Scuola militare "Nunziatella"

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« La maniera come quivi è educata la gioventù non ha pari in tutta l'Europa. La filosofia, il patriottismo, l'esperienza non avrebbero saputo ideare né eseguire più nobile istituto da formare il temperamento, la ragione, il cuore e tutte le cognizioni necessarie a' militari. »

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Coordinate: 40°49′58″N 14°14′40″E / 40.832625°N 14.244380°E / 40.832625; 14.244380

Scuola militare
"Nunziatella"
Stemma araldico della scuola
Stemma araldico della scuola
Descrizione generale
Attiva 18 novembre 1787 - oggi
Nazione Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1738).svg Regno delle Due Sicilie
bandiera Regno d'Italia
Bandiera dell'Italia Italia
Alleanza bandiera NATO
Servizio Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1738).svg Esercito delle Due Sicilie
Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo scuola militare
studi liceo classico e scientifico
Sede Napoli, via generale Parisi, 16
Soprannome Rosso Maniero[2]
Patrono San Crispino
Motto Preparo alla vita ed alle armi
Colori Rosso, oro e azzurro (stemma); turchino, magenta e blu notte (divisa invernale) o bianco (divisa estiva)
Marcia Inno Ardito
Battaglie/guerre Assedio di Gaeta (1860)
Anniversari 18 novembre
Decorazioni Valor dell'esercito bronze medal BAR.svg medaglia di bronzo al valore dell'esercito (2008)
Onori di battaglia Valor militare gold medal BAR.svg nº 38 medaglie d'oro al valor militare conseguite da allievi ed ex-allievi (1849-2010)

Valor militare silver medal BAR.svg nº 147 medaglie d'argento al valor militare conseguite da allievi ed ex-allievi[3]

Valor dell'esercito gold medal BAR.svg n. 1 Medaglia d'oro al valore dell'esercito conseguite da ex-allievi (2001)[4]

Cavaliere BAR.svg n° 3 Croci di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia conseguite da ex-allievi

Valor civile gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro al valor civile conseguite da ex-allievi (1998)

Merito civile gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro al merito civile conseguite da ex-allievi (1945)
Sito internet su www.esercito.difesa.it
Parte di
Comandanti
Comandante corrente col. Bernardo Barbarotto[5]
Comandanti degni di nota Giuseppe Parisi, Giuseppe Saverio Poli, Francesco Antonio Winspeare, Guglielmo De Sauget, Luigi Chatrian, Adolfo Rivoir, Franco Magnani

[senza fonte]

Voci di unità militari presenti su Wikipedia

La Scuola militare "Nunziatella" di Napoli (già Reale Accademia Militare) è uno dei più antichi istituti di formazione militare del mondo (5º posto assoluto, 3º tra gli istituti ancora in attività)[6].

Il suo edificio (chiamato confidenzialmente "Rosso Maniero"[2]) e l'adiacente chiesa della SS. Annunziata, costituiscono un complesso architettonico monumentale della città di Napoli.

Per il ruolo svolto negli ultimi tre secoli "nel settore dell'alta formazione, qual motore accademico, sociale ed economico per l'Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati", il 22 febbraio 2012 è stata dichiarata "Patrimonio Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo" da parte dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo[7].

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Gli istituti militari originatori

Ferdinando IV di Borbone

Le origini della Scuola militare "Nunziatella" vanno fatte risalire all'opera di riordino delle forze armate del Regno di Napoli messa in atto da Carlo di Borbone. Sotto la sua guida fu infatti individuata per la prima volta la necessità di creare istituti specializzati per la formazione degli ufficiali delle varie armi.

L'impulso riformatore di Carlo di Borbone portò alla fondazione della "Real Academia de los Guardias Estendartes de las Galeras" (5 dicembre 1735), dell'"Accademia di Artiglieria" (1745) e dell'"Accademia del Corpo degli ingegneri militari", (1754).

L'opera di Carlo fu continuata e perfezionata dal figlio Ferdinando IV di Borbone, il quale fuse la Reale Accademia di Artiglieria con quella del Corpo degli Ingegneri nella "Reale Accademia Militare" (1769), con sede nel palazzo della Panatica a Santa Lucia. Successivamente venne istituito un Corpo scelto dei cadetti, chiamato "Battaglione Real Ferdinando (1771) che Ferdinando IV di Borbone, comandava direttamente con il grado di colonnello.

