Esercito della Santa Fede
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L'Esercito della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo fu un'armata popolare costituita in Calabria dal cardinale Fabrizio Ruffo che si rese protagonista nella guerra del 1799 contro i francesi per la riconquista del Regno di Napoli.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Origini
Nel gennaio 1799 il Regno di Napoli cadde in seguito alla sfortunata spedizione volta a liberare Roma dai francesi e alla conseguente invasione francese. Nella città fu creata la Repubblica Napoletana e fu innalzato l'albero della libertà.
Il cardinale calabrese Fabrizio Ruffo chiese ai Borbone di organizzare la reazione contro l'occupazione straniera. Il suo piano prevedeva di far insorgere le Calabrie contro la Repubblica partenopea. I sovrani diedero l'assenso, ma non furono prodighi di mezzi per finanziare l'impresa. Nonostante le limitatissime risorse, Ruffo scese nella terra natale per iniziare l'impresa. Si mise a capo di schiere di contadini annunciando loro un proclama nel quale si proponeva di cacciare i francesi dal Regno di Napoli e di ristabilire la monarchia. Radunò i volontari a Pizzo Calabro (furono già 17.000 al momento dell'arrivo del cardinale) e ne inventò la denominazione di «Esercito della Santa Fede».
Il cardinale giunse a Pizzo il 7 febbraio 1799. Sin dalle prime operazioni, l'armata della Santa Fede, organizzata dal cardinale nel miglior modo che il poco tempo e gli scarsi sostegni dalla corte di Palermo gli avevano consentito, si rivelò una macchina bellica di tutto rispetto. Ruffo conquistò tutte le città e i villaggi che attaccò. Talvolta, come a Crotone, non poté impedire che l'odio dei contadini e il desiderio di arricchirsi e vendicarsi sfociassero in saccheggi e devastazioni. Un altro dei problemi derivanti dall'esigenza di accettare nelle proprie file molti individui che non avevano nulla da perdere fu che, in occasione di alcuni scontri particolarmente fruttuosi, gran parte dell'esercito ruppe le righe per conquistarsi il bottino, rendendo necessarie ripetute soste per organizzare il rientro nelle file.
[modifica] Assedio e conquista di Napoli
Il 7 maggio le armate francesi furono richiamate in Italia settentrionale dall'avanzata austro-russa. A difesa di Napoli rimasero solo tre corpi. L'esercito del cardinale Ruffo si attendò a Nola. Era un esercito multinazionale, essendo composto da italiani, austriaci e russi. Ad essi si aggiunse anche un contingente turco, che volle aggregarsi in quanto l'Impero Ottomano faceva parte della Seconda coalizione. Infine, una squadra navale anglo-borbonica, al comando dell'ammiraglio Orazio Nelson, si impegnò a bloccare dal mare ogni tentativo di fuga dei francesi. Da Nola, Ruffo si mosse a Somma Vesuviana e poi a Portici, liberando entrambe. Nella battaglia del 13 giugno l'Esercito della Santa Fede espugnò Napoli. I volontari entrarono vittoriosi in città. Nelle operazioni si distinse per coraggio e capacità di comando un patriota calabrese, Panedigrano.
La capitolazione fu firmata dai seguenti comandanti: Ruffo e Micheroux per la parte regia, Foote per l'Inghilterra, Baillie per la Russia ed Acmet per i turchi. Gli ultimi soldati francesi furono imbarcati su una nave diretta a Tolone.
[modifica] Nella storiografia
Generalmente i volontari dell'Esercito della Santa Fede, in una storiografia quasi esclusivamente di impronta risorgimentale, quindi pro-repubblicana, sono descritti come poco più che briganti assetati di sangue. Nell'epistolario del cardinale, e in altri documenti, non mancano però le prove che egli si dicesse «costretto ad inghiottire la propria indignazione» di fronte agli atti vandalici di parte del suo esercito, e che quando poté fu inflessibile nel punirne gli eccessi.
Ad esempio, il cardinal Ruffo adottò sovente misure severissime per reprimere gli atti delinquenziali dei sanfedisti; fece tutto il possibile anche per salvare i giacobini stessi dalla furia dei suoi uomini, tanto che non di rado accadde che gli stessi repubblicani si consegnassero a lui in persona al fine di sfuggire alla vendetta dei suoi miliziani.
[modifica] Voci correlate
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