Beretta AR 70/90

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Beretta AR 70/90
Beretta ar 70-90.jpg
Tipo Fucile d'assalto automatico
Origine Italia Italia
Impiego
Utilizzatori vedi utilizzatori
Conflitti Afghanistan (2001), Iraq, Libano, e altri.
Produzione
Varianti
Descrizione
Peso 4,730 kg
Lunghezza 995 mm
Lunghezza canna 450 mm
Calibro 5,56 mm
Munizioni 5,56 × 45 mm NATO
Azionamento sottrazione di gas
Cadenza di tiro 670 colpi/min
Velocità alla volata 920 m/s
Tiro utile utile 150-400m
Alimentazione caricatori STANAG da 30 colpi

[senza fonte]

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l'AR 70/90, (camerato per il calibro NATO 5,56 × 45 mm), è un fucile d'assalto prodotto dalla Fabbrica d'Armi Pietro Beretta, ed è attualmente adottato dall' Esercito italiano.

Storia e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La Beretta che cominciò a svilupparlo nel 1968, sfruttando alcune collaborazioni con la svizzera SIG Sauer (oggi SAN - Swiss Arms). Il modello iniziale apparve nel 1972 circa, e dopo le prove fu adottato dalle Forze speciali italiane (in particolare il Comando subacquei ed incursori), dal Reggimento San Marco della Marina Militare Italiana, dai NOCS della Polizia di Stato, dall'Aeronautica Militare per equipaggiare gli uomini della VAM (Vigilanza Aeronautica Militare), così come da alcuni eserciti stranieri, come quelli della Giordania, della Malesia ed altri. Il fucile fu designato AR-70 (poi conosciuto come AR-70/223 per distinguerlo dal successivo AR70/90), ed era disponibile in tre versioni di base (fucile d'assalto standard AR-70/223, carabina SC-70/223 con lo stesso tromboncino ma con calcio ripiegabile, ed una carabina speciale SCS-70/223 con tromboncino accorciato rimovibile e calcio ripiegabile). Venne sviluppata anche la versione da appoggio tattico (mitragliatrice leggera), variazione sul modello base del 70/223, con caricatore a cassetta amovibile di rapida sostituzione, ma non ottenne un grosso successo.

Quando l'esercito italiano decise di sostituire il suo obsoleto fucile da battaglia Beretta BM 59 in calibro 7,62 × 51 mm NATO con un nuovo fucile camerato per l'altrettanto nuovo calibro 5,56 mm Nato, la Beretta partecipò alla gara d'appalto con un derivato dell'AR 70/223 denominato alla fine AR 70/90. Questa versione migliorata apparsa nel 1985, vinse le prove di valutazione (effettuate presso lo Stabilimento Militare di Armamento Leggero di Terni negli anni 1988/89) sconfiggendo i due prototipi di ditte concorrenti: il fucile HK G41 proposto dalla Franchi ed il VB (clone del Galil) della Bernardelli. Era intenzione chiamare a partecipare anche la Colt, con il suo M16A2, ma l'affaire Renato Gamba (che fu assolto con formula piena), che doveva presentare tale arma, bloccò sul nascere la valutazione dell'arma americana.[1][2]

