Aulo Gabinio

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Aulo Gabinio
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Aulus Gabinius.jpg
Aulo Gabinio, moneta di provenienza siriana
Nome originale Aulus Gabinius
Consolato 58 a.C.

Aulo Gabinio (latino: Aulus Gabinius;; ... – 47 a.C.) fu una delle più importanti personalità politiche del periodo che precedette la guerra civile tra Cesare e Pompeo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È possibile che sia quel Gabinio che partecipò come tribunus militum alla prima guerra mitridatica, sotto il comando del proconsole, Lucio Cornelio Silla, nell'87-84 a.C.[1]

Il suo nome resta però indissolubilmente legato alla Lex Gabinia, con la quale, come tribuno della plebe, nel 67 propose di concedere a Pompeo Magno i più ampi poteri possibili per condurre la guerra contro i pirati che ormai da decenni rendevano insicuro il Mediterraneo e le sue coste.

Il decreto provocò fortissime proteste e tensioni dato che avrebbe concentrato nelle mani di un solo uomo un forte potere: massima libertà operativa, un'armata di 500 navi, 5.000 cavalieri e un totale di 20 legioni. La legge passò grazie all'appoggio politico di Cesare e Cicerone, che, pur dichiarandosi consapevole della loro illegalità, la riteneva necessaria. L'anno seguente, Gabinio seguì come legato Pompeo, che dopo aver piegato in soli tre mesi le resistenze dei pirati, con il mandato conferitogli dalla Lex Manilia (altra legge sulla falsariga delle Gabinie) aveva aggredito Mitridate re del Ponto in Asia. Prese quindi parte alla fase finale della terza guerra mitridatica, spingendosi come legatus di Pompeo oltre l'Eufrate, fino al Tigri.[2]

Nel 61, Gabinio divenne pretore e organizzò giochi sontuosi. Nel 58 a.C., Gabinio divenne console, favorendo, in questa veste, l'azione che il tribuno della plebe Publio Clodio Pulcro stava intraprendendo contro Cicerone, che fu costretto all'esilio per aver illegalmente condannato a morte dei cittadini romani che avevano partecipato alla congiura di Catilina (63 a.C.).

Nel 57 a.C. ottenne il governo della provincia di Siria, represse la rivolta dei giudei e restituì a Ircano il suo ruolo di sommo sacerdote a Gerusalemme, introdusse importanti cambiamenti nel governo della Giudea e ricostruì molte città. Nel 55 a.C., fu mandato in Egitto da Pompeo, rimettendo sul trono Tolomeo XII Aulete, che era stato spodestato in precedenza. Ma durante la sua assenza, la Siria era stata devastata dai predoni, mentre Alessandro, figlio di Aristobulo, aveva preso le armi per strappare a Giovanni Ircano II il titolo di sommo sacerdote. Anche se con alcune difficoltà, Gabinio riuscì a ristabilire l'ordine, lasciando poi nel 54 il governatorato al suo successore, Marco Licinio Crasso. Tornato a Roma, fu sottoposto a tre processi per concussione, condannato ed esiliato (le sue proprietà furono confiscate). Richiamato da Cesare nel 49 a.C., allo scoppio della guerra civile, ottenne il comando delle operazioni nell'Illyricum, dove fu attaccato dai Dalmati, riuscendo, anche se con grande difficoltà, a riparare a Salona.[3] Sembra che avesse a sua disposizione tre nuove legioni (la XXXIII, la XXXIV e la XXXV) e che si unì a Lucio Cornificio (che aveva alle sue dipendenze le legioni XXXI e XXXII) per combattere contro queste popolazioni, al tempo della battaglia di Farsalo.[4] Lì, riuscì a respingere gli attacchi sferrati dal comandante pompeiano Marco Ottavio, ma alla fine del 48, o agli inizi del 47, morì di malattia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Plutarco, Vita di Silla, 16, 8.
  2. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVII, 5.2.
  3. ^ Appiano di Alessandria, Guerra illirica, 12.
  4. ^ H.Parker, Roman legions, pp.64-65.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D.C. Braund, Gabinius, Caesar, and the 'publicani' of Judaea, «Klio» 65 (1983), 241-244
  • H.E. Butler - M. Cary, Gabinius and his Governorship in Syria, in H.E. Butler - M. Cary, M. Tulli Ciceronis. De provinciis consularibus oratio ad senatum, Oxford 1924, 89-97
  • L. Fezzi, Il tribuno Clodio, Roma-Bari 2008
  • H.Parker, Roman legions, Cambridge 1958, p.64-65.
  • E. Matthews Sanford, The Career of Aulus Gabinius, «Trans. Proc. Am. Philol. Ass.» 70 (1939), 64-92
  • G. Stöcchi, Aulo Gabinio e i suoi processi (1892)
  • R.S. Williams, The Role of Amicitia in the Career of A. Gabinius (cos. 58), «Phoenix» 32 (1978), 195-210

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Giulio Cesare I
Marco Calpurnio Bibulo
(58 a.C.)
con Lucio Calpurnio Pisone Cesonino
Publio Cornelio Lentulo Spintere
Quinto Cecilio Metello Nepote

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