Il Battaglione Real Ferdinando divenne successivamente (1774) il contenitore formativo dei cadetti di tutte le armi. Fu infatti deciso di sopprimere la Reale Accademia Militare e fondere sia gli allievi di quest'ultima, che quelli del Real Ferdinando in una nuova istituzione denominata “Reale Accademia del Battaglione Real Ferdinando”, che dagli originali 270 cadetti divisi in tre compagnie, passò a 810, divisi in nove compagnie.

Data la continuità esistente tra la Scuola militare "Nunziatella" e gli Istituti ad essa preesistenti, alcuni storici fanno risalire le sue origini al 1735. Il dibattito è tuttavia in corso, per cui per tradizione si fa risalire l'anno di fondazione al 1787, nel quadro della riforma generale delle forze armate del Regno di Napoli voluta da John Acton.

[modifica] La "Nunziatella"

Il complesso della Nunziatella
La chiesa della Nunziatella

La Scuola militare "Nunziatella" fu fondata il 18 novembre 1787 con il nome di Reale Accademia Militare per decisione di Ferdinando IV di Borbone, nel clima di generale rinnovamento e potenziamento delle istituzioni militari del Regno di Napoli (Real Esercito e Armata di Mare) che ebbe luogo nella seconda metà del XVIII secolo.

Il primo responsabile dell'istituto militare fu il generale Domenico della Leonessa, marchese di Supino, che con un decreto del 28 maggio 1787 ottenne dal ministro Acton la nomina a comandante dell'accademia e la promozione a maresciallo di campo[8]; per tradizione, tuttavia, la vera fioritura della Nunziatella viene fatta risalire alla presa di comando da parte del colonnello (poi generale) Giuseppe Parisi (1747-1853)[9], cui è intitolata la strada dove sorge la scuola.

Situata inizialmente a Santa Lucia, nell'antico palazzo della Panatica, l'accademia venne successivamente trasferita nell'attuale sede di Pizzofalcone.

L'edificio che ospita la Scuola è stato costruito nel 1588 per la nobildonna Anna Mendozza Marchesa della Valle, e contessa di S. Angelo, la quale lo donò unitamente alla chiesa adiacente alla Compagnia di Gesù. In esso fu trasferito da Nola il noviziato dei gesuiti[10], che vi rimase fino al 1767, anno della loro espulsione dal Regno delle Due Sicilie. A testimonianza di questa fase storica, nei sotterranei della scuola sono tuttora conservate le tombe di alcuni dei monaci che vi hanno dimorato.

L'istituto attuale prende il nome dalla Chiesa della Nunziatella, un edificio religioso che rappresenta una delle massime espressioni architettoniche del barocco napoletano. La chiesa è situata all'interno del complesso scolastico, per il quale funge anche da cappella, ed è conosciuta popolarmente come "Nunziatella" per distinguerla dalla più grande Basilica della Santissima Annunziata Maggiore. L'edificio di culto - edificato nel 1588 - fu profondamente rimaneggiato nel 1736 dall'architetto Ferdinando Sanfelice (1675-1748), che ne cancellò i tratti originari, ed ospita affreschi dei pittori Francesco De Mura, Paolo De Matteis, Ludovico Mazzanti, e Pacecco De Rosa, nonché il prezioso altare opera di Giuseppe Sanmartino, una delle opere più significative del barocco napoletano.

La sede della Nunziatella, storicamente situata a Pizzofalcone, è stata variata per un breve periodo tra il 27 aprile 1855 al 7 settembre 1859, quando fu trasferita presso il Palazzo dei Duchi Carafa a Maddaloni per volontà di Ferdinando II di Borbone. Tale spostamento fu voluto dal sovrano, provvisoriamente trasferitosi presso la Reggia di Caserta, al fine di poter controllare meglio la formazione dei giovani allievi, non pochi dei quali avevano partecipato ai moti rivoluzionari del 1848[11]. Un secondo, breve spostamento (1942-1943) fu legato agli eventi bellici della seconda guerra mondiale, quando la Scuola fu trasferita a Benevento nell'edificio attualmente sede dell'azienda ospedaliera[12].

