenente colonnello a. Pietro Novi
- 1848 colonnello a. Gennaro Simeoni
- 1852 colonnello a. Nicola Ferrarelli
- 1860 colonnello a. Annibale Muratti (SMN c. 1820-26)
- 1860 colonnello g. Giacomo del Carretto (SMN c. 1823-27)
- 1861 colonnello di S.M. Guglielmo de Sauget (SMN c. 1831-36)
- 1865 colonnello f. Giuseppe Mirandoli
- 1869 colonnello di S.M. Cesare Innocenzo Ferreri
- 1871 colonnello di S.M. Luigi Consalvo (SMN c. 1839-46)
- 1877 tenente colonnello g. Donato Briganti (SMN c. 1842-50)
- 1883 colonnello c. Carlo Medici dei Marchesi di Marignano
- 1885 tenente colonnello a. Giuseppe Bellini
- 1886 tenente colonnello a. Francesco Rotondi
- 1889 colonnello g. Francesco Sponzilli jr. (SMN c. 1846-56)
- 1890 colonnello g. Felice Perelli-Cippo
- 1894 colonnello a. Giuseppe Cellario
- 1896 colonnello a. Achille De Cornè (SMN c. 1857-60)
- 1898 colonnello a. Alessandro Capecchi
- 1899 colonnello di S.M. Lamberto Bolognesi
- 1903 colonnello di S.M. Desiderio Pigafetta
- 1906 colonnello f. Enrico Gardini
- 1908 colonnello f. Francesco Enter
- 1910 colonnello f. Ettore Vespignani
- 1914 colonnello f. (alp.) Giovanni Arrighi
- 1915 colonnello f. Ubaldo Bertoni
- 1919 colonnello f. Umberto Crema
- 1925 colonnello f. Luigi Ganini
- 1932 colonnello a. Vittorio Giovannelli
- 1937 colonnello f. (alp.) Luigi Chatrian (membro dell'Assemblea Costituente)
- 1940 colonnello f. Nicola Balzani
- 1941 colonnello f. Francesco Moccia
- 1944 tenente colonnello f. Giovanni Russo
- 1944 colonnello f. Oliviero Prunas
- 1946 colonnello c. Eugenio Berni Canani
- 1949 colonnello M.O.V.M. f. (alp.) Adolfo Rivoir
- 1951 colonnello f. (b.) Bernardino Grimaldi di Crotone
- 1955 colonnello f. Cipriano Tinti
- 1957 colonnello f. Annibale Gualdi
- 1960 colonnello M.O.V.M. f. (alp.) Franco Magnani
- 1961 colonnello f. (alp.) t.SG Paolo de la Feld
- 1963 colonnello f. (b.) Nino Vignale
- 1964 colonnello a. t.SG Giorgio Taibel
- 1968 colonnello f. (cr.) t.SG Giancarlo Di Giorgio
- 1972 colonnello f. t.SG Luciano Norcini
- 1975 colonnello f. (b.) Silvio Martino
- 1979 colonnello f. (cr.) Gianfranco Perani
- 1983 colonnello f. (cr.) t.SG Franco Filippucci
- 1986 colonnello f. t.SG Mario Camassa
- 1988 colonnello a. (mon.) Franco Gentilucci
- 1991 colonnello c. Ajmone Genzardi
- 1994 colonnello a. t.SG Giuliano Giglio (SMN c. 1961-64)
- 1997 colonnello f. Claudio Bottos (SMN c. 1960-63)
- 1999 colonnello a. Vincenzo Papaccio
- 2002 colonnello f. (alp.) Dante Zampa
- 2006 colonnello Domenico Pace (SMN c. 1979-82)
- 2008 colonnello a. Filippo Troise (SMN c. 1980-83)
- 2010 colonnello a. Bernardo Barbarotto
SMN: Comandanti già allievi della Nunziatella[30]
[modifica] Simbolo araldico
Scudo
Allo scudo sannitico; trinciato d'oro al cavallo inalberato nero (Napoli); e di rosso all'avambraccio sinistro armato alla spada d'argento manicata d'oro con punta all'insù al libro aperto (Preparo alla vita ed alle armi); alla banda d'azzurro ai tre gigli d'oro (Borbone).
Ornamenti esteriori
Sullo sfondo corona turrita d'oro. Nastro d'oro, sotto lo scudo su lista bifida, il motto "Preparo alla vita ed alle armi".
