Gneo Pompeo

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Denario di Gneo Pompeo
Pompeia9-6.jpg
Testa elmata di Roma, avanti M POBLICI LEG PRO, dietro P R CN MAGNVS IMP, Hispania offre una palma a Gneo Pompeo
AR denario; 46-45 a.C.

Gneo Pompeo (lat. Gnaeus Pompeius), noto anche come Pompeo il Giovane (Roma, 75 a.C. ca. – 12 aprile 45 a.C.) è stato un politico e generale romano della tarda Repubblica Romana.

[modifica] Biografia

Gneo Pompeo era il figlio maggiore di Pompeo Magno e della sua terza moglie Mucia Tertia. Sia lui che il fratello minore Sesto crebbero all'ombra del padre che era uno dei migliori generali di Roma, e che inizialmente non era schierato con gli Ottimati ma che si alleò con questi quando ruppe con Cesare. Quando Cesare passò il Rubicone nel 49 a.C., dando così inizio alla guerra civile, Gneo seguì il padre nella loro fuga verso est, come fece la maggior parte degli Ottimati. L'esercito di Pompeo fu sconfitto nella battaglia di Farsalo nel 9 agosto del 48 a.C., e Pompeo stesso dovette fuggire per salvare la vita ma fu assassinato in Egitto il 29 settembre dello stesso anno.

Dopo l'omicidio, Gneo e suo fratello Sesto si unirono alla resistenza contro Cesare nella provincia d'Africa. Insieme a Metello Scipione, Catone l'Uticense e altri senatori, si prepararono ad opporsi a Cesare e al suo esercito fino alla fine. Cesare sconfisse Metello Scipione e Catone, che successivamente si suicidò, durante la battaglia di Tapso 46 a.C. Gneo scappò ancora una volta, questa volta alle Isole Baleari, dove si unì a Sesto. Insieme a Tito Labieno, generale precedente nell'esercito di Cesare, i fratelli Pompeo attraversarono la Spagna romana (la penisola iberica, che comprende gli attuali Spagna e Portogallo), dove formarono un'altra armata.

Cesare li inseguì e il 17 marzo, 45 a.C., gli eserciti si scontrarono nella battaglia di Munda. Entrambi i fronti erano ben guarniti e condotti da abili generali. La battaglia fu uno scontro equilibrato, ma alla fine una carica della cavalleria di Cesare cambiò la situazione a suo favore. Nel corso della battaglia e nella fuga atterrita che ne seguì morirono Tito Labieno, insieme a circa 30 000 uomini tra i pompeiani. Gneo e Sesto riuscirono di nuovo a scappare. Tuttavia, questa volta, fu difficile trovare dei sostenitori perché era ormai chiaro che Cesare avrebbe vinto la guerra civile. In poche settimane Gneo Pompeo fu catturato e giustiziato per tradimento. Anche Sesto Pompeo riuscì a precedere i suoi nemici e sopravvisse al fratello maggiore per alcuni anni. Sua moglie Claudia Pulchra, sorella della prima moglie di Marco Giunio Bruto, anch'essa Claudia.

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