[modifica] La Nunziatella oggi

Giuramento degli Allievi a Piazza del Plebiscito

La Scuola militare "Nunziatella" può essere frequentata esclusivamente dagli alunni che hanno completato il biennio del liceo classico e scientifico. L'ammissione avviene per concorso, che consta di prove mediche, psico-attitudinali, atletiche e di un esame culturale sulle materie oggetto di studio nei primi due anni di scuola superiore. Il ciclo di studi si completa con il conseguimento del relativo diploma di maturità e include, oltre alle materie scolastiche comuni a questi licei, anche dei corsi di formazione finalizzati alla carriera militare.

Particolarmente ricca è la formazione sportiva che consente di praticare equitazione, scherma, nuoto, atletica leggera, pugilato, pallacanestro, pallavolo ed altri sport.

Il comandante della scuola (un colonnello dell'Esercito Italiano solitamente con incarichi speciali) è anche il preside e capo dell'istituto. L'assunzione dei docenti avviene per concorso, il cui requisito di base è quello di essere un docente ordinario presso un istituto di scuola superiore.

Conseguito il diploma, gli ex allievi possono proseguire la formazione militare facendo domanda di ammissione presso tutte le accademie delle Forze Armate. In questo caso, la frequentazione della scuola garantisce alcune facilitazioni d'ingresso: in tutti i concorsi presso le accademie delle Forze Armate è riservato loro il 30% dei posti a concorso. In alternativa, coloro che non vogliono proseguire la carriera militare possono continuare il proprio iter formativo presso le università[13].

Gli ex allievi si radunano in occasione del giuramento del primo anno di corso della scuola, che avviene solitamente il 18 novembre di ogni anno (anniversario della fondazione), a piazza del Plebiscito a Napoli.

[modifica] Attività militari

Le attività militari della scuola vengono svolte nel corso dell'anno attraverso una formazione specifica in "teoria e pratica d'armi", "regolamenti militari" ed altre discipline della medesima area. Al termine di ogni anno di corso, gli allievi frequentano anche un campo d'arma presso un reparto delle forze armate (ad es. presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta o il 186º Reggimento paracadutisti "Folgore" di Siena) per acquisire elementi pratici di preparazione al combattimento, che includono la frequenza di sessioni al poligono di tiro con l'arma individuale (fucile Beretta AR 70/90 in dotazione alle forze armate italiane; per le attività di parata viene tuttora utilizzato il fucile M1 Carbine).

[modifica] Ex allievi celebri

Periodo 1787-1945

Carlo Pisacane
Vittorio Emanuele III, ritratto a quindici anni con l'uniforme della Nunziatella
Amedeo di Savoia Aosta, Viceré dell'A.O.I.
Ettore Gallo, presidente della Corte Costituzionale
Arturo Parisi, ministro della Difesa

Periodo 1945-oggi

[modifica] Riconoscimenti

M.O.V.M. Generale Gabriele Berardi
M.O.V.M. ammiraglio Carlo Cattaneo
M.O.V.M. Generale Roberto Lordi
M.O.V.C. VV.F. Aus. Marco Mattiucci

La bandiera della Scuola militare "Nunziatella" è decorata con 38 medaglie d'oro al valor militare, ottenute da suoi ex-allievi tra il 1849 ed il 2010; 147 medaglie d'argento al valor militare; una medaglia d'oro al valore dell'esercito (2001); una medaglia d'oro al valor civile (1998), ed una al merito civile (1945). In occasione del giuramento del 2008, alla bandiera d'istituto è stata conferita la medaglia di bronzo al valore dell'esercito.

Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha inoltre concesso nel 1992 agli Allievi della Nunziatella l'onore di fregiare i bottoni dell'uniforme storica con il monogramma R.I. (Repubblica Italiana), identico a quello riportato sulle uniformi dei Carabinieri che compongono la Guardia d'Onore del Presidente.