[modifica] I motti della Nunziatella
Il motto araldico è per qualunque istituto o unità militare il segno e la cifra della propria identità, insieme con lo stemma. È interessante, dunque, ripercorrere la storia dei motti della Nunziatella[31] nei secoli, perché con il loro variare si leggono le variazioni storiche e culturali che la società subiva nei singoli periodi.
- 1787-1805 - Arma, viri, ferte arma
- 1806-1815 - Multos labores, magni meritis
- 1816-1860 - Arma, viri, ferte arma
- 1861-1931 - Et pace et bello
- 1932-1944 - Victoriae regem dedit
- 1945-oggi - Preparo alla vita ed alle armi
Il motto Arma, viri, ferte arma, utilizzato nel periodo borbonico (1787-1805 e 1816-1860) è tratto dall'Eneide di Virgilio (Verg. Aen. 2, 668). Il verso completo nell'originale classico (Arma, viri, ferte arma; vocat lux ultima victos - Traduzione: Le armi, o uomini, portate le armi; l'ultima luce chiama i vinti) è pronunciato da Enea dopo aver assistito alla strage compiuta da Pirro nel palazzo di Priamo, ed è a tutti gli effetti un invito a morire sul posto con le armi in pugno.
Il motto Multos labores, magni meritis, utilizzato nel breve periodo murattiano (1806-1815), non ha apparentemente origine da alcuna opera classica, ma si richiama alla stretta connessione tra le fatiche da affrontare ed i meriti che ne conseguono.
Il motto Et pace et bello (In pace ed in guerra), utilizzato nel primo periodo postunitario fino ad alcuni anni prima della seconda guerra mondiale, costituisce in effetti la prima espressione della vocazione della Nunziatella come fucina non solo di ufficiali, ma anche di cittadini. È curioso notare l'assonanza del motto con il titolo del romanzo epico Guerra e pace di Lev Tolstoj, che però fu pubblicato solo nel 1865, e quindi con ha alcuna connessione con il motto introdotto nel 1861.
Il motto Victoriae regem dedit (Diede il Re della Vittoria[32]), fu invece concesso da Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia ed ex-allievo della Scuola, come diretto riconoscimento del ruolo della Nunziatella nella sua formazione.
L'ultimo motto Preparo alla vita ed alle armi, subentrato dopo la seconda guerra mondiale e l'instaurazione della Repubblica Italiana, risponde invece da un lato alla necessità di eliminare da ogni istituzione repubblicana ogni riferimento alla monarchia; dall'altro, recupera con altre parole il motto Et pace et bello, riaffermando ancora una volta l'identità della Nunziatella come istituto di formazione sia militare che civile.
Accanto a quello ufficiale, esistono anche altri due motti informali, legati a due luoghi della Scuola.
Nella parete di fondo dell'Aula Magna è riportato il motto Essere più che sembrare, traduzione della frase Esse quam videri proveniente dal capitolo 98 del De amicitia di Cicerone. Sotto il grande orologio della Scuola, posto sul pianerottolo del primo piano, è invece riportato il motto Il perder tempo a chi più sa più spiace, proveniente dal III Canto del Purgatorio, tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri.
Anche le cinque sezioni (due di liceo classico e tre di liceo scientifico) in cui è suddiviso l'ordinamento degli studi alla Nunziatella hanno un proprio motto ufficiale[33]
- Classico A - Über alles (traduzione: Sopra tutto), mutuato dall'incipit dell'inno Das Lied der Deutschen nel suo significato storico, secondo cui l'unità della Patria deve essere il primo pensiero di ognuno.
- Classico B - Hic sunt leones (traduzione: Qui ci sono i leoni o Qui c'è pericolo), frase che veniva riportata sulle cartografie dell'Antica Roma per indicare regioni inesplorate e pericolose del mondo. Il motto fu introdotto nel maggio-giugno 1961 dall'allievo Ernesto De Pascalis (corso 1960-63).
- Scientifico A - Docet et imperat (traduzione: Insegna e comanda), traslitterazione del brocardo Lex imperat, non docet.
- Scientifico B - Sturm und drang (traduzione: Tempesta ed impeto). Direttamente connesso all'omonimo movimento culturale tedesco.
