Publio Vatinio

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Publio Vatinio
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Publius Vatinius
Gens Vatinia
Consolato 47 a.C.

Publio Vatinio (... – ...) fu un uomo politico dell'ultimo periodo della Roma repubblicana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vatinio fu questore nel 63 a.C., lo stesso anno del consolato di Marco Tullio Cicerone, che lo inviò a Pozzuoli. Ma Vatinio fu così rapace che gli abitanti di Pozzuoli protestarono proprio presso Cicerone. Servì poi come legato di Gaio Cosconio e anche in questo caso Cicerone lo accusò di ruberie e malversazioni.

Nel 59 divenne tribuno della plebe al soldo del console Gaio Giulio Cesare, a favore del quale avanzò molte proposte di legge, tra cui la famosa lex Vatinia che diede a Cesare per un quinquennio il proconsolato delle province della Gallia Cisalpina e l'Illirico, a cui un senatoconsulto aggiunse la Gallia Transalpina. Fu durante il suo tribunato che il delatore Lucio Vezio accusò molti importanti uomini di stato, tra cui Cicerone (fiero nemico di Vatinio), di complottare contro la vita di Pompeo Magno.

Vatinio servì poi sotto Cesare come legato in Gallia, ma ritornò presto a Roma per ragioni politiche, ma mancò la nomina a pretore. Continuò poi il suo "scontro" con Cicerone, testimoniando contro due amici di quest'ultimo, Milone (nel 52 a.C.) e Sestio (nel 56 a.C.). In risposta Cicerone difese Sestio, attaccando Vatinio nell'orazione In Vatinium testem.

Pretore nel 55 a.C., fu accusato da Gaio Licinio Calvo e difeso da Cicerone, che prese questa decisione per non offendere i triumviri Cesare, Pompeo e Crasso e voleva la loro protezione da Publio Clodio.

Vatinio tornò in Gallia nel 51 a.C. di nuovo come legato e poi partecipò dalla parte di Cesare alla guerra civile contro Pompeo e difese con successo Brindisi, ragion per cui fu ricompensato col consolato nel 47 a.C. Nel 46 a.C. sconfisse l'esercito pompeiano guidato da Marco Ottavio in Illirico, vittoria per cui ricevette una ovatio. Fu però costretto ad arrendersi nel 44 a.C. dal cesaricida Marco Giunio Bruto in Macedonia perché le truppe di Vatinio si erano pronunciate a favore del nemico.

Compare l'ultima volta sulla scena storica nei Fasti Capitolini per aver celebrato un trionfo nel dicembre del 43 a.C.

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Giulio Cesare II
Publio Servilio Vatia Isaurico I
47 a.C.
con Quinto Fufio Caleno
Gaio Giulio Cesare III
Marco Emilio Lepido I