La motivazione dell'onore concesso è contenuta nelle parole dello stesso Cossiga:

« La Nunziatella, oltre ad essere un luogo di formazione militare, è un luogo di grandissima formazione culturale e civile. Qui è racchiusa la storia di tutto il nostro Paese. Io credo che l'Italia Repubblicana deve far tesoro di tutte quelle che sono le grandi tradizioni militari e per ciò stesso civili che si sono formate in tutto il paese anche quando questo non aveva raggiunto l'unità politica. La mia presenza alla Nunziatella vuol dire dunque onorare l'Italia in tutta quella che è la sua storia.[14] »

Gli ufficiali delle Forze Armate che abbiano frequentato la Nunziatella hanno infine facoltà di portare sulla propria divisa uno speciale distintivo triangolare azzurro, bordato di rosso e recante la scritta "Scuola Militare Nunziatella", al centro del quale è riportato il chepì dell'uniforme storica indossata dagli allievi per le attività di libera uscita e di parata.

Medaglie d'oro al valor militare

Medaglie d'oro al valore dell'Esercito

Medaglie d'oro al valor civile

Medaglie d'oro al merito civile

[modifica] Personalità legate alla Nunziatella

Vito Caravelli
Francesco De Sanctis
Michelangelo Schipa

[modifica] I comandanti della Nunziatella

SMN: Comandanti già allievi della Nunziatella[30]


[modifica] Simbolo araldico

Scudo

Allo scudo sannitico; trinciato d'oro al cavallo inalberato nero (Napoli); e di rosso all'avambraccio sinistro armato alla spada d'argento manicata d'oro con punta all'insù al libro aperto (Preparo alla vita ed alle armi); alla banda d'azzurro ai tre gigli d'oro (Borbone).

Ornamenti esteriori

Sullo sfondo corona turrita d'oro. Nastro d'oro, sotto lo scudo su lista bifida, il motto "Preparo alla vita ed alle armi".

[modifica] I motti della Nunziatella

Stemma e motto della Nunziatella (1787-1805) e (1816-1860)
Stemma e motto della Nunziatella (1806-1815)
Stemma e motto della Nunziatella (1861-1931)
Stemma e motto della Nunziatella (1932-1944)

Il motto araldico è per qualunque istituto o unità militare il segno e la cifra della propria identità, insieme con lo stemma. È interessante, dunque, ripercorrere la storia dei motti della Nunziatella[31] nei secoli, perché con il loro variare si leggono le variazioni storiche e culturali che la società subiva nei singoli periodi.

  • 1787-1805 - Arma, viri, ferte arma
  • 1806-1815 - Multos labores, magni meritis
  • 1816-1860 - Arma, viri, ferte arma
  • 1861-1931 - Et pace et bello
  • 1932-1944 - Victoriae regem dedit
  • 1945-oggi - Preparo alla vita ed alle armi

Il motto Arma, viri, ferte arma, utilizzato nel periodo borbonico (1787-1805 e 1816-1860) è tratto dall'Eneide di Virgilio (Verg. Aen. 2, 668). Il verso completo nell'originale classico (Arma, viri, ferte arma; vocat lux ultima victos - Traduzione: Le armi, o uomini, portate le armi; l'ultima luce chiama i vinti) è pronunciato da Enea dopo aver assistito alla strage compiuta da Pirro nel palazzo di Priamo, ed è a tutti gli effetti un invito a morire sul posto con le armi in pugno.

Il motto Multos labores, magni meritis, utilizzato nel breve periodo murattiano (1806-1815), non ha apparentemente origine da alcuna opera classica, ma si richiama alla stretta connessione tra le fatiche da affrontare ed i meriti che ne conseguono.

Il motto Et pace et bello (In pace ed in guerra), utilizzato nel primo periodo postunitario fino ad alcuni anni prima della seconda guerra mondiale, costituisce in effetti la prima espressione della vocazione della Nunziatella come fucina non solo di ufficiali, ma anche di cittadini. È curioso notare l'assonanza del motto con il titolo del romanzo epico Guerra e pace di Lev Tolstoj, che però fu pubblicato solo nel 1865, e quindi con ha alcuna connessione con il motto introdotto nel 1861.

Il motto Victoriae regem dedit (Diede il Re della Vittoria[32]), fu invece concesso da Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia ed ex-allievo della Scuola, come diretto riconoscimento del ruolo della Nunziatella nella sua formazione.

L'ultimo motto Preparo alla vita ed alle armi, subentrato dopo la seconda guerra mondiale e l'instaurazione della Repubblica Italiana, risponde invece da un lato alla necessità di eliminare da ogni istituzione repubblicana ogni riferimento alla monarchia; dall'altro, recupera con altre parole il motto Et pace et bello, riaffermando ancora una volta l'identità della Nunziatella come istituto di formazione sia militare che civile.

