Taddeo Orlando

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Taddeo Orlando (Gaeta, 23 giugno 1885Roma, 1 settembre 1950) è stato un generale italiano.

Biografia [modifica]

Frequentò il collegio militare di Napoli e quindi l'accademia militare di artiglieria e genio di Torino. Nominato sottotenente nel 1906 e promosso tenente nel 1908, partecipò alla guerra italo - turca nel 1911-1912. Frequentò la scuola di guerra dal 1912 al 1914 e partecipò alla prima guerra mondiale con una batteria di artiglieria d'armata prestando poi servizio di stato maggiore presso comandi di alto livello. Nel 1919 venne trasferito presso lo stato maggiore del regio esercito dove ricoprì anche le funzioni di direttore capo divisione.

Da colonnello fu destinato nel 1936 in Tripolitania e nominato comandante dell'artiglieria della zona. Da genarale di brigata prestò servizio presso il ministero dell'Africa italiana e, successivamente, comandò l'artiglieria del XX corpo d'armata in Libia. Sottocapo di stato maggiore per le operazioni nel 1939, nel 1940 fu incaricato delle funzioni di comandante della 21ª divisione di fanteria "Granatieri di Sardegna", con la quale combatté in Slovenia e che comandò, nel grado di generale di divisione, fino al 13 novembre 1942 quando venne incaricato delle funzioni di comandante del XXXI corpo d'armata.

Promosso generale di corpo d'armata, nel febbraio 1943 fu inviato in Tunisia al comando del XX corpo d'armata, dove fu catturato dagli inglesi nel maggio dello stesso anno e trasferito in Inghilterra quale prigioniero di guerra. Rimpatriato nel novembre successivo, il giorno sedici dello stesso mese venne nominato sottosegretario al Ministero della guerra nel I Governo Badoglio, carica che ricoprì fino al 12 febbraio 1944, quando fu nominato Ministro della guerra, incarico che ricoprì senza interruzioni anche nel II Governo Badoglio, fino al 18 giugno 1944. Caduto il Governo, nel mese di luglio del 1944 assunse la prestigiosa carica di comandante generale dell'arma dei carabinieri.

Dovette lasciare tale incarico nel marzo 1945 a causa delle polemiche scoppiate dopo la fuga del generale Mario Roatta, già suo comandante di armata in Slovenia nel 1942. In seguito ricoprì la carica di segretario generale del ministero della difesa. Nelle sue memorie, pubblicate nel 1946 col titolo di "vittoria di un popolo" pubblicato a Roma dall'editrice Corso, non vi è traccia del suo ruolo nella guerra di repressione alla resistenza iugoslava. Non a caso la narrazione comincia nell'autunno 1942 quando, tornato dalla Slovenia, comandava il XXXI corpo d'armata in Calabria. Dopodiché racconta le sue vicende in Tunisia, in prigionia in Gran Bretagna e quindi di nuovo in Italia, nella ricostruzione dell'esercito italiano.

Collegamenti esterni [modifica]

Predecessore Comandante del XXXI Corpo d'Armata Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Felice Gonnella 1942 - 1943 Camillo Mercalli
Predecessore Ministro della Guerra del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Antonio Sorice 11 febbraio 1944 - 17 aprile 1944 Sé stesso I
Sé stesso 22 aprile 1944 - 8 giugno 1944 Alessandro Casati II
Predecessore Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Successore Flag of the commanding general of the Carabinieri.svg
Giuseppe Pièche 21 luglio 1944 - 6 marzo 1945 Brunetto Brunetti
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