- Scientifico C - We Are the Champions (traduzione: Noi siamo i campioni). Motto di recente acquisizione, mutuato dall'omonimo pezzo dei Queen, che ha sostituito il dantesco Che solo amore e luce ha per confine (Divina Commedia, Paradiso, Canto XXVIII)
[modifica] Il santo protettore
La scelta di san Crispino come patrono della Scuola viene per tradizione fatta risalire ad un evento luttuoso, il cui ricordo viene ancora oggi celebrato come parte del retaggio della Scuola. Secondo quanto viene tramandato, la notte di san Crispino un allievo morì alla Nunziatella, ed in sua memoria il santo patrono di quel giorno è stato adottato come protettore dell'istituto. Alcune fonti individuano nel figlio del generale Giosuè Ritucci, entrato alla Nunziatella da un solo anno, lo sfortunato protagonista di questo evento luttuoso. Gli allievi ancora oggi ricordano l'avvenimento con un segno di rispetto formale (il primo letto dell'infermeria non viene mai occupato) e con la celebrazione di un rito di ricordo il 25 ottobre[34].
Secondo un'altra interpretazione, la scelta di san Crispino ha origini letterarie, e farebbe riferimento al sentimento di particolare fratellanza ed uguaglianza, a prescindere dalla provenienza sociale, che si sviluppa tra gli allievi.
Si alluderebbe infatti alle parole che William Shakespeare fa pronunciare nel suo dramma storico ad Enrico V subito prima della battaglia di Agincourt.
| « ed i Santi Crispino e Crispiniano, da questo giorno alla fine del mondo non passeranno più la loro festa |
[modifica] Il polo museale
L'edificio della Nunziatella racchiude in sé anche due importanti musei, a testimonianza della profonda tradizione storica e culturale dell'istituzione.
Nel Museo Duca d'Aosta sono raccolti decorazioni, armi, bandiere, cimeli storici ed oggetti personali appartenuti a Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta[36], detto il Duca Invitto, padre dell'ex-allievo Amedeo e figura di primissimo piano della prima guerra mondiale.
Nel Museo di scienze è invece conservata una vasta collezione di minerali e campioni animali e vegetali, nonché una notevole quantità di strumenti antichi, originariamente acquistati per il laboratorio di fisica dal benemerito insegnante e comandante della Scuola Giuseppe Saverio Poli[37].
[modifica] Altre notizie
- Presso la Scuola militare "Nunziatella" ha sede l'Associazione Nazionale Ex-Allievi Nunziatella[38], fondata nel 1950 ad opera dell'avv. Raffaele Girolamo Maffettone (corso 1923-26).
- Presso la Scuola ha inoltre sede la redazione napoletana della rivista letteraria Sud nata per iniziativa dell'ex-allievo e scrittore Francesco Forlani, la quale vanta collaboratori del calibro di Roberto Saviano, Antonio Ghirelli, Tiziano Scarpa ed Erri De Luca.
[modifica] Galleria di immagini
[modifica] Note
- ^ Giuseppe Maria Galanti (1792) Breve descrizione della città di Napoli e del suo contorno, p. 35
- ^ a b Il nome Rosso Maniero è attribuito alla Nunziatella dal colore delle sue mura esterne, che la rende visibile e riconoscibile da ogni punto del golfo di Napoli
- ^ Regione Basilicata
- ^ Senatore Franco Servello :: Rapporti ai cittadini
- ^ . vivicentro, Data pubblicazione 01-07-2010. URL consultato in data 04-08-2010.
- ^ 5º posto assoluto dopo l'Accademia Militare di Modena (1678), l'Accademia militare di artiglieria Mikhajlovsk di San Pietroburgo (1717), la Royal Military Academy di Woolwich, Londra (1741) (chiusa nel 1947), e la École militaire di Parigi (1750)(chiusa nel 1787)
- ^ Dichiarazione dello status di Patrimonio Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo
- ^ Schede Bibliografiche
- ^ Francesco Molfese, Il generale Giuseppe Parisi, Basilicata Regione notizie, 2001.
