Gaio Memmio

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Gaio Memmio (... – 46 a.C. circa) era un politico romano vissuto nel I secolo a.C..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu il dedicatario del De rerum natura del poeta epicureo Lucrezio, di cui fu probabilmente il protettore. È probabile che questo Gaio Memmio sia la stesso Gaio Memmio che Catullo seguì in Bitinia; il poeta criticò fortemente questa avventura, la cui sola nota positiva fu la visita alla tomba del fratello, che si trovava nel loro tragitto. Negli anni 70-50 a.C. partecipò alla vita politica schierandosi con Pompeo contro Cesare. Cicerone nel Brutus lo descrive come un coltissimo intellettuale molto amante della letteratura greca e sappiamo da altre fonti che fu poeta egli stesso.

Fu pretore nel 58 a.C. e propretore in Bitinia nel 57 a.C..

Un altro evento noto della sua vita è il fatto che tra il 54 a.C. e il 53 a.C. rimase coinvolto in una vicenda di corruzione e fu costretto a rifugiarsi in esilio ad Atene. Durante la sua permanenza ad Atene, dalla testimonianza di Cicerone (nella lettera Ad Familiares XIII,1) apprendiamo di un suo progetto di demolizione della casa di Epicuro nel quartiere di Melite per costruirsi una sua dimora più sfarzosa. Probabilmente a questo episodio è dovuto il fatto che Lucrezio nomini Gaio Memmio nel suo poema solo in due occasioni, nonostante ne fosse il dedicatario.

Sposò Fausta figlia del dittatore Silla, ma il matrimonio durò poco per le continue infedeltà della donna; dopo il divorzio nel 55 a.C. Fausta si risposò con Tito Annio Milone.

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