Enrico Barone

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Enrico Barone

Enrico Barone (Napoli, 22 dicembre 1859Napoli, 14 maggio 1924) è stato un militare, storico ed economista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Napoli da Giovanni e da Carolina De Liguori, effettuò studi classici e di matematica alla Scuola Militare Nunziatella intorno al 1874. Successivamente passato all'Accademia Militare, vi conseguì la nomina a sottotenente del Regio Esercito. Con il grado di tenente colonnello di Stato Maggiore, a partire dal 1894 insegnò storia militare per otto anni presso l'Scuola di Applicazione di Torino[1]. Scrisse una serie di influenti lavori di storia militare, nei quali impiegò il metodo delle approssimazioni successive appreso durante i suoi studi di economia. Nel 1902 divenne capo dell'Ufficio di Stato Maggiore e nel 1903 fu promosso colonnello, incarico da cui si dimise nel 1906 per divergenze con il Capo di Stato Maggiore Tancredi Saletta circa la difesa dei confini nord-orientali italiani[2].

A partire dal 1894 collaborò con Maffeo Pantaleoni e Vilfredo Pareto al Giornale degli Economisti.[3]

Contributi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teorema di Barone.

Barone è autore di diversi contributi alle scienze economiche, tra cui un famoso teorema su gettito fiscale ed imposte che porta il suo nome.

L'economista e sociologo Vilfredo Pareto

È stato il primo a definire le condizioni in cui un mercato retto da un regime di concorrenza perfetta è "Pareto efficiente".[4] Ampliò il concetto di "Pareto efficienza", deducendo che non tutti i perdenti possono essere compensati per le deviazioni dalle condizioni di equilibrio competitivo. Ha introdotto le proporzioni a fattore variabile nell'economia neoclassica, contribuendo alla teoria della produttività marginale, di cui è considerato il padre[5]. Ha esteso le condizioni di equilibrio economico generale nella teoria walrasiana, suggerendo la fattibilità del movimento prova ed errore verso l'equilibrio di mercato. È stato un pioniere della teoria economica degli indici, tutto ciò senza l'uso delle curve di utilità o indifferenza[6]

Barone è stato descritto come "uno dei fondatori della teoria pura dell'economia socialista."[7] Nel 1908, presentò un modello matematico per l'economia collettivista secondo il quale determinate condizioni, successivamente identificate con i prezzi ombra, dovevano essere soddisfatte al fine di raggiungere il "massimo benessere collettivo". Quest'ultimo corrisponde al prezzo di produzione al costo minimo dall'efficienza di Pareto raggiunta in equilibrio competitivo. Egli mise in evidenza che tale risultato non poteva essere raggiunto a priori ma solo attraverso la sperimentazione su ampia scala con grandi richieste in termini di raccolta dati, anche assumendo la fissità delle relazioni produttive. Con questi assunti, egli suggerì che il movimento verso l'efficienza economica in un'economia collettivista non fosse inconcepibile. Per tale regime, qualunque fosse la regola di distribuzione adottata dal Ministero della Produzione, le stesse categorie economiche sarebbero riapparse in termini di prezzi, salari, interesse, affitto, profitto, risparmio, etc., sebbene forse con nomi differenti. La sua analisi, e le risposte degli economisti austriaci, alimentarono la discussione sul problema di calcolo economico ed il socialismo di mercato negli anni trenta del XX secolo. Il suo metodo, inoltre, anticipò la formulazione da parte di Abram Bergson della funzione di social welfare tre decenni dopo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carriera militare
  2. ^ Carriera militare
  3. ^ F. Caffé (1987), p. 195.
  4. ^ Nordhaus (1992), p. 845.
  5. ^ La Facoltà di economia: cento anni di storia, 1906-2006 a cura di Raimondo Cagiano De Azevedo, pag. 218. Google Libri.
  6. ^ Samuelson (1947), pp. 213-18.
  7. ^ Caffé (1987), p. 195.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oscar Nuccio, «BARONE, Enrico», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 6, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1964.
  • Enrico Barone, Il Ministro della Produzione nello Stato Collettivista, nel Giornale degli Economisti, Sept./Oct., 2, pp. 267–293, 392-414, 1908. Trans. as "The Ministry of Production in the Collectivist State," in Friedrich von Hayek, ed. (1935), Collectivist Economic Planning, pp. 245-90, reprinted in R. Marchionatti, ed. (2004), Early Mathematical Economics, 1871-1915: The Establishment of the Mathematical Method in Economics, v. IV, Taylor & Francis, pp. 227-63. Consultabile online sul sito Panarchy.org.
  • F. Caffé, Barone, Enrico, in The New Palgrave: A Dictionary of Economics, vol. 1, pp. 195–96, 1987.
  • William D. Nordhaus, "The Ecology of Markets," Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 89(3), Feb. 1, pp. 843–850, 1992.
  • Paul A. Samuelson, Foundations of Economic Analysis, 1947, Enlarged ed. 1983.
  • Enrico Barone, Le opere economiche, Bologna, Zanichelli editore, 1936.
  • Antonio Maria Fusco, "Esprit de finesse ed esprit de géométrie in Enrico Barone", nel volume di A. M. Fusco "Postille a scritti vari d'economia", 2002, pp. 65-72.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Rettori del Regio Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali
Sapienza Università di Roma
Successore Sapienza stemma.png
Umberto Navarrini dal 1922 al 1924 Vittorio Alfieri

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