Alberto Pollio

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sen. Alberto Pollio
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Alberto Pollio
Luogo nascita Caserta
Data nascita 21 aprile 1852
Luogo morte Torino
Data morte 1º luglio 1914
Titolo di studio Scuola militare
Professione Militare di carriera (Esercito)
Legislatura XXIII
Alberto Pollio
21 aprile 1852 - 19 luglio 1914
Nato a Caserta
Morto a Torino
Cause della morte Infarto del miocardio
Luogo di sepoltura Cimitero del Verano
Dati militari
Paese servito Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Flag of Italy (1861-1946).svg Regio esercito
Arma Esercito
Corpo Artiglieria
Fanteria
Specialità Stato maggiore
Anni di servizio 1870 - 1914
Grado Rank insignia of tenente generale of the Italian Army (1908).png Tenente generale
Guerre Guerra italo-turca
Studi militari Scuola militare "Nunziatella"
Scuola militare di fanteria e cavalleria di Modena

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Alberto Pollio (Caserta, 21 aprile 1852Torino, 1º luglio 1914) è stato un generale italiano.

Ricoprì il ruolo di capo di Stato maggiore del Regio Esercito tra il 1908 e il 1914.

Ufficiale competente e colto, fu sinceramente favorevole alla Triplice Alleanza. Morì per un improvviso evento cardiocircolatorio nella notte dal 30 giugno al 1º luglio 1914, due giorni dopo l'attentato di Sarajevo che avrebbe provocato lo scoppio della Prima guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato prima il Liceo classico Pietro Giannone di Caserta e poi per otto anni la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, passò il 23 luglio 1866 alla Scuola militare di fanteria e cavalleria di Modena ed infine l'11 dicembre 1866 passa alla Accademia militare, alla Scuola di Applicazione di Artiglieria di Torino, qui raggiunti i 18 anni di età poté diventare sottotenente, in precedenza aveva solo il grado di sergente. Nell'aprile 1870 entrò in artiglieria come ufficiale. Pollio durante tutta la carriera militare fu sempre considerato per intelligenza e capacità un ufficiale al di sopra della media. Ci restano di lui anche alcuni libri che trattano argomenti relativi alle guerre napoleoniche e di fine Ottocento, che sono stati tradotti in varie lingue.

Nel 1908 raggiunse la più alta carica militare istituita nel 1882, 4º Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano e, tra l'altro, il 3º che proveniva dall'allora Collegio Militare della Nunziatella di Napoli (oggi Scuola Militare) dopo Enrico Cosenz e Domenico Primerano che furono rispettivamente il 1º ed il 2º. Circostanza non da poco visto che la Nunziatella aveva formato i predetti ufficiali durante il Regno Borbonico.

Nel rispetto degli obblighi italiani nella Triplice Alleanza e durante il periodo delle tensioni simultanee con l'Austria-Ungheria, quindi nel corso del periodo detto dell'irredentismo e durante le confuse vicende della Penisola balcanica, si verificarono opinioni divergenti tra gli alleati, ed il generale Pollio ritenne che da parte della Germania e dell'Austria fossero state create artatamente le condizioni per una guerra contro la Francia; in ragione di tali convinzioni, secondo la sua controparte austriaca Conrad von Hötzendorf, Pollio spinse perciò alla messa a punto di un piano per una guerra contro l'Austria nella zona alpina.

Invero, Pollio era sempre stato uomo di sentimenti scopertamente triplicisti: ex addetto militare a Vienna, aveva sposato un'aristocratica austriaca e poteva vantare ottimi rapporti tanto con von Moltke che con von Hötzendorf. Acuto teorico ed esperto di storia militare, il suo studio sulla battaglia di Waterloo era stato accolto con interesse ed apprezzamento dallo Stato maggiore generale tedesco. Insieme al generale Conrad, accompagnatore dell'arciduca Francesco Ferdinando durante le manovre germaniche in Slesia del 1913, egli aveva inoltre discusso i termini del previsto trasferimento ferroviario delle divisioni italiane attraverso le frontiere austriache e tedesche sino al confine renano, ove il piano Schlieffen prevedeva che tali forze venissero schierate a rinsaldare l'ala sinistra germanica.

Lo stesso Conrad avrebbe d'altronde dichiarato ripetutamente di aver trovato in Pollio un alleato sincero e l'unico punto di riferimento all'interno dell'establishment politico-militare italiano su cui si potesse fare reale affidamento. La sua improvvisa scomparsa destò pertanto grande rammarico tanto a Vienna quanto a Berlino e non sorprende che, essendo sopraggiunta ad appena tre giorni di distanza dai fatti di Sarajevo, da più parti si sollevassero allora insinuazioni circa un fantomatico complotto volto ad eliminare il capo di Stato Maggiore.

La successiva svolta anti-triplicista imboccata dall'Italia avrebbe sicuramente trovato in Pollio un avversario di tutto rilievo, ma non esistono indizi né tantomeno prove a suffragare la tesi dell'omicidio politico, mentre la miocardite di cui il generale soffriva da tempo risulta sufficiente a fugare ogni dubbio circa le cause della sua morte. Desta pertanto notevole interesse e certamente alimenta molti dubbi sulle cause della sua scomparsa improvvisa quanto riportato nel libro "La strana morte del Tenente generale Alberto Pollio", scritto da Giovanni d'Angelo e pubblicato nel maggio del 2009.

Infatti, molte notizie minuziosamente riportate e la coincidenza di numerose circostanze fanno ritenere che le supposizioni sulla ipotesi del "complotto" architettato dalle stesse Istituzioni dello Stato Italiano non fossero poi così peregrine. Alla morte improvvisa del generale Alberto Pollio, nel luglio 1914, venne a succedere nel supremo comando di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito il generale Luigi Cadorna da sempre suo antagonista.

Nomina a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 1912 Alberto Pollio fu nominato senatore.[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 18 gennaio 1914
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1º novembre 1908
Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia
— 21 ottobre 1912[2]
Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoleone I. Conferenze di presidio tenute in Livorno il 7 ed il 14 marzo 1901, Livorno, Off. Tip. di A. Debatte, 1901.
  • Custoza. 1866, Torino, Roux e Viarengo, 1903.
  • Waterloo (1815). Con nuovi documenti, Roma, Casa Editrice Italiana, 1906.
  • Manovre coi quadri intorno a Roma, 1908. Osservazioni personali. (comando del corpo di Stato Maggiore, Ufficio istruzioni e manovre), Sassari, Tip. Ditta G. Dess, 1909.
  • La campagna invernale del 1806-07 in Polonia. Studio critico, Roma, La libreria dello Stato, 1935.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda Senato.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni d'Angelo, La strana morte del tenente generale Alberto Pollio. Capo di stato maggiore dell'esercito. 1º luglio 1914, Valdagno, Rossato, 2009. ISBN 978-88-8130-111-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano Successore Flag of the chief of staff of armed force.svg
Tancredi Saletta 1908 - 1914 Luigi Cadorna

Controllo di autorità VIAF: 121553267 SBN: IT\ICCU\SBLV\223981