Nel 1990 l'AR-70/90 (Assault Rifle) fu adottato come fucile d'assalto standard; oltre alla versione base con calcio fisso, furono adottate le varianti SC-70/90 (Special Carabine) con calcio ripiegabile, principalmente in uso presso le truppe alpine, e l'SCP-70/90 (Special Carabine Paratroopers) carabina per reparti paracadutisti con calciolo ripiegabile e tromboncino più corto rispetto all'SC che consente l'inserimento nella guaina per fucile impiegata nei lanci con paracadute. Una versione da appoggio tattico, la mitragliatrice leggera AS 70/90, non è stata adottata. Al posto della mitragliatrice leggera 70/90 le Forze Armate italiane hanno preferito la FN Minimi, prodotta dalla Fabrique Nationale de Herstal belga, che è alimentabile sia a nastro che con il caricatore standard STANAG da 30 colpi, identico a quello dell'AR 70/90 e sue varianti. L'AR 70/90 ha rimpiazzato oltre al BM59 anche il precedente modello AR 70 in tutti i reparti che ne erano dotati. Il fucile non ha goduto di molte esportazioni, ma è noto che alcuni esemplari sono stati consegnati alle forze armate di Malta. Sia i fucili d'assalto 70/223 che i fucili d'assalto 70/90 sono disponibili anche in versione solo semi-automatica per la polizia ed il mercato civile. La versione per il mercato civile non è dotata di tromboncino e di maniglia di trasporto, ed in Italia la capacità del caricatore è limitata a 5 cartucce. Seppur catalogato in Italia per il mercato civile, la Beretta non ha mai voluto commercializzare l'AR70/90 nonostante le molte richieste: alcuni esemplari (forse solo 5) furono importati dall'estero da una armeria che li vendette a base d'asta di 5000,00 € (ovviamente un prezzo che va ben oltre il valore effettivo dell'arma).

Presso i reparti per Operazioni Speciali delle forze armate italiane è stato in parte sostituito dai fucili d'assalto M4 in vari modelli; i reparti hanno però adottato modelli di diversi produttori ed in tempi diversi.

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

Il modello si può distinguere in due varianti: la prima denominata AR 70 è la versione originale, mentre per rispondere alle specifiche dell'esercito italiano e modernizzarlo, si sviluppò la versione AR 70/90.

A partire dalla fine 2010 sta gradualmente venendo sostituito col Beretta ARX-160[3], un risultato del programma Soldato Futuro dell'Esercito Italiano.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Beretta SC 70/90 in dotazione ad alcuni reparti delle forze armate italiane

Gli AR-70/223 ed i fucili d'assalto AR-70/90 sono molto simili nel progetto base, ma con delle differenze notevoli: il processo di sviluppo dell'AR70 che ha portato all'AR70/90 per potersi adeguare ai desiderati che l'Esercito Italiano aveva espresso promuovendo la competizione destinata a selezionare il sostituto del BM-59, ha portato a riprogettare quasi completamente l'arma definitiva che ha ben poche parti intercambiabili con il proprio progenitore. La descrizione sotto riportata è per l'AR-70/90, con riportate le differenze rispetto al celebre 70/223, dove necessario.

L'AR-70/90 è un fucile d'assalto automatico a recupero indiretto di gas con canna rigata con sei righe destrorse con passo da 178 mm. Il castello è fatto in lamiera d'acciaio stampata, composto da due metà unite sul retro e sul fronte. Per la manutenzione da campo si può aprire il castello spingendo il pulsante sul retro che svincola il castello che è incardinato sulla parte anteriore. Se necessario, può essere svincolato anche il cardine anteriore, così si potrà separare completamente il castello. Sull'AR-70/223 il castello superiore è di sezione trasversale quadrata, con nervature di rinforzo separate. Questa conformazione si dimostrò meno robusta di quanto desiderato dall'E.I., per cui l'AR-70/90 presenta una sezione trasversale del castello superiore sagomata di forma trapezoidale, con saldate delle nervature di rinforzo.

L'azione a recupero di gas dell'AR-70/90 è di tipo convenzionale, col pistone del recupero gas lungo, posizionato sopra la canna. L'asta del pistone del gas è collegata al gruppo otturatore con un chiavistello e la molla di ritorno è posizionata sul pistone del gas, fin sopra il caricatore. Il gruppo recupero gas presenta fori di parzializzazione dell'uscita dei gas (per le condizioni ordinarie o critiche), e la chiusura completa della fuoriuscita gas avviene alzando l'apposita leva ad anello per il lancia granate. Quando la leva per il lancia granate è alzata nella posizione di fuoco, chiude automaticamente e del tutto la fuoriuscita dei gas che vengono tutti convogliati nel vivo di volata. La leva selettore è piuttosto simile a quella dei fucili d'assalto Kalashnikov AK-47, ed ha i lati massicci, i quali sono imperniati nel manicotto del tromboncino che è solidale alla canna. L'astina (o impugnatura anteriore) è agganciata al tubo che contiene il pistone.