- ^ Carlo Celano (1792) Delle notitie del bello, dell'antico e del curioso della città di Napoli per li signori forastieri, giornata quarta, quarta edizione, a spese di Salvatore Palermo
- ^ Giuseppe Catenacci, Roberto Maria Selvaggi "Il Real Collegio Militare della Nunziatella a Maddaloni 1855-1859" Edito da: Associazione Nazionale "Nunziatella", Napoli e Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, 1992
- ^ Lo spostamento a Benevento
- ^ L'offerta formativa
- ^ a b c Il Cortile Piccolo - Associazione Culturale
- ^ Michele Viterbo. Gente del Sud: Il Sud e l'unità Editore Laterza, 1966, 595 pagine.
- ^ guglielmo pepe
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj Le medaglie d'oro al Valor Militare e Civile della Scuola militare "Nunziatella". http://www.nunziatella.it/pagine/Med.%20oro%20completo.pdf
- ^ Medaglia d'oro al valor militare conferita al Col. CC Valerio Gildoni
- ^ Medaglia d'oro al valore dell'Esercito al capitano Roberto Como
- ^ Giustino Fortunato, Emilio Gentile, Carteggio, Volume 1, Laterza, 1978, p.44
- ^ Guido Oldrini (1973). La cultura filosofica napoletana dell'Ottocento, pagina 99
- ^ Edoardo Cione - Francesco De Sanctis dalla Nunziatella a Castel dell'Ovo
- ^ Silvio Vitale (2004) Le due Sicilie nella Restaurazione -Controcorrente editore
- ^ Domenico Amanzio alla Nunziatella
- ^ Francisco Protonotari (1935) Nuova antologia: Volumi 381-382
- ^ Luigi Russo (1990). Elogio della polemica: testimonianze di vita e di cultura (1918-1932). Editore Le Lettere, pagina xxxvii
- ^ Anna Maria Ortese e la Nunziatella
- ^ La fondazione della rivista "Sud"
- ^ Paolo Barbi e la Nunziatella
- ^ Lista dei comandanti della Nunziatella
- ^ Giuseppe Catenacci (2000) La Nunziatella in uniforme
- ^ "Re della Vittoria" fu uno degli appellativi attribuiti a Vittorio Emanuele III di Savoia dopo la vittoria nella prima guerra mondiale
- ^ I motti delle classi della Nunziatella
- ^ La celebrazione di S. Crispino
- ^ Discorso di Enrico V ad Agincourt (da Shakespeare)
- ^ Il Museo "Duca d'Aosta"
- ^ Il "Museo di Scienze
- ^ L'Associazione Ex-Allievi Nunziatella
[modifica] Bibliografia
- Sandro Castronuovo. Storia della Nunziatella, Fiorentino, Napoli 1970
- Renata Pilati. La Nunziatella - L'organizzazione di un'Accademia Militare 1787-1987, Guida, Napoli 1987. ISBN 88-7042-903-2.
- Giuseppe Catenacci "La Nunziatella" Fausto Fiorentino, 1993 - 227 pagine. ISBN 88-85346-13-8, 9788885346130
- Giuseppe Catenacci, Roberto Maria Selvaggi. "Il Real Collegio Militare della Nunziatella a Maddaloni 1855-1859" Edito da: Associazione Nazionale "Nunziatella", Napoli e Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, 1992.
- Catenacci Giuseppe (a cura di) "Mariano d'Ayala e la Nunziatella". Con scritti di Mariano e Michelangelo D'Ayala. Prefazione di P. Barbi. Napoli, Soc. Edit. Napoletana, 1989
- Aldo De Simone, Roberto Giusti. Scuola militare Nunziatella: museo storico. Editore Sergio Civita, 1988, 100 pagine. ISBN 88-85850-18-9, 9788885850187
- Maurizio Torrealta. Ultimo. Il capitano che arrestò Totò Riina. Editore Feltrinelli Editore, 2001, 128 pagine. ISBN 88-07-81548-6, 9788807815485
- Le medaglie d'oro al Valor Militare e Civile della Scuola militare "Nunziatella"
- Anna Maria Ortese e la Nunziatella http://www.nazioneindiana.com/2006/12/22/anteprima-sud-renata-prunas-vs-anna-maria-ortese/
[modifica] Voci correlate
- Scuole dell'Esercito
- Accademie e scuole militari in Italia
- Scuola militare "Teuliè"
- Scuola navale militare "Francesco Morosini"
- Scuola militare aeronautica "Giulio Douhet"
- Chiesa della Nunziatella
- Palazzi di Napoli
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[modifica] Collegamenti esterni
- Pagina ufficiale sul sito dell'Esercito italiano