Capo di stato maggiore

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Il capo di stato maggiore è, in ambito militare, l'incarico riservato all'ufficiale posto a capo dello stato maggiore, organizzazione di vertice con compiti di pianificazione, coordinamento e controllo delle operazioni di una grande unità (in genere dal livello di brigata in su). Egli affianca il comandante della medesima unità e, qualora non sia prevista la figura del vicecomandante, ne esercita la funzione.

Per motivi tradizionali a capo dello Stato Maggiore di una forza armata è posto un ufficiale diversamente denominato secondo i paesi (in Italia sottocapo di stato maggiore), mentre il comando vero e proprio è assunto dal Capo di stato maggiore. Tale eccezione è dovuta al fatto che in passato il comando effettivo degli eserciti era esercitato in prima persona dal sovrano. Questi, però, non avendo spesso grande esperienza militare, si affidava frequentemente al capo di stato maggiore, che, di fatto, diventava il comandante vero e proprio.

Al giorno d'oggi ai capi di Stato è riservato solo il comando politico delle forze armate, che esercitano in base alle regole costituzionali di ciascun paese. Tuttavia nelle repubbliche presidenziali il potere esecutivo è solitamente esercitato da capo di Stato e non collegialmente dal governo. Considerando che spetta al potere esecutivo la nomina e la destituzione dei capi di stato maggiore, nonché l'emanazione degli indirizzi generali ai quali questi devono attenersi nella condotta delle operazioni militari, in tali repubbliche il presidente tende ad assumere di fatto il ruolo di comandante effettivo.

Ormai da tempo è prevista in quasi tutti i paesi la figura del capo di stato maggiore della difesa, dal quale dipendono gerarchicamente i singoli capi di stato maggiore.

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