È possibile la sostituzione rapida della canna (ma solo per la manutenzione non da campo) senza l'esecuzione delle rettifiche estese della testata. L'anima della canna è cromata internamente.

Il selettore per il tiro ordinario/automatico sui fucili d'assalto della serie AR-70/90 è per colpo singolo, raffica controllata di tre colpi (accessorio extra sui fucili d'assalto AR-70/223) e raffica continua. Il selettore della sicura ordinaria è ambidestro sui fucili d'assalto della serie AR-70/90, mentre è localizzato sul lato destro del castello sui fucili d'assalto della serie AR-70/223.

Il caricatore delle armi della serie dei fucili d'assalto AR-70/90 è realizzato secondo lo standard STANAG NATO per assicurarne la compatibilità con quelli del Colt M16, col pulsante di sgancio localizzato in basso su ambo i lati del castello sotto il selettore di tiro. Sui fucili d'assalto AR-70/223 il caricatore era semilunare per trenta colpi e non compatibile con i caricatori dell'M16, con la levetta di sgancio localizzata davanti al ponticello del grilletto (soluzione simile a quella del precedente Beretta BM-59). Sia i fucili d'assalto AR-70/90 che i fucili d'assalto serie AR-70/223 sono dotati di hold open. Il pulsante di sgancio dell'OACE. è localizzato sul lato sinistro del castello, sopra il selettore di tiro.

Il mirino dei fucili d'assalto AR-70/90 si trova sopra il gruppo recupero gas, e la diottra/tacca di mira del tipo ad alette è tarata per 250 o 400 metri. Sulla superficie del castello è presente una maniglia sganciabile che ha degli agganci di tipo STANAG NATO per potervi apporre tutti i vari accessori disponibili (intensificatori di luce lunare "Orion" o Aimpoint, ottica 4× Zeiss), possono essere installati facilmente anche altri mirini con attacchi compatibili, se richiesto.

Ultimamente nei reparti dell'EI sono comparse delle soluzioni che sostituiscono il tradizionale maniglione con una scina Picatinny per una integrazione veloce delle moderne ottiche in stile dei modelli americani M16 ed M4.

Le impugnature su tutti i fucili è fatta di plastica, sia sui fucili standard che hanno il calcio di plastica o fisso. Il fucile d'assalto SC-70/223, il fucile d'assalto SC-70/90 ed il fucile d'assalto SCP-70/90 sono solamente varianti dei fucili AR avendo di particolarità il calcio, metallico, ripiegabile e non coperto di plastica. La carabina di SCP-70/90 è simile all'SC-70/90 e si differenzia per il tromboncino spegni-fiamma estraibile tramite un innesto a baionetta e che non può essere usato per lanciare granate. Comunque, un lanciatore di granata amovibile è disponibile ed è agganciabile con un morsetto sotto l'astina subito dopo il ponticello del grilletto. L'impugnatura a pistola di tutti i fucili d'assalto di AR-70/90 è dotata di un alloggiamento per un kit di pulizia fornito di serie.

Un'ampia varietà di accessori è inoltre disponibile per i fucili d'assalto AR-70/90, come la baionetta, i bipiedi pieghevoli amovibili, spegnifiamma (filettatura 1/2 × 28 TPI), ecc. La baionetta in dotazione all'EI, per motivi logistici, è la stessa del BM-59, a sua volta derivata dall'americana M4 dell'M1 Garand. Alcuni reparti paracadutisti adottano una particolare astina dotata di scine weaver per applicare accessori come puntatori laser, torce ed impugnature anteriori.