Accanto a quello ufficiale, esistono anche altri due motti informali, legati a due luoghi della Scuola.

Nella parete di fondo dell'Aula Magna è riportato il motto Essere più che sembrare, traduzione della frase Esse quam videri proveniente dal capitolo 98 del De amicitia di Cicerone. Sotto il grande orologio della Scuola, posto sul pianerottolo del primo piano, è invece riportato il motto Il perder tempo a chi più sa più spiace, proveniente dal III Canto del Purgatorio, tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri.

Anche le cinque sezioni (due di liceo classico e tre di liceo scientifico) in cui è suddiviso l'ordinamento degli studi alla Nunziatella hanno un proprio motto ufficiale[33]

  • Classico A - Über alles (traduzione: Sopra tutto), mutuato dall'incipit dell'inno Das Lied der Deutschen nel suo significato storico, secondo cui l'unità della Patria deve essere il primo pensiero di ognuno.
  • Classico B - Hic sunt leones (traduzione: Qui ci sono i leoni o Qui c'è pericolo), frase che veniva riportata sulle cartografie dell'Antica Roma per indicare regioni inesplorate e pericolose del mondo. Il motto fu introdotto nel maggio-giugno 1961 dall'allievo Ernesto De Pascalis (corso 1960-63).
  • Scientifico A - Docet et imperat (traduzione: Insegna e comanda), traslitterazione del brocardo Lex imperat, non docet.
  • Scientifico B - Sturm und drang (traduzione: Tempesta ed impeto). Direttamente connesso all'omonimo movimento culturale tedesco.
  • Scientifico C - We Are the Champions (traduzione: Noi siamo i campioni). Motto di recente acquisizione, mutuato dall'omonimo pezzo dei Queen, che ha sostituito il dantesco Che solo amore e luce ha per confine (Divina Commedia, Paradiso, Canto XXVIII)

[modifica] Il santo protettore

La scelta di san Crispino come patrono della Scuola viene per tradizione fatta risalire ad un evento luttuoso, il cui ricordo viene ancora oggi celebrato come parte del retaggio della Scuola. Secondo quanto viene tramandato, la notte di san Crispino un allievo morì alla Nunziatella, ed in sua memoria il santo patrono di quel giorno è stato adottato come protettore dell'istituto. Alcune fonti individuano nel figlio del generale Giosuè Ritucci, entrato alla Nunziatella da un solo anno, lo sfortunato protagonista di questo evento luttuoso. Gli allievi ancora oggi ricordano l'avvenimento con un segno di rispetto formale (il primo letto dell'infermeria non viene mai occupato) e con la celebrazione di un rito di ricordo il 25 ottobre[34].

Secondo un'altra interpretazione, la scelta di san Crispino ha origini letterarie, e farebbe riferimento al sentimento di particolare fratellanza ed uguaglianza, a prescindere dalla provenienza sociale, che si sviluppa tra gli allievi.

Si alluderebbe infatti alle parole che William Shakespeare fa pronunciare nel suo dramma storico ad Enrico V subito prima della battaglia di Agincourt.

« ed i Santi Crispino e Crispiniano,

da questo giorno alla fine del mondo non passeranno più la loro festa
senza che insieme a loro non s'abbia a ricordarsi anche di noi;
di questi noi felicemente pochi,
di questa nostra banda di fratelli:
perché chi oggi verserà il suo sangue sarà per me per sempre mio fratello

e, per quanto sia umile di nascita, questo giorno lo nobiliterà[35] »

[modifica] Il polo museale

L'edificio della Nunziatella racchiude in sé anche due importanti musei, a testimonianza della profonda tradizione storica e culturale dell'istituzione.

Nel Museo Duca d'Aosta sono raccolti decorazioni, armi, bandiere, cimeli storici ed oggetti personali appartenuti a Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta[36], detto il Duca Invitto, padre dell'ex-allievo Amedeo e figura di primissimo piano della prima guerra mondiale.

Nel Museo di scienze è invece conservata una vasta collezione di minerali e campioni animali e vegetali, nonché una notevole quantità di strumenti antichi, originariamente acquistati per il laboratorio di fisica dal benemerito insegnante e comandante della Scuola Giuseppe Saverio Poli[37].

[modifica] Altre notizie

  • Presso la Scuola militare "Nunziatella" ha sede l'Associazione Nazionale Ex-Allievi Nunziatella[38], fondata nel 1950 ad opera dell'avv. Raffaele Girolamo Maffettone (corso 1923-26).

[modifica] Galleria di immagini

[modifica] Note

  1. ^ Giuseppe Maria Galanti (1792) Breve descrizione della città di Napoli e del suo contorno, p. 35
  2. ^ a b Il nome Rosso Maniero è attribuito alla Nunziatella dal colore delle sue mura esterne, che la rende visibile e riconoscibile da ogni punto del golfo di Napoli
  3. ^ Regione Basilicata
  4. ^ Senatore Franco Servello :: Rapporti ai cittadini
  5. ^ . vivicentro, Data pubblicazione 01-07-2010. URL consultato in data 04-08-2010.
  6. ^ 5º posto assoluto dopo l'Accademia Militare di Modena (1678), l'Accademia militare di artiglieria Mikhajlovsk di San Pietroburgo (1717), la Royal Military Academy di Woolwich, Londra (1741) (chiusa nel 1947), e la École militaire di Parigi (1750)(chiusa nel 1787)
  7. ^ Dichiarazione dello status di Patrimonio Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo
  8. ^ Schede Bibliografiche
  9. ^ Francesco Molfese, Il generale Giuseppe Parisi, Basilicata Regione notizie, 2001.
  10. ^ Carlo Celano (1792) Delle notitie del bello, dell'antico e del curioso della città di Napoli per li signori forastieri, giornata quarta, quarta edizione, a spese di Salvatore Palermo
  11. ^ Giuseppe Catenacci, Roberto Maria Selvaggi "Il Real Collegio Militare della Nunziatella a Maddaloni 1855-1859" Edito da: Associazione Nazionale "Nunziatella", Napoli e Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, 1992
  12. ^ Lo spostamento a Benevento
  13. ^ L'offerta formativa
  14. ^ a b c Il Cortile Piccolo - Associazione Culturale
  15. ^ Michele Viterbo. Gente del Sud: Il Sud e l'unità Editore Laterza, 1966, 595 pagine.
  16. ^ guglielmo pepe
  17. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj Le medaglie d'oro al Valor Militare e Civile della Scuola militare "Nunziatella". http://www.nunziatella.it/pagine/Med.%20oro%20completo.pdf
  18. ^ Medaglia d'oro al valor militare conferita al Col. CC Valerio Gildoni
  19. ^ Medaglia d'oro al valore dell'Esercito al capitano Roberto Como
  20. ^ Giustino Fortunato, Emilio Gentile, Carteggio, Volume 1, Laterza, 1978, p.44
  21. ^ Guido Oldrini (1973). La cultura filosofica napoletana dell'Ottocento, pagina 99
  22. ^ Edoardo Cione - Francesco De Sanctis dalla Nunziatella a Castel dell'Ovo
  23. ^ Silvio Vitale (2004) Le due Sicilie nella Restaurazione -Controcorrente editore
  24. ^ Domenico Amanzio alla Nunziatella
  25. ^ Francisco Protonotari (1935) Nuova antologia: Volumi 381-382
  26. ^ Luigi Russo (1990). Elogio della polemica: testimonianze di vita e di cultura (1918-1932). Editore Le Lettere, pagina xxxvii
  27. ^ Anna Maria Ortese e la Nunziatella
  28. ^ La fondazione della rivista "Sud"
  29. ^ Paolo Barbi e la Nunziatella
  30. ^ Lista dei comandanti della Nunziatella
  31. ^ Giuseppe Catenacci (2000) La Nunziatella in uniforme
  32. ^ "Re della Vittoria" fu uno degli appellativi attribuiti a Vittorio Emanuele III di Savoia dopo la vittoria nella prima guerra mondiale
  33. ^ I motti delle classi della Nunziatella
  34. ^ La celebrazione di S. Crispino
  35. ^ Discorso di Enrico V ad Agincourt (da Shakespeare)
  36. ^ Il Museo "Duca d'Aosta"
  37. ^ Il "Museo di Scienze
  38. ^ L'Associazione Ex-Allievi Nunziatella

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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