Da notare che l'arma è ora in distribuzione anche integrata del lanciagranate statunitense M203 per granate da 40 × 46 mm. L'installazione del lanciagranate sulle armi della serie 70/90 era stata inizialmente ritenuta impraticabile, vista l'incompatibilità dell'interfaccia di fabbrica del lanciatore con i fucili; in sostituzione, la Franchi S.p.A. propose inizialmente il lanciagranate GLF-40, una versione prodotta su licenza del CIS-40GL originario di Singapore, la cui installazione richiedeva però a sua volta un'interfaccia dedicata e la rimozione dell'astina del fucile.[4] Successivamente, l'installazione degli M203 sui fucili e le carabine della serie 70/90 è stata resa possibile grazie alla realizzazione presso il PMAL (Polo di Mantenimento delle Armi Leggere) dell'Esercito Italiano a Terni di una linea di produzione per Receiver di lanciagranate M203 con apposita interfaccia che consente l'installazione sulle armi Beretta 70/90 senza necessità di rimozione del guardamani. La distribuzione di lanciagranate M203 installati sui fucili 70/90 è iniziata presso il Reggimento "San Marco" durante il dispiegamento in Somalia in seno all'Operazione Restore Hope e nelle successive missioni nei Balcani. La distribuzione ha in seguito preso piede presso le restanti unità dell'Esercito Italiano e presso le Forze dell'ordine: Carabinieri e Guardia di Finanza hanno utilizzato fucili Beretta 70/90 equipaggiati con lanciagranate M203 per il lancio di artifizi antisommossa durante i fatti del G8 di Genova del 2001. In seguito a questa dotazione, il tromboncino lanciagranate e la relativa leva sulla valvola di recupero gas, progettate per il lancio delle granate a codolo Energa o Super-Energa con testate controcarro, anti-uomo e/o fumogene e lacrimogene (al giorno d'oggi non più in distribuzione) sono oggi in disuso. Le prestazioni del lanciagranate M203, giudicate carenti da molti operatori, e il suo peso eccessivo da assommarsi a quello già elevato dell'arma in se', sono le ragioni principali dello sviluppo, da parte di Beretta, del lanciagranate avanzato GLX-160 da accoppiarsi al fucile d'assalto di nuova concezione Beretta ARX-160, ma che potrà essere installato anche sui 70/90.

L'AR dispone di tre sistemi di sicurezza:

  • Sicurezza ordinaria: agisce sulla leva di scatto
  • Sicurezza contro l'apertura prematura dell'otturatore: realizzata da una corsa retrograda a vuoto di 8mm del carrello porta otturatore, provoca un ritardo in apertura dell'otturatore che permette la fuoriuscita di tutti i gas dalla canna
  • Sicurezza contro lo sparo prematuro: garantita dall'incompleta chiusura dell'otturatore, che non consente la percussione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

AR-70/223 AR-70/90, SC-70/90 SCP-70/90
Calibro 5,56 × 45 mm M193 5,56 × 45 mm NATO (SS109/M855)
Lunghezza 995 mm 988 mm
756 mm SC-70/90 con calciolo ripiegato
908 mm
663 mm con calciolo ripiegato
Lunghezza canna 450 mm 450 mm 360 mm
Peso a vuoto 3,8 kg 4,07 kg 3,8 kg
Capacità caricatore 30 colpi
Cadenza di fuoco 680 colpi al minuto 680 colpi al minuto
Gittata utile 400 metri 400 metri 350 metri
Sicurezze 3 - Sicurezza "ordinaria", "contro l'apertura prematura dell'otturatore", "contro lo sparo prematuro

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Cipriani, "Armi e droga nell'inchiesta del giudice Palermo", in Democrazia proletaria, maggio 1985 (cenni sul coinvolgimento di Renato Gamba). URL consultato il 29-09-2009.
  2. ^ Giorgio Cecchetti, "Traffico d'armi, poche le condanne, tante le assoluzioni", in La Repubblica, 2 febbraio 1988, pagina 16 (conclusione giudiziaria vicenda Renato Gamba). URL consultato il 29-09-2009.
  3. ^ su Beretta ARX-160 su www.esercito.difesa.it
  4. ^ Beretta AR-70/90 con lanciagranate CIS-40GL/Franchi GLF-40. URL consultato il 29-09-2009.

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